Siete tutti invitati per una riflessione su cosa ha comportato quell'evento negli anni a venire....
mercoledì 8 ottobre 2014
mercoledì 9 aprile 2014
Giovedì 10 aprile convegno su logistica europea. Ore 16.00 a Monfalcone.
Ingresso libero a tutti. Partecipate!
domenica 1 settembre 2013
Lunedì 2 settembre a Gradisca d'Isonzo
Crediamo che il partito sia un corpo collettivo, luogo di idee e di politica e non di posizioni personalistiche e polemiche sterili o candidature calate dall'alto.
Coerenti con il nostro percorso crediamo sia necessario incontrarci e discutere su come affrontare il prossimo congresso e il rinnovo degli organismi dirigenti provinciali.
Ci troveremo a Gradisca d'Isonzo, sala riunioni Hotel Franz, lunedì 2 settembre alle ore 17.30.
Idee, impegno e serietà per ricostruire il Pd anche nella nostra provincia.
lunedì 29 luglio 2013
Lunedì 29 luglio: appuntamento annullato
venerdì 12 luglio 2013
A Selz si riflette sul futuro del Pd
venerdì 16 novembre 2012
Si avvicinano le primarie
Per quanto riguarda le province di Gorizia e Trieste, si ricorda che gli uffici elettorali sono aperti sabato 17 novembre a Gorizia dalle 9 alle 13 (nella sede del Pd di via D'Annunzio), a Monfalcone dalle 9 alle 13 (nella sede del Pd di via Verdi 48 e con banchetto in piazza della Repubblica), a Cormons dalle 9 alle 13 (nella sede del Pd di via Udine 5), a Grado dalle 9 alle 13, nella sala Biagio Marin di via Marchesini 49, a Romans d'Isonzo dalle 9 alle 12 (nella sede del Pd in via della Sedima 13), a Ronchi dei Legionari dalle 9.30 alle 12.30 (nella sede del Pd di via VII giugno 8), a Sagrado dalle 10.30 alle 12.30 (nella sede del Pd di via Dante 37), a San Canzian d’Isonzo dalle 9 alle 13 (nella Casa del popolo di Begliano in via Oberdan 16), a San Pier d'Isonzo dalle 9 alle 13 al gazebo di Piazza del Popolo e a Villesse domenica 18 novembre dalle 10 alle 12 in piazza San Rocco 6.
A Trieste la sede di via XXX Ottobre è aperta dal 12 al 16 novembre dalle 10 alle 12, il 16 novembre dalle 15 alle 19, dal 19 al 23 novembre dalle 10 alle 12 , dal 19 al 22 novembre dalle 15 alle 17 e il 23 novembre dalle 15 alle 19; la sede di via Martiri della Libertà sarà aperta il 16 novembre dalle 16 alle 20 e dal 19 al 23 novembre dalle 16 alle 20, nonchè il 24 novembre dalle 10 alle 12. La sede di san Giacomo (via della Guardia) sarà aperta il 21 novembre dalle 10 alle 13 e il 22 novembre dalle 17 alle 20; la sede di Opicina (Casa/Dom Brdina via di Prosecco 109 - Opicina)
dal 19 al 24 novembre dalle 16 alle 19; la sede di Duino il 20 novembre dalle 18 alle 20.
Che cosa si deve fare per iscriversi come elettore di centrosinistra? Possono iscriversi le elettrici ed elettori in possesso dei requisiti previsti dalle legge e coloro che compiono 18 anni entro il 25 novembre. Per farlo, basta presentarsi ai banchetti o agli uffici elettorali con un documento di identità e firmare l'appello ''Italia bene Comune'' e contemporaneamente segnarsi nell'Albo degli elettori, versando un contributo di 2 euro. In cambio si riceverà il certificato di elettore del centrosinistra.
