mercoledì 22 giugno 2016
Riflessioni su elezioni - referendum
1) Referendum fusione. Rispetto la volontà popolare, ma resto della mia idea che in un mondo che ormai non ha più confini rinchiudersi nel proprio orticello non ha senso. Ormai l'occasione è andata e non nego di essere deluso dal risultato, ma lo rispetto pienamente. Forse in effetti è lo strumento del referendum a non essere pià adatto a questo tipo di scelte, visto anche il risultato delle altre due proposte di fusione. Adesso spero che entri a regime l'Uti (sulla quale, confesso, ho qualche perplessità), perchè l'importante è riuscire a dare ai cittadini i servizi migliori.
2) Amministrative: è stata una batosta, per me come per tutti, è inutile negare l'evidenza. Poi si può discutere e discutere, ma mi auguro che si comprenda che è urgente modificare i comportamenti che hanno causato tanta rabbia nella gente, e mettersi invece ad ascoltare: e questo cominciando dal premier Renzi passando per la presidente Serracchiani per arrivare a me (perchè non mi tiro fuori): si torni tra la gente, lasciando il mondo dei social per andare in quello vero, per ascoltare quello che la parte più debole della società ha da dire, perchè è quella che ci ha girato le spalle. Io non ho mai avuto problemi nel farlo perchè, lo sanno tutti, mi trovo meglio lì che su Facebook, ma mi auguro che lo capiscano anche altri: basta insulti, basta comportamenti sprezzanti, è ora di mettersi con umiltà ad ascoltare il mondo reale.
mercoledì 27 gennaio 2016
Traffico pesante mandamento monfalconese e cervignanese - interrogazione
venerdì 7 marzo 2014
Seime in pericolo con la nuova legge reati ambientali? basta usare il buon senso...
Il caso del nuovo provvedimento che aggiorna il codice penale aggiungendo tra gli altri il reati di disastro ambientale, e che potrebbe però causare problemi all'attività agricola o a feste tradizionali come le ''Seime'' se applicato rigidamente, sta tenendo banco in questi giorni. Il provvedimento infatti prevede quattro nuovi reati: impedimento del controllo, traffico e abbandono di materiale di alta readioattività, inquinamento ambientale (per chi deteriora in modo rilevante la biodiversità anche agraria e l'ecosistema o lo stato del suolo, delle acque o dell'aria) e disastro ambientale (per chi altera gravemente o irreversibilmente l'ecosistema o compromette la pubblica incolumità). Per questi due reati è prevista una pena che può andare da 2 a 15 anni. Bruciare seime o residui agricoli potrebbe infatti essere considerato combustione di rifiuti e quindi sanzionato.
La legge doveva essere fatta per provvedere ad alcune gravi situazioni nazionali ma non deve e non può diventare un problema per le pratiche agricole o alcune tradizioni. Come in tutti i casi, ci vuole un po' di buon senso nella sua applicazione. Siamo comunque aperti a qualsiasi correttivo le associazioni agricole vogliano proporre per chiarire la questione.
Qui sotto riporto una ''guida breve'' al provvedimento sui reati ambientali:
Quattro nuovi reati:
1. DISASTRO AMBIENTALE: punisce con il carcere da 5 a 15 anni chi altera gravemente o irreversibilmente l'ecosistema o compromette la pubblica incolumità.
2. INQUINAMENTO AMBIENTALE: prevede la reclusione da 2 a 6 anni (e la multa da 10mila e 100mila euro) per chi deteriora in modo rilevante la biodiversità (anche agraria) o l'ecosistema o lo stato del suolo, delle acque o dell'aria. Se non vi è dolo ma colpa, le pene sono diminuite da un terzo alla metà. Scattano invece aumenti di pene per i due delitti se commessi in aree vincolate o a danno di specie protette.
3. TRAFFICO E ABBANDONO DI MATERIALE DI ALTA RADIOATTIVITA': colpisce con la pena del carcere da 2 a 6 anni (e multa da 10mila a 50mila euro) chi commercia e trasporta materiale radioattivo o chi se ne disfa abusivamente.
