Ho illustrato agli operatori portuali dello scalo monfalconese il provvedimento approvato lo scorso 13 dicembre 2017 e in vigore dal prossimo 24 febbraio, con il quale viene reso del tutto operativo il Decreto Legislativo 169/2016 sulle Autorità portuali, che comporterà modifiche importanti anche per il porto locale, presto inserito nell'Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale.
Mercoledì alla Camera è infatti calendarizzata la discussione dello schema di DPR recante il regolamento per l'inserimento del porto di Monfalcone nell'Autorità Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale. Io sarò il relatore.
E nel corso di una riunione nella sede della Compagnia Portuale ho ascoltato le richieste degli operatori ed elencato le azioni finora intraprese.
Nel corso della riunione si sono trattati i temi dell'escavo del canale di accesso, un tema che da troppo tempo è ormai solo un progetto, il trasferimento delle bramme - in partenza in questi mesi- e la necessità di reperire spazi per garantire l'operatività delle aziende.
Da parte mia ho fatto il punto su quanto finora portato avanti a livello regionale e nazionale (i fondi per lo sviluppo del trasporto su rotaia, la demolizione della ''casa del fanalista'', e ovviamente l'Autorità portuale). Abbiamo posto le fondamenta per costruire qualcosa di importante riuscendo a impostare almeno l'indirizzo prima della fine della legislatura.
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sabato 17 febbraio 2018
venerdì 17 febbraio 2017
Monfalcone nell'Autorità portuale: interrogazione
Presenterò in questi giorni una richiesta precisa sul futuro di Monfalcone nel Comitato di Gestione dell'Autorità Mare Adriatico Orientale al ministro delle Infrastrutture.
Nell'interrogazione chiedo al ministro se non ritenga possibile inserire nel Comitato di Gestione dell'Adriatico orientale anche un rappresentante del Comune di Monfalcone in deroga alla norma, preso atto che altre deroghe sono state usate per l'Autorità portuale della Sicilia Orientale.
L'Autorità di sistema portuale ricopre infatti un ruolo strategico di indirizzo, programmazione e coordinamento del sistema dei porti della propria area, con funzioni di attrazione degli investimenti sui diversi scali e di raccordo delle amministrazioni pubbliche. Secondo il decreto approvato nel 2005, a guidarla sarà il Comitato di Gestione, un board snello, ristretto a poche persone, con il ruolo di decisore pubblico istituzionale, mentre i rappresentanti degli operatori e delle imprese faranno parte degli «Organismi di partenariato della Risorsa mare» con funzioni consultive (potranno partecipare al processo decisionale, non potranno più votare atti amministrativi). Attualmente nel Comitato di gestione dell'Autorità Mare Adriatico Orientale vengono previsti un presidente dell'Autorità di sistema (l'attuale presidente dell'Autorità di Trieste Zeno D'Agostino) un rappresentante della Regione, uno del Comune di Trieste e uno dell'Autorità marittima (ovvero la capitaneria di Trieste, che potrà esprimersi solo su questioni di sua competenza), e nessun rappresentante per Monfalcone, sede di uno dei principali scali del Fvg. La questione è già stata sollevata dalla Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani con un'apposita richiesta presentata al Ministero. Monfalcone, avendo le stesse peculiarità di porto a valenza nazionale, potrebbe ottenere un posto nel Comitato perchè sede di Autorità portuale, come già accaduto con lo scalo di Augusta (SR), per il quale il governo ha previsto un'eccezione. E cito gli ultimi dati dei traffici dello scalo monfalconese, che ha chiuso il 2016 con 4,650 milioni di tonnellate di merce transitati dalle sue banchine (il miglior risultato di sempre), e per il terzo anno consecutivo registra una crescita dei traffici, mentre aumentano del 4,6% gli sbarchi, che hanno sfiorato da soli i 4 milioni di tonnellate.
giovedì 10 novembre 2016
Il porto di Monfalcone va inserito nell’AdSP del Mare Adriatico Orientale
Nel mese di settembre 2016, il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti ha trasmesso alle Regioni Friuli Venezia Giulia, Marche e Abruzzo e Puglia le proposte di nomina dei Presidenti delle AdSP del Mare Adriatico Orientale, del Mare Adriatico Centrale e del Mare Ionio. Lo scorso 16 settembre, la presidente della regione Friuli Venezia Giulia ha chiesto di inserire il Porto di Monfalcone, la cui gestione è stata a suo tempo trasferita all’Amministrazione regionale, all’interno dell’AdSP del Mare Adriatico orientale. Ora è il momento di accogliere tale richiesta che, a mio avviso, va nella direzione auspicata dal decreto legislativo 169 del 4 agosto 2016 tendente a superare le dimensioni delle Autorità ''monoscalo'' e a mettere in sinergia i diversi porti nell’ambito dei Corridoi europei e delle reti Ten-T come approvate dal Parlamento europeo.
Secondo il Minitero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dato che le Autorità Portuali agiscono in regime di prorogatio, si devono astenere dal procedere a nomine. Allo stesso tempo però è indispensabile procedere alla nomina dei Presidenti e degli Organi delle Autorità di Sistema Portuale almeno per le quelle dove è già iniziato l’iter.
