Due sono i motivi per i quali le città di Gradisca e Gorizia si trovano a dover assorbire quasi l'intero carico dei richiedenti asilo in provincia: primo, che le commissioni territoriali di Padova e Venezia non sono ancora completamente a pieno regime; secondo, la mancanza di alternative per l'accoglienza a parte il Cara. Questo, spiega il deputato Pd Giorgio Brandolin, è quanto è emerso nel corso dell'audizione del Capo Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'Interno, prefetto Mario Morcone al Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen. Il primo problema risolverà a breve, visto che già entro qualche settimana le due commissioni saranno del tutto operative, con notevoli sgravi per il nostro territorio. Il secondo invece si risolverà quando la Regione Fvg determinerà, con il Piano regionale di accoglienza, quali Comuni saranno dotati di strutture di accoglienza e per quanti rifugiati. Morcone ha ricordato che in tutta Italia si parla di 80.000 richieste, che dovrebbero essere divise proporzionalmente alla popolazione. La quota del Fvg dovrebbe aggirarsi sui 1.500-2000. Il che significa che,
se in rapporto alla popolazione meno di 10 Comuni saranno individuati in tutto il territorio
dell'Isontino, a ognuno di loro farà riferimento solo una decina di rifugiati. Infine, lo stesso capo dipartimento ha sottolineato, facendo riferimento proprio alla nostra realtà, la necessità di utilizzare i fondi messi a disposizione per i lavori socialmente utili riservati ai richiedenti asilo. Non si prevedono compensi (è prevista solo la copertura degli oneri assicurativi) ma si otterrebbero, facendone ricorso ogni volta possibile, due risultati: molti vantaggi per la comunità, e l'innescarsi di ''buone pratiche'' per l'integrazione.
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venerdì 27 marzo 2015
lunedì 16 marzo 2015
Cara Gradisca: si dia risposta a esigenze dei lavoratori
Ho presentato al Governo un'interrogazione sulla situazione al Centro Cara Cda di Gradisca d’Isonzo, che attualmente ospita i richiedenti asilo in attesa di esame presso la commissione territoriale di Gorizia, e che in precedenza ospitava anche un Cie, ora riqualificato come Cara-2, originariamente solo per rispondere a ''situazioni di emergenza'', ma di fatto ormai utilizzato continuamente visto il continuo afflusso di richiedenti asilo sul territorio. L'interrogazione ricorda la drammatica situazione professionale e lavorativa dei 70 dipendenti del Consorzio Luoghi Comuni – Connecting People fino a ora gestore del Cara, che a oggi hanno ricevuto appena lo stipendio di ottobre 2014, e che con la ventilata ipotesi di gestione affidata a volontari della Croce Rossa rischiano il posto di lavoro, con evidente ricaduta disastrosa sulle loro famiglie e sull'economia del territorio goriziano.
Le organizzazioni sindacali hanno già tentato due volte la via della conciliazione obbligatoria senza risultato, e si sono dichiarate preoccupate sia per la situazione dei pagamenti, che per le mancate novità rispetto alla ipotetica risoluzione consensuale dell'appalto, nonché per la mancata volontà annunciata dal Ministero in merito all’inserimento della clausola di salvaguardia occupazionale per i 70 lavoratori, nonostante essi abbiano maturato nel corso delle varie gestioni una notevole esperienza
lavorativa, che tornerebbe di sicuro utile a un futuro gestore.
Chiedo quindi al governo quali misure si stiano prendendo sia per assicurare ai lavoratori del Centro Cara Cda di Gradisca d’Isonzo la dovuta corresponsione delle retribuzioni finora maturate e non ancora corrisposte, che per assicurare la loro occupazione, rivedendo ad esempio la posizione del Ministero sul mancato procedimento di applicazione della clausola sociale.
Le organizzazioni sindacali hanno già tentato due volte la via della conciliazione obbligatoria senza risultato, e si sono dichiarate preoccupate sia per la situazione dei pagamenti, che per le mancate novità rispetto alla ipotetica risoluzione consensuale dell'appalto, nonché per la mancata volontà annunciata dal Ministero in merito all’inserimento della clausola di salvaguardia occupazionale per i 70 lavoratori, nonostante essi abbiano maturato nel corso delle varie gestioni una notevole esperienza
lavorativa, che tornerebbe di sicuro utile a un futuro gestore.
