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mercoledì 22 giugno 2016

Riflessioni su elezioni - referendum

Ho aspettato qualche giorno prima di buttare giù due righe sulle ultime tornate elettorali, per essere più obiettivo. Adesso quindi vorrei fare due brevi considerazioni:

1) Referendum fusione. Rispetto la volontà popolare, ma resto della mia idea che in un mondo che ormai non ha più confini rinchiudersi nel proprio orticello non ha senso. Ormai l'occasione è andata e non nego di essere deluso dal risultato, ma lo rispetto pienamente. Forse in effetti è lo strumento del referendum a non essere pià adatto a questo tipo di scelte, visto anche il risultato delle altre due proposte di fusione. Adesso spero che entri a regime l'Uti (sulla quale, confesso, ho qualche perplessità), perchè l'importante è riuscire a dare ai cittadini i servizi migliori.

2) Amministrative: è stata una batosta, per me come per tutti, è inutile negare l'evidenza. Poi si può discutere e discutere, ma mi auguro che si comprenda che è urgente modificare i comportamenti che hanno causato tanta rabbia nella gente, e mettersi invece ad ascoltare: e questo cominciando dal premier Renzi passando per la presidente Serracchiani per arrivare a me (perchè non mi tiro fuori): si torni tra la gente, lasciando il mondo dei social per andare in quello vero, per ascoltare quello che la parte più debole della società ha da dire, perchè è quella che ci ha girato le spalle. Io non ho mai avuto problemi nel farlo perchè, lo sanno tutti, mi trovo meglio lì che su Facebook, ma mi auguro che lo capiscano anche altri: basta insulti, basta comportamenti sprezzanti, è ora di mettersi con umiltà ad ascoltare il mondo reale.

mercoledì 27 gennaio 2016

Traffico pesante mandamento monfalconese e cervignanese - interrogazione

La questione del traffico pesante sul mandamento monfalconese approda in Commissione Trasporti della Camera con l'interrogazione che ho presentatato sul tema, volta a ottenere dal ministro una modifica del regolamento di attuazione del codice della strada che permetta l'estensione dell'autorizzazione periodica alla circolazione anche ai tratti autostradali inferiori ai 50 km orari, ovvero il tratto Monfalcone- San Giorgio. In questo modo i trasporti eccezionali, specialmente quello di bramme che viaggia per gomma, quantificabile sulla misura delle 500.000 tonnellate all'anno, potrebbe evitare le strade locali e passare invece per l'autostrada A4, aumentando la sicurezza dei 60.000 cittadini dell’intero mandamento monfalconese e dei 50.000 di quello cervignanese. I trasporti eccezionali infatti utilizzano l'autorizzazione periodica alla circolazione, che secondo il Regolamento di attuazione del codice della strada viene consentita a ''veicoli adibiti al trasporto di elementi prefabbricati compositi e di apparecchiature industriali complesse per l'edilizia, per i quali il trasporto, compatibilmente con le caratteristiche dei percorsi richiesti, rientri nei limiti dimensionali e ponderali seguenti: altezza 4,30 m, larghezza 2,55 m, lunghezza 35 m, massa complessiva 108 t'' nonché a ''veicoli adibiti al trasporto di coils e laminati grezzi''. Tale autorizzazione non è però attualmente consentita per tali veicoli in merito al transito sulle strade classificate di tipo A (autostrade). Da parte di tutti i nove più i cinque Comuni ricadenti nell'area dei due mandamenti da anni viene invocata come urgente una modifica al regolamento che consenta ai suddetti mezzi di utilizzare il tratto autostradale Lisert- San Giorgio di Nogaro (lunghezza circa 36 km) evitando così il transito nei centri abitati. Per realizzare tale risultato sarebbe necessario modificare il punto B dell'articolo 13 del Regolamento, prevedendo il divieto di concessione periodica per il transito sulle strade classificate di tipo A solo ''per percorrenze lungo tali strade superiori a 50 km salve deroghe esercitabili dall’ente proprietario o dal concessionario esclusivamente per motivate ragioni''. E proprio questa è la richiesta che viene inviata al Ministro dei Trasporti.

venerdì 7 marzo 2014

Seime in pericolo con la nuova legge reati ambientali? basta usare il buon senso...

Seime in pericolo? Basta usare un po' di buonsenso nell'applicare un decreto necessario a situazioni come quella della ''Terra dei Fuochi''. Mi auguro che basti questo per risolvere una vicenda che rischia di essere il solito ''teatrino all'Italiana''.