Pertanto ho chiesto al Ministro se e quando intende concludere le procedure per le tre Autorità già in itinere, procedere per le altre dodici AdSP in modo da consentire l’efficienza e l’efficacia del sistema portuale italiano e infine accogliere la richiesta tempestivamente avanzata dalla Regione Friuli Venezia Giulia tesa ad inserire il porto di Monfalcone nell’AdSP del Mare Adriatico Orientale.
Secondo il Minitero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dato che le Autorità Portuali agiscono in regime di prorogatio, si devono astenere dal procedere a nomine. Allo stesso tempo però è indispensabile procedere alla nomina dei Presidenti e degli Organi delle Autorità di Sistema Portuale almeno per le quelle dove è già iniziato l’iter.
Pertanto ho chiesto al Ministro se e quando intende concludere le procedure per le tre Autorità già in itinere, procedere per le altre dodici AdSP in modo da consentire l’efficienza e l’efficacia del sistema portuale italiano e infine accogliere la richiesta tempestivamente avanzata dalla Regione Friuli Venezia Giulia tesa ad inserire il porto di Monfalcone nell’AdSP del Mare Adriatico Orientale.
giovedì 21 agosto 2014
Accorpamento Autorità portuali: richiesto scorporo da Sblocca Italia
Non è così automatico che il decreto ''Sblocca Italia'' preveda l'accorpamento delle Autorità portuali, anche perché questo provvedimento, di enorme portata per le implicazioni che prevede, va accompagnato ad altre riforme nell'ambito della portualità, e non può essere pensato come ''autonomo''. È questo il succo dell'intervento che il Partito Democratico ha presentato in Commissione Trasporti della Camera, facendolo pervenire al Presidente del Consiglio, al sottosegretario alla Presidenza Del Rio e al ministro Lupi. Un documento che condivido e che ho sottoscritto pensando soprattutto alla situazione nella nostra regione.
Ciò che condividiamo è l’obiettivo e la necessità di intervenire per rafforzare l'integrazione delle piattaforme portuali e logistiche, per costruire condizioni di maggiore competitività del Sistema Paese, ma il processo di riforma deve poter avvenire all'interno di un disegno realmente innovativo, che individui obiettivi e strumenti (compresa la realizzazione di una significativa autonomia finanziaria) per l'adeguamento delle infrastrutture e per la semplificazione delle procedure.
Nella primavera 2014 l'ipotesi di accorpamento di Autorità Portuali veniva presentato in un documento elaborato dal Partito Democratico comprendente un ampio quadro di misure a sostegno della portualità italiana, e tenendo conto anche del lavoro fatto in Commissione Trasporti al Senato e condiviso ampiamente dai gruppi parlamentari, in cui venivano affrontate ad esempio questioni rilevanti ed urgenti quali dragaggi, prp, servizi tecnico-nautico. Peraltro in tale documento si affermava che ''si intendono incentivare le autorità portuali alla collaborazione orizzontale, ovvero alla fusione''. Il semplice accorpamento di autorità portuali non appare oggi una modalità appropriata ed efficace per perseguire realmente tali obiettivi. Per di più l’utilizzo del decreto legge non sembra lo strumento adeguato. Non vorremmo che l'esigenza giusta di fare in fretta andasse a discapito del fare bene. Per questo, con il documento presentato al Governo chiediamo che sia riconsiderata la decisione di intervenire per decreto su questa materia, così come auspicano anche le istituzioni, le realtà imprenditoriali, le rappresentanze del lavoro di molte realtà italiane. Il suggerimento dunque è stato quello di scorporare questo tema dal decreto "Sblocca Italia", optando per Disegno di Legge organico, che consenta di compiere, in tempi certi, un confronto stringente con le istituzioni locali e regionali per individuare modalità utili a realizzare quel cambiamento vero di cui i porti italiani hanno grande bisogno.
lunedì 3 giugno 2013
Porto: bene Autorità unica regionale, ma sul modello Lazio
Un'autorità unica regionale, sul modello della Regione Lazio che ha messo in rete Gaeta, Civitavecchia e Fiumicino aumentando la sinergia e quindi la produttività dei due scali: questo è il modello a cui il Friuli Venezia Giulia dovrebbe aspirare, in materia di portualità ma non solo, e che può essere la spinta a realizzare la ''mozione Fvg'' auspicata dall'onorevole Michele Meta (Presidente della Commissione Trasporti) nella sua recente visita al Porto di Monfalcone.
In questo senso, quindi, si può parlare di autorità unica: non un aumento di competenze del Porto di Trieste, non un asservimento di Monfalcone e San Giorgio di Nogaro allo scalo triestino, bensì un ragionamento che funzioni sulla base dell'Alto Adriatico, e che quindi non può che partire a livello nazionale (si è visto infatti, con il naufragio della legge Riccardi, a cosa porti il voler fare le cose basandosi solo sulla realtà regionale). Per questo ritengo che sia passato il momento delle guerre di campanile, e che sia giusto il discorso che la presidente Serracchiani sta portando avanti in queste settimane: un discorso che potrebbe andare a confluire appunto nella ''mozione Fvg'' di cui si parlava, che non riguarderà solo il sistema portuale, ma l'intero sistema di infrastrutture regionale.
