La vicenda dello stop alle operazioni di dragaggio del Canale Est Ovest da parte dell'Agenzia regionale per l'Ambiente è stata portata all'attenzione del Ministro dell'Ambiente da una mia interrogazione, nella quale ho chiesto se «si ritenga opportuno introdurre in questo e in altri casi simili la possibilità per l'ente di iniziare le opere così necessarie al tessuto produttivo locale, prevedendo piuttosto l'obbligo per l'ente titolare del progetto di procedere a un'integrazione della documentazione presentata entro un termine prefissato, sia pure successivo all'effettivo inizio dei lavori».
La vicenda del dragaggio ha infatti qualcosa di paradossale. Il comprensorio del Canale Est-Ovest è minacciato dal problema dell'insabbiamento dei fondali a causa dei fanghi che ogni anno al termine dell'inverno, a causa del maltempo e le mareggiate, intasano il il canale. Per ovviare a tale problema, che rischia di impedire l'accesso non solo alle centinaia di di imbarcazioni da diporto delle società nautiche, ma anche ai vari cantieri e Marina, che rappresentano il cuore del polo nautico del Lisert (Marina Lepanto, Cadei, i cantieri Ocean, Nautec, Crackboat, Robymar e MonteCarlo Yachts che danno lavoro a dipendenti diretti e creano un grande indotto) la Regione Friuli Venezia Giulia ha varato in data 30 marzo 2016 il decreto per la realizzazione di un progetto di dragaggio innovativo stanziando un importo di 340.000 euro.
Il Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Monfalcone, che coordina le opere di dragaggio, ha provveduto ad avviare uno studio sedimentologico e correntometrico, nonché una serie di analisi preliminari, tra i quali la mappatura del fondale e il censimento delle specie fanerogame. La Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia ha comunicato in data 24/06/2016 le sue prescrizioni per l'opera di dragaggio del fondale, approvando il progetto in quanto ''ritenuto compatibile con la conservazione dei beni paesaggistici tutelati''. Poi però l'Agenzia Regionale per l'Ambiente del Friuli Venezia Giulia ha fornito giudizio negativo, nonostante nelle premesse la stessa Arpa sostenga che ''i potenziali effettivi negativi ambientali saranno unicamente la fase di cantiere'', mentre ''su paesaggio e habitat invece vengono riconosciute ricadute positive al termine dei lavori'', e ammetta che le verifiche chimico-analitiche sono ancora in corso nei laboratori Arpa, basando di fatto il giudizio negativo solo su alcune carenze documentali riscontrate nello studio presentato. Chiedo dunque al Ministro la soluzione di questo stallo.
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venerdì 16 settembre 2016
martedì 10 dicembre 2013
Vigili del Fuoco di Monfalcone: nessun declassamento!
Ho ricevuto rassicurazioni dal Ministero dell'interno sul mantenimento dell'attuale classificazione (D2) del distaccamento Vigili del Fuoco di Monfalcone, che serve anche Grado e il mandamento. Sono felice quindi che una vicenda che rischiava di essere problematica per la nostra provincia si sia risolta in modo positivo.
Dopo aver contattato i diversi rappresentanti sindacali, ho chiesto spiegazioni ai rappresentanti ministeriali sulla questione del possibile declassamento della sede di Monfalcone, con ripercussioni sulla sua funzionalità e sull'operatività (la sede è già in sofferenza di personale). Mi hanno assicurato che non esiste alcun progetto di declassamento per la sede di Monfalcone, e quindi il pericolo è definitivamente scongiurato. Bene!
Dopo aver contattato i diversi rappresentanti sindacali, ho chiesto spiegazioni ai rappresentanti ministeriali sulla questione del possibile declassamento della sede di Monfalcone, con ripercussioni sulla sua funzionalità e sull'operatività (la sede è già in sofferenza di personale). Mi hanno assicurato che non esiste alcun progetto di declassamento per la sede di Monfalcone, e quindi il pericolo è definitivamente scongiurato. Bene!
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mercoledì 25 settembre 2013
Incontro a DiteNave: il bilancio dei bandi Por-Fesr
Sono sette i progetti ''targati'' Ditenave approvati col bando POR-FESR nella programmazione 2007-2013, un numero analogo dovrebbe essere approvato nel 2013 a fronte del Bando PAR FSC, ma con ben 30 candidati iniziali da cui sono state selezionate 20 proposte ritenute particolarmente interessanti. Molti gli argomenti trattati nel corso dell'incontro che ho avuto con i vertici di Ditenave, la società costituita per la gestione del Distretto tecnologico navale e nautico del Friuli Venezia Giulia, con la missione di operare a favore della competitività delle imprese dei settori cantieristico e nautico promuovendo collegamenti e sinergie tra le diverse tipologie di operatori presenti sul territorio.
Ditenave, come ha spiegato il presidente Alfredo Pascolin, «è nata da un percorso condiviso tra enti di ricerca, istituzioni e aziende, e infatti accoglie tra i suoi attori il MIUR, la Regione, il Bic Incubatori Fvg, Università, Enti di Ricerca, aziende, tra cui Fincantieri e Montecarlo Yachts ed il mondo delle PMI».
Pascolin ha ricordato tra i progetti di Ditenave, l'appena concluso piano formativo da 5 milioni di euro per promuovere la formazione dei lavoratori nelle aziende. E soprattutto, come ha sottolineato Livio Marchesini, «la partecipazione ai bandi POR-FESR: nel primo sono stati inseriti 7 progetti, con l'attuale bando PAR -FSC si auspica ce ne siano altrettanti. Ma quello che fa piacere sono le 30 domande provenienti dal territorio», di queste 20 sono state ritenute interessanti e proposte per il bando. non si tratta di progetti ''teorici'', bensì di idee a cui le aziende si sono già dimostrate interessate in vista dell'inserimento nel processo produttivo. «E questa vocazione del territorio deve essere sostenuta e amalgamata con le altre potenzialità della zona, come la ricettività – ha detto il neo Ad Massimo Breda –. Perché le due cose non sono in contrasto, come ha dimostrato l'esperienza delle piccole ditte di assistenza e dei marina che sostengono la nautica da diporto ».
Da parte mia, ho confermato la mia assoluta disponibilità a sostenere in ogni modo l'attività di Ditenave a livello nazionale, ad esempio nella determinazione degli stanziamenti per la ricerca e innovazione. Monfalcone e Trieste hanno una vocazione industriale con particolare attenzione al manifatturiero, del quale si deve in ogni modo evitare la scomparsa. Tutto ciò che si potrà fare in tal senso avrà il mio appoggio. Abbiamo bisogno di imprese, e le imprese hanno bisogno di infrastrutture, meno burocrazia e innovazione. Ci siamo quindi dati appuntamento entro fine anno, quando sarà tempo di programmazione per il periodo 2014 al 2020.
Ditenave, come ha spiegato il presidente Alfredo Pascolin, «è nata da un percorso condiviso tra enti di ricerca, istituzioni e aziende, e infatti accoglie tra i suoi attori il MIUR, la Regione, il Bic Incubatori Fvg, Università, Enti di Ricerca, aziende, tra cui Fincantieri e Montecarlo Yachts ed il mondo delle PMI».