Il caso del nuovo provvedimento che aggiorna il codice penale aggiungendo tra gli altri il reati di disastro ambientale, e che potrebbe però causare problemi all'attività agricola o a feste tradizionali come le ''Seime'' se applicato rigidamente, sta tenendo banco in questi giorni. Il provvedimento infatti prevede quattro nuovi reati: impedimento del controllo, traffico e abbandono di materiale di alta readioattività, inquinamento ambientale (per chi deteriora in modo rilevante la biodiversità anche agraria e l'ecosistema o lo stato del suolo, delle acque o dell'aria) e disastro ambientale (per chi altera gravemente o irreversibilmente l'ecosistema o compromette la pubblica incolumità). Per questi due reati è prevista una pena che può andare da 2 a 15 anni. Bruciare seime o residui agricoli potrebbe infatti essere considerato combustione di rifiuti e quindi sanzionato.

La legge doveva essere fatta per provvedere ad alcune gravi situazioni nazionali ma non deve e non può diventare un problema per le pratiche agricole o alcune tradizioni. Come in tutti i casi, ci vuole un po' di buon senso nella sua applicazione. Siamo comunque aperti a qualsiasi correttivo le associazioni agricole vogliano proporre per chiarire la questione.

 Qui sotto riporto una ''guida breve'' al provvedimento sui reati ambientali:

 Quattro nuovi reati:

 1. DISASTRO AMBIENTALE: punisce con il carcere da 5 a 15 anni chi altera gravemente o irreversibilmente l'ecosistema o compromette la pubblica incolumità.

 2. INQUINAMENTO AMBIENTALE: prevede la reclusione da 2 a 6 anni (e la multa da 10mila e 100mila euro) per chi deteriora in modo rilevante la biodiversità (anche agraria) o l'ecosistema o lo stato del suolo, delle acque o dell'aria. Se non vi è dolo ma colpa, le pene sono diminuite da un terzo alla metà. Scattano invece aumenti di pene per i due delitti se commessi in aree vincolate o a danno di specie protette.

3. TRAFFICO E ABBANDONO DI MATERIALE DI ALTA RADIOATTIVITA': colpisce con la pena del carcere da 2 a 6 anni (e multa da 10mila a 50mila euro) chi commercia e trasporta materiale radioattivo o chi se ne disfa abusivamente.

4. IMPEDIMENTO DEL CONTROLLO: chi nega o ostacola l'accesso o intralcia i controlli ambientali rischia la reclusione da 6 mesi a 3 anni.

La riforma prevede inoltre:
• AGGRAVANTE ECOMAFIOSA. In presenza di associazioni ma!ose !nalizzate a commettere i delitti contro l'ambiente o a controllare concessioni e appalti in materia ambientale scattanole aggravanti - previste anche in caso di semplice associazione a delinquere e se vi è partecipazione di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio.
• SCONTI PENA. Pene ridotte da metà a due terzi nel caso di ravvedimento operoso: ossia se l'imputato evita conseguenze ulteriori, aiuta i magistrati a individuare colpevoli o provvede alla boni!ca e al ripristino.
 • RADDOPPIO PRESCRIZIONE. Per i delitti ambientali i termini di prescrizione raddoppiano. Se poi si interrompe il processo per dar corso al ravvedimento operoso, la prescrizione è sospesa.
• OBBLIGO CONFISCA. In caso di condanna o patteggiamento della pena è sempre ordinata la con!sca dei beni che costituiscono il prodotto o il pro!tto del reato e delle cose servite a commetterlo o comunque di beni di valore equivalente nelladisponibilità (anche indiretta o per interposta persona) del condannato.
• CONDANNA AL RIPRISTINO. Il giudice, in caso di condanna o patteggiamento della pena, ordina il recupero e, dove tecnicamente possibile, il ripristino dello stato dei luoghi a carico del condannato.
• GIUSTIZIA RIPARATIVA. In assenza di danno o pericolo, nelle ipotesi contravvenzionali previste dal codice dell'ambiente si ricorre alla 'giustizia riparativa puntando alla regolarizzazione attraverso l'adempimento a speci!che prescrizioni. In caso di adempimento il reato si estingue.
• COORDINAMENTO INDAGINI. In presenza dei delitti contro l'ambiente ('reati spia'), il pm che indaga dovrà darne notizia al Procuratore nazionale antimafia.