Da parte mia quindi condivido il discorso della Presidente regionale, garantisco la massima collaborazione all'amico e collega Paolo Maschio, nuovo presidente dell'Azienda Porto, e sono quindi a disposizione da subito per un ragionamento complessivo da portare poi a Roma.
In questo senso, quindi, si può parlare di autorità unica: non un aumento di competenze del Porto di Trieste, non un asservimento di Monfalcone e San Giorgio di Nogaro allo scalo triestino, bensì un ragionamento che funzioni sulla base dell'Alto Adriatico, e che quindi non può che partire a livello nazionale (si è visto infatti, con il naufragio della legge Riccardi, a cosa porti il voler fare le cose basandosi solo sulla realtà regionale). Per questo ritengo che sia passato il momento delle guerre di campanile, e che sia giusto il discorso che la presidente Serracchiani sta portando avanti in queste settimane: un discorso che potrebbe andare a confluire appunto nella ''mozione Fvg'' di cui si parlava, che non riguarderà solo il sistema portuale, ma l'intero sistema di infrastrutture regionale.
Da parte mia quindi condivido il discorso della Presidente regionale, garantisco la massima collaborazione all'amico e collega Paolo Maschio, nuovo presidente dell'Azienda Porto, e sono quindi a disposizione da subito per un ragionamento complessivo da portare poi a Roma.
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giovedì 30 maggio 2013
Visita al Porto dell'on. Meta (presidente Commissione Trasporti)
Una ''mozione Fvg'' per portare all'attenzione nazionale la nostra regione, le sue potenzialità e le problematiche nel settore dei trasporti: questa la proposta dell'onorevole Michele Meta, presidente della Commissione Trasporti e Infrastrutture della Camera, in visita oggi al Porto di Monfalcone dove ha incontrato i vertici dell'Azienda Porto (il presidente dimissionario Emilio Sgarlata e il neo presidente Paolo Maschio), nonché il presidente della compagnia portuale Riccardo Scaramelli e gli operatori del porto.
Dopo una breve introduzione sulla situazione del porto di Monfalcone da parte dell'ex presidente Sgarlata («Solo adesso stiamo tornando lentamente ai livelli di traffico del 2006, stiamo lavorando per l'accesso al canale del porto e per rendere sempre più strategico lo scalo monfalconese»), è toccato al neo presidente Maschio elencare le cose di cui il Porto ha bisogno: l'escavo, per cui si deve velocizzare la procedura, e la ridefinizione della mission e del piano regolatore del porto. Presente anche l'assessore regionale Mariagrazia Santoro, che dopo aver ringraziato l'on. Meta per l'attenzione data al nostro territorio, ha ricordato che il porto di Monfalcone rientra nelle strategie dell'Unione Europea, evidenziando però il timore che l'attenzione rimanga alta solo fino a Venezia, e che la nostra regione rimanga schiacciata tra questo scalo e quelli di Fiume e Capodistria.
«Abbiamo la responsabilità di mettere al centro dell'attenzione la questione dei porti - ha esordito Meta – in un quadro che chiarisce la competenze dello Stato e quelle della Regione. La legge 84 ha funzionato, l'errore è stato quello di rimanere poi con le mani in mano». Come fare quindi? «Due sono le azioni possibili: un decreto che ponga al centro la sburocratizzazione, l'autonomia finanziaria e le concessioni (cosa che si può fare a breve), e una riforma organica che avrà tempi più lunghi». Il Fvg ha pagato un prezzo alto alla redditività delle infrastrutture, ed è ora di chiedere il conto. «Ecco quindi le mie proposte - ha concluso Meta - .Prima, una ''mozione Fvg'' che impegni il Governo a intervenire sui temi cari a questa regione. Seconda, una delegazione per verificare e velocizzare l'iter del Via al canale di escavo al Ministero dell'Ambiente».
Dopo una breve introduzione sulla situazione del porto di Monfalcone da parte dell'ex presidente Sgarlata («Solo adesso stiamo tornando lentamente ai livelli di traffico del 2006, stiamo lavorando per l'accesso al canale del porto e per rendere sempre più strategico lo scalo monfalconese»), è toccato al neo presidente Maschio elencare le cose di cui il Porto ha bisogno: l'escavo, per cui si deve velocizzare la procedura, e la ridefinizione della mission e del piano regolatore del porto. Presente anche l'assessore regionale Mariagrazia Santoro, che dopo aver ringraziato l'on. Meta per l'attenzione data al nostro territorio, ha ricordato che il porto di Monfalcone rientra nelle strategie dell'Unione Europea, evidenziando però il timore che l'attenzione rimanga alta solo fino a Venezia, e che la nostra regione rimanga schiacciata tra questo scalo e quelli di Fiume e Capodistria.
«Abbiamo la responsabilità di mettere al centro dell'attenzione la questione dei porti - ha esordito Meta – in un quadro che chiarisce la competenze dello Stato e quelle della Regione. La legge 84 ha funzionato, l'errore è stato quello di rimanere poi con le mani in mano». Come fare quindi? «Due sono le azioni possibili: un decreto che ponga al centro la sburocratizzazione, l'autonomia finanziaria e le concessioni (cosa che si può fare a breve), e una riforma organica che avrà tempi più lunghi». Il Fvg ha pagato un prezzo alto alla redditività delle infrastrutture, ed è ora di chiedere il conto. «Ecco quindi le mie proposte - ha concluso Meta - .Prima, una ''mozione Fvg'' che impegni il Governo a intervenire sui temi cari a questa regione. Seconda, una delegazione per verificare e velocizzare l'iter del Via al canale di escavo al Ministero dell'Ambiente».
