Sono sette i progetti ''targati'' Ditenave approvati col bando POR-FESR nella programmazione 2007-2013, un numero analogo dovrebbe essere approvato nel 2013 a fronte del Bando PAR FSC, ma con ben 30 candidati iniziali da cui sono state selezionate 20 proposte ritenute particolarmente interessanti. Molti gli argomenti trattati nel corso dell'incontro che ho avuto con i vertici di Ditenave, la società costituita per la gestione del Distretto tecnologico navale e nautico del Friuli Venezia Giulia, con la missione di operare a favore della competitività delle imprese dei settori cantieristico e nautico promuovendo collegamenti e sinergie tra le diverse tipologie di operatori presenti sul territorio.
Ditenave, come ha spiegato il presidente Alfredo Pascolin, «è nata da un percorso condiviso tra enti di ricerca, istituzioni e aziende, e infatti accoglie tra i suoi attori il MIUR, la Regione, il Bic Incubatori Fvg, Università, Enti di Ricerca, aziende, tra cui Fincantieri e Montecarlo Yachts ed il mondo delle PMI».
Pascolin ha ricordato tra i progetti di Ditenave, l'appena concluso piano formativo da 5 milioni di euro per promuovere la formazione dei lavoratori nelle aziende. E soprattutto, come ha sottolineato Livio Marchesini, «la partecipazione ai bandi POR-FESR: nel primo sono stati inseriti 7 progetti, con l'attuale bando PAR -FSC si auspica ce ne siano altrettanti. Ma quello che fa piacere sono le 30 domande provenienti dal territorio», di queste 20 sono state ritenute interessanti e proposte per il bando. non si tratta di progetti ''teorici'', bensì di idee a cui le aziende si sono già dimostrate interessate in vista dell'inserimento nel processo produttivo. «E questa vocazione del territorio deve essere sostenuta e amalgamata con le altre potenzialità della zona, come la ricettività – ha detto il neo Ad Massimo Breda –. Perché le due cose non sono in contrasto, come ha dimostrato l'esperienza delle piccole ditte di assistenza e dei marina che sostengono la nautica da diporto ».
Da parte mia, ho confermato la mia assoluta disponibilità a sostenere in ogni modo l'attività di Ditenave a livello nazionale, ad esempio nella determinazione degli stanziamenti per la ricerca e innovazione. Monfalcone e Trieste hanno una vocazione industriale con particolare attenzione al manifatturiero, del quale si deve in ogni modo evitare la scomparsa. Tutto ciò che si potrà fare in tal senso avrà il mio appoggio. Abbiamo bisogno di imprese, e le imprese hanno bisogno di infrastrutture, meno burocrazia e innovazione. Ci siamo quindi dati appuntamento entro fine anno, quando sarà tempo di programmazione per il periodo 2014 al 2020.
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mercoledì 25 settembre 2013
venerdì 21 giugno 2013
Udine, San Polo e Trieste-Divaccia nei fondi nazionali ferrovie
La circonvallazione ferroviaria esterna di Udine, il bivio S. Polo di Monfalcone, il collegamento Trieste-Capodistria -Divaccia (SLO), il raddoppio Cervignano-Udine: questi gli interventi che saranno inclusi nelle priorità che il Governo si darà nella ripartizione di fondi per l'infrastruttura ferroviaria nazionale. Tutto ciò grazie a un Ordine del giorno a firma Brandolin, Rosato, Blasina, Coppola, Malisani, approvato oggi dalla Camera. Nel provvedimento in esame, che reca disposizioni urgenti per l'infrastruttura ferroviaria nazionale, era autorizzata la spesa di 120 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al 2024, per il finanziamento degli investimenti relativi alla rete infrastrutturale ferroviaria nazionale, da attribuire con delibera Cipe, con priorità per la prosecuzione dei lavori relativi al Terzo Valico dei Giovi e per il quadruplicamento della linea Fortezza-Verona di accesso sud alla galleria di base del Brennero. Accanto a questi provvedimenti è ora previsto che si valutino anche la realizzazione di interventi localizzati all’incrocio tra il corridoio mediterraneo (ex corridoio 5) e il corridoio Adriatico-Baltico. L’avvio immediato di tali interventi si rende necessario per garantire collegamenti efficienti tra Comuni, anche contermini, e con importanti nodi ferroviari di confine, ma in particolare per il superamento delle strozzature di trasporto e logistiche con i corridoi transeuropei intermodali di trasporto.
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sabato 23 marzo 2013
Fondazione Aquileia: la Regione è debole...
Leggete un po': la Regione dice una cosa tipo «io pago e io decido»! Ma un sindaco deve tutelare la sua comunità, e i beni culturali che sono la sua massima espressione. Quindi, o la Regione trova un accordo con il Comune, oppure si dimostra ancora una volta assolutamente debole...
Dal Messaggero Veneto di oggi:
UDINE. La Regione è pronta a uscire dalla Fondazione Aquileia se non saranno modificate, in tempi brevi, alcune parti dello statuto. Quei passaggi cioè che danno la possibilità al Comune di Aquileia (socio della Fondazione insieme a Regione, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Provincia di Udine e Arcidiocesi di Gorizia) di mettersi di traverso rispetto alla nomina del nuovo presidente.