Pascolin ha ricordato tra i progetti di Ditenave, l'appena concluso piano formativo da 5 milioni di euro per promuovere la formazione dei lavoratori nelle aziende. E soprattutto, come ha sottolineato Livio Marchesini, «la partecipazione ai bandi POR-FESR: nel primo sono stati inseriti 7 progetti, con l'attuale bando PAR -FSC si auspica ce ne siano altrettanti. Ma quello che fa piacere sono le 30 domande provenienti dal territorio», di queste 20 sono state ritenute interessanti e proposte per il bando. non si tratta di progetti ''teorici'', bensì di idee a cui le aziende si sono già dimostrate interessate in vista dell'inserimento nel processo produttivo. «E questa vocazione del territorio deve essere sostenuta e amalgamata con le altre potenzialità della zona, come la ricettività – ha detto il neo Ad Massimo Breda –. Perché le due cose non sono in contrasto, come ha dimostrato l'esperienza delle piccole ditte di assistenza e dei marina che sostengono la nautica da diporto ».
Da parte mia, ho confermato la mia assoluta disponibilità a sostenere in ogni modo l'attività di Ditenave a livello nazionale, ad esempio nella determinazione degli stanziamenti per la ricerca e innovazione. Monfalcone e Trieste hanno una vocazione industriale con particolare attenzione al manifatturiero, del quale si deve in ogni modo evitare la scomparsa. Tutto ciò che si potrà fare in tal senso avrà il mio appoggio. Abbiamo bisogno di imprese, e le imprese hanno bisogno di infrastrutture, meno burocrazia e innovazione. Ci siamo quindi dati appuntamento entro fine anno, quando sarà tempo di programmazione per il periodo 2014 al 2020.
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mercoledì 31 luglio 2013
Mangiarotti: la politica tiene alta l'attenzione
E' da mesi che l'attenzione della politica è alta sulla questione Mangiarotti. Si sta seguendo la vicenda nelle modalità istituzionali possibili, con contatti continui con la direzione aziendale. Ho già interessato il presidente della commissione Attività produttive della Camera per verificare se ci sia la possibilità di utilizzare strumenti a livello nazionale per garantire la situazione.
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giovedì 30 maggio 2013
Visita al Porto dell'on. Meta (presidente Commissione Trasporti)
Una ''mozione Fvg'' per portare all'attenzione nazionale la nostra regione, le sue potenzialità e le problematiche nel settore dei trasporti: questa la proposta dell'onorevole Michele Meta, presidente della Commissione Trasporti e Infrastrutture della Camera, in visita oggi al Porto di Monfalcone dove ha incontrato i vertici dell'Azienda Porto (il presidente dimissionario Emilio Sgarlata e il neo presidente Paolo Maschio), nonché il presidente della compagnia portuale Riccardo Scaramelli e gli operatori del porto.
Dopo una breve introduzione sulla situazione del porto di Monfalcone da parte dell'ex presidente Sgarlata («Solo adesso stiamo tornando lentamente ai livelli di traffico del 2006, stiamo lavorando per l'accesso al canale del porto e per rendere sempre più strategico lo scalo monfalconese»), è toccato al neo presidente Maschio elencare le cose di cui il Porto ha bisogno: l'escavo, per cui si deve velocizzare la procedura, e la ridefinizione della mission e del piano regolatore del porto. Presente anche l'assessore regionale Mariagrazia Santoro, che dopo aver ringraziato l'on. Meta per l'attenzione data al nostro territorio, ha ricordato che il porto di Monfalcone rientra nelle strategie dell'Unione Europea, evidenziando però il timore che l'attenzione rimanga alta solo fino a Venezia, e che la nostra regione rimanga schiacciata tra questo scalo e quelli di Fiume e Capodistria.
«Abbiamo la responsabilità di mettere al centro dell'attenzione la questione dei porti - ha esordito Meta – in un quadro che chiarisce la competenze dello Stato e quelle della Regione. La legge 84 ha funzionato, l'errore è stato quello di rimanere poi con le mani in mano». Come fare quindi? «Due sono le azioni possibili: un decreto che ponga al centro la sburocratizzazione, l'autonomia finanziaria e le concessioni (cosa che si può fare a breve), e una riforma organica che avrà tempi più lunghi». Il Fvg ha pagato un prezzo alto alla redditività delle infrastrutture, ed è ora di chiedere il conto. «Ecco quindi le mie proposte - ha concluso Meta - .Prima, una ''mozione Fvg'' che impegni il Governo a intervenire sui temi cari a questa regione. Seconda, una delegazione per verificare e velocizzare l'iter del Via al canale di escavo al Ministero dell'Ambiente».
Dopo una breve introduzione sulla situazione del porto di Monfalcone da parte dell'ex presidente Sgarlata («Solo adesso stiamo tornando lentamente ai livelli di traffico del 2006, stiamo lavorando per l'accesso al canale del porto e per rendere sempre più strategico lo scalo monfalconese»), è toccato al neo presidente Maschio elencare le cose di cui il Porto ha bisogno: l'escavo, per cui si deve velocizzare la procedura, e la ridefinizione della mission e del piano regolatore del porto. Presente anche l'assessore regionale Mariagrazia Santoro, che dopo aver ringraziato l'on. Meta per l'attenzione data al nostro territorio, ha ricordato che il porto di Monfalcone rientra nelle strategie dell'Unione Europea, evidenziando però il timore che l'attenzione rimanga alta solo fino a Venezia, e che la nostra regione rimanga schiacciata tra questo scalo e quelli di Fiume e Capodistria.
«Abbiamo la responsabilità di mettere al centro dell'attenzione la questione dei porti - ha esordito Meta – in un quadro che chiarisce la competenze dello Stato e quelle della Regione. La legge 84 ha funzionato, l'errore è stato quello di rimanere poi con le mani in mano». Come fare quindi? «Due sono le azioni possibili: un decreto che ponga al centro la sburocratizzazione, l'autonomia finanziaria e le concessioni (cosa che si può fare a breve), e una riforma organica che avrà tempi più lunghi». Il Fvg ha pagato un prezzo alto alla redditività delle infrastrutture, ed è ora di chiedere il conto. «Ecco quindi le mie proposte - ha concluso Meta - .Prima, una ''mozione Fvg'' che impegni il Governo a intervenire sui temi cari a questa regione. Seconda, una delegazione per verificare e velocizzare l'iter del Via al canale di escavo al Ministero dell'Ambiente».
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mercoledì 20 marzo 2013
Porto di Monfalcone: di chi la colpa?
Le ultime, allarmanti notizie sulla situazione del Porto di Monfalcone non sono un fulmine a ciel sereno. E le difficoltà dello scalo, tra progetti mai realizzati, speranze disilluse, lavori che non si sa perché non si sono mai realizzati, rimangono sempre le stesse. Lo avevo ribadito in aula, in decine di interrogazioni (a cui mai si è data piena risposta), me lo avevano riferito nei tanti incontri avuti lo scorso mese con gli operatori economici, sia i lavoratori che gli operatori del porto.