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mercoledì 20 marzo 2013
Porto di Monfalcone: di chi la colpa?
Le ultime, allarmanti notizie sulla situazione del Porto di Monfalcone non sono un fulmine a ciel sereno. E le difficoltà dello scalo, tra progetti mai realizzati, speranze disilluse, lavori che non si sa perché non si sono mai realizzati, rimangono sempre le stesse. Lo avevo ribadito in aula, in decine di interrogazioni (a cui mai si è data piena risposta), me lo avevano riferito nei tanti incontri avuti lo scorso mese con gli operatori economici, sia i lavoratori che gli operatori del porto.
Perché non si è mai provveduto a realizzare il progetto di manutenzione dei fondali (pagato, peraltro, dagli stessi operatori portuali)? Perché di dragaggio del canale di accesso si parla da ben 16 anni? Di chi è la colpa? Forse, di chi ha pensato di risolvere tutto con una legge completamente svuotata da ogni valore, e non ha saputo mai fare niente né per il porto di Monfalcone né per quello di Trieste. Ovvero, dell'assessore Riccardi, che adesso non può fare lo scaricabarile su chi sta sotto di lui.
In questi anni nella giunta Tondo ha saputo solo realizzare progetti già impostati da amministrazioni precedenti e rotonde stradali per il suo collegio elettorale. Adesso, che trovi la soluzione, con un cronoprogramma di pochi mesi che salvi lo scalo monfalconese, altrimenti condannato all'inattività.
Perché non si è mai provveduto a realizzare il progetto di manutenzione dei fondali (pagato, peraltro, dagli stessi operatori portuali)? Perché di dragaggio del canale di accesso si parla da ben 16 anni? Di chi è la colpa? Forse, di chi ha pensato di risolvere tutto con una legge completamente svuotata da ogni valore, e non ha saputo mai fare niente né per il porto di Monfalcone né per quello di Trieste. Ovvero, dell'assessore Riccardi, che adesso non può fare lo scaricabarile su chi sta sotto di lui.
In questi anni nella giunta Tondo ha saputo solo realizzare progetti già impostati da amministrazioni precedenti e rotonde stradali per il suo collegio elettorale. Adesso, che trovi la soluzione, con un cronoprogramma di pochi mesi che salvi lo scalo monfalconese, altrimenti condannato all'inattività.
martedì 12 febbraio 2013
Incontro con Rsu Porto: che Riccardi ci dia i tempi delle opere!
Chiedo che dall'assessore regionale Riccardi arrivi una risposta
chiara sui tempi di dragaggio del canale, tanto per cominciare, e
anche che si chiarisca perché, nel frattempo, non si possa procedere
con i lavori di manutenzione e pulizia del fondale, progetto per il
quale gli operatori portuali si sono autotassati ma che rimane
inspiegabilmente fermo. E' vergognoso che da 16 anni si parli di
Porto senza aver mai fatto niente per il suo sviluppo, con il
risultato che a rimetterci sono i lavoratori.
Queste le mie
considerazioni alla fine dell'incontro con le Rsu dei lavoratori del
porto di Monfalcone, che hanno illustrato la situazione attuale.
Situazione migliorata grazie all'accordo trovato per gli esuberi, ma
comunque non certo rosea: non si deve dimenticare che l'eventuale
soluzione non riguarda i 21 lavoratori che, dal 2015, potrebbero
trovarsi senza lavoro.
Pensiamo di risolvere i
problemi del Porto con le stesse persone che non hanno saputo farlo
in 16 anni? È ridicolo. Chi, nella struttura regionale, ha la
responsabilità del Porto di Monfalcone? Con quale frequenza si è
riunito il Comitato Consultivo? Adesso bisogna dare una svolta e
ognuno deve prendersi le sue responsabilità. Chiedo quindi che si
dica ad esempio perché le opere di manutenzione, che hanno già un
progetto da 40.000 euro pagato dagli operatori e che permetterebbero
almeno di livellare il fondale, sono ferme in un cassetto. Ci
rendiamo conto che quando inizierà la manutenzione agli ormeggi
attualmente operativi senza aver prima liberato quelli già in
lavoro, il Porto di fatto si bloccherà? E chi ci andrà di mezzo?
Sempre i lavoratori.
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domenica 3 febbraio 2013
Porto: necessaria l'Autorità unica regionale
Preoccupazioni per i criteri di assegnazione delle aree, per lo stop al dragaggio del canale, per la burocrazia che di fatto è il principale ostacolo allo sviluppo del porto, per il mancato piano regolatore. Questi i problemi che gli operatori portuali, e l'amministratore delegato della Compagnia portuale, Riccardo Scaramelli, mi hanno riportato nel corso dell'incontro avuto venerdì scorso.
