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lunedì 24 novembre 2014

giovedì 23 ottobre 2014

Selex Es: possibile utilizzo in Mare Nostrum per i Falcon


Il velivolo Falco prodotto dalla Selex di Ronchi dei Legionari potrebbe avere un impiego futuro nell'operazione ''Mare Nostrum'': l'Aeronautica militare ha verificato, quest'anno, un possibile impiego dei Falco a supporto delle unità navali coinvolte nell'operazione Mare Nostrum, con decollo dall'aeroporto di Pantelleria, e ha invitato quindi la ditta Selex a presentare la documentazione necessaria alla certificazione militare del volo.

Questo il risultato della mia interrogazione presentata alla Camera in merito al mancato utilizzo dei Falco nelle operazioni militari italiane. La Selex Es di Ronchi dei Legionari infatti produce aerei (i Falco) talmente avanzati da ricevere un elogio dal segretario Generale dell’ Onu Ban Ki Moon per il loro apporto nelle operazioni di salvataggio in Congo, ma che non sono ritenuti adeguati per prendere parte all'operazione Mare Nostrum: come mai?

La risposta del ministro della Difesa Roberta Pinotti è stata che il sistema Falco, al momento, dispone solo di un'autorizzazione al volo sperimentale/prototipico rilasciata dall'Enac, che non ne consente l'utilizzo sul territorio nazionale né il pilotaggio da parte di un pilota militare che non sia qualificato Sperimentatore di volo. «La normativa aeronautica ispirata agli standard della Nato – recita la risposta del ministro - prevede che gli aeromobili a pilotaggio remoto rispondano a requisiti di sicurezza previsti dalle prescrizioni del Documento Tecnico Operativo (Dto) stipulato tra Enac e Forze Armate, che prevede tra l'altro la certificazione e l'immatricolazione nei registri degli aeromobili militari da parte della Direzione di Armamento aereo del Segretariato Generale della Difesa». I Falco al momento non possiedono tale certificazione, e pertanto, non possono essere immatricolati nei registri degli aeromobili militari: non possiedono, quindi, i requisiti tecnico-normativi necessari per l'impiego da parte dell'Aeronautica militare. «La ditta costruttrice – specifica ancora la risposta del ministro Pinotti – non ha ritenuto utile né intraprendere misure correttive per adeguare il velivolo alla citata normativa né avviare l'iter di certificazione».

Le cose però, come detto, potrebbero cambiare. Ecco perché mi impegno fin d'ora a seguire la vicenda, verificando con le Rsu e la proprietà aziendale l'iter necessario a ottenere la certificazione per l'utilizzo dei Falco nelle operazioni militari italiane.





mercoledì 18 giugno 2014

Selex di Ronchi: perchè gli arei non sono usati nell'operazione Mare Nostrum?

La Selex Es di  Ronchi dei Legionari produce aerei (i Falco) talmente avanzati da ricevere un elogio dal segretario Generale dell’ Onu Ban Ki Moon per il loro apporto nelle operazioni di salvataggio in Congo, ma che non sono ritenuti adeguati per prendere parte all'operazione Mare Nostrum: come mai? È questa la domanda che mi sono fatto e che è stata rivolta ai Ministri dell’Interno, della Difesa e dell’Economia e Finanza con apposita interrogazione.
Selex ES, una società Finmeccanica, è leader internazionale nella realizzazione di sistemi per la difesa, l’aerospazio, la sicurezza e la protezione delle informazioni, delle infrastrutture e del territorio, nonché di soluzioni “smart” sostenibili. Nello stabilimento Selex ES di Ronchi  vengono prodotti gli aerei Falco: il primo velivolo senza pilota in Europa che ha ottenuto la certificazione Enac nel 2005,  frutto di un lungo lavoro di ricerca partito nei primi anni 2000. Il velivolo Falco attualmente è operativo presso cinque clienti internazionali, compreso l’ultimo contratto di servizio con le Nazioni Unite per attività di sorveglianza nell’ambito della missione peacekeeping  ''Monusco'' in Congo.
Per questa operazione molti ambasciatori hanno avuto parole di elogio per il fondamentale aiuto dei ''Falchi'' italiani che hanno dato un contributo non solo alle operazioni dei soldati Onu, ma anche ad altre agenzie: dall’appoggio dal cielo alle spedizione del Pam, al salvataggio di civili che stavano annegando nel lago Kiwu. Persino il Segretario Generale dell’ Onu, Ban Ki Moon, ha voluto sottolineare la soddisfazione dell’Onu per il servizio che stanno dando i Falchi nell’ambito della missione. Mentre quindi i velivoli prodotti a Ronchi vengono apprezzati e utilizzati all’estero, «in Italia, dove è in atto un colossale sbarco di migranti che vede impiegati centinaia di droni - a quanto pare stranieri - nell’operazione Mare Nostrum, dei Falchi non vi è traccia. Ho quindi interrogato il Governo per sapere per quali motivi l'Aeronautica Militare preferisce utilizzare velivoli prodotti all’estero e non una eccellenza italiana, contribuendo a mantenere posti di lavoro nello stabilimento di Ronchi dei Legionari e non solo.