mercoledì 12 febbraio 2014

Detroit: crisi a cui tutti devono fare attenzione

Purtroppo la situazione della Detroit di Ronchi va a sommarsi alle tante altre situazioni di crisi del nostro paese, per risolvere le quali ci si dovrebbe attivare subito in maniera decisa e compatta. Purtroppo l'instabile situazione politica attuale ostacola non poco questo processo. Nel caso della Detroit, oltre a inviare la mia solidarietà ai lavoratori e alle loro famiglie, voglio cercare di capire se ci sia la possibilità di aprire un tavolo di confronto a livello nazionale per trovare una soluzione alla crisi di un'azienda che è comunque un fiore all'occhiello della nostra economia, o se qualche azione in questo senso sia già stata fatta e abbia bisogno di un supporto. Mi auguro che l'attenzione di tutti, dal livello locale in su, non venga meno su questi e altri momenti difficili.





venerdì 28 giugno 2013

Selex, accordo raggiunto. Soddisfazione per il lavoro unito del territorio

E' stato raggiunto l'accordo per la Selex Es di Ronchi dei Legionari. Anche se prevede comunque degli esuberi (27 invece di 33, tutti su base volontaria) possiamo considerarlo un traguardo perchè prevede anche 300 nuove assunzioni in tutta Italia, distribuite tra i siti più produttivi. E sono convinto che Ronchi, con i suoi numeri e la sua eccellenza, sia sicuramente uno di questi. Mi congratulo quindi con il territorio, che dalla Regione alle Rsu dello stabilimento ai sindaci del mandamento (sindaco Caruso in primis) ha saputo mobilitarsi per difendere uno dei suoi gioielli. L'azione ''Regione – sindaci – parlamentari'' ha avuto quindi i suoi risultati, e mi auguro che sia uno schema che si possa ripetere anche per le altre situazioni di difficoltà della nostra regione. Adesso, però, è necessario che la Regione Fvg punti sullo stabilimento di Ronchi, senza abbassare l'attenzione, per evitare di perdere quel livello di eccellenza senza il quale questo risultato non si sarebbe raggiunto.

venerdì 7 giugno 2013

Selex Ronchi: 33 esuberi. Richiesto l'intervento del governo

Nonostante sia un impianto di eccellenza, per il quale qualche anno fa si parlava addirittura di ampliamenti, la Selex Es di Ronchi dei Legionari rischia adesso di pagare le colpe degli altri stabilimenti. E non possiamo permetterlo. Questa la mia dichiarazione a conclusione dell'incontro avuto oggi con le Rsu dello stabilimento ronchese, che hanno comunicato l'intenzione della proprietà di procedere con 33 esuberi (13 mobilità volontarie e 20 in cassa integrazione a zero ore) e di prevedere una cassa integrazione collettiva di 4 ore ogni venerdì. Un segnale che ha fatto scattare un campanello d'allarme tra i lavoratori. «La nostra maggiore preoccupazione è che questi provvedimenti di fatto sconfessano il piano industriale – ha spiegato Flavio De Crignis a nome di tutte le Rsu – che prevede un rapporto tra lavoratori diretti e indiretti rispettivamente del 75 e 25 per cento del totale. A Ronchi questi numeri li abbiamo già, siamo al 20 e 80 per cento. Dunque, perché si va a toccare questa situazione? Siamo un'impresa di eccellenza, con i conti in ordine. Non è accettabile mandare a casa 22 persone in due anni». Una situazione che non può essere ignorata. Proprio ieri il sottosegretario all'industria, Claudio De Vincenti, ha riferito che le decisioni dell'azienda sono state prese in accordo con il sindacato locale, e che ne sono state informati i governi regionali. Quindi mi chiedo: il Governo ha provveduto a informare la presidente Serracchiani e l'assessore Bolzonello? Dal momento che lo stesso Sottosegretario De Vincenti ha fatto presente che il Governo si sarebbe fatto garante di una soluzione condivisa, voglio sapere in che modo si intenda intervenire. Ho intenzione di presentare un'interrogazione, che sarà condivisa con i miei colleghi di partito, per capire quali siano le intenzioni del Governo. Non è possibile che una realtà all'eccellenza e all'avanguardia come quella ronchese  paghi solo per essere una sede periferica.


giovedì 21 febbraio 2013

Selex: le preoccupazioni crescono...