Problemi che si supererebbero in un modo solo: realizzando un'unica Autorità portuale regionale per Trieste, Monfalcone e San Giorgio di Nogaro. Ma un'Autorità che non può arrivare dalla Regione, visto quello che è accaduto con la recente legge regionale, da noi contestata fin dall'inizio. Forse, però, un discorso analogo portato avanti dallo Stato potrebbe avere successo.
La proposta ha trovato il consenso unanime degli operatori, che hanno evidenziato come, ogni giorno, si trovino davanti a difficoltà legate alla presenza di molte autorità con competenze sulle aree portuali. "Purtroppo ci troviamo di fronte a problemi che già c'erano nel 2001, e che non si è saputo risolvere» hanno spiegato gli operatori.
Non solo: la mia proposta è andata oltre alla riproposizione di un'Autorità unica, e ha riguardato anche la revisione della legge sulle aree di confine, che potrebbe portare a considerare il porto di Monfalcone area speciale, su cui attuare una fiscalità di vantaggio. Semplificare le procedure e creare un gioco di squadra tra tutti coloro che hanno interesse nello sviluppo del Porto è l'unica soluzione a un periodo di crisi che altrimenti potrebbe avere conseguenze devastanti.
Problemi che si supererebbero in un modo solo: realizzando un'unica Autorità portuale regionale per Trieste, Monfalcone e San Giorgio di Nogaro. Ma un'Autorità che non può arrivare dalla Regione, visto quello che è accaduto con la recente legge regionale, da noi contestata fin dall'inizio. Forse, però, un discorso analogo portato avanti dallo Stato potrebbe avere successo.
La proposta ha trovato il consenso unanime degli operatori, che hanno evidenziato come, ogni giorno, si trovino davanti a difficoltà legate alla presenza di molte autorità con competenze sulle aree portuali. "Purtroppo ci troviamo di fronte a problemi che già c'erano nel 2001, e che non si è saputo risolvere» hanno spiegato gli operatori.
Non solo: la mia proposta è andata oltre alla riproposizione di un'Autorità unica, e ha riguardato anche la revisione della legge sulle aree di confine, che potrebbe portare a considerare il porto di Monfalcone area speciale, su cui attuare una fiscalità di vantaggio. Semplificare le procedure e creare un gioco di squadra tra tutti coloro che hanno interesse nello sviluppo del Porto è l'unica soluzione a un periodo di crisi che altrimenti potrebbe avere conseguenze devastanti.
mercoledì 1 agosto 2012
Porto: il governo impugna la legge regionale
E così, il Consiglio dei Ministri ha impugnato la legge regionale sulla Portualità. E lo ha fatto proprio in merito all'articolo che, secondo noi, rendeva la legge inapplicabile. Lo dice lo stesso comunicato stampa del Consiglio pubblicato oggi sul sito ufficiale: «Il Consiglio dei Ministri ha esaminato ventotto leggi regionali e delle province autonome su proposta del Ministro per gli affari regionali. Nell’ambito di tali leggi, il Consiglio ha deliberato l’impugnativa dinanzi alla Corte Costituzionale della legge Regione Friuli Venezia Giulia n. 12 del 31 maggio 2012 recante “Disciplina della portualità di competenza regionale” in quanto contiene una norma che, prevedendo la possibilità per la Regione di stipulare convenzioni con i privati in deroga alla disciplina statale in materia d’uso dei beni pubblici».
Bene. È questa l'ennesima figuraccia del Fvg, causata stavolta dalla testardaggine dell'assessore Riccardi, che nonostante le riunioni, gli avvisi e le nostre avvertenze ha voluto proseguire una strada che tutti sapevamo essere errata (bastava leggere quanto scriveva Sergio Bartole sul Piccolo deloo scorso maggio). Adesso saranno contenti tutti quelli che nella Provincia di Gorizia, a cominciare dal leghista Razzini per finire con il presidente della Provincia Gherghetta, avevano applaudito questa norma. Una norma che, come si vede, non solo non porterà alcun vantaggio al porto, ma è stata solo un malriuscito spot elettorale.
Non è bello, in questi frangenti, dire ''noi l'avevamo detto''. E non perchè non sia la verità (sia come segreteria regionale che come gruppo consiliare avevamo più volte contestato proprio questo punto della legge), ma perchè questa vicenda andrà a significare altri problemi per lo scalo monfalconese, di cui certo non si sentiva il bisogno.
L'augurio che ci facciamo, a questo punto, è che la Giunta responsabile di questo pasticcio vada a casa, e che la Regione, e chi di dovere negli enti locali, si adoperino veramente per le azioni necessarie al nostro porto, ovvero l'escavo del canale di accesso e le opere retroportuali (in particolare il collegamento ferroviario). Basta con le pagliacciate, e pensiamo alle cose serie.
Bene. È questa l'ennesima figuraccia del Fvg, causata stavolta dalla testardaggine dell'assessore Riccardi, che nonostante le riunioni, gli avvisi e le nostre avvertenze ha voluto proseguire una strada che tutti sapevamo essere errata (bastava leggere quanto scriveva Sergio Bartole sul Piccolo deloo scorso maggio). Adesso saranno contenti tutti quelli che nella Provincia di Gorizia, a cominciare dal leghista Razzini per finire con il presidente della Provincia Gherghetta, avevano applaudito questa norma. Una norma che, come si vede, non solo non porterà alcun vantaggio al porto, ma è stata solo un malriuscito spot elettorale.
