Ci
eravamo presi, nel corso della nostra visita al presidio dei
lavoratori di sabato pomeriggio, un impegno con i lavoratori della
Eaton, e sono contento di poter dire che è stato rispettato. Già
martedì 17 gennaio la Regione aprirà il tavolo regionale con
sindacati e Rsu, mentre il 25 gennaio la crisi Eaton sarà all'ordine
del giorno di un tavolo nazionale convocato dal viceministro
Bellanova, che metterà di fronte azienda, sindacati e istituzioni.
Avevamo promesso che i lavoratori non sarebbero stati lasciati soli e
così è stato. Lavoreremo per garantire la certezza della
salvaguardia dell'occupazione, utilizzando tutte le potenzialità del
sistema industriale locale. Non posso fare altro che ringraziare la
Regione Fvg e del Governo, che si sono mossi così tempestivamente,
a tre giorni dall'annuncio della crisi, per dare una speranza
concreta ai lavoratori: una bella atmosfera di collaborazione tra
tutti i livelli politici senza strumentalizzazioni e polemiche.
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lunedì 15 gennaio 2018
martedì 2 luglio 2013
Occupazione in Provincia di Gorizia: rendere efficace il decreto del Fare
Ho letto con preoccupazione, sul Piccolo di oggi, i dati relativi all'occupazione e sulla situazione delle imprese in Provincia di Gorizia. Ciò che mi ha preoccupato in particolare è il costante peggioramento dei dati, sottolineato anche dalle rappresentanze di categoria. Proprio in queste ore, il Governo sta mettendo a punto il cosiddetto Decreto del Fare, che stabilisce nuove regole per facilitare l'accesso al credito e garantire la semplificazione burocratica, così da venire concretamente in aiuto al settore. Si tratterà di un importante strumento per rovesciare una situazione che minaccia la nostra provincia. Ho già preso contatti con Confartigianato per elaborare tutte le modifiche ritenute importanti dall'associazione di categoria, così da renderlo quanto più efficace per le esigenze delle piccole e medie imprese e dell'occupazione nel nostro territorio.
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venerdì 7 giugno 2013
Selex Ronchi: 33 esuberi. Richiesto l'intervento del governo
Nonostante sia un impianto di eccellenza, per il quale qualche anno fa si parlava addirittura di ampliamenti, la Selex Es di Ronchi dei Legionari rischia adesso di pagare le colpe degli altri stabilimenti. E non possiamo permetterlo. Questa la mia dichiarazione a conclusione dell'incontro avuto oggi con le Rsu dello stabilimento ronchese, che hanno comunicato l'intenzione della proprietà di procedere con 33 esuberi (13 mobilità volontarie e 20 in cassa integrazione a zero ore) e di prevedere una cassa integrazione collettiva di 4 ore ogni venerdì. Un segnale che ha fatto scattare un campanello d'allarme tra i lavoratori. «La nostra maggiore preoccupazione è che questi provvedimenti di fatto sconfessano il piano industriale – ha spiegato Flavio De Crignis a nome di tutte le Rsu – che prevede un rapporto tra lavoratori diretti e indiretti rispettivamente del 75 e 25 per cento del totale. A Ronchi questi numeri li abbiamo già, siamo al 20 e 80 per cento. Dunque, perché si va a toccare questa situazione? Siamo un'impresa di eccellenza, con i conti in ordine. Non è accettabile mandare a casa 22 persone in due anni». Una situazione che non può essere ignorata. Proprio ieri il sottosegretario all'industria, Claudio De Vincenti, ha riferito che le decisioni dell'azienda sono state prese in accordo con il sindacato locale, e che ne sono state informati i governi regionali. Quindi mi chiedo: il Governo ha provveduto a informare la presidente Serracchiani e l'assessore Bolzonello? Dal momento che lo stesso Sottosegretario De Vincenti ha fatto presente che il Governo si sarebbe fatto garante di una soluzione condivisa, voglio sapere in che modo si intenda intervenire. Ho intenzione di presentare un'interrogazione, che sarà condivisa con i miei colleghi di partito, per capire quali siano le intenzioni del Governo. Non è possibile che una realtà all'eccellenza e all'avanguardia come quella ronchese paghi solo per essere una sede periferica.
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