Ho avuto oggi notizia dell'annuncio di 13 mobilità alla Selex Es di Ronchi dei Legionari (ex Meteor). La comunicazione è stata data durante l'assemblea tenutasi tra i lavoratori. Il provvedimento riguarda ben tredici dipendenti (di cui undici impiegati e due operai) su di un organico totale di 222 unità.
La notizia, come si immagina, ha causato grande preoccupazione tra i lavoratori della fabbrica, dal momento che lo stabilimento, che ha un organico già ridotto, secondo quanto comunicatomi dalla Rsu ha conti in ordine e buone prospettive. E non posso che condividere tale preoccupazione, perché la conferma sarebbe solo l'ultima cattiva notizia che si aggiunge alle tante che già hanno interessato il nostro territorio.
A questo punto si attende il piano industriale, che stando alle Rsu l'azienda presenterà entro il mese di marzo. Allora potremo capire meglio quali sono le reali intenzioni future di Selex ES verso questo importante sito industriale della regione.

giovedì 7 febbraio 2013

Bramme: soluzione con la nuova bretella

Il traffico di bramme sulle vie del mandamento è una delle emergenze prioritarie, ma si sta già lavorando a una soluzione con la nuova bretella in via di realizzazione tra Bistrigna e la zona del Brancolo, che di fatto collegherà direttamente la nuova banchina Fincantieri-Ansaldo e il sistema di rotatorie di via Grado, bypassando l'intera città. Questa la notizia positiva comunicata nel corso dell'incontro che ho avuto con il presidente del Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Monfalcone Enzo Lorenzon e il direttore Giampaolo Fontana.

«Di fatto – hanno spiegato i vertici del Consorzio – in questo modo si eliminerà il traffico pesante da Panzano infrastrutturando nuove aree a disposizione di nuovi insediamenti. Realizzare, migliorare l'esistente, infrastrutturare le aree, così da rendere un servizio alle imprese del manufatturiero (che è la vera forza del nostro territorio) e alla comunità, garantendo nuovi posti di lavoro e una migliore viabilità sul territorio sono gli obiettivi che il Csim si è sempre posto». Una notizia positiva: creare infrastrutture, sviluppare il trasporto via ferrovia alternativo alla gomma, garantire la funzionalità delle aree sono azioni quanto mai importanti in questo momento di crisi perché sono a servizio soprattutto del settore manufatturiero specie in questi momenti come quello che stiamo vivendo, dimostrato dagli esuberi alla Compagnia portuale e dalla mobilità alla Eaton.

Per una buona notizia, però, ce ne sono altre poco incoraggianti, specie per quanto riguarda i ritardi nel dragaggio del canale di accesso al porto, altra opera fondamentale per lo sviluppo della nostra economia. Sapere che le prime notizie sul dragaggio del Porto sono state riportate dalla stampa locale nell'agosto del 1997 non è confortante. Non è possibile che ci vogliano 16 anni per realizzare un'opera fondamentale come questa. Su questo bisognava lavorare, senza perdere tempo su una legge regionale che, come al solito, si è rivelata un fuoco di paglia di Riccardi e Tondo e non ha risolto un solo problema del nostro scalo.

venerdì 27 luglio 2012

Traffico pesante nei Comuni del mandamento: che cosa farà la Regione?

Un'azione unitaria tra Province e Comuni interessati per fare pressing sulla Regione Fvg per arginare l'intenso traffico di mezzi pesanti che trasportano bramme siderurgiche negli abitati dei Comuni interessati dalla viabilità ordinaria tra il Porto di Monfalcone e la zona industriale di San Giorgio di Nogaro: questa è la mia proposta, contenuta anche nell'interpellanza presentata ieri in consiglio regionale per sapere che cosa intenda fare l'Assessore regionale per arginare e bloccare tale condotta impropria, che mette a repentaglio la sicurezza del traffico normale negli abitati interessati e la “tenuta” delle opere stradali.


Il traffico di mezzi pesanti, che occupa in maniera costante strade diverse (comunali, provinciali, regionali) impegnate da tante tipologie di traffico (locale, compreso il ciclo-pedonale, turistico e di scorrimento), incida pesantemente anche sulla “tenuta”, appunto, della sede stradale e delle opere connesse (incroci, rotonde, ponti, ecc) alcune di esse appena rifatte.

I punti di partenza e arrivo (Porto di Monfalcone e comune di San Giorgio di Nogaro) sono collegati comodamente da viabilità autostradale con relative bretelle di collegamento, e oltretutto in passato sono stati effettuati investimenti di milioni di euro per collegare i porti anche con la rete ferroviaria sia a Monfalcone che a San Giorgio di Nogaro!

Inoltre, i mezzi pesanti sono stati anche visti utilizzare l’autostrada A4, come giustamente dovrebbe essere, dato che il traffico pesante sulla viabilità locale dovrebbe essere, tra l’altro, anche vietato ai non autorizzati.