Perché non si è mai provveduto a realizzare il progetto di manutenzione dei fondali (pagato, peraltro, dagli stessi operatori portuali)? Perché di dragaggio del canale di accesso si parla da ben 16 anni? Di chi è la colpa? Forse, di chi ha pensato di risolvere tutto con una legge completamente svuotata da ogni valore, e non ha saputo mai fare niente né per il porto di Monfalcone né per quello di Trieste. Ovvero, dell'assessore Riccardi, che adesso non può fare lo scaricabarile su chi sta sotto di lui.
In questi anni nella giunta Tondo ha saputo solo realizzare progetti già impostati da amministrazioni precedenti e rotonde stradali per il suo collegio elettorale. Adesso, che trovi la soluzione, con un cronoprogramma di pochi mesi che salvi lo scalo monfalconese, altrimenti condannato all'inattività.
Perché non si è mai provveduto a realizzare il progetto di manutenzione dei fondali (pagato, peraltro, dagli stessi operatori portuali)? Perché di dragaggio del canale di accesso si parla da ben 16 anni? Di chi è la colpa? Forse, di chi ha pensato di risolvere tutto con una legge completamente svuotata da ogni valore, e non ha saputo mai fare niente né per il porto di Monfalcone né per quello di Trieste. Ovvero, dell'assessore Riccardi, che adesso non può fare lo scaricabarile su chi sta sotto di lui.
In questi anni nella giunta Tondo ha saputo solo realizzare progetti già impostati da amministrazioni precedenti e rotonde stradali per il suo collegio elettorale. Adesso, che trovi la soluzione, con un cronoprogramma di pochi mesi che salvi lo scalo monfalconese, altrimenti condannato all'inattività.
domenica 17 febbraio 2013
Cantada: un Testamento poco adatto
Sulla questione della
Cantada, dò il mio sostegno all'assessore alla Cultura Paola Benes,
che bene ha fatto a ricordare che la satira e l'ironia sono belle se
rivolte a chi è più potente di noi, mentre non sono lo stesso se
prendono in giro chi non può difendersi. Quindi brava è stata
l'assessore a sottolineare che alcuni passaggi del Testamento erano
molto fuori luogo. Per quanto riguarda i moralisti Razzini e Cisint,
per capire quanto il loro giudizio sia valido basti pensare che solo
due anni fa tra i candidati del loro schieramento ha trovato posto
Giorgio Pellegrin, personaggio di cui le cronache ci hanno raccontato
lo spessore, e che ha quasi fatto scomparire una squadra storica come
la Falconstar. Se fosse per loro, tale personaggio sarebbe adesso in
consiglio comunale, a decidere delle nostre sorti. Certe cose si fa
sempre bene a ricordarle.
sabato 16 febbraio 2013
Vivacentro: un esempio virtuoso a livello nazionale
Un esempio che può risultare virtuoso a livello nazionale: è quello
di Vivacentro, il consorzio monfalconese tra negozi il cui
rappresentante, Matteo Frattima, mi ha incontrato per illustrare le
strategie di rilancio del commercio di città contro gli ipermercati.
Il rappresentante di Vivacentro ha illustrato i prossimi progetti del
Consorzio, tra cui animazioni per la Pasqua e la futura attivazione
di una Fidelity Card per i clienti, e ha ricordato il grande successo
delle Vie dell'Arte, l'esposizione di quadri nei negozi sfitti.
«Siamo arrivati al punto che gli stessi proprietari di negozi sfitti
ci chiamano per chiederci di inserirli nell'iniziativa» ha spiegato.
Mi sono congratulato per l'attivismo dei negozianti. Questo è lo
spirito che serve: non il piangersi addosso, bensì il pensare a cosa
si può effettivamente fare per migliorare la situazione.
martedì 12 febbraio 2013
Incontro con Rsu Porto: che Riccardi ci dia i tempi delle opere!
Chiedo che dall'assessore regionale Riccardi arrivi una risposta
chiara sui tempi di dragaggio del canale, tanto per cominciare, e
anche che si chiarisca perché, nel frattempo, non si possa procedere
con i lavori di manutenzione e pulizia del fondale, progetto per il
quale gli operatori portuali si sono autotassati ma che rimane
inspiegabilmente fermo. E' vergognoso che da 16 anni si parli di
Porto senza aver mai fatto niente per il suo sviluppo, con il
risultato che a rimetterci sono i lavoratori.
Queste le mie
considerazioni alla fine dell'incontro con le Rsu dei lavoratori del
porto di Monfalcone, che hanno illustrato la situazione attuale.
Situazione migliorata grazie all'accordo trovato per gli esuberi, ma
comunque non certo rosea: non si deve dimenticare che l'eventuale
soluzione non riguarda i 21 lavoratori che, dal 2015, potrebbero
trovarsi senza lavoro.
Pensiamo di risolvere i
problemi del Porto con le stesse persone che non hanno saputo farlo
in 16 anni? È ridicolo. Chi, nella struttura regionale, ha la
responsabilità del Porto di Monfalcone? Con quale frequenza si è
riunito il Comitato Consultivo? Adesso bisogna dare una svolta e
ognuno deve prendersi le sue responsabilità. Chiedo quindi che si
dica ad esempio perché le opere di manutenzione, che hanno già un
progetto da 40.000 euro pagato dagli operatori e che permetterebbero
almeno di livellare il fondale, sono ferme in un cassetto. Ci
rendiamo conto che quando inizierà la manutenzione agli ormeggi
attualmente operativi senza aver prima liberato quelli già in
lavoro, il Porto di fatto si bloccherà? E chi ci andrà di mezzo?
Sempre i lavoratori.
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giovedì 25 ottobre 2012
Traffico pesante: per la Regione è colpa dei Comuni!
Il traffico pesante sulle strade del mandamento? Secondo la Regione, è tutta colpa dei Comuni. Almeno così pare dalla risposta fornita dall'assessore Riccardi alla mia interrogazione, nella quale prima si afferma che il via vai di camion è positivo, poi si nega che il problema esista, e infine si sostiene che dovrebbero essere i sindaci a vietarlo!
Secondo quanto sostenuto da Riccardi nella risposta, infatti, il traffico pesante nelle città è un ''aspetto positivo'': «Occorre preliminarmente sottolineare che la segnalazione dell'intenso traffico di bramme siderurgiche è correlata ad un'attività del Porto di Monfalcone che si connota, in questo particolare momento economico, come un elemento positivo» scrive l'assessore, che continua: «Desta meraviglia che l'asserito intenso traffico su viabilità ordinaria incida sulla tenuta delle opere stradali, in quanto è nella responsabilità dei soggetti gestori delle arterie stradali garantire condizioni di sicurezza e stabilità delle infrastrutture e, in tal senso, non si hanno segnalazioni tali da ritenere che vi sia inadempienza da parte delle istituzioni deputate».
Nella risposta quindi Riccardi nega che il problema esista solo perché non ci sono segnalazioni di danni alla Regione, ma è proprio di questi giorni, guarda caso, il rifacimento di ampi tratti di via Colombo/via Boito a Monfalcone, ovvero la strada che esce dal Porto verso via Grado.
E la revisione del sistema di agevolazioni per chi sceglie la ferrovia, che penalizza il tratto Monfalcone-Porto Nogaro? Nessun accenno. Riccardi ricorda solo che l'Amministrazione regionale «ha da sempre privilegiato lo spostamento via ferrovia», ricordando i «130.000 euro a favore del Consorzio industriale dell'Aussa Corno per interventi di adeguamento strutturale della linea ferroviaria di collegamento tra il Porto di Monfalcone e Porto Nogaro».