Se si vuole l'iscrizione on line, basta collegarsi al sito ''www.primarieitaliabenecomune.it'', stampare il modulo e presentarsi all'ufficio elettorale per completare l'iscrizione e ricevere il certificato.
Il giorno delle primarie ci si dovrà presentare al seggio con il certificato, il documento d'identità e la tessera elettorale. I seggi saranno aperti dalle 8.00 alle 20.00.
Mi raccomando, vi aspettiamo domenica 25 novembre.
sabato 10 settembre 2011
Commissario laguna: utile o strumentale?
Metodo effettivamente utile o strumento poco trasparente per quanto riguarda le consulenze? E' questo il dubbio che viene sollevato dai consiglieri regionale Travanut e Brandolin in merito alla gestione commissariale per l’emergenza socio-economica e ambientale della Laguna di Marano Lagnare e Grado. Una ''emergenza'' che, per i due consiglieri del Pd, deve cessare, visto che dei sei milioni di euro stanziati, ne rimangono per le opere effettive 250mila. Gli altri? Spesi in consulenze. E quando un vero dragaggio si è fatto, le varianti in corso d'opera sono state affidate con un semplice ''atto aggiuntivo'', suscitando più di qualche perplessità.
«La gestione commissariale per l’emergenza socio-economica e ambientale della Laguna di Marano Lagnare e Grado è operativa sin dal 2002 – affermano Brandolin e Travanut - dal mese di marzo 2009 al mese di luglio 2011 il Commissario di cui sopra ha speso la considerevole cifra di 6 milioni e 257 mila euro per studi, ricerche, progetti, analisi e rilievi per dare risposta all’emergenza della Laguna». Utili? Ci si chiede fino a che punto, visto che «una considerevole parte di quei fondi per studi, ricerche, eccetera, sono andati a finanziare il lavoro di un ristretto numero di società e professionisti, in alcuni casi nella completa assenza di evidenza pubblica per le procedure di assegnazione dei lavori e, spesso, attraverso il prolungamento e l’ampliamento dei contratti in essere».
Nello stesso periodo, spiegano i consiglieri, «è stata destinata ai lavori la risibile quota di 251.779 euro per il dragaggio, in punti diversi della laguna e in diversi momenti, di circa 25 mila metri cubi di fanghi».
E' vero che «nel gennaio 2008 è stata comunque esperita una gara di evidenza pubblica al fine di dragare 168 mila mc. di materiale per un valore di 4 milioni e 830 mila euro, e nel corso delle attività sono stati effettivamente dragati 57,6 mila metri cubi di fanghi», ma «il materiale dragato avrebbe dovuto essere depositato in siti appositamente individuati nei territori dei comuni di Grado e Lignano Sabbiadoro, peraltro non ancora idonei a tale funzione».
Che cosa è successo? «Nel frattempo, il Commissario ha predisposto una perizia suppletiva di variante per adattare un sito in località Fearul, nell’ambito della zona industriale Aussa Corno, per lo stoccaggio provvisorio del materiale che prevede una spesa aggiuntiva di 5,2 milioni di euro». E i lavori sarebbero stati affidati all’impresa incaricata del dragaggio con un semplice “atto aggiuntivo” al contratto originario, senza tenere conto che si tratta di lavori di ben altra natura rispetto a quelli affidati, lasciando così «parecchie perplessità sulle procedure adottate – affermano Brandolin e Travanut - considerato l’incremento del costo che ha avuto il lavoro in argomento, passando da 4 milioni 830 mila euro a 10 milioni di euro per il dragaggio e lo stoccaggio di 168 mila metri cubi di fanghi». E in tutto sono circa 3 milioni di mc i fanghi da dragare e da stoccare.