Chiedo quindi al governo quali misure si stiano prendendo sia per assicurare ai lavoratori del Centro Cara Cda di Gradisca d’Isonzo la dovuta corresponsione delle retribuzioni finora maturate e non ancora corrisposte, che per assicurare la loro occupazione, rivedendo ad esempio la posizione del Ministero sul mancato procedimento di applicazione della clausola sociale.
mercoledì 10 settembre 2014
Lavoratori Cara Gradisca: assicurazioni su pagamento stipendi
Dopo l'anticipo dell'80% degli stipendi da luglio a dicembre 2013, è arrivato negli scorsi mesi sempre dalla Prefettura la corresponsione di un'ingente somma da utilizzare per il pagamento del personale e dei prestatori d'opera che permettono il funzionamento del Cie di Gradisca. È questa la buona notizia riferita dal sottosegretario all'Interno, Domenico Manzione, all'interrogazione da me presentata in merito alla grave situazione economica di lavoratori dell'ex Cie di Gradisca.
Il centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) e il Centro Cie di Gradisca erano gestiti dal consorzio Connecting People di Trapani. Il funzionamento del Cie è stato, come si sa, sospeso, ma è sempre attivo il Cara.
L'ente gestore, avevo fatto presente, versa in una situazione di difficoltà economica, e ha presentato istanza per essere ammesso alla sezione fallimentare del Tribuinale di Trapani, per poter proseguire la sua attività. Nella mia interrogazione avevo proposto una soluzione: siccome le mensilità arretrate da giugno a dicembre 2013 erano state pagate, seppure all’80%, direttamente dalla Prefettura senza che il denaro passasse attraverso l’ente gestore, chiedo al ministro se non sia il caso che la Prefettura si sostituisca in maniera continuativa e definitiva a Connecting People e provveda direttamente al pagamento degli stipendi per evitare che si perpetui questa drammatica situazione sia per gli operatori che i rifugiati.
La risposta è stata che la Prefettura di Gorizia «ha provveduto a corrispondere, in due tempi, l'80% delle retribuzioni previste da luglio a dicembre 2013, comprese le tredicesime» e che «inoltre, nei mesi giugno e luglio scorsi, ha corrisposto un'ingente somma all'ente gestore, quale corrispettivo dei servizi resi», somma che, è stato ampiamente assicurato, verrà utilizzata per il «pronto pagamento di alcune mensilità in favore del personale e dei prestatori d'opera». Il Sottosegretario ha inoltre voluto assicurare che «la vicenda è seguita con la massima attenzione dalla Prefettura, al fine di tutelare i diritti dei lavoratori che prestano servizio al centro, e allo stesso tempo, garantire adeguati standard di accoglienza».
L'ente gestore, avevo fatto presente, versa in una situazione di difficoltà economica, e ha presentato istanza per essere ammesso alla sezione fallimentare del Tribuinale di Trapani, per poter proseguire la sua attività. Nella mia interrogazione avevo proposto una soluzione: siccome le mensilità arretrate da giugno a dicembre 2013 erano state pagate, seppure all’80%, direttamente dalla Prefettura senza che il denaro passasse attraverso l’ente gestore, chiedo al ministro se non sia il caso che la Prefettura si sostituisca in maniera continuativa e definitiva a Connecting People e provveda direttamente al pagamento degli stipendi per evitare che si perpetui questa drammatica situazione sia per gli operatori che i rifugiati.
La risposta è stata che la Prefettura di Gorizia «ha provveduto a corrispondere, in due tempi, l'80% delle retribuzioni previste da luglio a dicembre 2013, comprese le tredicesime» e che «inoltre, nei mesi giugno e luglio scorsi, ha corrisposto un'ingente somma all'ente gestore, quale corrispettivo dei servizi resi», somma che, è stato ampiamente assicurato, verrà utilizzata per il «pronto pagamento di alcune mensilità in favore del personale e dei prestatori d'opera». Il Sottosegretario ha inoltre voluto assicurare che «la vicenda è seguita con la massima attenzione dalla Prefettura, al fine di tutelare i diritti dei lavoratori che prestano servizio al centro, e allo stesso tempo, garantire adeguati standard di accoglienza».
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