Per questo, in conclusione, chiedo che la Regione si muova per risolvere una situazione divenuta ormai insostenibile.

mercoledì 25 luglio 2012

Raccordo Schiavetti-Ronchi Sud: la regione Fvg condivide le nostre preoccupazioni


«Non condivido la linea di Rfi: non può essere un mero calcolo ricavi/costi, ma è necessaria anche una valutazione di generazione di traffico». Questa la risposta che l'assessore Riccardo Riccardi ha dato alla mia interrogazione sul futuro del raccordo Schiavetti allacciato a Ronchi Sud dopo gli annunci di dismissione da parte di Rfi. Una risposta che ho apprezzato, perchè condivide le mie preoccupazioni, e che adesso però vogliamo passi dalle parole ai fatti. Per questo continueremo a vigilare.

Nella mia interrogazione, avevo ricordato che per il raccordo sono stati spesi nel tempo svariati milioni di euro (parte con contributi regionali) sia per ammodernamenti sia per manutenzioni, e che la fornitura via rotaia è la principale previsione di approvvigionamento della costruenda centrale a biomasse in località Bistrigna (il principale attuale fruitore del raccordo, ovvero Mulini De Franceschi, rinuncia però all’utilizzo per gli alti costi imposti da Trenitalia). Esiste inoltre una volontà, supportata dagli enti locali, di prolungare il raccordo, per raggiungere altri insediamenti produttivi ancora non serviti (Ansaldo, Fincantieri). La dismissione, quindi, vanificherebbe tutti gli sforzi compiuti per la infrastrutturazione delle aree del Consorzio Industriale e sarebbe un altro duro colpo per la delicata situazione dell’economia del monfalconese.

La risposta fornitami dalla Giunta Regionale riconosce che Rfi non ha investito risorse proprie nel raccordo, e nonostante ciò ha richiesto un canone di 50.000 euro non sostenibile al confronto con la gomma.

Sul tema è in corso un confronto serrato, e la Regione Fvg sta da tempo tentando una mediazione con Rfi: nei giorni scorsi, ha comunicato l'assessore, c'è stato un confronto «dai toni duri», di cui si relazionerà ai raccordati il prossimo lunedì.

venerdì 20 luglio 2012

Elettrodotto: la Regione ha abbandonato i Comuni

«Che fine ha fatto il lavoro del consulente, pagato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, che aveva individuato alcune ipotesi alternative al tracciato dell'elettrodotto Redipuglia-Udine proposto da Terna, contraddistinto da un forte impatto ambientale? Che fine hanno fatto gli impegni assunti dal Presidente Tondo e dalla Lega in Consiglio Regionale solo un paio di mesi fa per individuare una soluzione progettuale condivisa?»


Queste le domande che ho posto, assieme al Segretario Provinciale del PD udinese Andrea Simone Lerussi, dopo la comunicazione dell'avvio delle procedure per l'approvazione definitiva del progetto proposto da Terna nella costruzione dell'elettodotto Redipuglia-Udine e le sollecitazioni delle imprese.

Con la decisione di procedere con il progetto, la Giunta Regionale e la Lega, dopo quattro anni di inerzia e di impegni al dialogo e alla valutazione delle ipotesi alternative, hanno preso in giro il territorio e le istituzioni locali. La Giunta ha quindi preso in giro il territorio e le istituzioni locali rinunciando al governo della Regione limitandosi a fare il passacarte.

Non si discute la necessità di rafforzare la rete per trasferire elettricità e a gestire i picchi o le cadute energetiche, ma ciò deve e può essere fatto con la partecipazione e condivisione delle amministrazioni locali. La Regione, paralizzata per 4 anni, ha dapprima garantito che l’opera non sarebbe stata fatta (!) e, successivamente, si è svegliata dimenticandosi del proprio ruolo e del dovere di valutare correttamente i progetti che le competono.

Va poi ricordato che la Giunta, oltre a non avere formulato il Piano Energetico Regionale, non ha affrontato le modalità di coinvolgimento delle due centrali che producono energia, a Monfalcone e a Torviscosa, al fine della fornitura di elettricità alle imprese nell'ambito delle liberalizzazione del mercato.
Per il PD la soluzione doveva e poteva essere presa due anni fa, senza sprecare tempo come colpevolmente ha fatto la Giunta Regionale, dando il via libera a un tracciato che utilizzasse corridoi o dorsali esistenti e l'interramento della linea a doppia terna laddove le circostanze lo richiedevano.

martedì 8 maggio 2012

Riflessioni sul post-elezioni

Come consigliere regionale, mi sento in dovere di rimarcare un voto popolare, verso il quale ribadisco come sempre un grande rispetto, che ha certificato la sconfitta del Pdl e in particolare della Lega nell'Italia del nord, dove evidentemente gli elettori si sono stancati di essere presi per il naso. Esprimo grande soddisfazione per i risultati raggiunti sul nostro territorio, in particolare a Duino e Lignano, ma anche nelle province di Udine e Pordenone dove la vittoria è stata ampia. Anche il voto regionale, con la sola eccezione di Gorizia, ha visto la debacle del centro destra e soprattutto del Terzo Polo (evidentemente la gente è stufa di chi non sta nè di qua nè di là).


