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giovedì 22 febbraio 2018

Visita al Polo intermodale dell'aeroporto Fvg

Accessibilità, innovazione, opportunità di sviluppo: sono queste le parole che meglio descrivono la struttura che ho visitato ieri, ovvero il nuovo polo intermodale dell'aeroporto regionale di Ronchi dei Legionari, che sarà attivato a partire dal 19 marzo.



Sono infatti in corso gli ultimi lavori, e ieri pomeriggio si è tenuta una breve visita del cantiere. La prima cosa da sottolineare è l'accessibilità totale dello scalo, con l'eliminazione delle barriere architettoniche, non solo per gli utenti disabili ma per tutti coloro che, con mobilità ridotta, potranno ora usufruire di treno-autobus-aereo senza difficoltà.




Assieme a questi lavori, poi, sono stati stanziati altri 7 milioni di euro per rinnovare completamente l'aerostazione. Infine, c'è la buona notizia che il parcheggio vedrà un prezzo agevolato per i pendolari del treno, sempre ovviamente nel rispetto delle norme europee, che verrà ora discusso assieme a Regione e categorie.



 C'è però anche una preoccupazione, ovvero la destinazione dei restanti 30 ettari del polo intermodale non ancora utilizzati. Crediamo sia necessario destinarli a strutture di modalità senza che avanzino, magari, progetti per altri centri commerciali.

mercoledì 15 aprile 2015

Mozione sul trasporto aereo

Implementare in tempi rapidi e definiti il nuovo piano nazionale della rete aeroportuale con risorse certe ed adeguate, garantire la realizzazione di collegamenti stradali e ferroviari rapidi ed efficienti, integrare e definire nei contratti di concessione specifici standard di qualità e sicurezza dei servizi, assumere iniziative dirette ad eliminare le barriere di natura regolamentare per favorire un'offerta di servizi di trasporto aereo efficiente ed efficace, adottare ogni iniziativa utile per favorire la ripresa del confronto tra le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori e delle imprese, e soprattutto favorire una costante collaborazione tra i Ministeri del lavoro e delle politiche sociali e delle infrastrutture e trasporti con le regioni interessate dalla crisi del settore del trasporto aeroportuale per affrontare una riforma organica di sistema.
Questo l'oggetto della mozione sul trasporto aereo firmata da me e in approvazione dall'aula della Camera.
Il settore del trasporto aereo nazionale negli ultimi anni è stato caratterizzato da una sostanziale modifica delle condizioni di produzione e fruizione del servizio. Il processo di liberalizzazione del trasporto aereo in ambito comunitario a partire dal 1997 e la progressiva e rapida diffusione di servizi low cost hanno intensificato le dinamiche competitive. I dati dell'ultimo rapporto Enac disponibile, che analizza i dati del trasporto aereo relativi all'anno 2013, rilevano il positivo andamento del trasporto aereo mondiale, con un traffico passeggeri in crescita, ma lo stesso rapporto Enac conferma anche per il 2013 la crisi del trasporto aereo in Italia, con una diminuzione del numero dei passeggeri trasportati dell'1,7% rispetto al 2012, 143,5 milioni. C'è poi la questione del low cost, che realizza il 35-36 % del traffico intra-europeo. In questi ultimi anni sui conti dei vettori hanno pesato molti importanti fattori, come il costo del carburante, e anche il sostegno ai lavoratori del comparto, che viene assicurato anche con fondi a carico delle imprese  (0,375% delle retribuzioni) e dei lavoratori  (0,125%), ma soprattutto dell'utenza per via dell'addizionale comunale sui diritti di imbarco – applicata a ciascun biglietto di trasporto aereo – pari a tre euro a biglietto, un prelievo particolarmente elevato se si considera che il margine di un biglietto low cost oscilla tra i 5 e i 10 euro. Attualmente, considerate le entrate previste per il 2015, il fondo ha una disponibilità di cassa di circa 47 milioni di euro al netto delle somme già impegnate a seguito di delibere assunte, e deve far fronte a vertenze difficili e gravose dal punto di vista occupazionale, tra le quali si segnala quella di Meridiana, con gli oltre 1.000 lavoratori che rischiano di essere messi fuori produzione nonostante il pronto avvio di un tavolo di confronto in sede ministeriale.
E' essenziale che il Governo continui a operare per dare soluzione strutturale ai problemi del comparto aereo-aeroportuale e del relativo indotto e, in modo particolare, alle questioni che riguardano il personale e, in generale, tutti i lavoratori del settore.    