Una situazione verificatasi per gli due nominativi proposti dalla Regione, e cioè Gianni Zonin e Paolo Maurensig, bocciati al presidente della Fondazione, nonché sindaco di Aquileia, Alviano Scarel. Zonin non è stato ritenuto idoneo per la sua scarsa esperienza in ambito culturale, il secondo per la poca esperienza in ambito amministrativo. L’assessore Elio De Anna, ieri in giunta, ha evidenziato la necessità di arrivare a una modifica dello statuto per non dover più sottostare al placet del Comune. Al posto della dicitura “d’intesa con il Comune”, la Regione chiederà di riportare la frase “sentito il Comune”.
«Se le cose restano così come sono oggi – precisa De Anna – il presidente attuale può restare in carica a vita, respingendo ogni successore. La Regione mette 2 milioni di euro ogni anno nella Fondazione e credo abbia il diritto di indicare una persona per la presidenza. Siamo pronti a uscire dalla Fondazione se il Consiglio direttivo non interverrà per cambiare lo statuto. Scarel non può essere il caput mundi della situazione».
Gli altri provvedimenti passati ieri in giunta sono stati presentati dall’assessore Riccardo Riccardi. Oltre al via libera alla variante numero 7 del Comune di Osoppo relativa all’ampliamento della zona industriale Cipaf, c’è stata l’assegnazione di 6 milioni di euro a favore dell'Autorità portuale di Trieste. Con un primo stanziamento di 5 milioni di euro il Porto di Trieste – anche attraverso società partecipate – potrà sviluppare nuovi programmi di promozione del trasporto intermodale da e per lo scalo marittimo giuliano (servizi diretti e/o oceanici) in alternativa alla modalità stradale.
Grazie a 1 milione di euro, invece, potranno essere attivati alcuni interventi di straordinaria manutenzione alle infrastrutture portuali. Un altro provvedimento approvato ieri, è stato quello relativo al nuovo Regolamento regionale, proposto dall’assessore Angela Brandi, per l’erogazione di contributi a sostegno di iniziative dirette a diffondere la cultura del rispetto tra i sessi e a garantire la piena realizzazione delle pari opportunità tra donna e uomo. Sulla traccia del Regolamento precedente, che viene abrogato, al fine di attuare politiche di pari opportunità, la Regione sostiene le iniziative proposte da associazioni femminili di volontariato e di promozione sociale per diffondere la cultura del rispetto tra i sessi.
Dal Messaggero Veneto di oggi:
UDINE. La Regione è pronta a uscire dalla Fondazione Aquileia se non saranno modificate, in tempi brevi, alcune parti dello statuto. Quei passaggi cioè che danno la possibilità al Comune di Aquileia (socio della Fondazione insieme a Regione, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Provincia di Udine e Arcidiocesi di Gorizia) di mettersi di traverso rispetto alla nomina del nuovo presidente.
Una situazione verificatasi per gli due nominativi proposti dalla Regione, e cioè Gianni Zonin e Paolo Maurensig, bocciati al presidente della Fondazione, nonché sindaco di Aquileia, Alviano Scarel. Zonin non è stato ritenuto idoneo per la sua scarsa esperienza in ambito culturale, il secondo per la poca esperienza in ambito amministrativo. L’assessore Elio De Anna, ieri in giunta, ha evidenziato la necessità di arrivare a una modifica dello statuto per non dover più sottostare al placet del Comune. Al posto della dicitura “d’intesa con il Comune”, la Regione chiederà di riportare la frase “sentito il Comune”.
«Se le cose restano così come sono oggi – precisa De Anna – il presidente attuale può restare in carica a vita, respingendo ogni successore. La Regione mette 2 milioni di euro ogni anno nella Fondazione e credo abbia il diritto di indicare una persona per la presidenza. Siamo pronti a uscire dalla Fondazione se il Consiglio direttivo non interverrà per cambiare lo statuto. Scarel non può essere il caput mundi della situazione».
Gli altri provvedimenti passati ieri in giunta sono stati presentati dall’assessore Riccardo Riccardi. Oltre al via libera alla variante numero 7 del Comune di Osoppo relativa all’ampliamento della zona industriale Cipaf, c’è stata l’assegnazione di 6 milioni di euro a favore dell'Autorità portuale di Trieste. Con un primo stanziamento di 5 milioni di euro il Porto di Trieste – anche attraverso società partecipate – potrà sviluppare nuovi programmi di promozione del trasporto intermodale da e per lo scalo marittimo giuliano (servizi diretti e/o oceanici) in alternativa alla modalità stradale.
Grazie a 1 milione di euro, invece, potranno essere attivati alcuni interventi di straordinaria manutenzione alle infrastrutture portuali. Un altro provvedimento approvato ieri, è stato quello relativo al nuovo Regolamento regionale, proposto dall’assessore Angela Brandi, per l’erogazione di contributi a sostegno di iniziative dirette a diffondere la cultura del rispetto tra i sessi e a garantire la piena realizzazione delle pari opportunità tra donna e uomo. Sulla traccia del Regolamento precedente, che viene abrogato, al fine di attuare politiche di pari opportunità, la Regione sostiene le iniziative proposte da associazioni femminili di volontariato e di promozione sociale per diffondere la cultura del rispetto tra i sessi.
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