Il panorama della Lega Navale italiana, che conta in Friuli Venezia Giulia ben quattro sezioni e due delegazioni associative tra cui quelle di Monfalcone e Grado, da cinque mesi vede bloccata la sua attività per via dell'impasse in cui è incappata la nomina della sua presidenza. La Lega Navale, di cui tutti riconoscono sul territorio l'importanza, è un ente senza finalità di lucro, con fini istituzionali come la protezione ambientale e la promozione e utilità sociale, che conta oltre 60.000 soci e circa 250 tra sezioni, delegazioni e centri nautici. Per rispondere alle esigenze di così tante persone ho presentato al ministro della Difesa un'interrogazione per capire il perché di questo blocco».
Lo scorso 29 marzo il presidente della Lega, ammiraglio Franco Paoli, ha concluso il suo mandato. Ma solo il 30 giugno 2014, quindi ben oltre la data di scadenza prevista, il Consiglio dei ministri ha deliberato la nomina a nuovo presidente dell'ammiraglio di squadra Giuseppe Lertore.
A quanto pare, lo stop deriva dalla richiesta di far rientrare l'incarico di presidente nel decreto legge 95 del 2012 per la riduzione delle spese, poi modificato nel 2014 dal decreto legge 90, cosa che comporterebbe la formale rinuncia a ogni indennità da parte del nuovo presidente, rinuncia che non sarebbe ancora pervenuta. Considerando che la nomina del nuovo presidente avrebbe comunque valenza un anno, chiedo di sapere le motivazioni che hanno portato a questa scelta invece di optare per la tradizionale carica di tre anni (anche scegliendo un altro nominativo), e cosa si intenda fare per risolvere la situazione di impasse che si è creata nella nomina del presidente e, di conseguenza, anche in quella del vicepresidente.
Visualizzazione post con etichetta nautica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta nautica. Mostra tutti i post
mercoledì 5 novembre 2014
martedì 3 giugno 2014
Stati generali artigianato nautico: una riflessione...
Venerdì scorso ero agli Stati generali dell'artigianato nautico. Ho apprezzato in particolare lo spirito che vi si sentiva: non di rassegnazione, ma di voglia di fare. Mi hanno colpito in positivo, in particolare, gli interventi dei rappresentanti di categoria, che hanno evitato ogni polemica puntando invece sull'assunzione di responsabilità e sulla volontà di affrontare gli ostacoli. Se c'è un modo di interpretare il risultato alle urne delle Europee credo sia proprio questo: la volontà di trovare soluzioni che non siano semplicemente stanziare nuovi fondi per tenere a galla un mercato, bensì fare un esame approfondito di quello che va e che non va nella nostra economia e società e poi prendere i necessari provvedimenti, che forniscano quindi delle soluzioni definitive. Per questo ritengo importante ogni spinta alle riforme, che siano per il Senato o per la burocrazia, perché tutto ha poi influenza in ogni settore della nostra vita, privata ma anche economica. E per questo si deve essere anche pronti a fare qualche rinuncia (e penso al Punto nascita o al tribunale di Gorizia) se si pensa che i fondi, poi, potranno essere utilizzati per il miglioramento della vita di tutti. Anche nel settore della nautica, ovviamente, vale lo stesso discorso: una riforma della burocrazia significa leggi più veloci e interventi più agili, ecco perché è importante coltivare il nuovo spirito che sta emergendo in questi giorni.
venerdì 27 dicembre 2013
Nautica: odg per rilanciare il settore
Ampliare anche al settore della nautica incentivi analoghi a quelli
utilizzati nelle detrazioni per le spese di riqualificazione
energetica degli edifici, per stimolare il rilancio di un settore
che, tra la crisi economica e le tariffe di ormeggio, sta pagando il
suo tributo alla congiuntura economica, con conseguente e drammatica
perdita di posti di lavoro: questo l'oggetto dell'Ordine del giorno,
approvato nell'ambito della legge di Stabilità, da me presentato su
stimolo e collaborazione di Ditenave.
