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lunedì 9 luglio 2012

Punti nascita: alcune riflessioni

Prima di tutto, non spaventiamoci più del necessario: è impossibile che un'azienda sanitaria perda entrambi i Punti Nascita.. ciò infatti significherebbe di fatto chiuderla. Un Punto nascita sul territorio provinciale, quindi, ci deve necessariamente essere.


Il problema però va oltre una decisione politica che, criticabile nella forma (impensabile che decisioni di questo tipo vengano prese senza che nessuno ne sappia nulla!) si basa sui numeri, ovvero i parti che ormai da anni sono in calo sia a Gorizia che a Monfalcone

A questo punto, prima di lanciarsi in una guerra tra Monfalcone e Gorizia (che, come si è visto, causa più danni che altro), si deve capire che il solo modo per riuscire a sostenere un Punto Nascita è quello di garantirne la qualità, per far sì che sia scelto dai cittadini. Altrimenti, c'è il rischio che anche una sola struttura provinciale non sia in grado di garantire i numeri previsti, e che sempre più numerose diventino le ''fughe'' verso Trieste o verso Palmanova (come sta accadendo da tempo), anche per via del mancato coordinamento con i medici di base.

A questo punto, quindi, va fatto un ragionamento di tipo tecnico internamente alla struttura, e una riflessione generale sulla necessità di garantire sia una qualità sempre più alta al servizio che una collaborazione proficua anche con i medici di base e gli specialisti sul territorio. E in questo la parola spetta quindi all'azienda sanitaria e ai suoi medici, mentre la politica può solo smetterla con le guerre di campanile e prendere atto della situazione che si presenta.

giovedì 29 marzo 2012

La Lega ci dica: sugli affitti, anche Romoli è comunista?

La Lega ci dica: anche il sindaco di Gorizia è comunista? Anche lui vuole sovvertire l'ordine istituzionale non applicando (come si legge nel documento allegato) le normative regionali di residenza per i contruibuti sugli affitti? Dai Comuni di centrosinistra a quelli di centrodestra, piccoli (San Pier per esempio) e grandi (Gorizia), tutti in pratica stanno disattendendo le leggi create da questo centrodestra nazionale.

E allora, come abbiamo già detto, la Lega Nord deve vergognarsi di una legge che ha messo in difficoltà più i cittadini italiani e i Comuni che altro, ed è una conseguenza della demagogia che li porta a fare leggi antieuropee e contro la Costituzione. Mi domando: quando in giunta a Gorizia è passato il bando, dov'era l'assessore della Lega adesso pronta a correre assieme a Romoli? Dove erano gli assessori della Lega nei comuni di destra che si sono mossi allo stesso modo?

Ma c'è di più da chiedersi: dove erano Udc e Pdl regionali all'approvazione di questa legge in Consiglio regionale che poi, nei Comuni da loro stessi retti, disapprovano? Attendiamo le risposte....

martedì 28 febbraio 2012

Welfare ''padano'': i Comuni hanno ragione!

La Lega accusa le amministrazione di centrosinistra di aver boicottato la legge sul welfare? Ma se è grazie alle sue leggi antistoriche e antieuropee che centinaia di famiglie in tutta la regione hanno rischiato il blocco delle graduatorie per l'assegnazione delle case Ater, andate per le lunghe proprio a causa dei problemi sorti nell'applicazione delle normative razziste volute dalla Lega Nord.



Bisogna sapere che non sono i sindaci a non voler applicare la legge, bensì è la legge che di fatto mette a rischio ricorso centinaia di amministrazioni, che non sanno più che criteri seguire per non incorrere in sanzioni.


Il fatto è che per inseguire le loro fobie, i leghisti non hanno favorito i cittadini del Friuli Venezia Giulia, ma anzi hanno rischiato di bloccare centinaia di procedimenti amministrativi anche per i ''nostri'' abitanti. Il caso delle graduatorie dell'Ater è solo l'ultimo della serie. Quindi per favore che la smettano di accusare a vanvera e si vergognino, come è una vergogna questa legge sul welfare da loro voluta.