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mercoledì 22 giugno 2016

Riflessioni su elezioni - referendum

Ho aspettato qualche giorno prima di buttare giù due righe sulle ultime tornate elettorali, per essere più obiettivo. Adesso quindi vorrei fare due brevi considerazioni:

1) Referendum fusione. Rispetto la volontà popolare, ma resto della mia idea che in un mondo che ormai non ha più confini rinchiudersi nel proprio orticello non ha senso. Ormai l'occasione è andata e non nego di essere deluso dal risultato, ma lo rispetto pienamente. Forse in effetti è lo strumento del referendum a non essere pià adatto a questo tipo di scelte, visto anche il risultato delle altre due proposte di fusione. Adesso spero che entri a regime l'Uti (sulla quale, confesso, ho qualche perplessità), perchè l'importante è riuscire a dare ai cittadini i servizi migliori.

2) Amministrative: è stata una batosta, per me come per tutti, è inutile negare l'evidenza. Poi si può discutere e discutere, ma mi auguro che si comprenda che è urgente modificare i comportamenti che hanno causato tanta rabbia nella gente, e mettersi invece ad ascoltare: e questo cominciando dal premier Renzi passando per la presidente Serracchiani per arrivare a me (perchè non mi tiro fuori): si torni tra la gente, lasciando il mondo dei social per andare in quello vero, per ascoltare quello che la parte più debole della società ha da dire, perchè è quella che ci ha girato le spalle. Io non ho mai avuto problemi nel farlo perchè, lo sanno tutti, mi trovo meglio lì che su Facebook, ma mi auguro che lo capiscano anche altri: basta insulti, basta comportamenti sprezzanti, è ora di mettersi con umiltà ad ascoltare il mondo reale.

mercoledì 3 giugno 2015

Riflessioni sulle regionali....

Due considerazioni sui risultati delle regionali, a mente fredda, e fermo restando che ci sono riflessioni da fare e che è necessario vadano fatte quanto prima. La prima: è difficile far un confronto tra le elezioni nazionali e amministrative, perché in queste ultime si scelgono le persone, ma proprio questo dovrebbe far riflettere sulla qualità dei candidati scelti. La seconda: in Liguria c'è qualcuno che esulta perché si è perso, come quel marito cornuto che per fare dispetto alla moglie si è tagliato gli attributi, ma certamente non è il mio caso. Fermo restando che le riflessioni sul modo in cui si è agito (specie nel rapporto con i sindacati e il mondo della scuola) e sulla qualità dei candidati vanno fatte, si sapeva che Renzi si presentava come l'uomo delle riforme a tutti i costi, è inutile stupirsi. Ora le riforme sono avviate, e dobbiamo concluderle. Certo per alcune i risultati non sono così esaltanti (vedi il mondo del lavoro, che rimane un nodo irrisolto), e anche questo ha certamente pesato sul voto. Dopodiché, ricordo che solo un anno fa nei governi regionali eravamo pari al centro destra e invece ora  siamo 17 a 3, quindi vediamo anche il lato positivo della vicenda...

venerdì 13 giugno 2014

Nuove amministrazioni: buon lavoro!

In questi giorni si stanno insediando le nuove amministrazioni comunali elette dal voto del 25 maggio. In un momento particolarmente difficile (visti anche gli ultimi dati sull'economia della nostra regione che parlano di stagnazione) auguro loro di fare tutto quanto il possibile per il bene della loro comunità, con speciale riguardo ai cittadini più in difficoltà. Infine, voglio assicurare alle nuove amministrazioni che, come è accaduto con quelle precedenti, sarò sempre a loro disposizione per qualsiasi necessità del territorio, per aiutare come posso. Buon lavoro a tutti!

lunedì 26 maggio 2014

Europee: ha vinto la speranza contro la rabbia.

Il risultato più importante delle europee è aver ritrovato un paese che vuole le riforme e vuole andare avanti, senza cedere al disfattismo e alle urla. Eal premier Matteo Renzi  va dato atto di aver capito questo sentimento della gente: il 40% è in gran parte un risultato suo. Ora va consolidato, ed è una grossa responsabilità del gruppo dirigente, prendendo le decisioni e attuando le riforme promesse, sfruttando anche il ruolo chiave che avremo nel parlamento europeo.

