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mercoledì 7 novembre 2012

Il Pgt approvato in giunta deve tornare in discussione!

La Giunta regionale ha adottato il 31 ottobre la delibera riguardante l'adozione del Piano di Governo del Territorio (PGT), ma senza che nessuno abbia esaminato il documento nel suo aspetto finale. Quella esaminata in IV commissione del Consiglio regionale, infatti era solo una bozza ampiamente incompleta!


Non posso certo nascondere la contrarietà per l'adozione ultra rapida del Piano che in sede di parere del Consiglio delle Autonomie Locali e della IV Commissione era stato portato come bozza, mancante di parti fondamentali come il Documento Territoriale Strategico Regionale, la Carta dei valori e le norme tecniche di attuazione.Chiedo quindi all’assessore Riccardi di mantenere le promesse fatte in in occasione della discussione sulla bozza e quindi di riportare nella stessa commissione il PGT appena adottato per il parere definitivo, nonchè al Cal per un altro parere.».

Va da sé che una risposta negativa a tale richiesta configurerebbe un vulnus non da poco in una procedura già alquanto raffazzonata, a partire dalle prime inconcludenti mosse della riforma urbanistica dell’assessore Seganti seguite poi dal frettoloso iter imposto dell’assessore Riccardi. E faccio appello all’intera comunità regionale organizzata affinché faccia proprie queste mie preoccupazioni e richieda anch’essa a gran voce di essere protagonista nella riforma del Governo del Territorio.

giovedì 18 ottobre 2012

I nostri dieci ''no'' al PGT

Perchè abbiamo detto ''no'' al Piano di Governo del Territorio? Perchè la giunta regionale pretendeva una sorta di "firma in bianco“ su una cambiale che non si sa chi riempirà di contenuti chiari, concreti e coerenti. Il progetto attuale, frutto del lavoro svolto dagli uffici con il supporto delle Università di Udine e Trieste, rappresenta solo una base di partenza analitica e di proposizione di argomenti. Con il parere negativo espresso alla fine della IV commissione, si è inteso evidenziare le molte incongruenze sulle modalità, sui tempi e sui contenuti del progetto.

Tutti i soggetti auditi finora hanno criticato il modo semplicistico di coinvolgimento (assemblee al posto delle conferenze di pianificazione). La Regione, poi, non considera nè “lo scenario di riferimento” (sviluppo euroregionale?), nè gli obiettivi e i tempi in cui raggiungerli. Anzi, nel documento si legge che la Regione non intende operare con la copianificazione per realizzare il passaggio delle decisioni assunte a livello statale ed europeo: parla di ''Sistemi territoriali locali'' senza precisare quali siano i criteri di riconoscimento, se la loro costituzione sia obbligatoria, nè entro quali limiti temporali dovranno essere operativi e con che funzioni. Non si specifica neppure chi approva l'accordo di pianificazione (i sindaci? La giunta o i consigli comunali dei comuni facenti parte dei sistemi?). Infine, nel progetto di PGT si afferma che “nell’area vasta si studiano le compensazioni”, ma non si chiarisce con quali fondi e con quali meccanismi. E sono solo alcuni dei punti critici....
In sintesi, il progetto di PGT risulta del tutto in contrasto con le Linee guida tuttora vigenti e approvate nel 2010, con tali e tanti punti di domanda e nodi irrisolti da aver portato la maggioranza del CAL ad esprimere pare negativo.

martedì 9 ottobre 2012

Disegno di legge sull'energia e carburanti: la Regione Ponzio Pilato

Chi sperava che il nuovo disegno di legge riguardante l’energia e la distribuzione dei carburanti, appena approvato in consiglio regionale, risolvesse i problemi del territorio su questi temi, è rimasto deluso: il documento infatti che non affronta le questioni strategiche in materia di energia, rinviando tutte le scelte importanti al futuribile Piano regionale dell’energia che non è dato sapere quando vedrà la luce. La maggioranza quindi si comporta come Ponzio Pilato: nel testo sui rigassificatori, ad esempio, ha abrogato dal testo inizialmente presentato la previsione che fosse la Regione a dare l'autorizzazione alla realizzazione di questi impianti, e quindi lasciando al Governo nazionale la decisione e rinunciando così a svolgere le proprie competenze. Una vera ‘’volontà di non scegliere’’.
Il Gruppo regionale del PD ha manifestato con forza la propria contrarietà anche sulla frammentazione delle competenze tra Comuni, Province e Regione e sugli eccessivi strumenti, piani e programmi che dovrebbero regolare la materia.
C’è da registrare però almeno un risultato positivo raggiunto dal gruppo del PD: grazie ad una nostra proposta, l’aula ha votato quasi all’unanimità, escluso la Lega Nord, un emendamento che elimina la possibilità del commissario ad acta per le amministrazioni comunali resesi inadempienti per il rilascio di autorizzazioni per nuovi impianti energetici, prevedendo invece un meccanismo di coinvolgimento attivo per il Consiglio regionale e il Consiglio delle autonomie locali per gli impianti ritenuti di pubblica utilità e quindi strategici dalla Giunta regionale. In questo modo si è evitato che la Giunta regionale decida sulla testa dei comuni e delle loro comunità senza che questi possano opporsi.
Questa piccola ma importante vittoria dimostra che è fattibile trovare una strada democratica e partecipativa per fare bene le cose, basta poi aver voglia di farle.
 

