Ci
eravamo presi, nel corso della nostra visita al presidio dei
lavoratori di sabato pomeriggio, un impegno con i lavoratori della
Eaton, e sono contento di poter dire che è stato rispettato. Già
martedì 17 gennaio la Regione aprirà il tavolo regionale con
sindacati e Rsu, mentre il 25 gennaio la crisi Eaton sarà all'ordine
del giorno di un tavolo nazionale convocato dal viceministro
Bellanova, che metterà di fronte azienda, sindacati e istituzioni.
Avevamo promesso che i lavoratori non sarebbero stati lasciati soli e
così è stato. Lavoreremo per garantire la certezza della
salvaguardia dell'occupazione, utilizzando tutte le potenzialità del
sistema industriale locale. Non posso fare altro che ringraziare la
Regione Fvg e del Governo, che si sono mossi così tempestivamente,
a tre giorni dall'annuncio della crisi, per dare una speranza
concreta ai lavoratori: una bella atmosfera di collaborazione tra
tutti i livelli politici senza strumentalizzazioni e polemiche.
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lunedì 15 gennaio 2018
mercoledì 25 gennaio 2017
La Camera approva Odg per salvaguardare la Transalpina
Il Governo si impegnerà, compatibilmente con le risorse disponibili, attraverso l’utilizzo di tutte le normative europee in materia, a favorire l’operatività del Gect al fine di promuovere la Ferrovia Transalpina come ferrovia storica e in virtù del suo carattere tranfrontaliero, adoperandosi inoltre per arrivare ad accordi con le competenti autorità Slovene e Europee con l’unico obbiettivo di valorizzare la Ferrovia Transalpina e il suo carattere transfrontaliero e di strumento di unione tra i popoli.
E' questo l'oggetto dell'Ordine del giorno approvato ieri dalla Camera su iniziativa su mia iniziativa, per ottenere dal Governo un impegno a favore della storica ferrovia. Essendo la Transalpina una linea transfrontaliera, quindi non esclusivamente italiana, non era ovviamente possibile inserire apposite risorse direttamente nella legge, ma questo ordine del giorno comunque impegna il Governo a favorirne l'operatività, così da salvaguardare un importante tassello della storia europea. Sto anche organizzando una visita della Commissione trasporti della Camera sulla ferrovia storica Gemona-Sacile, nonché sulla stessa Transalpina, in modo che i componenti della commissione possano capirne direttamente l'importanza.
La Ferrovia Transalpina, inaugurata alla presenza dell'erede al trono austroungarico l'Arciduca Francesco Ferdinando il 19 luglio 1906, è una delle più antiche d'Europa, ed è nata con l'obiettivo di fornire un secondo collegamento ferroviario diretto tra Trieste e il centro Europa in alternativa alla già esistente Trieste-Vienna. Attualmente, la Ferrovia Transalpina è una linea secondaria non elettrificata a binario unico che congiunge Trieste, Gorizia/Nova Gorica, la Valle dell’Isonzo e le Alpi Giulie a Sesana e Jesenice in Slovenia, da cui si prosegue verso l’Austria, percorrendo ampi tratti di immenso interesse paesaggistico, e riveste un importantissimo ruolo simbolico, in quanto vero mezzo di unione tra lo Stato sloveno e quello italiano. Nel 2011 l’Unine Europea ha autorizzato e riconosciuto il Gruppo Europeo di Collaborazione Territoriale (GECT) Gorizia – Nova Gorica/San Peter Vertojba (Slo) - che tra i suoi obbiettivi pone proprio quello di valorizzare dal punto di vista turistico la Ferrovia Transalpina.
E' questo l'oggetto dell'Ordine del giorno approvato ieri dalla Camera su iniziativa su mia iniziativa, per ottenere dal Governo un impegno a favore della storica ferrovia. Essendo la Transalpina una linea transfrontaliera, quindi non esclusivamente italiana, non era ovviamente possibile inserire apposite risorse direttamente nella legge, ma questo ordine del giorno comunque impegna il Governo a favorirne l'operatività, così da salvaguardare un importante tassello della storia europea. Sto anche organizzando una visita della Commissione trasporti della Camera sulla ferrovia storica Gemona-Sacile, nonché sulla stessa Transalpina, in modo che i componenti della commissione possano capirne direttamente l'importanza.
La Ferrovia Transalpina, inaugurata alla presenza dell'erede al trono austroungarico l'Arciduca Francesco Ferdinando il 19 luglio 1906, è una delle più antiche d'Europa, ed è nata con l'obiettivo di fornire un secondo collegamento ferroviario diretto tra Trieste e il centro Europa in alternativa alla già esistente Trieste-Vienna. Attualmente, la Ferrovia Transalpina è una linea secondaria non elettrificata a binario unico che congiunge Trieste, Gorizia/Nova Gorica, la Valle dell’Isonzo e le Alpi Giulie a Sesana e Jesenice in Slovenia, da cui si prosegue verso l’Austria, percorrendo ampi tratti di immenso interesse paesaggistico, e riveste un importantissimo ruolo simbolico, in quanto vero mezzo di unione tra lo Stato sloveno e quello italiano. Nel 2011 l’Unine Europea ha autorizzato e riconosciuto il Gruppo Europeo di Collaborazione Territoriale (GECT) Gorizia – Nova Gorica/San Peter Vertojba (Slo) - che tra i suoi obbiettivi pone proprio quello di valorizzare dal punto di vista turistico la Ferrovia Transalpina.