I due consiglieri quindi chiedono all'assessore competente una «valutazione dell’Amministrazione regionale sul prosieguo dei lavori, in considerazione dei costi che si dovranno sostenere per realizzare il progetto predisposto dal Commissario al fine di dare risposte efficaci all’emergenza della laguna di Gradi e Marano», e domandano «se non ritenga che sia opportuno, dopo quasi dieci anni, chiudere la gestione commissariale riaffidando le funzioni di manutenzione della Laguna alla competente Direzione regionale o, eventualmente, ad altro soggetto pubblico già oggi presente su quel territorio, tenuto conto che il Decreto legislativo 205/2010 non considera più come rifiuti i materiali di dragaggio derivanti da scavo e manutenzione delle vie d’acqua».
martedì 12 ottobre 2010
Fronte del Porto
In questo modo, tali compiti ricadono interamente in capo alla Regione. Questo quindi dovrebbe far cadere ogni difficoltà sul percorso del via ai lavori: la Regione ha tutti gli strumenti per muoversi quanto prima. Sono dodici anni e più che aspettiamo questo intervento, forse sarebbe il momento di fare qualcosa di concreto.
Secondo me, infatti, è indifferente chi realizzerà le opere (Consorzio Industriale o Azienda Speciale per il Porto), quello che importa è che si parta il prima possibile. Sono già due gli incontri che come consiglieri regionali abbiamo organizzato per discutere dei molti problemi del Porto e il terzo era in programma questa mattina.
Poi, nei prossimi giorni ci troveremo assieme al presidente della Quarta commissione consiliare per capire come è la situazione e quali manovre sono indispensabili per uscire dall'impasse burocratico.
venerdì 9 luglio 2010
I consiglieri regionali del Partito Democratico Giorgio Brandolin e Franco Brussa, preoccupati dallo stato in cui versa il tratto di spiaggia in concessione alla Fondazione ONLUS “Ospizio Marino di Grado”, hanno presentato oggi una interrogazione in Regione per sapere se il commissario straordinario della Fondazione provvederà ad autorizzare gli atti necessari al suo utilizzo.
Da molti anni, infatti, gli ospiti dell’Istituto Barellai di Grado, centro per la riabilitazione integrata di molte malattie determinanti disabilità ed handicap, fruiscono della vicina spiaggia mediante la posa di una passerella atta a percorrere anche con carrozzine l’arenile fino alla battigia, permettendo così anche a coloro che si muovono esclusivamente con quel tipo di ausili di usufruire di spiaggia e mare gradesi.
E per un migliore fruizione la spiaggia veniva attrezzata anche con la posa di cabine ed ombrelloni.
“Siccome ad oggi non risulta che il commissario straordinario abbia autorizzato la posa di passerella, cabine ed ombrelloni – affermano Brandolin e Brussa – chiediamo al Presidente della Regione e all’Assessore competente, con una certa urgenza, quando il commissario straordinario autorizzerà la posa per permettere finalmente anche a chi non si muove autonomamente di fruire dei benefici dei bagni di sole e di mare della spiaggia di Grado.”
“In caso di inutilizzo il danno, poi – chiudono i due esponenti regionali del PD - sarebbe ancor più grave perché fruiscono dei servizi dell’Istituto non solo utenti convenzionati con le Aziende sanitarie ma anche privati cittadini, in molti casi provenienti da fuori regione, che pagano di tasca propria tali servizi. Per cui, alla fine, i danni potrebbero essere non solo ambientali, con una spiaggia lasciata a se stessa, ma anche economici e di immagine”.
Trieste, 2 luglio 2010
domenica 30 maggio 2010
Sulle indennità...
Prendo spunto dalla vicenda dell'annunciata (e poi stoppata) riduzione degli stipendi di sindaco e assessore della giunta comunale di Gorizia per dire che, invece di inventarsi delle pagliacciate che lasciano il tempo che trovano, visti anche gli scarsissimi risultati pratici, come la riduzione del 5% degli stipendi, si potrebbe agire, da subito, verso una razionalizzazione dei costi, riducendo il numero delle cariche. La legge lo permette, dal momento che prevede un numero minimo e uno massimo di assessori.