Poi mi permetto di fare altre cinque considerazioni:
1) Il popolo italiano che lo scorso anno aveva espresso il suo disagio facendo trionfare i 5stelle, ha capito che urlando e distruggendo non si va da nessuna parte (e lo vedo ogni giorno in Parlamento)
2) sfruttando il ruolo nel Partito socialista e democratico europeo adesso Renzi ha la forza di di mettere al centro dell'agenda europea i temi veramente importanti come il lavoro;
3) come provincia di Gorizia dimostriamo ancora una volta, con il nostro 47% al PD, di essere una vera roccaforte per il centrosinistra regionale;
4) Come cittadino isontino sono quanto mai soddisfatto che, grazie al risultato della De Monte, avremo un secondo rappresentante in parlamento, la futura senatrice Laura Fasiolo. È da tantissimi anni che l'Isontino non aveva tanti rappresentanti nelle istituzioni centrali, e di questo non posso che rallegrarmi;
5) infine, una nota polemica: i sondaggisti e i giornalisti che avevano dato per spacciato il Pd e per trionfante Grillo, è meglio che vadano in vacanza per molto tempo. Evidentemente sono lontani dalla gente molto più di quanto si dica lo siano i politici.
Adesso attendiamo fiduciosi i risultati delle amministrative: il buon risultato di questa tornata è da attribuire anche ai candidati sindaci e soprattutto agli uscenti del Pd.





martedì 20 maggio 2014

Elezioni europee: dieci punti importanti


L'EUROPA È UN POPOLO NON UN ENTE DI GOVERNO


Domenica 25 maggio andiamo a votare per il Parlamento europeo. Ma non dimentichiamoci che l'Europa non è solo un insieme di enti: gli italiani, in quanto cittadini europei, sono chiamati insieme agli altri cittadini europei non a ribadire un retorico europeismo di facciata ma a una vera e propria missione di rinnovamento di una delle conquiste più importanti della nostra storia recente.

Purtroppo è vero: fatichiamo molto a sentirci cittadini europei. Eppure l'Europa è nata per consentire ad un continente che per secoli è stato diviso da conflitti e guerre di riconoscere gli elementi di unione e diventare un grande spazio di pace, di benessere e di sviluppo.

Questo obiettivo è stato centrato, ma il principio che lo ha ispirato è ancora valido: l'Europa ha senso se è condivisione delle possibilità e delle prospettive di vita, rete delle protezioni, tutela degli interessi di tutti.


Ecco i 10 punti del programma PD che a mio giudizio rappresentano questa idea:


1. L'Europa delle persone, delle opportunità e non solo delle direttive.

Abbiamo bisogno di un'Europa che dia reali opportunità di lavoro e di realizzazione. Sono proprio i giovani europei la vera scommessa: a loro il compito di mettere a servizio dell'Europa le competenze acquisite nella formazione per migliorarne il sistema e la sua coesione.


2. Infrastrutture, corridoi di comunicazione e logistica.

L'Europa deve facilitare la libera circolazione delle persone e delle merci in un'ottica di sviluppo sostenibile.


3. Nuovi saperi, capitale umano, formazione europea, cultura europea.

«Nato in Italia, cresciuto in Europa» dovrebbe essere la consapevolezza dei nostri figli. Qui la scuola ha un ruolo fondamentale: non solo agevolare i percorsi di scambio culturale o fornire informazioni su come muoversi in Europa (cv europeo, certificazioni internazionali...), ma favorire i trasferimenti fra i sistemi di istruzione europei promuovendo il riconoscimento reciproco dei periodi di studio, creando una scuola sempre più europea.


4. Impresa innovativa, ricerca, green economy, innovazione

La scelta di riportare il peso della manifattura al 20% del Pil deve essere perseguita con convinzione dalla nuova Commissione e dal nuovo Parlamento. E come dimostrano recenti studi e analisi, solo una produzione innovativa e di avanguardia può generare occupazione stabile. Investire nell'economia digitale è una priorità: un mercato digitale europeo produrrebbe una ricchezza destinata a crescere in maniera potenziale.


5. La velocità dell'Europa dipende anche dalla crescita e dal rispetto dei parametri dei trattati.

C'è bisogno di rilanciare e reinventare un modello economico, civile e politico basato sul welfare, di ricostruire la coesione sociale riducendo sotto le soglie minime la disoccupazione, la povertà e i disagi abitativi, e infine di un progetto fondato sulla solidarietà e sulla qualità della vita.


6. L'Europa nel mondo (una politica estera non dei singoli stati ma dell'Europa)

L'Unione Europea, fin dagli inizi, si è definita come un progetto e non come territorio, si è posta come identità politica e non geografica. Tutto questo si potenzia anche costruendo e valorizzando ampie reti di cooperazione e di integrazione.


7. L'Europa delle autonomie

Strategia macroregionale: la sua approvazione da parte della UE della sarà uno strumento forte e utile per rafforzare la coesione europea, e costituirà un passo importante verso la costituzione degli Stati Uniti d' Europa.


8. Un'unica politica energetica

Dobbiamo puntare a una vera unione energetica che metta al centro la sicurezza degli approvvigionamenti, la concorrenza, la riduzione delle emissioni e lo sviluppo dell'efficienza energetica e delle rinnovabili con investimenti sulle reti intelligenti, sulla ricerca, sulle nuove tecnologie.


9. La vera malata d'Europa è l'agricoltura sempre più messa in mezzo dalle invasioni della globalizzazione senza una protezione.

Garantire a tutta la popolazione cibi sani e di qualità per migliorare la qualità della nostra vita tramite una continua trasparenza nell’etichettatura dei prodotti. Costruire una politica agricola comunitaria che si sviluppa sulla sostenibilità ma che consenta anche una garanzia di reddito agli agricoltori.