venerdì 5 ottobre 2012

Dopo la bocciatura del Cal, si ritiri la bozza di Piano del Territorio!

Facciamo appello a questa maggioranza di centrodestra affinchè blocchi questa bozza di Piano del Governo del territorio, bocciata dagli enti locali che sono i primi soggetti a doverla applicare.


Come volevasi dimostrare, infatti, l'arroganza e il voler fare le cose da solo e in tutta fretta dimostrati dall'assessore Riccardi sono state smascherati dalla volontà della maggioranza del Cal che ha bocciato la bozza di progetto del Pgt.

Come PD regionale sosteniamo che questo importantissimo strumento che andrà a modificare dopo 35 anni il governo del territorio non può essere fatto a colpi di maggioranza e assemblee ''pseudopartcipate''. Deve invece essere un percorso che coinvolgerà non solo i Comuni ma anche le realtà organizzate come quelle imprenditoriali, i sindacati e le categorie interessate. Già in sede di audizioni tutte le categorie (imprenditori, professionisti, costruttori e ambientalisti, per citarne alcuni) hanno espresso la necessità di avere tempo e luoghi per discutere di questo fondamentale strumento. Lo dimostrano le memorie da essi presentate al Consiglio Regionale. Invitiamo quindi con forza la maggioranza di centrodestra a non seguire il vergognoso comportamento dell'assessore Riccardi, dimostrando invece il rispetto che meritano le istituzioni della nostra regione che, al di là di chi è al momento al governo, necessitano di uno strumento urbanistico partecipato e condiviso, e non creato in modo raffazzonato e con contenuti poco comprensibili.

mercoledì 19 settembre 2012

Cento sindaci ed esperti a Palmanova chiedono la Road Map per il Pgt

Che fine ha fatto la Road Map della giunta regionale sul Piano di Governo del Territorio? Elaborata lo scorso febbraio proprio per raggiungere l’obiettivo di condivisione e il recepimento di tutte le peculiarità del territorio e della comunità regionali, è stata stravolta dall’accelerazione improvvisa dell’assessore Riccardi che, smentendo se stesso a distanza di pochi mesi, per arrivare ad una approvazione definitiva del PGT in periodo pre-elettorale, ha tagliato il processo di coinvolgimento riducendolo all’ascolto di un “pseudo” tavolo tecnico.

Di questo si è parlato nell'incontro svoltosi a Palmanova su invito del consigliere regionale PD Giorgio Brandolin e del responsabile forum territorio PD FVG Maurizio Ionico che ha riunito più di cento amministratori locali, operatori e tecnici pubblici, esperti e professionisti di urbanistica, per parlare della bozza di progetto di Piano del Governo del Territorio approvata il 2 agosto scorso dalla Giunta regionale.

Il Piano di Governo del Territorio è, per il PD, uno strumento importante per la tutela dei patrimoni ambientali del Friuli Venezia Giulia, utile a limitare lo spreco e il consumo incontrollato del suolo, e dovrebbe rappresentare, nelle migliori intenzioni, lo strumento di condivisione per il futuro del FVG superando così il PUR (Piano Urbanistico Regionale) del 1978.

Con la decisione della Regione di non rispettare la Road Map, non solo non vengono minimamente coinvolti, ad esempio, gli enti locali, ma viene completamente tagliata fuori la comunità regionale formata dal mondo delle imprese, delle categorie economiche e delle professioni, che si ritroverà un pacchetto preconfezionato senza possibilità di partecipazione e condivisione. È inaccettabile che gli interessi elettorali prevalgano sulle ragioni del confronto, attraverso l'adozione quanto prima possibile di un PGT purchessia. E la bozza adottata, aldilà di alcuni principi enunciati e alcune idee di massima sull’applicabilità del Piano, non fornisce agli interessati, soprattutto i Comuni che sono in prima linea poi per applicare il Piano, le “ricette” per raggiungere gli obiettivi, togliendo loro di fatto la possibilità di entrare nel merito dei problemi prima dell’approvazione definitiva del Piano.

