L'approvazione della riforma della normativa sull'acquisizione della cittadinanza secondo il principio dello "ius soli" (acquisisce la cittadinanza italiana chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri in possesso di permesso di soggiorno) alla Camera è un momento molto importante, e che non deve spaventare nessuno né essere considerato una riforma a metà. La verità è che con le attuali condizioni questo è il massimo che si poteva ottenere, ed è comunque un passo molto importante che è stato fatto nel riconoscere il diritto di persone che, pur non essendo nate in Italia, sono ormai italiane a tutti gli effetti. Dopo anni di immobilità un primo traguardo è stato raggiunto; adesso avremo il tempo di valutare gli effetti di questa prima riforma e capire come andare oltre.
Tutte le informazioni le trovate qui.
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giovedì 15 ottobre 2015
mercoledì 28 gennaio 2015
Verso l'elezione del Presidente..
Come sapete da domani si aprono giorni importanti per il nostro paese, con l'elezione del Presidente della Repubblica dopo le dimissioni di Napolitano. L'atmosfera qui alla Camera è molto più distesa e meno pesante della precedente elezione (per cui ho l'impressione che scene come quella dei 101 franchi tiratori non si ripeteranno...). In questi giorni siamo stati sentiti un po' tutti, informalmente, più che sul nome, sulle caratteristiche che il nuovo presidente dovrà avere; e tutti abbiamo espresso lo stesso pensiero: deve essere autorevole, stimato anche oltre i nostri confini, e in grado di gestire situazioni difficili (come ha dimostrato di saper fare Napolitano). Vogliamo inoltre che sia un nome più condiviso possibile.
Domani (29 gennaio) alle 13.00 gli elettori Pd (460 persone) sono convocati in una riunione con il segretario, nel corso della quale si deciderà il metodo di votazione (al momento, in serata, è ancora valida l'ipotesi della scheda bianca nelle prime tre votazioni e poi la scelta nella quarta (dove il quorum scenderà alla metà dei votanti).
Vedremo quindi domani alle 13.00 che cosa verrà detto in riunione. Quel che sembra sicuro (e lo spero) è che non si ripeteranno le vicende della precedente elezione. In questi giorni ho incontrato Bersani e molte persone vicine al segretario, e devo dire che tutti mi sembrano molto presi nella missione di trovare un nome condiviso salvaguardando l'unità del partito. La mia speranza è che quindi entro sabato (o forse già venerdì notte) avremo il nostro nuovo presidente.
Domani (29 gennaio) alle 13.00 gli elettori Pd (460 persone) sono convocati in una riunione con il segretario, nel corso della quale si deciderà il metodo di votazione (al momento, in serata, è ancora valida l'ipotesi della scheda bianca nelle prime tre votazioni e poi la scelta nella quarta (dove il quorum scenderà alla metà dei votanti).
Vedremo quindi domani alle 13.00 che cosa verrà detto in riunione. Quel che sembra sicuro (e lo spero) è che non si ripeteranno le vicende della precedente elezione. In questi giorni ho incontrato Bersani e molte persone vicine al segretario, e devo dire che tutti mi sembrano molto presi nella missione di trovare un nome condiviso salvaguardando l'unità del partito. La mia speranza è che quindi entro sabato (o forse già venerdì notte) avremo il nostro nuovo presidente.