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mercoledì 18 gennaio 2017
Pipistrel: due interrogazioni
Ho presentato in Parlamento due interrogazioni sul caso Pipistrel, incentrate sulla vicenda che ormai da anni sta tenendo banco a Gorizia, ovvero l'apertura del nuovo stabilimento di produzione di aerei ultraleggeri, oggetto tra l'altro di vari atti vandalici.
Le due interrogazioni, rivolte una al ministro dell'Interno e una a quello delle Infrastrutture e Trasporti, intendono fare luce su entrambe le vicende, ovvero i ritardi per l'apertura della fabbrica e i danneggiamenti.
Nella prima interrogazione, rivolta al ministro delle Infrastutture, ripercorro la vicenda della Pipistrel, iniziata ancora nel lontano 2005 con il primo annuncio da parte della proprietà dell'azienda di voler aprire una sede a Merna, a cui fa seguito nel 2014 l'avvio dei cantieri per la realizzazione della sede-magazzino all'aeroporto Duca d'Aosta. Al momento tutto è fermo in attesa del via libera dell'Enac. Chiedo quindi al Ministro “i motivi per i quali da settembre 2016 l'Enac non ha ancora ottemperato all'obbligo di affidare in via definitiva la gestione dell'aeroporto Duca d'Aosta ala Società Consortile, atto che consentirebbe l'immediato avvio dell'operatività alla Pipistrel dando così una vera svolta all'economia della provincia isontina messa a dura prova dalla crisi.''
La seconda interrogazione, al Ministro degli Interni, riguarda una questione se possibile ancora più spinosa, ovvero gli atti di vandalismo di cui l'azienda è stata fatta oggetto: subito dopo l'inizio dei primi lavori, la Pipistrel ha subìto il primo atto vandalico, con il danneggiamento di una cisterna e dell'impianto elettrico (notizia che l'azienda decide però di tenere riservata), nel dicembre del 2014 un altro atto vandalico con la rottura a sassate di una decina di finestre, nel marzo del 2016 è la volta di quaranta vetrate mandate in frantumi per un danno che si aggira attorno ai 50mila euro. Infine nel dicembre 2016 si verifica un nuovo danneggiamento alle vetrate, ma questa volta i responsabili dell'atto riescono a mettere fuori uso anche il quadro elettrico e, cosa ben più grave, lasciano un messaggio scritto in inchiostro rosso sul muro interno alla struttura appena realizzata: "Ivo go home", ovvero "Ivo (riferito a Boscarol, il patron dell'azienda slovena) vai a casa". Vorrei quindi sapere dal ministro se non ritenga che “il fatto, già grave in quanto atto vandalico diretto verso una nuova realtà imprenditoriale molto importante per il territorio, non sia aggravato da una componente nazionalistica e razzista vista la provenienza slovena dell'azienda e del titolare, elemento particolarmente preoccupante in una zona come quella goriziana che dovrebbe fare della collaborazione transfrontaliera il suo punto di forza”.
Nella prima interrogazione, rivolta al ministro delle Infrastutture, ripercorro la vicenda della Pipistrel, iniziata ancora nel lontano 2005 con il primo annuncio da parte della proprietà dell'azienda di voler aprire una sede a Merna, a cui fa seguito nel 2014 l'avvio dei cantieri per la realizzazione della sede-magazzino all'aeroporto Duca d'Aosta. Al momento tutto è fermo in attesa del via libera dell'Enac. Chiedo quindi al Ministro “i motivi per i quali da settembre 2016 l'Enac non ha ancora ottemperato all'obbligo di affidare in via definitiva la gestione dell'aeroporto Duca d'Aosta ala Società Consortile, atto che consentirebbe l'immediato avvio dell'operatività alla Pipistrel dando così una vera svolta all'economia della provincia isontina messa a dura prova dalla crisi.''
La seconda interrogazione, al Ministro degli Interni, riguarda una questione se possibile ancora più spinosa, ovvero gli atti di vandalismo di cui l'azienda è stata fatta oggetto: subito dopo l'inizio dei primi lavori, la Pipistrel ha subìto il primo atto vandalico, con il danneggiamento di una cisterna e dell'impianto elettrico (notizia che l'azienda decide però di tenere riservata), nel dicembre del 2014 un altro atto vandalico con la rottura a sassate di una decina di finestre, nel marzo del 2016 è la volta di quaranta vetrate mandate in frantumi per un danno che si aggira attorno ai 50mila euro. Infine nel dicembre 2016 si verifica un nuovo danneggiamento alle vetrate, ma questa volta i responsabili dell'atto riescono a mettere fuori uso anche il quadro elettrico e, cosa ben più grave, lasciano un messaggio scritto in inchiostro rosso sul muro interno alla struttura appena realizzata: "Ivo go home", ovvero "Ivo (riferito a Boscarol, il patron dell'azienda slovena) vai a casa". Vorrei quindi sapere dal ministro se non ritenga che “il fatto, già grave in quanto atto vandalico diretto verso una nuova realtà imprenditoriale molto importante per il territorio, non sia aggravato da una componente nazionalistica e razzista vista la provenienza slovena dell'azienda e del titolare, elemento particolarmente preoccupante in una zona come quella goriziana che dovrebbe fare della collaborazione transfrontaliera il suo punto di forza”.