Oltre al danno della recessione europea e della crisi internazionale dei mercati, il settore ha subito una riduzioni del fatturato del 70-80%, con un calo del 26% di gettito per l’erario in quanto molte imbarcazioni si sono spostate su porti esteri e la normativa Europea imporrà, a breve, vincoli sempre più stringenti in materia di emissioni (SOx, NOx, CO 2, rumore, ecc.) e di efficienza energetica.
Per stimolare il rientro delle imbarcazioni che negli ultimi anni hanno privilegiato lo stazionamento all’estero, sono quindi necessarie tariffe di ormeggio competitive praticate da marina riqualificati sotto il profilo energetico, e incentivi per imbarcazioni rispettose dell’ambiente (sia in conseguenza di interventi di refitting in chiave green che di demolizione-acquisto di una nuova imbarcazione in linea con le nuove normative ambientali). E per incentivare entrambi questi interventi la strada praticabile è un meccanismo analogo a quello utilizzato per le detrazioni di riqualificazione energetica degli edifici introdotto con la Finanziaria 2007. I marina, le strutture di diporto, ma anche i proprietari di barche (qualora stazionanti in Italia) potrebbero avere degli sgravi anche importanti nel momento in cui decidessero di ammodernare le proprie strutture in chiave di riqualificazione energetica. L’onere a carico della finanza pubblica per gli incentivi verrebbe bilanciato da vantaggi per l’erario derivanti dall’incremento del giro di affari dei marina, delle ditte di assistenza alla nautica e dai cantieri costruttori.
In particolare per quanto attiene ai marina si può prevedere di incentivare interventi di riqualificazione impiantistica per favorire forme di autosufficienza energetica prodotta con fonti rinnovabili alternative a quelle tradizionali. Ciò consentirebbe di vendere il surplus di energia alla rete inserendo i marina nel modello previsto dal Piano Energetico nazionale.
Oltre al danno della recessione europea e della crisi internazionale dei mercati, il settore ha subito una riduzioni del fatturato del 70-80%, con un calo del 26% di gettito per l’erario in quanto molte imbarcazioni si sono spostate su porti esteri e la normativa Europea imporrà, a breve, vincoli sempre più stringenti in materia di emissioni (SOx, NOx, CO 2, rumore, ecc.) e di efficienza energetica.
Per stimolare il rientro delle imbarcazioni che negli ultimi anni hanno privilegiato lo stazionamento all’estero, sono quindi necessarie tariffe di ormeggio competitive praticate da marina riqualificati sotto il profilo energetico, e incentivi per imbarcazioni rispettose dell’ambiente (sia in conseguenza di interventi di refitting in chiave green che di demolizione-acquisto di una nuova imbarcazione in linea con le nuove normative ambientali). E per incentivare entrambi questi interventi la strada praticabile è un meccanismo analogo a quello utilizzato per le detrazioni di riqualificazione energetica degli edifici introdotto con la Finanziaria 2007. I marina, le strutture di diporto, ma anche i proprietari di barche (qualora stazionanti in Italia) potrebbero avere degli sgravi anche importanti nel momento in cui decidessero di ammodernare le proprie strutture in chiave di riqualificazione energetica. L’onere a carico della finanza pubblica per gli incentivi verrebbe bilanciato da vantaggi per l’erario derivanti dall’incremento del giro di affari dei marina, delle ditte di assistenza alla nautica e dai cantieri costruttori.
In particolare per quanto attiene ai marina si può prevedere di incentivare interventi di riqualificazione impiantistica per favorire forme di autosufficienza energetica prodotta con fonti rinnovabili alternative a quelle tradizionali. Ciò consentirebbe di vendere il surplus di energia alla rete inserendo i marina nel modello previsto dal Piano Energetico nazionale.
Iscriviti a:
Post (Atom)