C'è da chiedersi, poi, se il Piano ha valore e può funzionare anche in assenza di una nuova legge sull'urbanistica e di una sul riordino degli Enti Locali (basti pensare all'area vasta). Tutti gli interventi hanno ieri messo in evidenza, quindi, la necessità di fare le cose meglio e con più tempo per riflettere e raccogliere il contributo di tutti. Perciò, indipendentemente dai Tavoli Tecnici e dalla prossima assemblea di pianificazione del 24 settembre, il PD avvierà un approfondimento senza rinunciare, al di là delle procedure amministrative coercitive messe in campo dall’assessore Riccardi, a mettersi in relazione con l’intera comunità regionale, sentendo anche il mondo delle imprese, delle categorie economiche e delle professioni.

mercoledì 25 luglio 2012

Raccordo Schiavetti-Ronchi Sud: la regione Fvg condivide le nostre preoccupazioni


«Non condivido la linea di Rfi: non può essere un mero calcolo ricavi/costi, ma è necessaria anche una valutazione di generazione di traffico». Questa la risposta che l'assessore Riccardo Riccardi ha dato alla mia interrogazione sul futuro del raccordo Schiavetti allacciato a Ronchi Sud dopo gli annunci di dismissione da parte di Rfi. Una risposta che ho apprezzato, perchè condivide le mie preoccupazioni, e che adesso però vogliamo passi dalle parole ai fatti. Per questo continueremo a vigilare.

Nella mia interrogazione, avevo ricordato che per il raccordo sono stati spesi nel tempo svariati milioni di euro (parte con contributi regionali) sia per ammodernamenti sia per manutenzioni, e che la fornitura via rotaia è la principale previsione di approvvigionamento della costruenda centrale a biomasse in località Bistrigna (il principale attuale fruitore del raccordo, ovvero Mulini De Franceschi, rinuncia però all’utilizzo per gli alti costi imposti da Trenitalia). Esiste inoltre una volontà, supportata dagli enti locali, di prolungare il raccordo, per raggiungere altri insediamenti produttivi ancora non serviti (Ansaldo, Fincantieri). La dismissione, quindi, vanificherebbe tutti gli sforzi compiuti per la infrastrutturazione delle aree del Consorzio Industriale e sarebbe un altro duro colpo per la delicata situazione dell’economia del monfalconese.

La risposta fornitami dalla Giunta Regionale riconosce che Rfi non ha investito risorse proprie nel raccordo, e nonostante ciò ha richiesto un canone di 50.000 euro non sostenibile al confronto con la gomma.

Sul tema è in corso un confronto serrato, e la Regione Fvg sta da tempo tentando una mediazione con Rfi: nei giorni scorsi, ha comunicato l'assessore, c'è stato un confronto «dai toni duri», di cui si relazionerà ai raccordati il prossimo lunedì.

lunedì 9 luglio 2012

Abolite con un blitz le conferenze di pianificazione: Comuni esclusi dalla gestione del territorio!

Ancora una volta l'Assessore Riccardo Riccardi ha compiuto una scorrettezza istituzionale: con la Legge di Assestamento di Bilancio 2012 è riuscito a demolire l'impostazione condivisa sull'elaborazione del nuovo strumento regionale di governo del territorio (PGT), che garantiva la più ampia partecipazione dei Comuni e dei soggetti che operano alla scala locale.


Nottetempo, l'Assessore ha imposto un emendamento per la soppressione delle Conferenze di copianificazione, introducendo invece le assemblee di pianificazione che sono la solita passerella dell’Assessore con i sindaci ridotti a spettatori. E questo nonostante la Giunta regionale, adottando lo scorso 25 marzo lo specifico Regolamento attuativo, avesse affermato testualmente, "la pianificazione territoriale non sarà più "gestita a cascata", con competenze discendenti dalla Regione (…) sarà la Conferenza di copianificazione a determinare le scelte sul territorio".

Invece, dopo che il Consiglio delle Autonomie e Anci avevano chiesto ed ottenuto dalla Regione delle modifiche con particolare riferimento alla fase di coinvolgimento degli enti locali, si è fatto quello che si è voluto, di fatto sacrificando l'utilità del provvedimento alla necessità di avere qualche risultato, sia pur solo formale, da mostrare a fine legislatura.

Le Conferenze di copianificazione rappresentano uno strumento di coinvolgimento e confronto fra una pluralità di attori locali e la Regione, e sono necessarie per l'approfondimento sia degli obiettivi da raggiungere, cioè per riflettere sulfuturo del Friuli Venezia Giulia, sia dei contenuti concreti del nuovo PGT.

