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mercoledì 8 aprile 2015

Fondo non autosufficienze: quasi 9 milioni al Fvg

Il governo Renzi ha ripristinato, dopo anni di nulla (a eccezione della parentesi del governo Letta) il Fondo per le non autosufficienze, istituito dalla legge n. 296 del 27 dicembre 2006  “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” e finalizzato a garantire, su tutto il territorio nazionale, l’attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali in favore delle persone non autosufficienti. E la buona notizia riguarda anche il Fvg, che sarà destinatario di 8.970.000 euro.
Scopo del Fondo era assicurare omogeneità agli interventi finora realizzati dalle regioni in favore delle persone in condizioni di limitata autonomia, attraverso la progressiva costruzione di un sistema di assistenza che assicuri la piena integrazione delle prestazioni sociali con quelle sanitarie.
Gli scorsi Governi però, non finanziandolo, avevano di fatto annullato il fondo  a eccezione del Governo Letta che vi aveva inserito 250 milioni di euro. Adesso, come riferito dall'onorevole Franca Biondelli della segreteria del Sottosegretario di Stato che ringrazio per l'interessamento, il Fondo per le non autosufficienze per l’anno 2015 è di 400.000.000,00 di cui 390.000.000,00 destinati alle Regioni e 10.000.000,00 destinati al Ministero del Lavoro per progetti sperimentali in materia di vita indipendente. Di questi, appunto, 9 milioni di euro sono destinati al Fvg.
Si tratta di una cifra non enorme, ma comunque importante perché va sostegno delle famiglie che si trovano, troppo spesso da sole, a far fronte alla disabilità. Ora lavoreremo per aumentare ogni anno di più le risorse.

sabato 12 ottobre 2013

Per i diritti di chi assiste i disabili

Attivare delle disposizioni di legge per andare incontro concretamente al problema degli esodati creato dalla riforma Fornero; ampliare la salvaguardia ai lavoratori che assistono persone disabili (attualmente limitata solo all'assistenza ai figli, con l'esclusione quindi di parenti e congiunti); risolvere il problema del computo ai fini pensionistici dei giorni che il lavoratore dedica ad un'alta finalità sociale, come ad esempio la donazione del sangue. Questo il contenuto dell'interrogazione bipartisan presentata con Sandra Savino (Pdl) che chiede la disponibilità del Governo a recepire queste integrazioni nel Decreto Legge sull'Imu che comprende anche le disposizioni relative ai trattamenti pensionistici. Si tratta di cogliere l'opportunità di questo decreto, appena uscito dalla Commissione parlamentare, per dare delle risposte concrete a tutta una fascia di cittadini che meritano un'attenzione particolare per la loro condizione o per il tipo di impegno che sono chiamati a svolgere dal punto di vista sociale. In particolare abbiamo pensato a chi deve assistere un parente, che non sia un figlio, e al quale non viene riconosciuta alcuna misura di salvaguardia per il tempo sottratto al lavoro. Una visione restrittiva che va corretta. L'attenzione ai problemi sociali è e deve continuare a essere il primo obiettivo della nostra azione e anche in questo caso abbiamo ritenuto doveroso intervenire per correggere delle ''storture'' della normativa che andavano a colpire proprio chi si trova in maggiore difficoltà. Ora c'è la concreta speranza che prossima settimana il problema sia già risolto.