Adesso, però, è venuto il momento di riflettere su alcuni punti. Il primo è quello dell'astensionismo, che è stato comunque alto. Qui dovremmo fare una riflessione sulla capacità di suscitare partecipazione ed entusiasmo. In questo non mi sottraggo, anzi: sono sempre andato dove c'era bisogno, ma adesso si deve fare sempre di più con assemblee, incontri e così via senza lasciare che le grandi decisioni passino solo tramite i ''caminetti''.

Il secondo punto riguarda i rapporti con il Terzo Polo: una discussione è sempre possibile, certo, ma a patto che si passi oltre l'ambiguità dimostrata finora, e si decida dove stare, se da una parte o dall'altra.

Il secondo punto è quello di superare le frizioni che si sono create in alcune parti della sinistra, e che sul territorio hanno pesato. Dobbiamo recuperare un percorso da fare tutti assieme per trovarci pronti ai prossimi appuntamenti.

E quando parlo di appuntamenti, non parlo solo delle prossime regionali, anzi: dobbiamo essere pronti a discutere dei grandi temi che il nostro territorio ci pone, a cominciare con quelli del lavoro e delle infrastrutture. E anche in questo mi metto a completa disposizione.

martedì 6 dicembre 2011

Fascista?!?


Ma come si può definire ''fascista'' un documento firmato da Monti e da Napolitano? Sarebbero loro i ''fascisti''? I veri golpe fascisti sono stati nel ventennio, quando non c'erano giunte provinciali da mettere in discussione. Sul merito del provvedimento si potrà anche discutere, sulle stupidaggini che vengono dette senza pensare no. Mi vergogno di avere un presidente della Provincia di questo tipo, e rinnovo la mia stima a Monti e soprattutto al presidente Napolitano.

sabato 22 ottobre 2011

Sui galli di Razzini...

Ho seguito con un sentimento di incredulità l'assurda battaglia della Lega Nord contro i galli di Staranzano e le polemiche che ne sono seguite, con tanto di intervento del consigliere regionale Razzini ''portavoce della protesta''. Confesso che da più di qualcuno mi è stato chiesto cosa pensassi della vicenda, e quello che posso dire è che finora ho polemizzato sì in più occasioni con la Lega e col consigliere Razzini, ma considerandolo nel suo ruolo di consigliere regionale, quindi degno comunque di rispetto. Su questa vicenda invece non siamo più a livello di Consiglio ma di privata (con tutto il rispetto per le private...). Ogni altro commento credo sia superfluo.

mercoledì 20 luglio 2011

abolire le Province? Meglio unire i piccoli comuni...

L'abolizione delle Province proposta da Romoli? Solo una 'discussione ''estiva'', che serve a prendere un po' in giro gli elettori e lascia il tempo che trova. Come anche la proposta di Razzini di unire Trieste e Gorizia. Quello che la Regione potrebbe fare, invece, è unificare i piccoli Comuni e non per risparmiare sui costi della politica, bensì sulla burocrazia.



Romoli dovrebbe infatti ben saperlo che la Regione non può abolire le Province: serve una legge costituzionale, e l'occasione c'era la scorsa settimana in Parlamento con la proposta bocciata dal centrodestra (Pdl e Lega) e con l'astensione – discutibile - anche del Pd. Quindi si finisca di parlare a vanvera e ci si occupi di cosa concretamente si può fare per venire incontro ai cittadini.
E questo vale anche per il consigliere Razzini: sa benissimo che la soluzione per il territorio di Trieste dovrebbe essere una grande città metropolitana, e basta. Quindi parlare di unione tra provincie non ha nessun senso.



