I
lavoratori che con la riforma Fornero si trovavano penalizzati dal
computo pensionistico per aver assistito familiari con disabilità
gravi avranno un pensiero in meno: grazie all'emendamento passato
oggi alla Camera all'interno del decreto Imu, è stata ampliata la
platea dei soggetti che potranno accedere alla salvaguardia temporale
all'applicazione della riforma pensionistica. «Di fatto, se prima i
giorni per l'assistenza a familiari disabili non venivano conteggiati
ai fini pensionistici, adesso non sarà più così – spiega Giorgio
Brandolin, che assieme a Sandra Savino (Pdl) aveva firmato, alcuni
giorni fa, un'interrogazione proprio per ovviare a questo problema -
.Saranno così tutelate persone che si trovavano a essere colpite due
volte: prima negli affetti familiari, poi dalla legge. Abbiamo colto
l'opportunità di questo decreto per dare delle risposte concrete a
tutta una fascia di cittadini che meritano un'attenzione particolare
per la loro condizione». L'ampliamento riguarda anche i lavoratori
in permesso giornaliero. L'emendamento prevede anche i fondi per la
copertura degli oneri di spesa.
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mercoledì 16 ottobre 2013
sabato 12 ottobre 2013
Per i diritti di chi assiste i disabili
Attivare delle disposizioni di legge per andare incontro concretamente al problema degli esodati creato dalla riforma Fornero; ampliare la salvaguardia ai lavoratori che assistono persone disabili (attualmente limitata solo all'assistenza ai figli, con l'esclusione quindi di parenti e congiunti); risolvere il problema del computo ai fini pensionistici dei giorni che il lavoratore dedica ad un'alta finalità sociale, come ad esempio la donazione del sangue. Questo il contenuto dell'interrogazione bipartisan presentata con Sandra Savino (Pdl) che chiede la disponibilità del Governo a recepire queste integrazioni nel Decreto Legge sull'Imu che comprende anche le disposizioni relative ai trattamenti pensionistici. Si tratta di cogliere l'opportunità di questo decreto, appena uscito dalla Commissione parlamentare, per dare delle risposte concrete a tutta una fascia di cittadini che meritano un'attenzione particolare per la loro condizione o per il tipo di impegno che sono chiamati a svolgere dal punto di vista sociale. In particolare abbiamo pensato a chi deve assistere un parente, che non sia un figlio, e al quale non viene riconosciuta alcuna misura di salvaguardia per il tempo sottratto al lavoro. Una visione restrittiva che va corretta. L'attenzione ai problemi sociali è e deve continuare a essere il primo obiettivo della nostra azione e anche in questo caso abbiamo ritenuto doveroso intervenire per correggere delle ''storture'' della normativa che andavano a colpire proprio chi si trova in maggiore difficoltà. Ora c'è la concreta speranza che prossima settimana il problema sia già risolto.
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