Ricordo come, nel corso della mia Presidenza alla Provincia, ho fatto bene attenzione a non cedere alle pressioni per aumentare il numero delle cariche. Anzi: ho scelto di nominare il numero minimo di assessori, sei, e se fosse stato possibile li avrei ridotti a quattro. E la macchina, mi pare, funzionava bene lo stesso.
Ecco quindi una scelta facile e immediata per risolvere il problema dei costi: meno cariche, più deleghe alla stessa persona. Non solo: non appena sarà possibile, presenterò una proposta per intervenire sulla legislazione regionale prevedendo l'eliminazione di una carica che comporta solo costi, ovvero quella di Presidente del Consiglio (provinciale e comunale). Carica che può essere tranquillamente rivestita da Sindaco e Presidente della Provincia. Infatti, nel corso della mia presidenza, ho ricoperto tale incarico fino a quando non mi giunse una diffida che mi obbligava alla nomina, essendo la legge blindata in tal senso.
Ma le cose possono sempre cambiare. E, sia nel caso della riduzione di assessori che di eliminazione del presidente dell'assemblea, si andrebbe a risparmiare almeno quattro volte tanto la cifra prevista con il taglio del 5% degli stipendi. Soldi che potrebbero essere destinati al sociale e ai servizi per il cittadino.
mercoledì 12 maggio 2010
Domani la verità sul piano sanitario
Ecco perchè, essendo più volte intervenuto lanciando l'allarme sulle conseguenze che il piano sanitario regionale riveste per la nostra provincia (a cominciare dal Punto nascita per continuare con la Medicina nucleare e gli altri reparti, ovvero Pronto Soccorso, Anestesia e rianimazione, Terapia intensiva e semintensiva e Terapia del dolore) colgo questa ultima occasione per appellarmi ai sindaci perchè trovino un fronte comune, evitando le polemiche tra azienda sanitaria monfalconese e goriziana: produrre un documento di ''contrasto'' infatti metterebbe a rischio l'intero sistema, con il beneficio di altre realtà limitrofe (prima tra tutte Trieste) che sarebbe il ''terzo che gode'' tra i due litiganti.
Infine, d'accordo con quanto sostenuto dal segretario del Pd di Monfalcone Frisenna, questa è anche l'occasione per ''pesare'' le dichiarazioni di sostegno alla sanità isontina pervenute finora dagli esponenti del centro destra, gli stessi che sostengono la maggioranza che ha redatto il piano in questione.
venerdì 30 aprile 2010
Gorizia perde la Pozzuolo?!?
Il 15 gennaio 2010 gli organi di stampa titolavano “La Brigata Pozzuolo non abbandonerà Gorizia” . Nell’articolo si citava il generale Valotto, capo di Stato maggiore dell’Esercito, andato a Gorizia per rassicurare il sindaco Romoli e per discutere con lui del futuro assetto logistico delle caserme in città, scongiurando un trasferimento della Pozzuolo a Udine. Come esito dell'incontro, si ipotizzava un processo di razionalizzazione delle forze armate con una revisione della distribuzione dei militari in città, raggruppando la Pozzuolo nella sola caserma Montesanto, con una spesa prevista di 7 milioni di euro. Quindi, il generale Valotto avrebbe trovato un accordo con il sindaco Romoli a fronte di necessari sinergie ed investimenti.
Il problema è che poi niente si è più saputo riguardo a tale vicenda. E invece, di tali sinergie e investimenti dovrebbe interessarsi in primis la Regione per l’importanza di questa presenza sul nostro territorio. Tra l'altro ricordo che il Comune di Gorizia ha conferito la cittadinanza onoraria alla Brigata di Cavalleria "Pozzuolo del Friuli" anche per la lunga storia che la accomuna a Gorizia.