E allora non c'è niente da fare? No. Una cosa la Regione potrebbe farla: prevedere l'accorpamento tra i piccoli Comuni, magari non mettendo la soglia dei 18mila abitanti di cui ha parlato il presidente Napolitano bensì una più bassa, ma comunque facendo in modo di rendere i servizi più efficienti: per esempio nella Provincia di Gorizia basterebbero cinque Comuni(ovvero Monfalcone, Gradisca, Cormons, Grado e Gorizia) così da garantire i servizi a un costo minore. Ci sono infatti piccole amministrazioni che non riescono più neppure a pagare il personale. E alcuni Comuni questa strada la stanno già percorrendo: penso ad esempio all'unione tra le Polizie municipali, che ha permesso di creare economie di scala notevoli.
Ecco quindi la mia proposta: invece di puntare all'obiettivo impossibile di abolire le Provincie, si cominci con il creare Comuni più grandi invece di tante piccole amministrazioni, non solo per risparmiare i posti di sindaco e consigliere, ma soprattutto per evitare, ai cittadini, le lungaggini della burocrazia.

domenica 22 maggio 2011

Le promesse impossibili...

Una legge su quattro bocciata dal ''governo amico''. Un consiglio regionale bloccato da mesi. Una politica industriale ed economica inesistente. E adesso dovremmo credere alle promesse elettorali che Tondo fa alla Cisint e al suo neo-alleato Blasig? E su cosa? Sulla liberalizzazione dell'autostrada, di cui Riccardi, fin da quando era direttore generale di Autovie, non ha mai voluto parlare? La stessa liberalizzazione per la quale abbiamo raccolto 5mila firme bellamente ignorate dalla giunta regionale? Bene, se adesso improvvisamente invece si può fare, perchè aspettare le elezioni? Si faccia subito. Sfido Tondo a portare in giunta entro la settimana una delibera di generalità che dichiari nero su bianco tale intenzione.

Un altro dei punti era l'unione di Comuni. Ma come? Proprio la giunta di centrodestra, che ha abolito le unioni di Comuni (le Aster) volute dal centrosinistra, adesso cambia idea? Senza peraltro chiedere che cosa ne pensano le amministrazioni di Staranzano e Ronchi...

Un altro punto è la metanizzazione della centrale. Fa piacere che finalmente Tondo la prenda in considerazione, visto che per tre anni non ha fatto assolutamente nulla in tal senso, cambiando anzi tre assessori alle Attività Produttive in tre anni, e facendo quindi mancare un punto di riferimento regionale. Con queste premesse, però, è difficile credere che dalle parole si passi ai fatti.

Mi spiace invece che nel presunto accordo non si sia presi in considerazione altri temi ben più importanti, come il sostegno alla nostre attività produttive, l'occupazione e i posti di lavoro, e soprattutto la questione sanità, che vede l'ospedale di Monfalcone perdere, giorno dopo giorno, le sue specialità, e soprattutto farne oggetto di una guerra di poveri tra la nostra città e Gorizia. Ma forse non è un caso, visto che lo stesso Tondo si è definito il ''garante della città di Gorizia in giunta''....

In conclusione, voglio lanciare un appello a tutti coloro che si riconoscono nell'identità di socialisti europei, e che credono in valori quali il bene comune, la solidarietà, la giustizia sociale e l'uguaglianza tra tutti i cittadini: un appello a non credere alle promesse elettorali dell'ultima ora, bensì a sostenere chi, non negli ultimi giorni ma da sempre, ha portato avanti con serietà e coerenza questi valori.

mercoledì 20 aprile 2011

La mozione sull'interramento

Impegnare la giunta regionale a garantire il più ampio coinvolgimento delle varie istituzioni, Comuni e Province di Udine e Gorizia rispetto a eventuali prese di posizioni e scelte della Regione sull’elettrodotto Redipuglia-Udine Ovest; chiedere alla società Terna, entro il termine di 60 giorni previsto per la presentazione di osservazioni, la progettazione dell’interramento, così da garantire un impatto minore per l’ambiente, l’economia del territorio e la salute della popolazione; chiedere alla società Terna di mantenere l’impegno alla dismissione delle linee elettriche esistenti e non più necessarie.

E’ questo il sunto della mozione che ho presentato, di concerto con alcuni miei colleghi consiglieri, al presidente della Regione Tondo per mettere una volta per tutte la parola ‘’fine’’ alla vicenda dell’elettrodotto che passa per Redipuglia. E che DEVE essere interrato, come abbiamo più volte chiesto. Lo richiede la tutela della salute e del paesaggio.

martedì 29 marzo 2011

Il raccordo di Riccardi

L'assessore ai Trasporti Riccardi chiarisce la posizione (favorevole) della Regione sul raccordo Ronchi Sud-Ronchi Nord che collega Gorizia all'aeroporto. Bene, chiarisca allora anche questo punto oscuro: che fine farà allora lo snodo di San Polo? Il progetto viene buttato via? E lo si fa dopo aver chiesto a tutti i Comuni interessati di dare il loro parere sull'opera? E la stazione davanti all'aeroporto di Ronchi, si farà o non si farà? Visto che anche grazie al nostro voto sono stati stanziati i fondi necessari, vorremmo saperlo....

