«La necessità dello spostamento dell'evento Gran Noè è stata determinata da diversi fattori, in primis l'esigenza di sdoganare una manifestazione di carattere comunale/regionale su scala internazionale/nazionale».
E' stata questa la risposta che ho ricevuto dall'assessore regionale competente in merito alla mia interrogazione (condivisa da tutti i consiglieri regionali della Provincia a eccezione del leghista Razzini) sullo spostamento del Gran premio Noè da Gradisca a San Daniele. Una risposta che non ha affatto convinto.
L'assessore infatti sostiene che «la realizzazione del Gran Noè a San Daniele permette una maggior capitalizzazione delle risorse promozionali investite dalle regione visto il numero di presenza di visitatori». In pratica, la Regione punterebbe a mettere assieme prosciutto di San Daniele e vino, «come da più parti richiesto». Infine, Violino sostiene che «nella decisione ha avuto il suo peso anche il fatto che attualmente l'enoteca La Serenissima, che avrebbe dovuto rappresentare il fulcro della manifestazione, non è più disponibile, indicazione che non era stata fornita dall'amministrazione comunale durante gli incontri preliminari».
Insomma, tutto qui. Mi pare quindi che di motivi seri per lo spostamento non ce ne siano: si è trattato di uno scippo vero e proprio, della volontà pura di spostare una manifestazione importante nell'udinese (non bastava evidentemente averla già nel Friuli), dimostrazione di un vergognoso comportamento «pantianiccocentrico» (dal nome del paese natale dell'assessore). Niente altro.
mercoledì 1 giugno 2011
Premio Noè: una risposta... pantianiccocentrica
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