Riccardi, con la scusa di fare presto dopo aver perso la bellezza di tre anni a fare niente, cancellando le Conferenze dimostra come il centrodestra abbia fatto perdere cinque anni alla comunità regionale, nel campo della gestione del territorio come in altri campi. Senza contare, poi, la scorrettezza istituzionale di discutere di pianificazione e di governo del territorio nell'ambito di un provvedimento che si occupa di Bilancio e soldi.

lunedì 2 luglio 2012

Pisus: che fine hanno fatto i fondi?

Lo avevo chiesto ancora in febbraio, e non mi è stato risposto nulla. Insisto ancora: che fine ha fatto il Pisus? I tanti Comuni che ancora stanno attendendo notizie sul bando per dare il via ai tanti interventi, quando potranno sapere qualcosa di concreto?


Ricordo che il 1 dicembre 2011 è scaduto il termine per la presentazione delle domande relative al bando, che vede uno rigido scadenziario per i termini e la durata delle iniziative previste: il 31 dicembre 2014 è imposta la conclusione degli interventi previsti e pagamento di tutte le spese da rendicontare da parte dei beneficiari, pena l’inammissibilità delle stesse; entro il il 31 marzo 2015 ci dovrà essere la rendicontazione delle spese sostenute  per la realizzazione del PISUS. I fondi disponibili, si sa, sono solo 18.850.000 euro. Prevedibili le difficoltà dei Comuni a rispettare i termini previsti.

Dalla mia precedente richiesta di febbraio sono infatti decorsi inutilmente altri quattro mesi in cui nulla è dato di sapere in merito all'iter in corso, nè si sa qualcosa sulla graduatoria e su un eventuale aumento dei fondi previsti. Il rischio, sempre più incombente, è che i beneficiari non riescano a rispettare i termini previsti per concludere, pagare e rendicontare le iniziative.

Con l'interrogazione presentata oggi in consiglio regionale chiedo quindi ancora una volta se, alla luce del silenzio sull'argomento, non si ritenga necessaria una comunicazione ufficiale in merito alla attuale disponibilità di risorse sia finanziarie che umane poste a garanzia della riuscita del programma, rendendo disponibile la graduatoria dei Pisus ammissibili a finanziamento.

martedì 19 giugno 2012

Imu: applausi per la Lega Nord!

Applausi per la Lega Nord, che è riuscita a far pagare l'Imu entro la scadenza a oltre il 70% degli italiani (compresi i suoi sindaci, consiglieri e amministratori). In pratica, l'invito alla disobbedienza fiscale (''Le multe le pagheremo noi!'') lanciato dalla Lega Nord e in particolare dal consigliere regionale Razzini è caduto nel vuoto. Evidentemente, i cittadini hanno pensato che «fidarsi è bene e non fidarsi è meglio».... e come dare loro torto?


Ancora una volta la Lega ha dimostrato l'inconsistenza della sua demagogia. Farebbe bene, quindi, viste le vicende di alcuni suoi esponenti nazionali e regionali, a non dare lezioni di moralità. La gente è evidentemente più intelligente di quanto loro ritengano, e certe cose se le ricorda.

lunedì 28 maggio 2012

Disinteresse sul Porto? Tutto del centrodestra!

Come gruppo consiliare,abbiamo lavorato a fondo alla nuova legge sul Porto: ci siamo impegnati nellecommissioni e nelle audizioni, abbiamo incontrato i lavoratori, le imprese e gli operatori degli scali, ci siamo fatti portatori delle loro esigenze. Quando però ci siamotrovati di fronte a un netto rifiuto alla discussione, specialmente su duepunti per noi pregiudiziali, non abbiamo potuto soprassedere. Ecco il perchè del nostro ''no'' alla nuova legge.


Non è, come afferma ilconsigliere Razzini, un ''tradimento'' del territorio, anzi. Avevamo chiestodue cose a questa giunta: primo, che ci fosse un confronto con il Governo perevitare future conflittualità tra la legge regionale e nazionale (cosa fattasolo in parte). Secondo, e importantissimo (anche perchè su richiesta deisindaci di Monfalcone e San Giorgio di Nogaro) prevedere la partecipazione, enon solo la consultazione, degli enti locali nella progettazione delle opereinfrastrutturali attrraverso lo strumento dell'intesa. Qui da Riccardi è arrivato un secco no, e anche Razzini non ha voluto sostenere la richiesta: di conseguenza, ha votato contro gli interessi del Comune in cui è consigliere comunale.