Non vorrei che, dopo aver già cestinato il piano Sonego elaborato nel 2007, adesso si butti via anche il nuovo progetto sul quale i Comuni sono andati a esprimersi. Perchè chi deve fare le intese con il Governo, lo ripetiamo ancora una volta, non sono i Comuni, ma la Regione, e la Regione deve quindi avere le idee chiare.

Questa volta quindi Riccardi pare non essere riuscito a dire di ''sì'' a tutti come è sua abitudine: stavolta, per dire di sì a Romoli dovrà dire di no ai Comuni. E a questi ultimi rivolgo un pensiero: che riflettano bene sul rapporto con Riccardi, che prima sostiene una cosa e poi ne fa un'altra. A meno di non avere un'idea per il passaggio delle merci davanti all'aeroporto... che a questo punto dovrà essere illustrata, e in tempi brevi.

lunedì 28 marzo 2011

La Regione investa sulla Meteor!

Si parla di incentivare le eccellenze. Ebbene, quella della Selx-Galileo è un'eccellenza e la Regione deve fare tutto il possibile per consolidare politiche di crescita futura. In che modo? Investendo in nuove produzioni per il futuro, quali ad esempio la realizzazione di simulatori per uso civile. Questo è il concetto, condiviso dai sindacati, emerso dall'incontro con le Rsu dello Stabilimento Selex Galileo di Ronchi dei Legionari, alle cui vicende mi sono interessato fin dai tempi  in cui ero alla presidenza della Provincia di Gorizia.

I velivoli senza pilota e i simulatori prodotti a Ronchi dei Legionari sono un’eccellenza primaria nel panorama industriale del Friuli Venezia Giulia. In un contesto globale che richiede sempre più specializzazione ed eccellenza, questo patrimonio sia progettuale che produttivo deve venir capitalizzato con politiche adeguate: ritengo infatti e che le attività sui target, gli UAV  e quella di Simulazione rappresentino un’importante potenzialità di occupazione di alto livello per i giovani del territorio.

Si parla tanto di creare eccellenze, e ancora di più in questo caso la Regione dovrebbe attuare politiche specifiche per ancorare al Friuli Venezia Giulia una realtà nota a livello mondiale che esiste, opera da tempo  e crea  prospettive di crescita e  ricadute industriali. Se a Ronchi dei Legionari sono decenni che i bersagli teleguidati  vengono venduti con successo su diversi mercati mondiali, non è certo un caso.
E’ basilare che  gli impegni, assunti da Finmeccanica ai tempi dell’assorbimento di Meteor, trovino compiuta attuazione nella realizzazione di prodotti per il futuro con più versioni per l’aerobersaglio  Mirach e per il tattico Falco oltre che ovviamente  per tutta la gamma dei simulatori anche nell’ottica del loro importante impiego in campo civile. Investire oggi per raccogliere domani  dovrebbe essere una parola d’ordine  per i vertici regionali, ai quali non può sfuggire  il contenuto concreto offerto dalla missione industriale di questo Stabilimento.

domenica 6 febbraio 2011

I tir turchi a Monfalcone: ripensare una sinergia con Trieste

Che il passaggio dei tir turchi a Monfalcone sia l'occasione per ripensare a una nuova sinergia tra i porti di Trieste e Monfalcone anche e soprattutto in vista del Superporto: è questo il mio auspicio per il futuro. L'attuale arrivo dei tir dal Porto triestino, infatti, è un caso di emergenza e come tale va risolto in fretta. Ma perchè non farne il primo passo per una nuova collaborazione tra Trieste e Monfalcone? Ovvero, si potrebbe prevedere anche per il porto monfalconese agevolazioni e tariffe uguali a quelle triestine, così da poter ospitare sempre a Monfalcone i traghetti che non trovano posto a Trieste. In questo modo il passaggio dei tir non sarebbe più solo un passaggio, ma creerebbe un valore aggiunto sul territorio sia in fatto di introiti che di persone impiegate. E il modo anche ci sarebbe: basterebbe che la Camera di Commercio completasse progetto delle Autostrade del Mare per creare una vera sinergia tra Monfalcone e Trieste così da favorire entrambe le realtà. Quella di questi giorni, come detto, è l'emergenza: ma è anche, secondo me, il punto di partenza da cui lavorare.