venerdì 28 giugno 2013

Selex, accordo raggiunto. Soddisfazione per il lavoro unito del territorio

E' stato raggiunto l'accordo per la Selex Es di Ronchi dei Legionari. Anche se prevede comunque degli esuberi (27 invece di 33, tutti su base volontaria) possiamo considerarlo un traguardo perchè prevede anche 300 nuove assunzioni in tutta Italia, distribuite tra i siti più produttivi. E sono convinto che Ronchi, con i suoi numeri e la sua eccellenza, sia sicuramente uno di questi. Mi congratulo quindi con il territorio, che dalla Regione alle Rsu dello stabilimento ai sindaci del mandamento (sindaco Caruso in primis) ha saputo mobilitarsi per difendere uno dei suoi gioielli. L'azione ''Regione – sindaci – parlamentari'' ha avuto quindi i suoi risultati, e mi auguro che sia uno schema che si possa ripetere anche per le altre situazioni di difficoltà della nostra regione. Adesso, però, è necessario che la Regione Fvg punti sullo stabilimento di Ronchi, senza abbassare l'attenzione, per evitare di perdere quel livello di eccellenza senza il quale questo risultato non si sarebbe raggiunto.

venerdì 7 giugno 2013

Selex Ronchi: 33 esuberi. Richiesto l'intervento del governo

Nonostante sia un impianto di eccellenza, per il quale qualche anno fa si parlava addirittura di ampliamenti, la Selex Es di Ronchi dei Legionari rischia adesso di pagare le colpe degli altri stabilimenti. E non possiamo permetterlo. Questa la mia dichiarazione a conclusione dell'incontro avuto oggi con le Rsu dello stabilimento ronchese, che hanno comunicato l'intenzione della proprietà di procedere con 33 esuberi (13 mobilità volontarie e 20 in cassa integrazione a zero ore) e di prevedere una cassa integrazione collettiva di 4 ore ogni venerdì. Un segnale che ha fatto scattare un campanello d'allarme tra i lavoratori. «La nostra maggiore preoccupazione è che questi provvedimenti di fatto sconfessano il piano industriale – ha spiegato Flavio De Crignis a nome di tutte le Rsu – che prevede un rapporto tra lavoratori diretti e indiretti rispettivamente del 75 e 25 per cento del totale. A Ronchi questi numeri li abbiamo già, siamo al 20 e 80 per cento. Dunque, perché si va a toccare questa situazione? Siamo un'impresa di eccellenza, con i conti in ordine. Non è accettabile mandare a casa 22 persone in due anni». Una situazione che non può essere ignorata. Proprio ieri il sottosegretario all'industria, Claudio De Vincenti, ha riferito che le decisioni dell'azienda sono state prese in accordo con il sindacato locale, e che ne sono state informati i governi regionali. Quindi mi chiedo: il Governo ha provveduto a informare la presidente Serracchiani e l'assessore Bolzonello? Dal momento che lo stesso Sottosegretario De Vincenti ha fatto presente che il Governo si sarebbe fatto garante di una soluzione condivisa, voglio sapere in che modo si intenda intervenire. Ho intenzione di presentare un'interrogazione, che sarà condivisa con i miei colleghi di partito, per capire quali siano le intenzioni del Governo. Non è possibile che una realtà all'eccellenza e all'avanguardia come quella ronchese  paghi solo per essere una sede periferica.


lunedì 15 aprile 2013

Incontro con Rsu Selex

Lo stabilimento Selex di Ronchi dei Legionari non è attualmente compreso nel piano di ristrutturazione dell'azienda, ma questo comunque non evita le preoccupazioni, che son state espresse dalle Rsu aziendali nel corso del nostro incontro. «Siamo una realtà industriale all'eccellenza per i simulatori di volo – hanno spiegato – e, almeno per il momento, non colpiti in modo pesante dai piani di ristrutturazione». I tredici dipendenti identificati come esuberi, infatti, sono già destinati alla pensione. «Ma quello che preoccupa – hanno continuato – è il futuro: nonostante il carico di lavoro che non manca, è possibile che non ci siano richieste da parte dello Stato di prodotti che sono all'eccellenza nel mondo?» . Il riferimento è al fatto che il Ministero della Difesa, invece di sostenere aziende italiane che assicurano un elevato standard, si muova su altri mercati esteri. Proprio in tale senso è stato richiesto il mio impegno.  E io farò tutto il necessario perché tale situazione sia portata all'attenzione di chi di dovere. E' un obbligo dello Stato sostenere, nelle modalità a esso consone, realtà come questa, che sono fondamentali sia per l'occupazione che per l'economia locale».

giovedì 21 febbraio 2013

Selex: le preoccupazioni crescono...

Ho avuto oggi notizia dell'annuncio di 13 mobilità alla Selex Es di Ronchi dei Legionari (ex Meteor). La comunicazione è stata data durante l'assemblea tenutasi tra i lavoratori. Il provvedimento riguarda ben tredici dipendenti (di cui undici impiegati e due operai) su di un organico totale di 222 unità.
La notizia, come si immagina, ha causato grande preoccupazione tra i lavoratori della fabbrica, dal momento che lo stabilimento, che ha un organico già ridotto, secondo quanto comunicatomi dalla Rsu ha conti in ordine e buone prospettive. E non posso che condividere tale preoccupazione, perché la conferma sarebbe solo l'ultima cattiva notizia che si aggiunge alle tante che già hanno interessato il nostro territorio.
A questo punto si attende il piano industriale, che stando alle Rsu l'azienda presenterà entro il mese di marzo. Allora potremo capire meglio quali sono le reali intenzioni future di Selex ES verso questo importante sito industriale della regione.