venerdì 31 gennaio 2014
CariFvg a rischio: danni per tessuto economico e produttivo
La perdita di CariFvg porterebbe a pesanti ricadute sul tessuto produttivo e occupazionale del territorio regionale e isontino, già provato dalla profonda crisi economica. Per questo ho inviato un'apposita interrogazione al ministro dell'Economia e delle Finanze per capire quanto la notizia sia fondata e che iniziative intenda prendere per evitarlo.
L'ho fatto a seguito delle notizie, emerse sulla stampa, in merito al piano industriale ''taglia.-costi'' del neo amministratore del gruppo Intesa San Paolo Carlo Messina, che prevederebbe la creazione di un polo unico al Nord Est e porterebbe l'incorporazione in CariVeneto di CariVenezia e CariFvg (nata dalla fusione tra CariGorizia e CariUdine-Pordenone). Attualmente azionista unico di CariFvg spa è il Gruppo Intesa S.Paolo, che con una complicata operazione societaria, nei primi anni 2000, acquisì il ruolo di socio unico in CariFvg, mentre le fondazioni di riferimento (Gorizia e Udine-Pordenone), acquistarono partecipazioni azionarie nella società di controllo del San Paolo. I patrimoni bancari, però, sono stati creati dagli originari enti pubblici e appartengono alle popolazioni dei territori di riferimento.
Ecco perché la notizia della paventata sparizione di CariFvg spa non può che destare grande allarme per una ingiustificabile situazione di ulteriore danno al territorio. Comporterebbe infatti un impoverimento della struttura bancaria cui si fa riferimento sia in termini di forza lavoro che di presenza di dipendenza sul territorio con probabile decurtazione delle risorse creditizie che oggi CariFvg mette a disposizione del sistema produttivo locale regionale, con depauperamento della finanza locale».
L'ho fatto a seguito delle notizie, emerse sulla stampa, in merito al piano industriale ''taglia.-costi'' del neo amministratore del gruppo Intesa San Paolo Carlo Messina, che prevederebbe la creazione di un polo unico al Nord Est e porterebbe l'incorporazione in CariVeneto di CariVenezia e CariFvg (nata dalla fusione tra CariGorizia e CariUdine-Pordenone). Attualmente azionista unico di CariFvg spa è il Gruppo Intesa S.Paolo, che con una complicata operazione societaria, nei primi anni 2000, acquisì il ruolo di socio unico in CariFvg, mentre le fondazioni di riferimento (Gorizia e Udine-Pordenone), acquistarono partecipazioni azionarie nella società di controllo del San Paolo. I patrimoni bancari, però, sono stati creati dagli originari enti pubblici e appartengono alle popolazioni dei territori di riferimento.
Ecco perché la notizia della paventata sparizione di CariFvg spa non può che destare grande allarme per una ingiustificabile situazione di ulteriore danno al territorio. Comporterebbe infatti un impoverimento della struttura bancaria cui si fa riferimento sia in termini di forza lavoro che di presenza di dipendenza sul territorio con probabile decurtazione delle risorse creditizie che oggi CariFvg mette a disposizione del sistema produttivo locale regionale, con depauperamento della finanza locale».
giovedì 18 aprile 2013
Pisus: il solito pasticcio della giunta Tondo
L'assegnazione dei fondi Pisus ricalca, quasi in fotocopia, la vicenda del Cda della Git di Grado: entrambi i provvedimenti sono stati presi di corsa, a pochi giorni dalla scadenza della giunta regionale, ed entrambi hanno suscitato un mare di polemiche (giustificate). La vicenda del Pisus è però ancora più grave per i suoi pregressi: oltre quindici mesi di attesa per i Comuni, poi una decisione che affida tutti i fondi a quattro progetti (poi ampliati a sei dopo le proteste di Udine e Maniago) sui quindici approvati (e anche i Comuni che si sono visti assegnare i fondi avranno un bel daffare: pochissimo tempo per affidare le opere, appaltare i lavori e rendicontare. Praticamente un'impresa impossibile), e in mezzo, la richiesta di proroga all'Unione Europea, il cambio di composizione della commissione, rinvii vari. Insomma, il solito pasticcio della giunta Tondo che ha fatto infuriare ben più di qualche amministratore locale. La speranza è che adesso la nuova amministrazione regionale ci metta una pezza, oppure il Pisus, da ''boccata d'ossigeno'' che poteva essere per i Comuni, si rivelerà una farsa, e ci andranno di mezzo, come al solito, le attività economiche e i lavoratori della regione.
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