10. Europa centro della cultura e del turismo.

L’Europa deve riconoscere la "cultura" come protagonista in una nuova programmazione dei fondi strutturali. Lo può fare utilizzando incentivi fiscali, nuovi modelli di rapporto pubblico privato, maggiore integrazione con le politiche culturali dei Paesi membri, ponendo attenzione al digitale, alle imprese creative, ma senza dimenticare infrastrutture e servizi.
Se è vero che l’Italia possiede il più grande patrimonio artistico e culturale, non sono adeguati gli investimenti per salvaguardare e rendere fruibile questo immenso e diffuso capitale. Oltre ai necessari interventi da parte del nostro Stato, dobbiamo chiedere alla nuova Europa di saper coordinare e promuovere l’offerta turistica di tutti i territori, privilegiando le aree a maggiore richiamo e interesse.










giovedì 14 marzo 2013

Dimissioni dal Consiglio regionale

E così, dalle 24 di stanotte, non sarò più consigliere regionale. Oggi ho infatti consegnato le mie dimissioni, anche se non ero tenuto a farlo (la legge mi consentiva di rimanere in carica anche lì fino a fine aprile...!!). Non mi sembrava però giusto, essendo stato eletto al Parlamento (domani avverrà la nomina ufficiale), sommare le due cose, per rispetto verso chi mi ha eletto consigliere prima e parlamentare poi. Una bella esperienza che si è chiusa, adesso dedichiamoci con impegno al nuovo compito.

martedì 26 febbraio 2013

Risultati

A tutti quelli che mi hanno fatto i complimenti... grazie! Il risultato in provincia è stato molto buono, non altrettanto a livello nazionale. Adesso vediamo la situazione. Intanto, il mio commento ''a caldo'' dal Piccolo (cliccate sull'immagine per ingrandirla):


venerdì 22 febbraio 2013

Oggi alle 18.00

Vi aspetto tutti alla mia sede elettorale di via Rosselli a Monfalcone. Femo un brindisi che porta ben!

mercoledì 16 gennaio 2013

martedì 11 dicembre 2012

Appello all'unità in vista delle elezioni


Prepariamoci: la campagna elettorale che si preannuncia sarà dominata dal populismo e dal qualunquismo, e spetta a noi dimostrare quel senso di responsabilità che evidentemente non è caratteristica dei Berluscones. Per questo non posso che condividere le parole che il segretario Bersani ha espresso appena saputa la notizia (le peggiori previsioni sono state confermate dall'immediato crollo della borsa e la corsa dello spread): a questo punto, prima si va a votare e meglio è per questo nostro paese disastrato. E ci andiamo con l'augurio di vedere, ovviamente, Bersani primo ministro. Per arrivare a questo risultato dobbiamo però lavorare tutti assieme per rimediare al danno di immagine che il nostro paese sta subendo. Faccio quindi un appello a tutti: confermiamo, con questo nostro senso di responsabilità, la bellissima prova di democrazia e responsabilità dimostrata in occasione delle primarie.

martedì 8 maggio 2012

Riflessioni sul post-elezioni

Come consigliere regionale, mi sento in dovere di rimarcare un voto popolare, verso il quale ribadisco come sempre un grande rispetto, che ha certificato la sconfitta del Pdl e in particolare della Lega nell'Italia del nord, dove evidentemente gli elettori si sono stancati di essere presi per il naso. Esprimo grande soddisfazione per i risultati raggiunti sul nostro territorio, in particolare a Duino e Lignano, ma anche nelle province di Udine e Pordenone dove la vittoria è stata ampia. Anche il voto regionale, con la sola eccezione di Gorizia, ha visto la debacle del centro destra e soprattutto del Terzo Polo (evidentemente la gente è stufa di chi non sta nè di qua nè di là).


Adesso, però, è venuto il momento di riflettere su alcuni punti. Il primo è quello dell'astensionismo, che è stato comunque alto. Qui dovremmo fare una riflessione sulla capacità di suscitare partecipazione ed entusiasmo. In questo non mi sottraggo, anzi: sono sempre andato dove c'era bisogno, ma adesso si deve fare sempre di più con assemblee, incontri e così via senza lasciare che le grandi decisioni passino solo tramite i ''caminetti''.

Il secondo punto riguarda i rapporti con il Terzo Polo: una discussione è sempre possibile, certo, ma a patto che si passi oltre l'ambiguità dimostrata finora, e si decida dove stare, se da una parte o dall'altra.

Il secondo punto è quello di superare le frizioni che si sono create in alcune parti della sinistra, e che sul territorio hanno pesato. Dobbiamo recuperare un percorso da fare tutti assieme per trovarci pronti ai prossimi appuntamenti.

E quando parlo di appuntamenti, non parlo solo delle prossime regionali, anzi: dobbiamo essere pronti a discutere dei grandi temi che il nostro territorio ci pone, a cominciare con quelli del lavoro e delle infrastrutture. E anche in questo mi metto a completa disposizione.