4. IMPEDIMENTO DEL CONTROLLO: chi nega o ostacola l'accesso o intralcia i controlli ambientali rischia la reclusione da 6 mesi a 3 anni.
La riforma prevede inoltre:
• AGGRAVANTE ECOMAFIOSA. In presenza di associazioni ma!ose !nalizzate a commettere i delitti contro l'ambiente o a controllare concessioni e appalti in materia ambientale scattanole aggravanti - previste anche in caso di semplice associazione a delinquere e se vi è partecipazione di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio.
• SCONTI PENA. Pene ridotte da metà a due terzi nel caso di ravvedimento operoso: ossia se l'imputato evita conseguenze ulteriori, aiuta i magistrati a individuare colpevoli o provvede alla boni!ca e al ripristino.
• RADDOPPIO PRESCRIZIONE. Per i delitti ambientali i termini di prescrizione raddoppiano. Se poi si interrompe il processo per dar corso al ravvedimento operoso, la prescrizione è sospesa.
• OBBLIGO CONFISCA. In caso di condanna o patteggiamento della pena è sempre ordinata la con!sca dei beni che costituiscono il prodotto o il pro!tto del reato e delle cose servite a commetterlo o comunque di beni di valore equivalente nelladisponibilità (anche indiretta o per interposta persona) del condannato.
• CONDANNA AL RIPRISTINO. Il giudice, in caso di condanna o patteggiamento della pena, ordina il recupero e, dove tecnicamente possibile, il ripristino dello stato dei luoghi a carico del condannato.
• GIUSTIZIA RIPARATIVA. In assenza di danno o pericolo, nelle ipotesi contravvenzionali previste dal codice dell'ambiente si ricorre alla 'giustizia riparativa puntando alla regolarizzazione attraverso l'adempimento a speci!che prescrizioni. In caso di adempimento il reato si estingue.
• COORDINAMENTO INDAGINI. In presenza dei delitti contro l'ambiente ('reati spia'), il pm che indaga dovrà darne notizia al Procuratore nazionale antimafia.
mercoledì 12 febbraio 2014
Detroit: crisi a cui tutti devono fare attenzione
venerdì 28 giugno 2013
Selex, accordo raggiunto. Soddisfazione per il lavoro unito del territorio
venerdì 7 giugno 2013
Selex Ronchi: 33 esuberi. Richiesto l'intervento del governo
giovedì 21 febbraio 2013
Selex: le preoccupazioni crescono...
giovedì 7 febbraio 2013
Bramme: soluzione con la nuova bretella
«Di fatto – hanno spiegato i vertici del Consorzio – in questo modo si eliminerà il traffico pesante da Panzano infrastrutturando nuove aree a disposizione di nuovi insediamenti. Realizzare, migliorare l'esistente, infrastrutturare le aree, così da rendere un servizio alle imprese del manufatturiero (che è la vera forza del nostro territorio) e alla comunità, garantendo nuovi posti di lavoro e una migliore viabilità sul territorio sono gli obiettivi che il Csim si è sempre posto». Una notizia positiva: creare infrastrutture, sviluppare il trasporto via ferrovia alternativo alla gomma, garantire la funzionalità delle aree sono azioni quanto mai importanti in questo momento di crisi perché sono a servizio soprattutto del settore manufatturiero specie in questi momenti come quello che stiamo vivendo, dimostrato dagli esuberi alla Compagnia portuale e dalla mobilità alla Eaton.
Per una buona notizia, però, ce ne sono altre poco incoraggianti, specie per quanto riguarda i ritardi nel dragaggio del canale di accesso al porto, altra opera fondamentale per lo sviluppo della nostra economia. Sapere che le prime notizie sul dragaggio del Porto sono state riportate dalla stampa locale nell'agosto del 1997 non è confortante. Non è possibile che ci vogliano 16 anni per realizzare un'opera fondamentale come questa. Su questo bisognava lavorare, senza perdere tempo su una legge regionale che, come al solito, si è rivelata un fuoco di paglia di Riccardi e Tondo e non ha risolto un solo problema del nostro scalo.
venerdì 27 luglio 2012
Traffico pesante nei Comuni del mandamento: che cosa farà la Regione?