Non è bello, in questi frangenti, dire ''noi l'avevamo detto''. E non perchè non sia la verità (sia come segreteria regionale che come gruppo consiliare avevamo più volte contestato proprio questo punto della legge), ma perchè questa vicenda andrà a significare altri problemi per lo scalo monfalconese, di cui certo non si sentiva il bisogno.
L'augurio che ci facciamo, a questo punto, è che la Giunta responsabile di questo pasticcio vada a casa, e che la Regione, e chi di dovere negli enti locali, si adoperino veramente per le azioni necessarie al nostro porto, ovvero l'escavo del canale di accesso e le opere retroportuali (in particolare il collegamento ferroviario). Basta con le pagliacciate, e pensiamo alle cose serie.
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lunedì 28 maggio 2012
Disinteresse sul Porto? Tutto del centrodestra!
Come gruppo consiliare,abbiamo lavorato a fondo alla nuova legge sul Porto: ci siamo impegnati nellecommissioni e nelle audizioni, abbiamo incontrato i lavoratori, le imprese e gli operatori degli scali, ci siamo fatti portatori delle loro esigenze. Quando però ci siamotrovati di fronte a un netto rifiuto alla discussione, specialmente su duepunti per noi pregiudiziali, non abbiamo potuto soprassedere. Ecco il perchè del nostro ''no'' alla nuova legge.
Non è, come afferma ilconsigliere Razzini, un ''tradimento'' del territorio, anzi. Avevamo chiestodue cose a questa giunta: primo, che ci fosse un confronto con il Governo perevitare future conflittualità tra la legge regionale e nazionale (cosa fattasolo in parte). Secondo, e importantissimo (anche perchè su richiesta deisindaci di Monfalcone e San Giorgio di Nogaro) prevedere la partecipazione, enon solo la consultazione, degli enti locali nella progettazione delle opereinfrastrutturali attrraverso lo strumento dell'intesa. Qui da Riccardi è arrivato un secco no, e anche Razzini non ha voluto sostenere la richiesta: di conseguenza, ha votato contro gli interessi del Comune in cui è consigliere comunale.
Con i nostri emendamenti, votati all'unanimità, abbiamo inserito due importanti modifiche. La prima all'articolo 1, dove viene ribadita la necessità di coordinare lo sviluppo dell'intero sistema portuale regionale, Monfalcone, Porto nogaro e Trieste (ovviamente dopo la modifica della legge nazionale, ed ecco l'importanza di un confronto con lo Stato). La seconda, all'articolo 13, dove per evitare speculazioni e monopoli sulle strutture portuali, abbiamo inserito un comma (votato all'unanimità) che nel progetto di finanza salvaguardia imprese, lavoratori ed operatori degli scali. Razzini e il centrodestra non hanno proposto alcuna modifica sostanziale, a dimostrazione non solo di una mancata analisi approfondita del tema, ma anche della sudditanza all'autoritarismo dell'assessore regionale.
Adesso, che dire? Speriamo. Speriamo che la legge favorisca e non ostacoli le due opere di cui lo scalo di Monfalcone ha bisogno, ovvero il piano regolatore e l'escavo del canale (che sicuramente, però, questa legge non accelererà). Noi il nostro lavorol'abbiamo fatto, speriamo di non dover adesso fare quelli che dicono «Ve l'avevamo detto».
Non è, come afferma ilconsigliere Razzini, un ''tradimento'' del territorio, anzi. Avevamo chiestodue cose a questa giunta: primo, che ci fosse un confronto con il Governo perevitare future conflittualità tra la legge regionale e nazionale (cosa fattasolo in parte). Secondo, e importantissimo (anche perchè su richiesta deisindaci di Monfalcone e San Giorgio di Nogaro) prevedere la partecipazione, enon solo la consultazione, degli enti locali nella progettazione delle opereinfrastrutturali attrraverso lo strumento dell'intesa. Qui da Riccardi è arrivato un secco no, e anche Razzini non ha voluto sostenere la richiesta: di conseguenza, ha votato contro gli interessi del Comune in cui è consigliere comunale.
Con i nostri emendamenti, votati all'unanimità, abbiamo inserito due importanti modifiche. La prima all'articolo 1, dove viene ribadita la necessità di coordinare lo sviluppo dell'intero sistema portuale regionale, Monfalcone, Porto nogaro e Trieste (ovviamente dopo la modifica della legge nazionale, ed ecco l'importanza di un confronto con lo Stato). La seconda, all'articolo 13, dove per evitare speculazioni e monopoli sulle strutture portuali, abbiamo inserito un comma (votato all'unanimità) che nel progetto di finanza salvaguardia imprese, lavoratori ed operatori degli scali. Razzini e il centrodestra non hanno proposto alcuna modifica sostanziale, a dimostrazione non solo di una mancata analisi approfondita del tema, ma anche della sudditanza all'autoritarismo dell'assessore regionale.
Adesso, che dire? Speriamo. Speriamo che la legge favorisca e non ostacoli le due opere di cui lo scalo di Monfalcone ha bisogno, ovvero il piano regolatore e l'escavo del canale (che sicuramente, però, questa legge non accelererà). Noi il nostro lavorol'abbiamo fatto, speriamo di non dover adesso fare quelli che dicono «Ve l'avevamo detto».
sabato 22 ottobre 2011
Porto: necessario il ruolo di Monfalcone!