mercoledì 29 gennaio 2014
Ricordo dell'on. Michele Martina
Il mio ricordo dell'on. Michele Martina alla Camera dei Deputati
Mercoledì 22 gennaio si
è spento improvvisamente ma serenamente, nella sua casa di Gorizia,
all'età di 87 anni, l'onorevole senatore Michele Martina, Ha svolto
innumerevoli incarichi pubblici e privati nella sua lunga vita: oggi
qui alla Camera lo ricordiamo come giovane deputato, dal 1958 al
1963, dove ha operato soprattutto portando la testimonianza e la
cultura di una terra, il ''goriziano e l'isontino'', travolta dalle
tragedie del secolo breve ma capaci, grazie a uomini come Martina, di
superarle nella logica della collaborazione concreta dell'ascolto e
della comprensione, del reciproco rispetto dimenticando la
contrapposizione ideologica e linguistica che tanti danni ha creato
una terra multilingua, la mia, dove sempre hanno vissuto in pace
gente slovena, friulana, italiana. Giovanissimo dirigente dell'Azione
cattolica della Democrazia cristiana di Gorizia, confortato nella sua
fede cristiana, ha dedicato con laicità tutta la sua lunga vita al
bene della comunità, sia goriziana, sia friuligiuliana, italiana e
slovena. Michele Martina aveva studiato il martirio delle moltitudini
di giovani italiani e delle tante altre nazioni sul fronte
dell'Isonzo, durante la Prima Guerra Mondiale. Sapeva dei misfatti
del fascismo, aveva assistito alle barberie del nazismo e del
comunismo reale e e alla immane tragedia delle foibe, fino alla
divisione, anche fisica, della città di Gorizia, divisa in due con
un confine parte della cisiddetta ''cortina di ferro'' che divise nel
1947 anche case e fabbriche, conunità e famiglie e perfino cimiteri
e chiese. Dal 1965 al 1972 è stato sindaco di Gorizia e
successivamente svolto il ruolo di senatore. Come amministratore
locale e Politico a Roma si impegnò per la ricostruzione della città
di Gorizia e provinciae, la realizzazione dell'aeroporto del Fvg,
dell'autostrada, Venezia Trieste, con diramazione Lubiana, la
fondazione dell'situtito di sociologia internazionale e dell'istituto
di icontri culturali e mitteleuropei di gorizia, favorì la prima
esperienza di apertura de manicomi del professor Basaglia proprio a
Gorizia, lo sviluppe delle partceupazioni statali nella ricostruzione
industriale, in particolare dei cantieri di Monfalcone. Infine si
impegnò per la nascita della zona franca di Gorizia, favorì il
trattato di Roma, e la nascita della Regione autonoma Friuli Venezia
Giulia, riuscendo a fra riconoscere la nostra specialità proprio per
il ruolo di ponte verso l'Est. Ricordava con grande onore di aver
partecipato, il 9 giugno 1967 agli Stati generali d'Europa, voluti da
Willy Brandt a Berlino, dove davanti a 2000 componenti disse «Anche
noi siamo tra quelli che credono che l'Europa non vada costruita solo
su schemi di convenienza economica ma debba soprattutto guardare ad
un'integrazione politica che offra per matrici la storia, la cultura,
la civiltà che deve esprimersi in comprensione tra i popoli, in
convivenze amichevoli nelle diversità e in umanità». Micherle
Martina nel 1967, ripeto nel 1967, aveva poco più di 40 anni, e
parlava così avendo sottoscritto accordi e relazioni, iniziati nella
clandestinità, con il sindaco di Nova Gorica, Josko Strukelj,
(diventato negli anni suo fraterno amico) nonostante qeust'ultimo
fosse figlio del commissario goriziano, nei 40 giorni della spietata
tragedia consumata a Gorizia, dalle Brigate del marescioallo Tito con
la scomparsa di più di 600 cittadini. Tra lui (italiano, cattolico,
democristiano) e Josko (sloveno, non credente e comunicata jugoslavo)
c'era quindi una distanza enorme, ma entrambi avevano al primo punto
del loro agire, il futuro della popolazione legata dalla storia e
decisero di avviare assieme la stagione della pacificazione e dello
sviluppo culturale, sociale ed economico di questa terra di confine.
Insieme hanno arato i solchi della diffidenza e del rancore.
Inserendo in profondità i semi che avrebbero portato al trattato di
Osimo, al crollo del Muro di Berlino, alla pacificazione ed
integrazione europea, che ha poi portato nel 2006 alla eliminazione
anche fisica del confine tra Italia e Slovenia, unendo le due città,
Gorizia e Nova Gorica, in un unico territorio ''Goriziano'', per un
terzo Italia e due terzi Slovenia, ma tutto in Europa. Quanto
ricordato non è stato solo merito di Michele Martina, ma in tutto
c'è la sua impronta, di un se4rvizio pestato alla comunità, da uomo
semplice ma forte, modesto negli atteggiamenti ma severo nella
responsabilità di tutti verso il bene comune, schivo ma sempre
pronto ad aiutare i più deboli e bisognosi, operatore di pace e
solidarietà. Circa un mese fam, a Gorizia, l'ho incontrato assieme a
sua mgolie Lidia per l'ultima volta e nell'occasione mi chisede la
disponibilità a confrontarci sulla mia esperienza di deputato e
sulle difficoltà politiche, economioche e sociali che oggi viviamo.
A testimonanza di un'innata volontà di conoscere, confrontarci e
costruire il futuro.
lunedì 12 agosto 2013
Elettrocardiogramma: eliminato obbligo. Rimane la visita dal medico di base.
E' stato annullato dopo il passaggio al Senato e la definitiva approvazione alla Camera del 9 agosto, l'obbligo dell'esame dell'elettrocardiogramma per la pratica ludico-motoria giovanile e amatoriale prevista dal recente Decreto di applicazione della così detta Legge Balduzzi.