Venuto a sapere che invece sarebbe realistica l’ipotesi di trasferimento in una struttura non ad Udine ma addirittura fuori regione, chiedo al Presidente della Regione quali siano le azioni che intende attuare per evitare che la Brigata di Cavalleria "Pozzuolo del Friuli" vada via da Gorizia facendo anche così perdere alla città la presenza di centinaia di famiglie dei militari con evidente danno economico e sociale.
martedì 30 marzo 2010
Un commento sulle regionali...
Non solo: il problema principale è che con il Piemonte e il Veneto alla Lega, nel Nord si rischia veramente ''la Padania'', e per il Friuli Venezia Giulia la perdita della nostra autonomia e specialità regionale. Difficile infatti che Zaia non si lanci nell'idea di una macroregione del nord. In questo caso, come si comporterà il Fvg?
Partendo da questo punto c'è da chiedersi: che fare? Dal mio punto di vista, quello che si dovrebbe fare è ripartire ''dal basso'', come fa la Lega, andando tra la gente, parlando dei problemi veri e non di terzi mandati e statuti e quote rosa, che pur essendo argomenti importanti non vengono certo percepiti dalla gente come fondamentali. Se restiamo reclusi nel parlamentino regionale a parlare tra di noi, avremo davvero poche speranze di qualche risultato tra tre anni. Evidentemente per la gente non siamo ancora credibili come Bossi e Berlusconi.
La seconda questione è poi quella della leadership: mentre il centrodestra ha due persone che sono riconosciute come leader indiscussi (Bossi e Berlusconi), noi non riusciamo a creare una figura credibile che non venga percepita come un'espressione di altri. È il caso anche di Bersani, che non riesce a sottrarsi al sospetto di essere manovrato da D'Alema. Eppure la vittoria in Puglia di Vendola dovrebbe essere un chiaro segno che è l'infallibilità non esiste; e se nonostante questo i responsabili della vicenda si connotano ancora come nostri leader, è davvero difficile che si vada da qualche parte. Come ho già detto in passato, è venuto il momento di buttare via il ''caminetto'' e pensare a tutto altro.
mercoledì 24 marzo 2010
Polizia Provinciale: in regola o no???
«Sono state rispettate, in tutti i punti previsti dalla norma regionale, le regole per la nomina del comandante della nuova Polizia Provinciale?» a chiederselo è il consigliere regionale del Pd, Giorgio Brandolin, che ha inoltrato un'apposita interrogazione all'assessore alla Sicurezza Federica Seganti. La ''Polizia Verde'', come viene chiamata, è stata appena istituita con il compito di provvedere a temi legati all’ambiente, a partire dai controlli delle caldaie nelle abitazioni private.
In merito in particolare alla nomina del suo comandante, il consigliere Brandolin ricorda che la legge regionale prevede che il comando del corpo in questione «sia affidato, anche in via temporanea, a personale di comprovata professionalità ed esperienza maturata all'interno dei Corpi e dei Servizi di polizia locale, con riferimento ai compiti attribuiti alla struttura e alla sua complessità». La legge, afferma il consigliere, «vincola l'accesso ai ruoli di agente, ispettore e commissario al superamento di un corso-concorso pubblico (anche con riserva per i ruoli di ispettore e commissario)».
Inoltre, continua ancora Brandolin, «i candidati ammessi ai corsi-concorso per posti di agente, ispettore e commissario devono frequentare un apposito corso di preparazione al concorso e i vincitori devono frequentare un apposito corso di formazione di base o di qualificazione professionale». La domanda che viene posta all'assessore Seganti è: tale iter è stato seguito in occasione della nomina dell'ingegner Mores? Come ricorda ancora Brandolin, «per un periodo di due anni dall'entrata in vigore del regolamento può essere consentito l'affidamento dell'incarico di comandante del Corpo di polizia locale anche a coloro che per almeno cinque anni abbiano prestato servizio nei ruoli dei funzionari della Polizia di Stato, degli ufficiali dell'Arma dei Carabinieri e del Corpo della Guardia di Finanza, in possesso dei restanti requisiti richiesti dai bandi».