Con i nostri emendamenti, votati all'unanimità, abbiamo inserito due importanti modifiche. La prima all'articolo 1, dove viene ribadita la necessità di coordinare lo sviluppo dell'intero sistema portuale regionale, Monfalcone, Porto nogaro e Trieste (ovviamente dopo la modifica della legge nazionale, ed ecco l'importanza di un confronto con lo Stato). La seconda, all'articolo 13, dove per evitare speculazioni e monopoli sulle strutture portuali, abbiamo inserito un comma (votato all'unanimità) che nel progetto di finanza salvaguardia imprese, lavoratori ed operatori degli scali. Razzini e il centrodestra non hanno proposto alcuna modifica sostanziale, a dimostrazione non solo di una mancata analisi approfondita del tema, ma anche della sudditanza all'autoritarismo dell'assessore regionale.

Adesso, che dire? Speriamo. Speriamo che la legge favorisca e non ostacoli le due opere di cui lo scalo di Monfalcone ha bisogno, ovvero il piano regolatore e l'escavo del canale (che sicuramente, però, questa legge non accelererà). Noi il nostro lavorol'abbiamo fatto, speriamo di non dover adesso fare quelli che dicono «Ve l'avevamo detto».

mercoledì 2 maggio 2012

Sulla casa ennesimo scivolone del centrodestra!

Dopo il fallimento del tanto declamato “piano casa”, che a tre anni di distanza dall’approvazione ben pochi risultati ha prodotto, adesso dobbiamo assistere anche al blocco del mercato immobiliare residenziale, che secondo gli ultimi dati vede una richiesta di mutui calata di due terzi rispetto al 2011. Le motivazioni? Per la maggioranza, la crisi economica. Per noi, le dissennate azioni in campo abitativo della giunta Tondo.



Potevamo anche essere minimamente d’accordo nel favorire i cittadini più deboli, ma trovo sia assurdo l’aver negato totalmente la possibilità di usufruire di nuovo di contributo in caso di cambio casa (magari perché la famiglia si è allargata) e l’aver connesso la domanda di contributo alla contrazione di mutuo per almeno il 50% dell’importo, per non parlare delle politiche sulla residenzialità dei beneficiari che la Lega impone alla maggioranza!


Risultato? I soldi che vengono risparmiati nel capitolo dei mutui agevolati dovranno essere messi in quello degli aiuti per locazioni o per l’edilizia popolare, e proprio nel momento in cui le Ater sono nel marasma totale per la riforma annunciata dal Presidente Tondo...


Fin troppo facile per l’assessore Riccardi imputare alla crisi economica questa situazione. Troppo facile perché la crisi non è nata ieri, ma si trascina da qualche anno, e gli effetti non si sono visti fino a quando, guarda caso, Riccardi e il centrodestra hanno voluto cambiare il regolamento imponendo paletti rigidissimi che hanno di fatto scoraggiato soprattutto i giovani a fare uno dei passi fondamentali per la loro autonomia, e le famiglie a trovare una sistemazione migliore per il loro progetto di vita.

giovedì 19 aprile 2012

la Cantina Produttori Cormons messa a rischio dall'inerzia della Regione


Non bastano l'impegno, non bastano gli investimenti per milioni di euro fatti dai Produttori di Cormons: l'inerzia della regione mette a rischio una realtà importante per il nostro territorio come la Cantina produttori di Cormons. Lo denuncio in un'interrogazione a cui ho avuto risposta oggi.

Perchè? Perchè il ddl  Disposizioni per la cessione dei beni trasferiti alla Regione con decreto legislativo 10 dicembre 2010, n. 255 …" posto come odg all'aula a febbraio del 2012, da allora è scomparso dall'agenda di discussioni. La motivazione è il timore di una possibile procedura di infrazione europea. «Si stanno svolgendo gli opportuni approfondimenti per evitare che il testo normativo, così come licenziato dalla II commissione consiliare, possa provocare l'avvio di una procedura di infrazione» è la risposta fornita dalla giunta regionale.

Il ddl è infatti urgente per una struttura come la Cantina Produttori di Cormons, che ha visto oltre 17 milioni di euro di investimenti da parte dei produttori, a fronte di solo un milione e 200mila euro di fondi statali per la sua realizzazione. Senza l'approvazione del ddl, è di fatto impossibile l'accesso ai fondi di sostegno. E non si tratta di pochi spiccioli: la disciplina comunitaria in materia di aiuti di stato per il settore agricolo, per gli investimenti connessi alla trasformazione e alla commercializzazione dei prodotti agricoli, prevede percentuali di sostegno importanti.

Si ricorda che l'impianto è in in gestione alla Cantina Produttori di Cormons, ma l’ultima proroga è scaduta il 14 di aprile. L’affidamento è a titolo gratuito, ma la Cantina deve provvedere alla manutenzione, ordinaria e straordinaria. Migliorie e ampliamenti sarebbero invece a carico dello Stato: essendo quest'ultimo senza fondi, a provvedervi è stata la stessa Cantina, preventivamente autorizzata.