Premesso che sul futuro del Porto e di una possibile Autorità regionale stiamo attendendo che il testo ufficiale esca dalla giunta regionale, faccio presente che esiste un documento su cui si è espresso l'intero consiglio comunale di Monfalcone e che parla chiaro.
Una Governance del porto di Monfalcone e di San Giorgio di Nogaro è fattibile solo se vedrà come attore principe il Comune di Monfalcone, rappresentante legittimo della comunità, che come tale deve essere coinvolto nel piano regolatore e nella pianificazione evitando invece qualsiasi parcellizzazione.
Il Pd regionale ha sostenuto e continuerà a sostenere questa convinzione in Commissione e Consiglio Regionale, seguendo una strada precisa: premesso che dell'allargamento dell'Autorità al Porto di Trieste non si deve proprio parlare, per il resto un'ipotesi di Governance deve essere sempre e comunque in condivisione con il Comune. Per questo coinvolgerò il partito a livello regionale e locale a fianco del Comune di Monfalcone, titolato a rappresentare la comunità monfalcone e non solo.
Una Governance del porto di Monfalcone e di San Giorgio di Nogaro è fattibile solo se vedrà come attore principe il Comune di Monfalcone, rappresentante legittimo della comunità, che come tale deve essere coinvolto nel piano regolatore e nella pianificazione evitando invece qualsiasi parcellizzazione.
Il Pd regionale ha sostenuto e continuerà a sostenere questa convinzione in Commissione e Consiglio Regionale, seguendo una strada precisa: premesso che dell'allargamento dell'Autorità al Porto di Trieste non si deve proprio parlare, per il resto un'ipotesi di Governance deve essere sempre e comunque in condivisione con il Comune. Per questo coinvolgerò il partito a livello regionale e locale a fianco del Comune di Monfalcone, titolato a rappresentare la comunità monfalcone e non solo.
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venerdì 26 agosto 2011
Domani convegno sul Porto
Domani, sabato 27 agosto, a Monfalcone, si terrà un convegno sul Superporto.
A parte tutte le discussioni, io proporrò di:
-costituire un’”Autorità portuale allargata” con una nuova idea di governance portuale degli scali regionali che miri al superamento degli attuali modelli gestionali integrando porti, interporti e zone industriali
-fare del Friuli Venezia Giulia un “porto-Regione”
- una nuova legge regionale che integri gli scali regionali [Monfalcone, S. Giorgio di Nogaro] con un nuovo modello organizzativo e gestionale che permetta le capacità operative e assicuri competitività
A parte tutte le discussioni, io proporrò di:
-costituire un’”Autorità portuale allargata” con una nuova idea di governance portuale degli scali regionali che miri al superamento degli attuali modelli gestionali integrando porti, interporti e zone industriali
-fare del Friuli Venezia Giulia un “porto-Regione”
- una nuova legge regionale che integri gli scali regionali [Monfalcone, S. Giorgio di Nogaro] con un nuovo modello organizzativo e gestionale che permetta le capacità operative e assicuri competitività
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lunedì 4 aprile 2011
Il Superporto a Vado Ligure e qua si nicchia...
E' passato un mese e la storia è sempre quella: nessuna risposta precisa, niente di scritto, solo vaghe rassicurazioni che sul Superporto si sta lavorando. E intanto nel Milleproroghe vengono stanziati 300 milioni di euro per un progetto simile (realizzato con la partecipazione delle banche e di Maersk) in realizzazione a Vado
Ligure. Un progetto che non sarà in concorrenza con quello da realizzare a Monfalcone, ma il fatto dimostra che, mentre là il governo si impegna, qua non c'è alcuna certezza.
Questo nonostante le rassicurazioni dell'assessore regionale Riccardi, che dopo la risposta data un mese fa al mio collega Alunni Barbarossa torna a rispondere la stessa cosa, a 30 giorni di distanza, a un'altra interrogazione
presentata dal consigliere Codega. Anzi, c'è una novità: nella precedente Iri aveva assicurato che il 15 marzo ci sarebbe stato un incontro sul Superporto a livello nazionale. Adesso, ammette che l'incontro non c'è mai stato. E quindi? Niente, quindi la situazione è rimasta quella che era.
Riccardi afferma che «gli atti che sono stati predisposti sono a posto», che «Unicredit non deve firmare alcun tipo di atto, deve presentare una proposta di finanza di progetto che ancora non è stata presentata», e infine che «conferma che la Regione è impegnata, e mi auguro che questo obiettivo venga raggiunto al più presto».
A parte auguri e speranze, come si vede, ancora nulla di fatto.
Ligure. Un progetto che non sarà in concorrenza con quello da realizzare a Monfalcone, ma il fatto dimostra che, mentre là il governo si impegna, qua non c'è alcuna certezza.