C'è stato solo un debole impegno a verificare il regolamento contributivo, fatto a braccio senza esplicitarlo nella risposta ufficiale. Forse perchè ci si è resi conto che il solo adeguare l’infrastruttura non basta, evidentemente, a convincere le aziende a spostarsi su ferro.
Riccardi infine conclude ricordando che «il Consiglio regionale aveva autorizzato l'Amministrazione regionale a sostenere i traffici pesanti attraverso la rete autostradale quale viabilità alternativa al passaggio nei centri urbani. Le verifiche istruttorie del competente Servizio regionale hanno però evidenziato come con singole ordinanze degli Organi delle Autonomie Locali, sia stato inibito il passaggio dei mezzi pesanti all’interno del centro abitato da parte di convogli potenzialmente pericolosi, eliminando di fatto le criticità».
Scaricare sui sindaci la responsabilità di fermare il traffico pesante con una loro ordinanza, come suggerisce Riccardi, non mi sembra corretto. In primo luogo, perché la Regione ha la possibilità di intervenire, come detto sopra, e poi perché così facendo le aziende trasportistiche non vedrebbero risolti i problemi dei costi di passaggio, gomma o ferro che sia.
Secondo quanto sostenuto da Riccardi nella risposta, infatti, il traffico pesante nelle città è un ''aspetto positivo'': «Occorre preliminarmente sottolineare che la segnalazione dell'intenso traffico di bramme siderurgiche è correlata ad un'attività del Porto di Monfalcone che si connota, in questo particolare momento economico, come un elemento positivo» scrive l'assessore, che continua: «Desta meraviglia che l'asserito intenso traffico su viabilità ordinaria incida sulla tenuta delle opere stradali, in quanto è nella responsabilità dei soggetti gestori delle arterie stradali garantire condizioni di sicurezza e stabilità delle infrastrutture e, in tal senso, non si hanno segnalazioni tali da ritenere che vi sia inadempienza da parte delle istituzioni deputate».
Nella risposta quindi Riccardi nega che il problema esista solo perché non ci sono segnalazioni di danni alla Regione, ma è proprio di questi giorni, guarda caso, il rifacimento di ampi tratti di via Colombo/via Boito a Monfalcone, ovvero la strada che esce dal Porto verso via Grado.
E la revisione del sistema di agevolazioni per chi sceglie la ferrovia, che penalizza il tratto Monfalcone-Porto Nogaro? Nessun accenno. Riccardi ricorda solo che l'Amministrazione regionale «ha da sempre privilegiato lo spostamento via ferrovia», ricordando i «130.000 euro a favore del Consorzio industriale dell'Aussa Corno per interventi di adeguamento strutturale della linea ferroviaria di collegamento tra il Porto di Monfalcone e Porto Nogaro».
C'è stato solo un debole impegno a verificare il regolamento contributivo, fatto a braccio senza esplicitarlo nella risposta ufficiale. Forse perchè ci si è resi conto che il solo adeguare l’infrastruttura non basta, evidentemente, a convincere le aziende a spostarsi su ferro.
Riccardi infine conclude ricordando che «il Consiglio regionale aveva autorizzato l'Amministrazione regionale a sostenere i traffici pesanti attraverso la rete autostradale quale viabilità alternativa al passaggio nei centri urbani. Le verifiche istruttorie del competente Servizio regionale hanno però evidenziato come con singole ordinanze degli Organi delle Autonomie Locali, sia stato inibito il passaggio dei mezzi pesanti all’interno del centro abitato da parte di convogli potenzialmente pericolosi, eliminando di fatto le criticità».
Scaricare sui sindaci la responsabilità di fermare il traffico pesante con una loro ordinanza, come suggerisce Riccardi, non mi sembra corretto. In primo luogo, perché la Regione ha la possibilità di intervenire, come detto sopra, e poi perché così facendo le aziende trasportistiche non vedrebbero risolti i problemi dei costi di passaggio, gomma o ferro che sia.
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mercoledì 1 agosto 2012
Porto: il governo impugna la legge regionale
E così, il Consiglio dei Ministri ha impugnato la legge regionale sulla Portualità. E lo ha fatto proprio in merito all'articolo che, secondo noi, rendeva la legge inapplicabile. Lo dice lo stesso comunicato stampa del Consiglio pubblicato oggi sul sito ufficiale: «Il Consiglio dei Ministri ha esaminato ventotto leggi regionali e delle province autonome su proposta del Ministro per gli affari regionali. Nell’ambito di tali leggi, il Consiglio ha deliberato l’impugnativa dinanzi alla Corte Costituzionale della legge Regione Friuli Venezia Giulia n. 12 del 31 maggio 2012 recante “Disciplina della portualità di competenza regionale” in quanto contiene una norma che, prevedendo la possibilità per la Regione di stipulare convenzioni con i privati in deroga alla disciplina statale in materia d’uso dei beni pubblici».
Bene. È questa l'ennesima figuraccia del Fvg, causata stavolta dalla testardaggine dell'assessore Riccardi, che nonostante le riunioni, gli avvisi e le nostre avvertenze ha voluto proseguire una strada che tutti sapevamo essere errata (bastava leggere quanto scriveva Sergio Bartole sul Piccolo deloo scorso maggio). Adesso saranno contenti tutti quelli che nella Provincia di Gorizia, a cominciare dal leghista Razzini per finire con il presidente della Provincia Gherghetta, avevano applaudito questa norma. Una norma che, come si vede, non solo non porterà alcun vantaggio al porto, ma è stata solo un malriuscito spot elettorale.
Non è bello, in questi frangenti, dire ''noi l'avevamo detto''. E non perchè non sia la verità (sia come segreteria regionale che come gruppo consiliare avevamo più volte contestato proprio questo punto della legge), ma perchè questa vicenda andrà a significare altri problemi per lo scalo monfalconese, di cui certo non si sentiva il bisogno.
L'augurio che ci facciamo, a questo punto, è che la Giunta responsabile di questo pasticcio vada a casa, e che la Regione, e chi di dovere negli enti locali, si adoperino veramente per le azioni necessarie al nostro porto, ovvero l'escavo del canale di accesso e le opere retroportuali (in particolare il collegamento ferroviario). Basta con le pagliacciate, e pensiamo alle cose serie.
Bene. È questa l'ennesima figuraccia del Fvg, causata stavolta dalla testardaggine dell'assessore Riccardi, che nonostante le riunioni, gli avvisi e le nostre avvertenze ha voluto proseguire una strada che tutti sapevamo essere errata (bastava leggere quanto scriveva Sergio Bartole sul Piccolo deloo scorso maggio). Adesso saranno contenti tutti quelli che nella Provincia di Gorizia, a cominciare dal leghista Razzini per finire con il presidente della Provincia Gherghetta, avevano applaudito questa norma. Una norma che, come si vede, non solo non porterà alcun vantaggio al porto, ma è stata solo un malriuscito spot elettorale.
