Mi sembra giusto, a conclusione dell'anno e adesso che sono stati resi noti i dati regionali, fare un piccolo bilancio del mio lavoro come consigliere regionale. Nel 2010 ho totalizzato 65 presenze in aula e nessuna assenza.
Ho portato all'attenzione dell'assemblea due interpellanze, sei interrogazioni a risposta orale, cinque interrogazioni a risposta scritta, nove mozioni, tre ordini del giorno e sette proposte di legge, di cui in tre casi sono stato relatore di minoranza (nel 2011, peraltro, sono già due le proposte di legge di cui mi sono fatto portavoce per l'opposizione). In tutto, quindi, trentadue provvedimenti oltre alle normali attività di esame in commissione.
In particolare sottolineo le sette proposte di legge, che da sole sono un terzo dell'attività annuale del Consiglio: in tutto il 2010 infatti sono state 23 le leggi approvate.
Di questo devo ringraziare tutti voi, che da sempre mi avete fato spunti e segnalato fatti che poi ho provveduto a portare all'attenzione della giunta regionale. Adesso si comincia con il 2011, e ho intenzione di fare altrettanto se non di più.
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martedì 8 marzo 2011
mercoledì 16 febbraio 2011
I 150 anni di Romoli
Trasformare i festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia in una burletta non era facile: il centro destra, la Lega e adesso anche Romoli ci sono riusciti. Complimenti. Non trovo altre parole per commentare le dichiarazioni odierne del sindaco di Gorizia.
Da parte mia, posso solo dire che mi sento orgogliosamente italiano ed europeo; e che le dichiarazioni qualunquistiche di Romoli, che si collocano nella scia delle prese di posizione nazionali di altri esponenti del centro destra, hanno reso ridicolo sentirsi italiani ed europei. Perchè parlo di dichiarazioni qualunquistiche? Perchè si riduce un'occasione unica come i 150 anni dell'Unità d'Italia alla sola discussione sul lavorare o meno. Aprire o chiudere gli uffici pubblici dovrebbe essere l'ultima preoccupazione in questi frangenti: si festeggia l'unità d'Italia non ''per non lavorare'', ma per sentirsi parte della nazione, di un'unità. Concetto che è stato ridicolizzato e ridotto alla baruffa se aprire o meno gli uffici pubblici.
Romoli dice che la ricorrenza si sarebbe festeggiata meglio con convegni e momenti di discussione? Bene, che faccia l'elenco degli eventi che il suo Comune ha organizzato. Rimane il fatto che dovremo aspettare altri 150 per festeggiare nuovamente questo traguardo, e allora né io né Romoli ci saremo. Ecco quindi un'altra occasione persa, povera Gorizia e povera Italia.
Da parte mia, posso solo dire che mi sento orgogliosamente italiano ed europeo; e che le dichiarazioni qualunquistiche di Romoli, che si collocano nella scia delle prese di posizione nazionali di altri esponenti del centro destra, hanno reso ridicolo sentirsi italiani ed europei. Perchè parlo di dichiarazioni qualunquistiche? Perchè si riduce un'occasione unica come i 150 anni dell'Unità d'Italia alla sola discussione sul lavorare o meno. Aprire o chiudere gli uffici pubblici dovrebbe essere l'ultima preoccupazione in questi frangenti: si festeggia l'unità d'Italia non ''per non lavorare'', ma per sentirsi parte della nazione, di un'unità. Concetto che è stato ridicolizzato e ridotto alla baruffa se aprire o meno gli uffici pubblici.
Romoli dice che la ricorrenza si sarebbe festeggiata meglio con convegni e momenti di discussione? Bene, che faccia l'elenco degli eventi che il suo Comune ha organizzato. Rimane il fatto che dovremo aspettare altri 150 per festeggiare nuovamente questo traguardo, e allora né io né Romoli ci saremo. Ecco quindi un'altra occasione persa, povera Gorizia e povera Italia.
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mercoledì 12 maggio 2010
Domani la verità sul piano sanitario
La conferenza dei sindaci che domani si dovrà esprimere sul piano sanitario e sul lavoro delle due commissioni tecnico-amministrative incaricate di effettuare una “ricognizione” della sanità isontina, è l'ultima possibilità che l'Isontono (e intendo Gorizia e Monfalcone assieme) hanno per salvaguardare un patrimonio che rischia di andare perduto.
Ecco perchè, essendo più volte intervenuto lanciando l'allarme sulle conseguenze che il piano sanitario regionale riveste per la nostra provincia (a cominciare dal Punto nascita per continuare con la Medicina nucleare e gli altri reparti, ovvero Pronto Soccorso, Anestesia e rianimazione, Terapia intensiva e semintensiva e Terapia del dolore) colgo questa ultima occasione per appellarmi ai sindaci perchè trovino un fronte comune, evitando le polemiche tra azienda sanitaria monfalconese e goriziana: produrre un documento di ''contrasto'' infatti metterebbe a rischio l'intero sistema, con il beneficio di altre realtà limitrofe (prima tra tutte Trieste) che sarebbe il ''terzo che gode'' tra i due litiganti.
Infine, d'accordo con quanto sostenuto dal segretario del Pd di Monfalcone Frisenna, questa è anche l'occasione per ''pesare'' le dichiarazioni di sostegno alla sanità isontina pervenute finora dagli esponenti del centro destra, gli stessi che sostengono la maggioranza che ha redatto il piano in questione.
Ecco perchè, essendo più volte intervenuto lanciando l'allarme sulle conseguenze che il piano sanitario regionale riveste per la nostra provincia (a cominciare dal Punto nascita per continuare con la Medicina nucleare e gli altri reparti, ovvero Pronto Soccorso, Anestesia e rianimazione, Terapia intensiva e semintensiva e Terapia del dolore) colgo questa ultima occasione per appellarmi ai sindaci perchè trovino un fronte comune, evitando le polemiche tra azienda sanitaria monfalconese e goriziana: produrre un documento di ''contrasto'' infatti metterebbe a rischio l'intero sistema, con il beneficio di altre realtà limitrofe (prima tra tutte Trieste) che sarebbe il ''terzo che gode'' tra i due litiganti.
Infine, d'accordo con quanto sostenuto dal segretario del Pd di Monfalcone Frisenna, questa è anche l'occasione per ''pesare'' le dichiarazioni di sostegno alla sanità isontina pervenute finora dagli esponenti del centro destra, gli stessi che sostengono la maggioranza che ha redatto il piano in questione.
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