Il traffico di mezzi pesanti, che occupa in maniera costante strade diverse (comunali, provinciali, regionali) impegnate da tante tipologie di traffico (locale, compreso il ciclo-pedonale, turistico e di scorrimento), incida pesantemente anche sulla “tenuta”, appunto, della sede stradale e delle opere connesse (incroci, rotonde, ponti, ecc) alcune di esse appena rifatte.
I punti di partenza e arrivo (Porto di Monfalcone e comune di San Giorgio di Nogaro) sono collegati comodamente da viabilità autostradale con relative bretelle di collegamento, e oltretutto in passato sono stati effettuati investimenti di milioni di euro per collegare i porti anche con la rete ferroviaria sia a Monfalcone che a San Giorgio di Nogaro!
Inoltre, i mezzi pesanti sono stati anche visti utilizzare l’autostrada A4, come giustamente dovrebbe essere, dato che il traffico pesante sulla viabilità locale dovrebbe essere, tra l’altro, anche vietato ai non autorizzati.
Per questo, in conclusione, chiedo che la Regione si muova per risolvere una situazione divenuta ormai insostenibile.
mercoledì 25 luglio 2012
Raccordo Schiavetti-Ronchi Sud: la regione Fvg condivide le nostre preoccupazioni
venerdì 20 luglio 2012
Elettrodotto: la Regione ha abbandonato i Comuni
Queste le domande che ho posto, assieme al Segretario Provinciale del PD udinese Andrea Simone Lerussi, dopo la comunicazione dell'avvio delle procedure per l'approvazione definitiva del progetto proposto da Terna nella costruzione dell'elettodotto Redipuglia-Udine e le sollecitazioni delle imprese.
Con la decisione di procedere con il progetto, la Giunta Regionale e la Lega, dopo quattro anni di inerzia e di impegni al dialogo e alla valutazione delle ipotesi alternative, hanno preso in giro il territorio e le istituzioni locali. La Giunta ha quindi preso in giro il territorio e le istituzioni locali rinunciando al governo della Regione limitandosi a fare il passacarte.
Non si discute la necessità di rafforzare la rete per trasferire elettricità e a gestire i picchi o le cadute energetiche, ma ciò deve e può essere fatto con la partecipazione e condivisione delle amministrazioni locali. La Regione, paralizzata per 4 anni, ha dapprima garantito che l’opera non sarebbe stata fatta (!) e, successivamente, si è svegliata dimenticandosi del proprio ruolo e del dovere di valutare correttamente i progetti che le competono.
Va poi ricordato che la Giunta, oltre a non avere formulato il Piano Energetico Regionale, non ha affrontato le modalità di coinvolgimento delle due centrali che producono energia, a Monfalcone e a Torviscosa, al fine della fornitura di elettricità alle imprese nell'ambito delle liberalizzazione del mercato.
Per il PD la soluzione doveva e poteva essere presa due anni fa, senza sprecare tempo come colpevolmente ha fatto la Giunta Regionale, dando il via libera a un tracciato che utilizzasse corridoi o dorsali esistenti e l'interramento della linea a doppia terna laddove le circostanze lo richiedevano.
martedì 8 maggio 2012
Riflessioni sul post-elezioni
Adesso, però, è venuto il momento di riflettere su alcuni punti. Il primo è quello dell'astensionismo, che è stato comunque alto. Qui dovremmo fare una riflessione sulla capacità di suscitare partecipazione ed entusiasmo. In questo non mi sottraggo, anzi: sono sempre andato dove c'era bisogno, ma adesso si deve fare sempre di più con assemblee, incontri e così via senza lasciare che le grandi decisioni passino solo tramite i ''caminetti''.
Il secondo punto riguarda i rapporti con il Terzo Polo: una discussione è sempre possibile, certo, ma a patto che si passi oltre l'ambiguità dimostrata finora, e si decida dove stare, se da una parte o dall'altra.