Non è bello, in questi frangenti, dire ''noi l'avevamo detto''. E non perchè non sia la verità (sia come segreteria regionale che come gruppo consiliare avevamo più volte contestato proprio questo punto della legge), ma perchè questa vicenda andrà a significare altri problemi per lo scalo monfalconese, di cui certo non si sentiva il bisogno.
L'augurio che ci facciamo, a questo punto, è che la Giunta responsabile di questo pasticcio vada a casa, e che la Regione, e chi di dovere negli enti locali, si adoperino veramente per le azioni necessarie al nostro porto, ovvero l'escavo del canale di accesso e le opere retroportuali (in particolare il collegamento ferroviario). Basta con le pagliacciate, e pensiamo alle cose serie.
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venerdì 27 luglio 2012
Traffico pesante nei Comuni del mandamento: che cosa farà la Regione?
Un'azione unitaria tra Province e Comuni interessati per fare pressing sulla Regione Fvg per arginare l'intenso traffico di mezzi pesanti che trasportano bramme siderurgiche negli abitati dei Comuni interessati dalla viabilità ordinaria tra il Porto di Monfalcone e la zona industriale di San Giorgio di Nogaro: questa è la mia proposta, contenuta anche nell'interpellanza presentata ieri in consiglio regionale per sapere che cosa intenda fare l'Assessore regionale per arginare e bloccare tale condotta impropria, che mette a repentaglio la sicurezza del traffico normale negli abitati interessati e la “tenuta” delle opere stradali.
Il traffico di mezzi pesanti, che occupa in maniera costante strade diverse (comunali, provinciali, regionali) impegnate da tante tipologie di traffico (locale, compreso il ciclo-pedonale, turistico e di scorrimento), incida pesantemente anche sulla “tenuta”, appunto, della sede stradale e delle opere connesse (incroci, rotonde, ponti, ecc) alcune di esse appena rifatte.
I punti di partenza e arrivo (Porto di Monfalcone e comune di San Giorgio di Nogaro) sono collegati comodamente da viabilità autostradale con relative bretelle di collegamento, e oltretutto in passato sono stati effettuati investimenti di milioni di euro per collegare i porti anche con la rete ferroviaria sia a Monfalcone che a San Giorgio di Nogaro!
Inoltre, i mezzi pesanti sono stati anche visti utilizzare l’autostrada A4, come giustamente dovrebbe essere, dato che il traffico pesante sulla viabilità locale dovrebbe essere, tra l’altro, anche vietato ai non autorizzati.
Per questo, in conclusione, chiedo che la Regione si muova per risolvere una situazione divenuta ormai insostenibile.
Il traffico di mezzi pesanti, che occupa in maniera costante strade diverse (comunali, provinciali, regionali) impegnate da tante tipologie di traffico (locale, compreso il ciclo-pedonale, turistico e di scorrimento), incida pesantemente anche sulla “tenuta”, appunto, della sede stradale e delle opere connesse (incroci, rotonde, ponti, ecc) alcune di esse appena rifatte.
I punti di partenza e arrivo (Porto di Monfalcone e comune di San Giorgio di Nogaro) sono collegati comodamente da viabilità autostradale con relative bretelle di collegamento, e oltretutto in passato sono stati effettuati investimenti di milioni di euro per collegare i porti anche con la rete ferroviaria sia a Monfalcone che a San Giorgio di Nogaro!
Inoltre, i mezzi pesanti sono stati anche visti utilizzare l’autostrada A4, come giustamente dovrebbe essere, dato che il traffico pesante sulla viabilità locale dovrebbe essere, tra l’altro, anche vietato ai non autorizzati.
Per questo, in conclusione, chiedo che la Regione si muova per risolvere una situazione divenuta ormai insostenibile.
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mercoledì 25 luglio 2012
Raccordo Schiavetti-Ronchi Sud: la regione Fvg condivide le nostre preoccupazioni
«Non condivido la
linea di Rfi: non può essere un mero calcolo ricavi/costi, ma è
necessaria anche una valutazione di generazione di traffico». Questa
la risposta che l'assessore Riccardo Riccardi ha dato alla mia
interrogazione sul futuro del raccordo Schiavetti allacciato a
Ronchi Sud dopo gli annunci di dismissione da parte di Rfi. Una
risposta che ho apprezzato, perchè condivide le mie preoccupazioni,
e che adesso però vogliamo passi dalle parole ai fatti. Per questo
continueremo a vigilare.
Nella mia
interrogazione, avevo ricordato che per il raccordo sono stati spesi
nel tempo svariati milioni di euro (parte con contributi regionali)
sia per ammodernamenti sia per manutenzioni, e che la fornitura via
rotaia è la principale previsione di approvvigionamento della
costruenda centrale a biomasse in località Bistrigna (il principale
attuale fruitore del raccordo, ovvero Mulini De Franceschi, rinuncia
però all’utilizzo per gli alti costi imposti da Trenitalia).
Esiste inoltre una volontà, supportata dagli enti locali, di
prolungare il raccordo, per raggiungere altri insediamenti produttivi
ancora non serviti (Ansaldo, Fincantieri). La dismissione, quindi,
vanificherebbe tutti gli sforzi compiuti per la infrastrutturazione
delle aree del Consorzio Industriale e sarebbe un altro duro colpo
per la delicata situazione dell’economia del monfalconese.
La risposta fornitami
dalla Giunta Regionale riconosce che Rfi non ha investito risorse
proprie nel raccordo, e nonostante ciò ha richiesto un canone di
50.000 euro non sostenibile al confronto con la gomma.
Sul tema è in corso
un confronto serrato, e la Regione Fvg sta da tempo tentando una
mediazione con Rfi: nei giorni scorsi, ha comunicato l'assessore, c'è
stato un confronto «dai toni duri», di cui si relazionerà ai
raccordati il prossimo lunedì.
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martedì 8 maggio 2012
Riflessioni sul post-elezioni
Come consigliere regionale, mi sento in dovere di rimarcare un voto popolare, verso il quale ribadisco come sempre un grande rispetto, che ha certificato la sconfitta del Pdl e in particolare della Lega nell'Italia del nord, dove evidentemente gli elettori si sono stancati di essere presi per il naso. Esprimo grande soddisfazione per i risultati raggiunti sul nostro territorio, in particolare a Duino e Lignano, ma anche nelle province di Udine e Pordenone dove la vittoria è stata ampia. Anche il voto regionale, con la sola eccezione di Gorizia, ha visto la debacle del centro destra e soprattutto del Terzo Polo (evidentemente la gente è stufa di chi non sta nè di qua nè di là).
Adesso, però, è venuto il momento di riflettere su alcuni punti. Il primo è quello dell'astensionismo, che è stato comunque alto. Qui dovremmo fare una riflessione sulla capacità di suscitare partecipazione ed entusiasmo. In questo non mi sottraggo, anzi: sono sempre andato dove c'era bisogno, ma adesso si deve fare sempre di più con assemblee, incontri e così via senza lasciare che le grandi decisioni passino solo tramite i ''caminetti''.
Il secondo punto riguarda i rapporti con il Terzo Polo: una discussione è sempre possibile, certo, ma a patto che si passi oltre l'ambiguità dimostrata finora, e si decida dove stare, se da una parte o dall'altra.