E invece di sostenere queste attività che cosa fa la Giunta? Affermando di temere una possibile procedura d'infrazione europea, invece di inviare il documento a Bruxelles per un parere che avrebbe fugato ogni dubbio in pochi mesi, ha richiesto un parere alla Direzione Finanze e adesso all'Avvocatura, con il risultato di impantanare la discussione di un provvedimento così importante per una delle principali realtà produttive della nostra regione.



giovedì 29 marzo 2012

La Lega ci dica: sugli affitti, anche Romoli è comunista?

La Lega ci dica: anche il sindaco di Gorizia è comunista? Anche lui vuole sovvertire l'ordine istituzionale non applicando (come si legge nel documento allegato) le normative regionali di residenza per i contruibuti sugli affitti? Dai Comuni di centrosinistra a quelli di centrodestra, piccoli (San Pier per esempio) e grandi (Gorizia), tutti in pratica stanno disattendendo le leggi create da questo centrodestra nazionale.

E allora, come abbiamo già detto, la Lega Nord deve vergognarsi di una legge che ha messo in difficoltà più i cittadini italiani e i Comuni che altro, ed è una conseguenza della demagogia che li porta a fare leggi antieuropee e contro la Costituzione. Mi domando: quando in giunta a Gorizia è passato il bando, dov'era l'assessore della Lega adesso pronta a correre assieme a Romoli? Dove erano gli assessori della Lega nei comuni di destra che si sono mossi allo stesso modo?

Ma c'è di più da chiedersi: dove erano Udc e Pdl regionali all'approvazione di questa legge in Consiglio regionale che poi, nei Comuni da loro stessi retti, disapprovano? Attendiamo le risposte....

martedì 28 febbraio 2012

Welfare ''padano'': i Comuni hanno ragione!

La Lega accusa le amministrazione di centrosinistra di aver boicottato la legge sul welfare? Ma se è grazie alle sue leggi antistoriche e antieuropee che centinaia di famiglie in tutta la regione hanno rischiato il blocco delle graduatorie per l'assegnazione delle case Ater, andate per le lunghe proprio a causa dei problemi sorti nell'applicazione delle normative razziste volute dalla Lega Nord.



Bisogna sapere che non sono i sindaci a non voler applicare la legge, bensì è la legge che di fatto mette a rischio ricorso centinaia di amministrazioni, che non sanno più che criteri seguire per non incorrere in sanzioni.


Il fatto è che per inseguire le loro fobie, i leghisti non hanno favorito i cittadini del Friuli Venezia Giulia, ma anzi hanno rischiato di bloccare centinaia di procedimenti amministrativi anche per i ''nostri'' abitanti. Il caso delle graduatorie dell'Ater è solo l'ultimo della serie. Quindi per favore che la smettano di accusare a vanvera e si vergognino, come è una vergogna questa legge sul welfare da loro voluta.

martedì 7 febbraio 2012

Pisus: a rischio i finanziamenti per i Comuni

C'è il rischio, concreto, che i Comuni non riescano a rispettare i termini per rendicontare le iniziative, e quindi perdano i fondi del Pisus: e tutto perchè la Regione Fvg è fortemente in ritardo nell'elaborazione della graduatoria dei progetti. E' la denuncia che ho fatto in un'interrogazione all'assessore per chiedere lumi sull'iter del procedimento, e domandare anche se non sia possibile, vista la quantità di domande di partecipazione, ampliare il fondo previsto (pari attualmente a 18.850.000,00 euro).


Premesso che il 1 dicembre 2011 è scaduto il termine per la presentazione delle domande relative al bando della misura POR FESR asse 4, attività 4.1.a., con riferimento al sostegno alla realizzazione dei Piani Integrati di Sviluppo Urbano Sostenibile (PISUS), cui tempi di redazione già hanno subito un notevole ritardo e vista il rigido scadenziario dei termini e durata delle azioni del bando (31 dicembre 2014: conclusione degli interventi previsti e pagamento di tutte le spese da rendicontare da parte dei beneficiari, pena l’inammissibilità delle stesse; 31 marzo 2015: rendicontazione delle spese sostenute per la realizzazione del PISUS; 30 giugno 2015: approvazione della relazione finale e della rendicontazione del Comune da parte della Struttura responsabile dell’Azione, cioè la Direzione centrale attività produttive), ci si chiede se si ritengano compatibili i termini individuati per stilare la graduatoria definitiva con quelli assai stretti per concludere, pagare e rendicontare le iniziative, con il forte rischio che i beneficiari non riescano a rispettarli.