Il secondo punto è quello di superare le frizioni che si sono create in alcune parti della sinistra, e che sul territorio hanno pesato. Dobbiamo recuperare un percorso da fare tutti assieme per trovarci pronti ai prossimi appuntamenti.
E quando parlo di appuntamenti, non parlo solo delle prossime regionali, anzi: dobbiamo essere pronti a discutere dei grandi temi che il nostro territorio ci pone, a cominciare con quelli del lavoro e delle infrastrutture. E anche in questo mi metto a completa disposizione.
martedì 6 dicembre 2011
Fascista?!?
Ma come si può definire ''fascista'' un documento firmato da Monti e da Napolitano? Sarebbero loro i ''fascisti''? I veri golpe fascisti sono stati nel ventennio, quando non c'erano giunte provinciali da mettere in discussione. Sul merito del provvedimento si potrà anche discutere, sulle stupidaggini che vengono dette senza pensare no. Mi vergogno di avere un presidente della Provincia di questo tipo, e rinnovo la mia stima a Monti e soprattutto al presidente Napolitano.
sabato 22 ottobre 2011
Sui galli di Razzini...
mercoledì 20 luglio 2011
abolire le Province? Meglio unire i piccoli comuni...
L'abolizione delle Province proposta da Romoli? Solo una 'discussione ''estiva'', che serve a prendere un po' in giro gli elettori e lascia il tempo che trova. Come anche la proposta di Razzini di unire Trieste e Gorizia. Quello che la Regione potrebbe fare, invece, è unificare i piccoli Comuni e non per risparmiare sui costi della politica, bensì sulla burocrazia.
Romoli dovrebbe infatti ben saperlo che la Regione non può abolire le Province: serve una legge costituzionale, e l'occasione c'era la scorsa settimana in Parlamento con la proposta bocciata dal centrodestra (Pdl e Lega) e con l'astensione – discutibile - anche del Pd. Quindi si finisca di parlare a vanvera e ci si occupi di cosa concretamente si può fare per venire incontro ai cittadini.
E questo vale anche per il consigliere Razzini: sa benissimo che la soluzione per il territorio di Trieste dovrebbe essere una grande città metropolitana, e basta. Quindi parlare di unione tra provincie non ha nessun senso.
E allora non c'è niente da fare? No. Una cosa la Regione potrebbe farla: prevedere l'accorpamento tra i piccoli Comuni, magari non mettendo la soglia dei 18mila abitanti di cui ha parlato il presidente Napolitano bensì una più bassa, ma comunque facendo in modo di rendere i servizi più efficienti: per esempio nella Provincia di Gorizia basterebbero cinque Comuni(ovvero Monfalcone, Gradisca, Cormons, Grado e Gorizia) così da garantire i servizi a un costo minore. Ci sono infatti piccole amministrazioni che non riescono più neppure a pagare il personale. E alcuni Comuni questa strada la stanno già percorrendo: penso ad esempio all'unione tra le Polizie municipali, che ha permesso di creare economie di scala notevoli.
Ecco quindi la mia proposta: invece di puntare all'obiettivo impossibile di abolire le Provincie, si cominci con il creare Comuni più grandi invece di tante piccole amministrazioni, non solo per risparmiare i posti di sindaco e consigliere, ma soprattutto per evitare, ai cittadini, le lungaggini della burocrazia.
domenica 22 maggio 2011
Le promesse impossibili...
Un altro dei punti era l'unione di Comuni. Ma come? Proprio la giunta di centrodestra, che ha abolito le unioni di Comuni (le Aster) volute dal centrosinistra, adesso cambia idea? Senza peraltro chiedere che cosa ne pensano le amministrazioni di Staranzano e Ronchi...
Un altro punto è la metanizzazione della centrale. Fa piacere che finalmente Tondo la prenda in considerazione, visto che per tre anni non ha fatto assolutamente nulla in tal senso, cambiando anzi tre assessori alle Attività Produttive in tre anni, e facendo quindi mancare un punto di riferimento regionale. Con queste premesse, però, è difficile credere che dalle parole si passi ai fatti.