La domanda che il consigliere del Pd si pone è se questo sia il caso del neo-comandante. Ecco il perchè dell'interrogazione alla Regione per chiedere se l'assessore «sia a conoscenza dell’iter seguito dalla Provincia di Gorizia per l’individuazione del Comandante della Polizia provinciale e se ritenga che corrisponda ai requisiti di legge».
lunedì 8 marzo 2010
Sulla questione del Decreto Salva-Polverini....
Un breve aneddoto. Sabato mattina ero a una premiazione all'istituto d'Arte di Gorizia: venivano premiati ragazzi per il loro fair-play nella vita e nello studio. Ebbene, mi sono trovato in imbarazzo su cosa dire loro. Come si può lodarli per il fair-play in un paese in cui il fair-play non esiste più? Dove lo stesso presidente del Consiglio invita a non rispettare le regole? Il male che si sta facendo è più che altro verso questi ragazzi. Che si troveranno a chiedersi: perchè devo rispettare gli insegnanti o i genitori? Perchè non devo copiare? Perchè devo essere a scuola ogni giorno alle otto? Che cosa possiamo rispondere loro?
Altro aneddoto: otto anni fa fui tirato in ballo, in quanto presidente della Provincia di Gorizia, sulla faccenda delle liste del Pd escluse dalla votazione a Grado. Le liste erano state presentate alle 12.05. Andai in Prefettura per discutere della faccenda. Il Prefetto mi mostrò i verbali, da cui risultava il ritardo dei nostri rappresentanti. E allora non potei far altro che accettare il fatto, come peraltro fece l'intero partito: non ci passò neanche per la testa di ricorrere, visto che lo sbaglio era tutto nostro.
Ecco, queste sono le mie riflessioni in attesa di incontrarvi tutti oggi a Monfalcone alle 18. Una sola cosa vorrei aggiungere: non so quanta fiducia possa riscuotere una candidata che si non sa neppure presentare le liste in tempo utile. Se quindi, nonostante tutto, la Polverini vincerà, allora significa che come popolo abbiamo ciò che meritiamo. Allora saremo davvero il popolo che ha inventato il Fascismo.
giovedì 4 marzo 2010
Allarme fondi all'Università di Gorizia
Un appello a tutti i consiglieri del territorio goriziano per difendere l'Università di Gorizia.: viene lanciato dal consigliere regionale del Partito Democratico Giorgio Brandolin in vista della discussione sul nuovo disegno di legge per la revisione del Sistema Universitario Regionale. La minaccia che pesa su Gorizia è infatti la soppressione del finanziamento diretto dei Consorzi universitari.
«Il disegno di legge sulla revisione del sistema, che di fatto prevede la distribuzione dei fondi a seconda dei risultati e l'inserimento anche dei conservatori, è anche condivisibile – spiega Brandolin - . Quello che temiamo però è l'abrogazione dell'articolo che, nella precedente legge, prevedeva il finanziamento anche dei Consorzi Universitari, di fatto gli enti che gestiscono le sedi staccate di Pordenone e Gorizia». Il ddl infatti prevede il finanziamento alle cinque università che poi si occuperanno di smistare i fondi ai consorzi. «Il timore – spiega Brandolin – è che con i tempi di ''vacche magre'' come questi si vada verso una riduzione dei finanziamenti per le sedi staccate a favore della sede centrale».
Brandolin ricorda che già a fine anno c'era stato un tentativo di ''storno'' dei fondi per la sede goriziana, poi sventato grazie a un ''blitz'' dei consiglieri regionali del Pd, che erano riusciti a scongiurare il pericolo. «Se però si deciderà non l'assegnazione diretta dei fondi, ma il passaggio tramite le Università di Udine e Trieste, allora sarà difficile riuscire a intervenire, e la sede di Gorizia, come quella di Pordenone, rischierebbe di essere penalizzata».