Il secondo punto è quello di superare le frizioni che si sono create in alcune parti della sinistra, e che sul territorio hanno pesato. Dobbiamo recuperare un percorso da fare tutti assieme per trovarci pronti ai prossimi appuntamenti.
E quando parlo di appuntamenti, non parlo solo delle prossime regionali, anzi: dobbiamo essere pronti a discutere dei grandi temi che il nostro territorio ci pone, a cominciare con quelli del lavoro e delle infrastrutture. E anche in questo mi metto a completa disposizione.
Adesso, però, è venuto il momento di riflettere su alcuni punti. Il primo è quello dell'astensionismo, che è stato comunque alto. Qui dovremmo fare una riflessione sulla capacità di suscitare partecipazione ed entusiasmo. In questo non mi sottraggo, anzi: sono sempre andato dove c'era bisogno, ma adesso si deve fare sempre di più con assemblee, incontri e così via senza lasciare che le grandi decisioni passino solo tramite i ''caminetti''.
Il secondo punto riguarda i rapporti con il Terzo Polo: una discussione è sempre possibile, certo, ma a patto che si passi oltre l'ambiguità dimostrata finora, e si decida dove stare, se da una parte o dall'altra.
Il secondo punto è quello di superare le frizioni che si sono create in alcune parti della sinistra, e che sul territorio hanno pesato. Dobbiamo recuperare un percorso da fare tutti assieme per trovarci pronti ai prossimi appuntamenti.
E quando parlo di appuntamenti, non parlo solo delle prossime regionali, anzi: dobbiamo essere pronti a discutere dei grandi temi che il nostro territorio ci pone, a cominciare con quelli del lavoro e delle infrastrutture. E anche in questo mi metto a completa disposizione.
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sabato 22 ottobre 2011
Porto: necessario il ruolo di Monfalcone!
Premesso che sul futuro del Porto e di una possibile Autorità regionale stiamo attendendo che il testo ufficiale esca dalla giunta regionale, faccio presente che esiste un documento su cui si è espresso l'intero consiglio comunale di Monfalcone e che parla chiaro.
Una Governance del porto di Monfalcone e di San Giorgio di Nogaro è fattibile solo se vedrà come attore principe il Comune di Monfalcone, rappresentante legittimo della comunità, che come tale deve essere coinvolto nel piano regolatore e nella pianificazione evitando invece qualsiasi parcellizzazione.
Il Pd regionale ha sostenuto e continuerà a sostenere questa convinzione in Commissione e Consiglio Regionale, seguendo una strada precisa: premesso che dell'allargamento dell'Autorità al Porto di Trieste non si deve proprio parlare, per il resto un'ipotesi di Governance deve essere sempre e comunque in condivisione con il Comune. Per questo coinvolgerò il partito a livello regionale e locale a fianco del Comune di Monfalcone, titolato a rappresentare la comunità monfalcone e non solo.
Una Governance del porto di Monfalcone e di San Giorgio di Nogaro è fattibile solo se vedrà come attore principe il Comune di Monfalcone, rappresentante legittimo della comunità, che come tale deve essere coinvolto nel piano regolatore e nella pianificazione evitando invece qualsiasi parcellizzazione.
Il Pd regionale ha sostenuto e continuerà a sostenere questa convinzione in Commissione e Consiglio Regionale, seguendo una strada precisa: premesso che dell'allargamento dell'Autorità al Porto di Trieste non si deve proprio parlare, per il resto un'ipotesi di Governance deve essere sempre e comunque in condivisione con il Comune. Per questo coinvolgerò il partito a livello regionale e locale a fianco del Comune di Monfalcone, titolato a rappresentare la comunità monfalcone e non solo.
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giovedì 29 settembre 2011
Terex: la Regione fa lo gnorri!
Una richiesta al ministero per una Cigs di 24 mesi, e il riassorbimento di almeno parte del personale attualmente in forza: queste le due strade che la Regione comunica essere state prese in considerazione sul futuro della Terex, l'azienda che ha tutte le intenzioni (come comunicato alla organizzazioni sindacali) di cessare l'attività in quel di Monfalcone.
Ma, per quanto sia stata sollecitata, nessuna risposta è stata fornita in merito alla creazione di un tavolo di lavoro specifico per la situazione, come da me richiesto ricordando che, in altre occasioni (come ad esempio per la crisi ultima nel distretto pordenonese del mobile) siano stati attivati strumenti di analisi e discussione quali il tavolo degli “attori” del sistema e istituzionali, Regione inclusa.
Questo risponde la Regione alla mia Interrogazione a risposta immediata sul futuro della Terex che rischia di mettere in crisi un centinaio di famiglie che si trovano, di punto in bianco, senza stipendio.
L'assessore al Commercio e al Lavoro infatti mi scrive: «sono in corso trattative tra le parti in vista di una possibile richiesta al Ministero del Lavoro di Cigs per cessazione di attività per 24 mesi, previa sottoscrizione di un apposito accordo governativo. Nell'ambito del piano di gestione delle eccedenze, necessario al fine della stipula di tale accordo, sono in corso contatti con alcune imprese del territorio in vista del possibile assorbimento di almeno parte del personale attualmente in forza al sito di Monfalcone della Terex».
Nella risposta si specifica che «in sede di tavolo regionale di concertazione l'Amministrazione regionale ha condiviso con le parti sociali l'estensione al 31 dicembre 2012 dell'efficacia dei Piani di gestione di tutte le situazioni di gravi difficoltà occupazionale dichiarate». Quanto all'indotto, spesso escluso dalla vigente normativa di Cigs, «l'amministrazione regionale ha appena condiviso con le parti sociali l'aumento delle ore di Cig in deroga utilizzabili nel 2011».
E per Monfalcone? La Regione parla di «piani regionali e provinciali di fronteggiamento della situazioni di crisi», «interventi a difesa del reddito dei lavoratori» come Cigs e Lsu, la riqualificazione professionale, e altri provvedimenti di cui già si sapeva e che sono comunque di valenza regionale.
La mia interrogazione era invece chiara: chiedevo di attivare un tavolo tra Regione, Comune, sindacati per analizzare specificatamente la situazione monfalconese. Quindi mi sono dichiarato per niente soddisfatto della risposta, e già da ora sono pronto a continuare la battaglia accanto a lavoratori e sindacati.
Ma, per quanto sia stata sollecitata, nessuna risposta è stata fornita in merito alla creazione di un tavolo di lavoro specifico per la situazione, come da me richiesto ricordando che, in altre occasioni (come ad esempio per la crisi ultima nel distretto pordenonese del mobile) siano stati attivati strumenti di analisi e discussione quali il tavolo degli “attori” del sistema e istituzionali, Regione inclusa.
Questo risponde la Regione alla mia Interrogazione a risposta immediata sul futuro della Terex che rischia di mettere in crisi un centinaio di famiglie che si trovano, di punto in bianco, senza stipendio.
L'assessore al Commercio e al Lavoro infatti mi scrive: «sono in corso trattative tra le parti in vista di una possibile richiesta al Ministero del Lavoro di Cigs per cessazione di attività per 24 mesi, previa sottoscrizione di un apposito accordo governativo. Nell'ambito del piano di gestione delle eccedenze, necessario al fine della stipula di tale accordo, sono in corso contatti con alcune imprese del territorio in vista del possibile assorbimento di almeno parte del personale attualmente in forza al sito di Monfalcone della Terex».