Al momento infatti, quasi quotidianamente si legge sulla stampa che i Comuni interessati pongono estrema fiducia nel finanziamento delle proprie iniziative e confidano in una rapida valutazione delle domande, e si tratta di un numero elevato di amministrazioni locali, dal momento che dalla stampa risulta che praticamente tutti i Comuni interessati dal bando abbiano partecipato.

Chiedo dunque quando sarà resa disponibile la graduatoria dei Pisus ammissibili a finanziamento, atteso che il bando prevede 150 giorni (più deroghe per richieste di integrazioni e numero di domande presentate), e se l'assessore non ritenga utile, data la grande quantità di domande pervenute, rimpinguare la dotazione del fondo in modo da soddisfare quante più domande possibile.

giovedì 2 febbraio 2012

Microzonazione sismica: il Fvg rischiava di perdere i fondi!

Completamente insoddisfatto per le  “non risposte“ dell’assessore Riccardi: così ho commentato l’elusività dell’assessore, il quale sui fondi destinati già nel 2009 dalla Protezione civile nazionale sia per gli studi di microzonazione sismica che per interventi su edifici pubblici e privati ha risposto oggi che “gli uffici regionali stanno istruendo lo specifico procedimento amministrativo che porterà all’erogazione dei contributi…”.

Come a dire che se non veniva sollevato il problema, il rischio di veder sparire il finanziamento sarebbe stato più che concreto!

In più, il finanziamento è pluriennale e i fondi già stanziati ma mai richiesti dal FVG ammontano per il 2010 a 170.480,33 euro per gli studi di microzonazione e 1.449.082,77 euro per gli edifici, mentre per il 2011 sono previsti 351.707,76 euro più 4.572.200,86 euro.

L’assessore Riccardi è responsabile, quindi, non solo di un tentativo di scaricare sugli uffici una sua negligenza su queste tematiche, perché non ha voluto dire quale sia la linea della Giunta regionale sull'attività di prevenzione sismica (nel 2008, per la riorganizzazione fatta dal centrodestra, sono passate dal Servizio Geologico ai Lavori Pubblici alcune funzioni in materia di sismica e quindi serve chiarezza nel determinare quale sia la struttura regionale preposta a trattare tale argomento), ma anche della figuraccia fatta dalla nostra Regione in occasione del 30° Congresso nazionale di Geofisica tenutosi a Trieste nel novembre scorso, durante il quale il dott. Mauro Dolce della Protezione civile nazionale ha confermato che il FVG è l’unica Regione in Italia a non aver ancora richiesto i finanziamenti già assegnati.  

A darmi manforte è intervenuto anche il collega Iacop, che ha ricordato come oltre a non aver richiesto i fondi già assegnatigli, la nostra Regione non ha fatto alcunché sul fronte del recepimento normativo, laddove tutte le altre Regioni in un modo o nell’altro sono già intervenute.

Ho quindi amaramente ricordato che il Friuli Venezia Giulia è sempre stata una delle Regioni più avanzate in questo settore, anche per la reazione, l’esperienza e la sensibilità sviluppata dopo il terremoto del 1976, con strutture regionali, università e organizzazioni scientifiche che hanno lavorato duramente per il controllo e la prevenzione sismica, ed ora con colpevole leggerezza la Giunta regionale riesce anche a dimenticarsi di chiedere soldi già assegnategli!. 


lunedì 30 gennaio 2012

Che fine hanno fatto i fondi per la microzonazione sismica?

Un esempio di come questo centrodestra regionale riesce a sprecare soldi anche quando sono in ballo argomenti difficili come il terremoto. Questo vuole essere la mia interrogazione sui fondi per la microzonazione sismica.


Nello specifico, con l'Iri chiedo se la Regione FVG ha richiesto i finanziamenti già assegnati (che oltretutto riguardano anche fondi per adeguamenti strutturali di edifici pubblici e privati), dal momento che potrebbe essere compromessa l'erogazione anche dei futuri finanziamenti», finanziamenti che la Protezione Civile Nazionale aveva stanziato nel 2012 con l'Ordinanza DPC 3907/10.Si trattava di quattro milioni di Euro per iniziare l'attività di microzonazione sismica del territorio in favore delle Regioni, dei quali 170.480,33 erano stati attribuiti al Fvg per l'anno 2010, con stanziamenti successivi a cadenza annuale. Nel 2008, a causa di una riorganizzazione, sono passate dal Servizio Geologico ai Lavori Pubblici alcune funzioni in materia di sismica e quindi serve chiarezza nel determinare quale sia la struttura regionale preposta a trattare tale argomento.
 