Ecco quindi l'appello di Brandolin a tutti i consiglieri regionali dell'Isontino, di maggioranza e opposizione. «Faccio appello ai miei colleghi affinchè sostengano la battaglia per il mantenimento del canale diretto di finanziamenti per i Consorzi universitari – conclude infatti Brandolin - .Cerchiamo di fare il possibile, in sede di commissione e di discussione in consiglio regionale, per modificare lo stato dei fatti». La proposta sarà infatti in discussione il 5 marzo in Commissione e a fine mese approderà in consiglio regionale.
martedì 2 marzo 2010
Pd: «Un flop il piano casa, in tre mesi nessuna domanda»
TRIESTE Ancora nessun effetto per il Piano casa, nonostante siano passati oltre tre mesi dalla sua entrata in vigore e nonostante fosse stato annunciato «che le norme al Capo VII dovevano avere effetto immediato per creare un rilancio del settore edilizio in questo periodo di crisi economica». È l'accusa lanciata tramite interrogazione a risposta immediata dal consigliere regionale Pd Giorgio Brandolin: nonostante siano passati mesi da quando il Piano casa è stato approvato a fine 2009, ancora non ci sono state domande da parte dei cittadini per ampliare le proprie case o effettuare interventi straordinari né, quindi, effetti pratici del provvedimento sul mercato dell'edilizia. Il Pd, peraltro, aveva immediatamente criticato il provvedimento sia perchè non concedeva possibilità ai Comuni di decidere in merito alle domande, sia per la sua validità: cinque anni invece dei tre previsti nelle altre regioni italiane. «Premesso che il 18 novembre 2009 è stata pubblicata sul Bur del Fvg la legge regionale ''Codice regionale dell’edilizia'', dove all’articolo 2 viene stabilito il termine di 90 giorni per l’emanazione del relativo regolamento di attuazione e all’articolo 9 viene istituito l’Osservatorio regionale della pianificazione territoriale e urbanistica – scrive Brandolin - e atteso che al Capo VII vengono normate le “Disposizioni straordinarie per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente”, aventi effetto dal giorno successivo alla pubblicazione, si deve prendere atto che all'avvenuta scadenza del termine non si ha notizia della pubblicazione sul sito web della Regione dei risultati dell’attività dell’Osservatorio». Quindi, nessun risultato concreto del provvedimento nonostante fosse stato sostenuto che «le norme al Capo VII (cosiddetto Piano Casa) dovevano avere effetto immediato per creare un rilancio del settore edilizio in questo periodo di crisi economica». Ecco quindi che Brandolin chiede «se alla data odierna risultano applicate in qualche comune della regione le norme previste dal Capo VII e quindi qualche impresa o cittadino stia fruendo del cosiddetto Piano Casa». Le accuse di lentezza sono però respinte dall'assessore all'Edilizia, Federica Seganti. «E' chiaro che un provvedimento così complesso come questo non può avere ricadute pratiche importanti entro tre mesi dall'approvazione, quando per realizzare una casa serve avere un progetto, chiedere le autorizzazioni, e così via. Proprio per questo abbiamo previsto che il Codice avvia valenza cinque anni invece di tre: per dare maggior tempo a chi ne ha bisogno. Diciamo dunque che gli effetti del provvedimento si possono prevedere dopo metà 2010. Sicuramente da parte nostra porteremo avanti un monitoraggio: i Comuni devono infatti registrare tutte le richieste dei cittadini, e questo ci permetterà di avere un quadro completo».
mercoledì 24 febbraio 2010
Il futuro della Eaton...