Questo nonostante le rassicurazioni dell'assessore regionale Riccardi, che dopo la risposta data un mese fa al mio collega Alunni Barbarossa torna a rispondere la stessa cosa, a 30 giorni di distanza, a un'altra interrogazione
presentata dal consigliere Codega. Anzi, c'è una novità: nella precedente Iri aveva assicurato che il 15 marzo ci sarebbe stato un incontro sul Superporto a livello nazionale. Adesso, ammette che l'incontro non c'è mai stato. E quindi? Niente, quindi la situazione è rimasta quella che era.
Riccardi afferma che «gli atti che sono stati predisposti sono a posto», che «Unicredit non deve firmare alcun tipo di atto, deve presentare una proposta di finanza di progetto che ancora non è stata presentata», e infine che «conferma che la Regione è impegnata, e mi auguro che questo obiettivo venga raggiunto al più presto».
A parte auguri e speranze, come si vede, ancora nulla di fatto.
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martedì 15 marzo 2011
Il tentennante Riccardi...
Che cosa ha fatto la Regione per difendere il Superporto di Monfalcone? La risposta si trova nella replica dell'assessore regionale alle Infrastrutture Riccardo Riccardi a un'interrogazione presentata in consiglio regionale dal mio collega Alunni Barbarossa.
Che cosa spiega Riccardi in merito ai 400 milioni conferiti a Venezia e i 30 negati a Monfalcone? Che «questi 400 milioni a Venezia io non sono riuscito a trovarli». E che cosa ha fatto la giunta regionale per assicurarsi il Superporto? Riccardi spiega che la giunta «ha predisposto dei contenuti che dovrebbero essere inseriti all'interno dell'intesa, e ha corso su questo tema, sottoponendo allo Stato tempo fa la sua totale disponibilità». E afferma ancora di aver avuto il via libera di due ministri: Matteoli («il quale formalmente ci ha detto di condividere questo progetto, per due sostanziali ragioni: la prima, perchè condivide la coerenza dell'impostazione strategica dell'Alto Adriatico come sistema; la seconda perchè c'è una significativa e rilevante disponibilità da parte del capitale provato») e Fitto («Sarò al Ministero delle Infrastrutture – spiega Riccardi - per capire quale sarà il percorso di dettaglio nella definizione dell'intesa Stato-Regione, che già il ministro Fitto si è detto pronto a far proseguire»).
Che cosa dire? Che, come afferma anche il consigliere interrogante, si giunga finalmente a qualcosa di concreto, visto che finora dalla Regione si è visto poco (e anche le risposte di Riccardi non aggiungono granché). E, come ho detto in passato, quello che serve è una pronuncia non dei singoli ministri ma dell'intero governo, Tremonti soprattutto, a favore del progetto.
Che cosa spiega Riccardi in merito ai 400 milioni conferiti a Venezia e i 30 negati a Monfalcone? Che «questi 400 milioni a Venezia io non sono riuscito a trovarli». E che cosa ha fatto la giunta regionale per assicurarsi il Superporto? Riccardi spiega che la giunta «ha predisposto dei contenuti che dovrebbero essere inseriti all'interno dell'intesa, e ha corso su questo tema, sottoponendo allo Stato tempo fa la sua totale disponibilità». E afferma ancora di aver avuto il via libera di due ministri: Matteoli («il quale formalmente ci ha detto di condividere questo progetto, per due sostanziali ragioni: la prima, perchè condivide la coerenza dell'impostazione strategica dell'Alto Adriatico come sistema; la seconda perchè c'è una significativa e rilevante disponibilità da parte del capitale provato») e Fitto («Sarò al Ministero delle Infrastrutture – spiega Riccardi - per capire quale sarà il percorso di dettaglio nella definizione dell'intesa Stato-Regione, che già il ministro Fitto si è detto pronto a far proseguire»).
Che cosa dire? Che, come afferma anche il consigliere interrogante, si giunga finalmente a qualcosa di concreto, visto che finora dalla Regione si è visto poco (e anche le risposte di Riccardi non aggiungono granché). E, come ho detto in passato, quello che serve è una pronuncia non dei singoli ministri ma dell'intero governo, Tremonti soprattutto, a favore del progetto.
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domenica 6 febbraio 2011
I tir turchi a Monfalcone: ripensare una sinergia con Trieste
Che il passaggio dei tir turchi a Monfalcone sia l'occasione per ripensare a una nuova sinergia tra i porti di Trieste e Monfalcone anche e soprattutto in vista del Superporto: è questo il mio auspicio per il futuro. L'attuale arrivo dei tir dal Porto triestino, infatti, è un caso di emergenza e come tale va risolto in fretta. Ma perchè non farne il primo passo per una nuova collaborazione tra Trieste e Monfalcone? Ovvero, si potrebbe prevedere anche per il porto monfalconese agevolazioni e tariffe uguali a quelle triestine, così da poter ospitare sempre a Monfalcone i traghetti che non trovano posto a Trieste. In questo modo il passaggio dei tir non sarebbe più solo un passaggio, ma creerebbe un valore aggiunto sul territorio sia in fatto di introiti che di persone impiegate. E il modo anche ci sarebbe: basterebbe che la Camera di Commercio completasse progetto delle Autostrade del Mare per creare una vera sinergia tra Monfalcone e Trieste così da favorire entrambe le realtà. Quella di questi giorni, come detto, è l'emergenza: ma è anche, secondo me, il punto di partenza da cui lavorare.
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