Proprio in questo momento, in cui recenti eventi sismici hanno scosso il nord Italia, fortunatamente senza interessare la nostra regione, sarebbe importante conoscere la linea della Giunta regionale sull'attività di prevenzione sismica e tener conto della necessità di intraprendere anche nella nostra regione l'applicazione della microzonazione sismica quale attività di prevenzione rispetto al rischio sismico, che in FVG è elevato.

venerdì 16 dicembre 2011

Ritardi Vea: disagi nell'edilizia

Come è possibile che a più di un mese di distanza dalla sua approvazione (peraltro ottenuta con grande fatica) non ci sia più traccia del protocollo Vea per la certificazione energetica? Non si pensa al disagio che la mancanza di chiarezza crea a cittadini, imprese e operatori del settore immobiliare?
La non conoscenza degli strumenti di calcolo ufficiali per l’applicazione del protocollo VEA renda impossibile agli operatori continuare la loro attività, e lasci i cittadini nell’incertezza se la certificazione energetica valga o meno in relazione alle diverse tipologie di attività immobiliari e soprattutto a partire da quando. Insomma, una confusione totale che va a pesare su un mercato già sofferente come quello dell'edilizia, e della quale non si capisce il motivo.Non pare certo di particolare difficoltà pubblicare almeno sul sito internet di Ares le schede tecniche chieste a gran voce dai professionisti.
La Giunta regionale non sembra molto interessata a risolvere il problema e, anzi, lascia colpevolmente ai suoi uffici l’incombenza di prendere decisioni importanti e sicuramente non di carattere tecnico. Il gruppo del PD intende quindi spronare l’Assessore Riccardi, che appare un po’ latitante nei confronti di certe materie che appartengono comunque al suo referato, a darsi una mossa e a prendere in mano la questione. Pertanto, si chiede con forza di dare attuazione piena a quanto previsto dalla normativa, e di onorare gli impegni presi in IV Commissione a partire dal termine di aprile entro cui provvedere a regolamentare la certificazione ambientale.
L’Assessore Riccardi dovrebbe occuparsi meno di strade e più di altri temi più importanti per la vita della comunità regionale, a partire dal piano energetico regionale neanche abbozzato.Infatti in tema di energia la nostra Regione ha la possibilità di incidere positivamente sul presente, promuovendo per esempio la riqualificazione delle nostre imprese, favorendo il risparmio delle risorse, e nel contempo sviluppando nuovo lavoro di qualità.

sabato 22 ottobre 2011

Porto: necessario il ruolo di Monfalcone!

Premesso che sul futuro del Porto e di una possibile Autorità regionale stiamo attendendo che il testo ufficiale esca dalla giunta regionale, faccio presente che esiste un documento su cui si è espresso l'intero consiglio comunale di Monfalcone e che parla chiaro.
Una Governance del porto di Monfalcone e di San Giorgio di Nogaro è fattibile solo se vedrà come attore principe il Comune di Monfalcone, rappresentante legittimo della comunità, che come tale deve essere coinvolto nel piano regolatore e nella pianificazione evitando invece qualsiasi parcellizzazione.
Il Pd regionale ha sostenuto e continuerà a sostenere questa convinzione in Commissione e Consiglio Regionale, seguendo una strada precisa: premesso che dell'allargamento dell'Autorità al Porto di Trieste non si deve proprio parlare, per il resto un'ipotesi di Governance deve essere sempre e comunque in condivisione con il Comune. Per questo coinvolgerò il partito a livello regionale e locale a fianco del Comune di Monfalcone, titolato a rappresentare la comunità monfalcone e non solo.

giovedì 29 settembre 2011

Commercio: novità in arrivo

Interventi sulla legge di settore, predisposizione della legge regionale comunitaria 2010 (in consiglio tra ottobre e novembre), e alcuni interventi collocati nella legge di manutenzione: queste le tre azioni che la Regione ha dichiarato di voler portare a favore del commercio contro il proliferare dei grandi commerciali, in risposta all'interrogazione presentata da me e il consigliere Antonaz sulla situazione difficile del commercio di vicinato in Fvg.
La risposta della Regione ha evidenziato che «sulla desertificazione dei centri dei paesi e città, lo strumento individuato per il ''recupero'' di queste situazioni di crisi è stato individuato nei centri commerciali naturali e Centri di via, le cui norme sono state inserite nella legge di assestamento del bilancio», e «analogo discorso va fatto per i negozi di vicinato; mentre è allo studio il sostegno particolare per la vendita dei prodotti a chilometro zero, dopo quello già predisposto dagli uffici regionali dell'Agricoltura».
Concludendo: la cattiva notizia è che non si parla di moratoria, come invece noi avevamo chiesto. La buona è comunque che ci saranno novità in arrivo entro fine anno, e quindi suggeriamo ai Comuni di attendere le nuove norme prima di prendere decisioni.