Come consiglieri regionali abbiamo assicurato il massimo impegno a far sì che la giunta regionale si impegni a trovare delle soluzioni per i lavoratori interessati. In particolare, quello su cui si lavorerà saranno le possibilità di ricollocazione e gli ammortizzatori in deroga. Siccome la prima ipotesi, al momento, è alquanto difficile sul territorio monfalconese, ci si concentrerà sulla seconda. La speranza è sempre l'ultima a morire, ma dobbiamo comunque fare i conti con la situazione attuale, che certo non è positiva per il mercato occupazionale e produttivo locale: per questo ci concentreremo soprattutto sulla possibilità di garantire sostegni ai lavoratori in caso di bisogno.
Come prima cosa quindi ho richiesto alla Giunta regionale di verificare tutti i regolamenti inerenti a Cigo, ammortizzatori in deroga e lavori socialmente utili per capire come poter integrare questi tre strumenti facendo in modo che si supportino e non ostacolino le rispettive applicazioni.
giovedì 4 febbraio 2010
E Tondo parlerà sul nucleare....
Al Presidente della
IV Commissione Permanente
Alessandro Colautti
e p.c. Al Presidente
del Consiglio Regionale
Edouard Ballaman
Al Presidente della Regione
Autonoma Friuli Venezia Giulia
Renzo Tondo
Al Segretario generale
del Consiglio regionale
Mauro Vigini
OGGETTO: Richiesta di convocazione urgente della IV Commissione ai sensi dell’art. 36, comma 3, del Regolamento consiliare
I sottoscritti consiglieri regionali chiedono, ai sensi dell’art. 36, comma 3, del Regolamento consiliare, la convocazione urgente della IV Commissione consiliare permanente al fine di audire il Presidente della Regione, Renzo Tondo, per conoscere quale sia la posizione del Governo regionale in relazione alla costruzione di impianti nucleari in Friuli Venezia Giulia.
Cordiali saluti.
GIANFRANCO MORETTON
GIORGIO BRANDOLIN
SERGIO LUPIERI
MAURO TRAVANUT
Trieste, 28 gennaio 2010
lunedì 25 gennaio 2010
Serata sul piano casa
Infatti tra gli elementi che ho illustrato nella mia relazione, quello sulla impossibilità per i comuni di esercitare qualsiasi potestà tra i più negativi, unitamente al fatto che l’urgenza e la breve temporalità sono venuti meno (la norma varrà per 5 anni , che sommati ai 3 della concessione edilizia fa 8 anni in totale per chiudere un'eventuale pratica!) e che il rispetto delle norme statali rende difficile per un cittadino ''arrangiarsi'' da solo i lavori.
La norma applica con un certo ritardo in FVG il piano casa nazionale stabilito dall’accordo Stato/Regioni dell’aprile 2009 (che dava 60 giorni alle regioni per recepirlo), ma stravolgendolo nei modi e nei tempi. Ecco perchè:1) perché è inserito all’interno di un’altra legge (infatti il Codice dell’edilizia è una norma strutturale, mentre il Piano casa è una norma transitoria),
2) perché l’accordo Stato/Regioni prevedeva un solo anno di applicazione (non 5),
3) perché i volumi di espansione erano minori (20% non 35)
4) perché era rivolto alla residenzialità e non anche alle attività produttive.
Le mie conclusioni? Che ci sarà più lavoro per gli avvocati che per geometri, architetti ed ingegneri, visto che l’obbligatorietà di rispettare le norme in materia di sicurezza statica, antisismica, antincendio, sicurezza stradale, sicurezza cantieri e impianti, nonché le norme in materia igienico-sanitaria, in materia di barriere architettoniche, di accatastamento e di intavolazione non permetterà al cittadino comune di farsi da sé gli ampliamenti, messaggio che è stato troppo disinvoltamente fatto passare dal centrodestra, ideatore della norma. Quello che sarà invece molto più facile è che le imprese più grosse realizzeranno grossi investimenti, stravolgendo l’idea iniziale del voler favorire i cittadini per migliorare le loro condizioni di vita.