La Legge così approvata sarà attuativa con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, prevista fra una decina di giorni e dopo la firma del Presidente della Repubblica.
Ecco lo stralcio dell'art. 42 bis ( Ulteriore soppressione di certificazione sanitaria): «A fine di salvaguardare la salute dei cittadini promuovendo al pratica sportiva, per non gravare cittadini e Servizio Sanitario Nazionale di ulteriori e onerosi accertamenti e certificazioni, è soppresso l'obbligo di certificazione per l'attività ludico -motoria, giovanile e amatoriale prevista dall'art. 7 comma 11 del DL 13 settembre 2012 n. 158 convertito con modificazioni, dalla Legge 8 novembre 2012 n. 189 e dal Decreto del Ministero della Salute 24 aprile 2013 (Legge Balduzzi), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 169 del 20 luglio 2013». Rimane l'obbligo l'obbligo di certificazione presso il medico o pediatra di base per l'attività sportiva non agonistica. Sono i medici o i pediatri di base attualmente a stabilire dopo anamnesi e visita se i pazienti necessitano di ulteriori accertamenti come l'elettrocardiogramma.
Certo di aver fatto cosa dovuta, e ribadendo quindi la NON obbligatorietà dell'esame dell'elettrocardiogramma nell'attività ludico motoria giovanile e amatoriale, ho invitato, come presidente Coni Fvg, le Federazioni a darne massima divulgazione al fine di evitare costi e aggravi alle nostre Società Sportive in quanto tale obbligo sarà, fra una decina di giorni, non più necessario.
Ecco lo stralcio dell'art. 42 bis ( Ulteriore soppressione di certificazione sanitaria): «A fine di salvaguardare la salute dei cittadini promuovendo al pratica sportiva, per non gravare cittadini e Servizio Sanitario Nazionale di ulteriori e onerosi accertamenti e certificazioni, è soppresso l'obbligo di certificazione per l'attività ludico -motoria, giovanile e amatoriale prevista dall'art. 7 comma 11 del DL 13 settembre 2012 n. 158 convertito con modificazioni, dalla Legge 8 novembre 2012 n. 189 e dal Decreto del Ministero della Salute 24 aprile 2013 (Legge Balduzzi), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 169 del 20 luglio 2013». Rimane l'obbligo l'obbligo di certificazione presso il medico o pediatra di base per l'attività sportiva non agonistica. Sono i medici o i pediatri di base attualmente a stabilire dopo anamnesi e visita se i pazienti necessitano di ulteriori accertamenti come l'elettrocardiogramma.
Certo di aver fatto cosa dovuta, e ribadendo quindi la NON obbligatorietà dell'esame dell'elettrocardiogramma nell'attività ludico motoria giovanile e amatoriale, ho invitato, come presidente Coni Fvg, le Federazioni a darne massima divulgazione al fine di evitare costi e aggravi alle nostre Società Sportive in quanto tale obbligo sarà, fra una decina di giorni, non più necessario.
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venerdì 9 agosto 2013
Obbligo assicurazione per professionisti: ottenuto il rinvio
Un ordine del giorno che impegna il Governo a inserire in un prossimo atto la proroga di anno per il provvedimento che prevedeva la stipula di un'assicurazione obbligatoria da parte dei professionisti è stato approvato oggi dalla Camera. L'odg, a prima firma mia e sottoscritto dagli onorevoli Pellegrino (Sel), Gandolfo, Garofalo e Manfredi, prevede che la proroga dell'assicurazione, ora concessa esclusivamente per le professioni sanitarie, sia destinata anche alle altre categorie professionali.
Con l’ordine del giorno si stigmatizza l'obbligo dei professionisti di stipulare un'idonea assicurazione per i rischi derivanti dall'esercizio dell'attività professionale. E’ importante che il Governo abbia dato parere favorevole al nostro ordine del giorno, e che il rinvio dell'obbligo sia previsto per tutti gli iscritti ai vari ordini professionali. In questo modo si sana una situazione che al momento prevede una disparità di trattamento, mettendo sullo stesso piano tutte le categorie professionali.
Con l’ordine del giorno si stigmatizza l'obbligo dei professionisti di stipulare un'idonea assicurazione per i rischi derivanti dall'esercizio dell'attività professionale. E’ importante che il Governo abbia dato parere favorevole al nostro ordine del giorno, e che il rinvio dell'obbligo sia previsto per tutti gli iscritti ai vari ordini professionali. In questo modo si sana una situazione che al momento prevede una disparità di trattamento, mettendo sullo stesso piano tutte le categorie professionali.
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