Mi spiace invece che nel presunto accordo non si sia presi in considerazione altri temi ben più importanti, come il sostegno alla nostre attività produttive, l'occupazione e i posti di lavoro, e soprattutto la questione sanità, che vede l'ospedale di Monfalcone perdere, giorno dopo giorno, le sue specialità, e soprattutto farne oggetto di una guerra di poveri tra la nostra città e Gorizia. Ma forse non è un caso, visto che lo stesso Tondo si è definito il ''garante della città di Gorizia in giunta''....
In conclusione, voglio lanciare un appello a tutti coloro che si riconoscono nell'identità di socialisti europei, e che credono in valori quali il bene comune, la solidarietà, la giustizia sociale e l'uguaglianza tra tutti i cittadini: un appello a non credere alle promesse elettorali dell'ultima ora, bensì a sostenere chi, non negli ultimi giorni ma da sempre, ha portato avanti con serietà e coerenza questi valori.
mercoledì 20 aprile 2011
La mozione sull'interramento
E’ questo il sunto della mozione che ho presentato, di concerto con alcuni miei colleghi consiglieri, al presidente della Regione Tondo per mettere una volta per tutte la parola ‘’fine’’ alla vicenda dell’elettrodotto che passa per Redipuglia. E che DEVE essere interrato, come abbiamo più volte chiesto. Lo richiede la tutela della salute e del paesaggio.
martedì 29 marzo 2011
Il raccordo di Riccardi
Non vorrei che, dopo aver già cestinato il piano Sonego elaborato nel 2007, adesso si butti via anche il nuovo progetto sul quale i Comuni sono andati a esprimersi. Perchè chi deve fare le intese con il Governo, lo ripetiamo ancora una volta, non sono i Comuni, ma la Regione, e la Regione deve quindi avere le idee chiare.
Questa volta quindi Riccardi pare non essere riuscito a dire di ''sì'' a tutti come è sua abitudine: stavolta, per dire di sì a Romoli dovrà dire di no ai Comuni. E a questi ultimi rivolgo un pensiero: che riflettano bene sul rapporto con Riccardi, che prima sostiene una cosa e poi ne fa un'altra. A meno di non avere un'idea per il passaggio delle merci davanti all'aeroporto... che a questo punto dovrà essere illustrata, e in tempi brevi.
lunedì 28 marzo 2011
La Regione investa sulla Meteor!
I velivoli senza pilota e i simulatori prodotti a Ronchi dei Legionari sono un’eccellenza primaria nel panorama industriale del Friuli Venezia Giulia. In un contesto globale che richiede sempre più specializzazione ed eccellenza, questo patrimonio sia progettuale che produttivo deve venir capitalizzato con politiche adeguate: ritengo infatti e che le attività sui target, gli UAV e quella di Simulazione rappresentino un’importante potenzialità di occupazione di alto livello per i giovani del territorio.
Si parla tanto di creare eccellenze, e ancora di più in questo caso la Regione dovrebbe attuare politiche specifiche per ancorare al Friuli Venezia Giulia una realtà nota a livello mondiale che esiste, opera da tempo e crea prospettive di crescita e ricadute industriali. Se a Ronchi dei Legionari sono decenni che i bersagli teleguidati vengono venduti con successo su diversi mercati mondiali, non è certo un caso.
E’ basilare che gli impegni, assunti da Finmeccanica ai tempi dell’assorbimento di Meteor, trovino compiuta attuazione nella realizzazione di prodotti per il futuro con più versioni per l’aerobersaglio Mirach e per il tattico Falco oltre che ovviamente per tutta la gamma dei simulatori anche nell’ottica del loro importante impiego in campo civile. Investire oggi per raccogliere domani dovrebbe essere una parola d’ordine per i vertici regionali, ai quali non può sfuggire il contenuto concreto offerto dalla missione industriale di questo Stabilimento.