Nella risposta si specifica che «in sede di tavolo regionale di concertazione l'Amministrazione regionale ha condiviso con le parti sociali l'estensione al 31 dicembre 2012 dell'efficacia dei Piani di gestione di tutte le situazioni di gravi difficoltà occupazionale dichiarate». Quanto all'indotto, spesso escluso dalla vigente normativa di Cigs, «l'amministrazione regionale ha appena condiviso con le parti sociali l'aumento delle ore di Cig in deroga utilizzabili nel 2011».
E per Monfalcone? La Regione parla di «piani regionali e provinciali di fronteggiamento della situazioni di crisi», «interventi a difesa del reddito dei lavoratori» come Cigs e Lsu, la riqualificazione professionale, e altri provvedimenti di cui già si sapeva e che sono comunque di valenza regionale.
La mia interrogazione era invece chiara: chiedevo di attivare un tavolo tra Regione, Comune, sindacati per analizzare specificatamente la situazione monfalconese. Quindi mi sono dichiarato per niente soddisfatto della risposta, e già da ora sono pronto a continuare la battaglia accanto a lavoratori e sindacati.
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domenica 22 maggio 2011
Le promesse impossibili...
Una legge su quattro bocciata dal ''governo amico''. Un consiglio regionale bloccato da mesi. Una politica industriale ed economica inesistente. E adesso dovremmo credere alle promesse elettorali che Tondo fa alla Cisint e al suo neo-alleato Blasig? E su cosa? Sulla liberalizzazione dell'autostrada, di cui Riccardi, fin da quando era direttore generale di Autovie, non ha mai voluto parlare? La stessa liberalizzazione per la quale abbiamo raccolto 5mila firme bellamente ignorate dalla giunta regionale? Bene, se adesso improvvisamente invece si può fare, perchè aspettare le elezioni? Si faccia subito. Sfido Tondo a portare in giunta entro la settimana una delibera di generalità che dichiari nero su bianco tale intenzione.
Un altro dei punti era l'unione di Comuni. Ma come? Proprio la giunta di centrodestra, che ha abolito le unioni di Comuni (le Aster) volute dal centrosinistra, adesso cambia idea? Senza peraltro chiedere che cosa ne pensano le amministrazioni di Staranzano e Ronchi...
Un altro punto è la metanizzazione della centrale. Fa piacere che finalmente Tondo la prenda in considerazione, visto che per tre anni non ha fatto assolutamente nulla in tal senso, cambiando anzi tre assessori alle Attività Produttive in tre anni, e facendo quindi mancare un punto di riferimento regionale. Con queste premesse, però, è difficile credere che dalle parole si passi ai fatti.
Mi spiace invece che nel presunto accordo non si sia presi in considerazione altri temi ben più importanti, come il sostegno alla nostre attività produttive, l'occupazione e i posti di lavoro, e soprattutto la questione sanità, che vede l'ospedale di Monfalcone perdere, giorno dopo giorno, le sue specialità, e soprattutto farne oggetto di una guerra di poveri tra la nostra città e Gorizia. Ma forse non è un caso, visto che lo stesso Tondo si è definito il ''garante della città di Gorizia in giunta''....
In conclusione, voglio lanciare un appello a tutti coloro che si riconoscono nell'identità di socialisti europei, e che credono in valori quali il bene comune, la solidarietà, la giustizia sociale e l'uguaglianza tra tutti i cittadini: un appello a non credere alle promesse elettorali dell'ultima ora, bensì a sostenere chi, non negli ultimi giorni ma da sempre, ha portato avanti con serietà e coerenza questi valori.
Un altro dei punti era l'unione di Comuni. Ma come? Proprio la giunta di centrodestra, che ha abolito le unioni di Comuni (le Aster) volute dal centrosinistra, adesso cambia idea? Senza peraltro chiedere che cosa ne pensano le amministrazioni di Staranzano e Ronchi...
Un altro punto è la metanizzazione della centrale. Fa piacere che finalmente Tondo la prenda in considerazione, visto che per tre anni non ha fatto assolutamente nulla in tal senso, cambiando anzi tre assessori alle Attività Produttive in tre anni, e facendo quindi mancare un punto di riferimento regionale. Con queste premesse, però, è difficile credere che dalle parole si passi ai fatti.
Mi spiace invece che nel presunto accordo non si sia presi in considerazione altri temi ben più importanti, come il sostegno alla nostre attività produttive, l'occupazione e i posti di lavoro, e soprattutto la questione sanità, che vede l'ospedale di Monfalcone perdere, giorno dopo giorno, le sue specialità, e soprattutto farne oggetto di una guerra di poveri tra la nostra città e Gorizia. Ma forse non è un caso, visto che lo stesso Tondo si è definito il ''garante della città di Gorizia in giunta''....
In conclusione, voglio lanciare un appello a tutti coloro che si riconoscono nell'identità di socialisti europei, e che credono in valori quali il bene comune, la solidarietà, la giustizia sociale e l'uguaglianza tra tutti i cittadini: un appello a non credere alle promesse elettorali dell'ultima ora, bensì a sostenere chi, non negli ultimi giorni ma da sempre, ha portato avanti con serietà e coerenza questi valori.
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martedì 29 marzo 2011
Il raccordo di Riccardi
L'assessore ai Trasporti Riccardi chiarisce la posizione (favorevole) della Regione sul raccordo Ronchi Sud-Ronchi Nord che collega Gorizia all'aeroporto. Bene, chiarisca allora anche questo punto oscuro: che fine farà allora lo snodo di San Polo? Il progetto viene buttato via? E lo si fa dopo aver chiesto a tutti i Comuni interessati di dare il loro parere sull'opera? E la stazione davanti all'aeroporto di Ronchi, si farà o non si farà? Visto che anche grazie al nostro voto sono stati stanziati i fondi necessari, vorremmo saperlo....
Non vorrei che, dopo aver già cestinato il piano Sonego elaborato nel 2007, adesso si butti via anche il nuovo progetto sul quale i Comuni sono andati a esprimersi. Perchè chi deve fare le intese con il Governo, lo ripetiamo ancora una volta, non sono i Comuni, ma la Regione, e la Regione deve quindi avere le idee chiare.
Questa volta quindi Riccardi pare non essere riuscito a dire di ''sì'' a tutti come è sua abitudine: stavolta, per dire di sì a Romoli dovrà dire di no ai Comuni. E a questi ultimi rivolgo un pensiero: che riflettano bene sul rapporto con Riccardi, che prima sostiene una cosa e poi ne fa un'altra. A meno di non avere un'idea per il passaggio delle merci davanti all'aeroporto... che a questo punto dovrà essere illustrata, e in tempi brevi.
Non vorrei che, dopo aver già cestinato il piano Sonego elaborato nel 2007, adesso si butti via anche il nuovo progetto sul quale i Comuni sono andati a esprimersi. Perchè chi deve fare le intese con il Governo, lo ripetiamo ancora una volta, non sono i Comuni, ma la Regione, e la Regione deve quindi avere le idee chiare.
Questa volta quindi Riccardi pare non essere riuscito a dire di ''sì'' a tutti come è sua abitudine: stavolta, per dire di sì a Romoli dovrà dire di no ai Comuni. E a questi ultimi rivolgo un pensiero: che riflettano bene sul rapporto con Riccardi, che prima sostiene una cosa e poi ne fa un'altra. A meno di non avere un'idea per il passaggio delle merci davanti all'aeroporto... che a questo punto dovrà essere illustrata, e in tempi brevi.
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lunedì 28 marzo 2011
La Regione investa sulla Meteor!
Si parla di incentivare le eccellenze. Ebbene, quella della Selx-Galileo è un'eccellenza e la Regione deve fare tutto il possibile per consolidare politiche di crescita futura. In che modo? Investendo in nuove produzioni per il futuro, quali ad esempio la realizzazione di simulatori per uso civile. Questo è il concetto, condiviso dai sindacati, emerso dall'incontro con le Rsu dello Stabilimento Selex Galileo di Ronchi dei Legionari, alle cui vicende mi sono interessato fin dai tempi in cui ero alla presidenza della Provincia di Gorizia.
I velivoli senza pilota e i simulatori prodotti a Ronchi dei Legionari sono un’eccellenza primaria nel panorama industriale del Friuli Venezia Giulia. In un contesto globale che richiede sempre più specializzazione ed eccellenza, questo patrimonio sia progettuale che produttivo deve venir capitalizzato con politiche adeguate: ritengo infatti e che le attività sui target, gli UAV e quella di Simulazione rappresentino un’importante potenzialità di occupazione di alto livello per i giovani del territorio.
Si parla tanto di creare eccellenze, e ancora di più in questo caso la Regione dovrebbe attuare politiche specifiche per ancorare al Friuli Venezia Giulia una realtà nota a livello mondiale che esiste, opera da tempo e crea prospettive di crescita e ricadute industriali. Se a Ronchi dei Legionari sono decenni che i bersagli teleguidati vengono venduti con successo su diversi mercati mondiali, non è certo un caso.
E’ basilare che gli impegni, assunti da Finmeccanica ai tempi dell’assorbimento di Meteor, trovino compiuta attuazione nella realizzazione di prodotti per il futuro con più versioni per l’aerobersaglio Mirach e per il tattico Falco oltre che ovviamente per tutta la gamma dei simulatori anche nell’ottica del loro importante impiego in campo civile. Investire oggi per raccogliere domani dovrebbe essere una parola d’ordine per i vertici regionali, ai quali non può sfuggire il contenuto concreto offerto dalla missione industriale di questo Stabilimento.
I velivoli senza pilota e i simulatori prodotti a Ronchi dei Legionari sono un’eccellenza primaria nel panorama industriale del Friuli Venezia Giulia. In un contesto globale che richiede sempre più specializzazione ed eccellenza, questo patrimonio sia progettuale che produttivo deve venir capitalizzato con politiche adeguate: ritengo infatti e che le attività sui target, gli UAV e quella di Simulazione rappresentino un’importante potenzialità di occupazione di alto livello per i giovani del territorio.
Si parla tanto di creare eccellenze, e ancora di più in questo caso la Regione dovrebbe attuare politiche specifiche per ancorare al Friuli Venezia Giulia una realtà nota a livello mondiale che esiste, opera da tempo e crea prospettive di crescita e ricadute industriali. Se a Ronchi dei Legionari sono decenni che i bersagli teleguidati vengono venduti con successo su diversi mercati mondiali, non è certo un caso.
E’ basilare che gli impegni, assunti da Finmeccanica ai tempi dell’assorbimento di Meteor, trovino compiuta attuazione nella realizzazione di prodotti per il futuro con più versioni per l’aerobersaglio Mirach e per il tattico Falco oltre che ovviamente per tutta la gamma dei simulatori anche nell’ottica del loro importante impiego in campo civile. Investire oggi per raccogliere domani dovrebbe essere una parola d’ordine per i vertici regionali, ai quali non può sfuggire il contenuto concreto offerto dalla missione industriale di questo Stabilimento.
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martedì 15 marzo 2011
Il tentennante Riccardi...
Che cosa ha fatto la Regione per difendere il Superporto di Monfalcone? La risposta si trova nella replica dell'assessore regionale alle Infrastrutture Riccardo Riccardi a un'interrogazione presentata in consiglio regionale dal mio collega Alunni Barbarossa.
Che cosa spiega Riccardi in merito ai 400 milioni conferiti a Venezia e i 30 negati a Monfalcone? Che «questi 400 milioni a Venezia io non sono riuscito a trovarli». E che cosa ha fatto la giunta regionale per assicurarsi il Superporto? Riccardi spiega che la giunta «ha predisposto dei contenuti che dovrebbero essere inseriti all'interno dell'intesa, e ha corso su questo tema, sottoponendo allo Stato tempo fa la sua totale disponibilità». E afferma ancora di aver avuto il via libera di due ministri: Matteoli («il quale formalmente ci ha detto di condividere questo progetto, per due sostanziali ragioni: la prima, perchè condivide la coerenza dell'impostazione strategica dell'Alto Adriatico come sistema; la seconda perchè c'è una significativa e rilevante disponibilità da parte del capitale provato») e Fitto («Sarò al Ministero delle Infrastrutture – spiega Riccardi - per capire quale sarà il percorso di dettaglio nella definizione dell'intesa Stato-Regione, che già il ministro Fitto si è detto pronto a far proseguire»).
Che cosa dire? Che, come afferma anche il consigliere interrogante, si giunga finalmente a qualcosa di concreto, visto che finora dalla Regione si è visto poco (e anche le risposte di Riccardi non aggiungono granché). E, come ho detto in passato, quello che serve è una pronuncia non dei singoli ministri ma dell'intero governo, Tremonti soprattutto, a favore del progetto.
Che cosa spiega Riccardi in merito ai 400 milioni conferiti a Venezia e i 30 negati a Monfalcone? Che «questi 400 milioni a Venezia io non sono riuscito a trovarli». E che cosa ha fatto la giunta regionale per assicurarsi il Superporto? Riccardi spiega che la giunta «ha predisposto dei contenuti che dovrebbero essere inseriti all'interno dell'intesa, e ha corso su questo tema, sottoponendo allo Stato tempo fa la sua totale disponibilità». E afferma ancora di aver avuto il via libera di due ministri: Matteoli («il quale formalmente ci ha detto di condividere questo progetto, per due sostanziali ragioni: la prima, perchè condivide la coerenza dell'impostazione strategica dell'Alto Adriatico come sistema; la seconda perchè c'è una significativa e rilevante disponibilità da parte del capitale provato») e Fitto («Sarò al Ministero delle Infrastrutture – spiega Riccardi - per capire quale sarà il percorso di dettaglio nella definizione dell'intesa Stato-Regione, che già il ministro Fitto si è detto pronto a far proseguire»).
Che cosa dire? Che, come afferma anche il consigliere interrogante, si giunga finalmente a qualcosa di concreto, visto che finora dalla Regione si è visto poco (e anche le risposte di Riccardi non aggiungono granché). E, come ho detto in passato, quello che serve è una pronuncia non dei singoli ministri ma dell'intero governo, Tremonti soprattutto, a favore del progetto.
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