mercoledì 1 aprile 2015

Aeroporto Fvg e collegamenti: risposta all'interrogazione

L'aeroporto di Ronchi dei Legionari se la dovrà ''cavare da solo'', in quanto lo Stato non ha nessun potere di intervento sulle strategie delle compagnie aree. Questa, in sostanza, la risposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a diverse interrogazioni,  tra le quali la mia,  che avevano come oggetto la riduzione dei collegamenti dal strutture aeroportuali ''minori''.
Una risposta che non è per niente soddisfacente perché nella mia interrogazione avevo specificato anche la richiesta di capire quali soluzioni alternative ci fossero per lo sviluppo dello scalo regionale, e tale argomento non è stato trattato. Anche perché l'interrogazione è stata affiancata ad altre che trattavano di argomenti simili in diverse regioni italiane, con un'unica risposta: gli interventi diretti dello stato rivolti a condizionare il mercato sono vietati dalla normativa europea e darebbero luogo a procedure sanzionatorie a carico dello Stato stesso.
Il solo elemento positivoè il riconoscimento da parte del Ministero che per le aree non adeguatamente collegate con altre modalità di trasporto è possibile prevedere oneri di servizio pubblico al fine di garantire collegamenti adeguati per la mobilità del cittadino.

giovedì 10 gennaio 2013

Aeroporto: l'attuale presidente condivide le mie preoccupazioni

Leggendo oggi le preoccupazioni del presidente dell'Aeroporto Fvg Sergio Dressi sul futuro dello scalo regionale, ho preso atto che sono le stesse da me evidenziate qualche mese fa in un apposito intervento a cui l'assessore Riccardi aveva dato immediata risposta, consistente per ironia ma molto meno dal punto di vista delle rassicurazioni. Adesso, come avvenuto più volte, l'allarme lanciato nei mesi passati si fa concreta minaccia, tanto che è lo stesso presidente a dirsi ''preoccupato''. Sarebbe quindi un bene per tutti bloccare la vicenda Save e dedicarsi unicamente al polo intermodale, come riconosce anche Dressi (mentre l'assessore Riccardi fa finta di non capire...). La costruzione del Polo infatti è il vero futuro dello scalo.

Di seguito vi riporto il mio intervento: dello scorso 27 settembre:



BRANDOLIN: Riccardi evasivo nella vicenda della cessione di quote dell’Aeroporto.
Nella odierna seduta del Consiglio regionale ho interrogato l’Assessore regionale ai trasporti Riccardi per cercare di far luce sulla vicenda del bando che la Regione ha emesso per cedere parte delle quote della società di gestione “Aeroporto FVG SpA”.
In data 15/09/2012, infatti, è scaduto il termine per la presentazione della Manifestazione di interesse della “Procedura ad evidenza pubblica per la ricerca di un socio tramite permuta di quote azionarie della società Aeroporto FVG SpA”, e due giorni dopo, il 17, l’assessore Riccardi già annunciava che SAVE, unico partecipante, sarà il nuovo partner della Regione per gestire l’aeroporto.
A parte i dubbi sul dichiarare già che SAVE entrerà, visto che la manifestazione di interesse è la prima fase della procedura, perchè è nelle successive fasi 2 e 3 che si entra nei dettagli delle caratteristiche dell’offerta, tra cui il piano industriale, e nel caso in cui l’offerta non corrisponda alle aspettative può non essere aggiudicata, ma è anche un altro aspetto a destare dubbi.
Requisito essenziale già per l’ammissione alla procedura è il possesso di “azioni proprie”, il cui acquisto e costituzione di “azioni proprie in portafoglio” richiede un iter procedurale lungo e complesso. Cosa che potrebbe aver escluso di fatto da principio eventuali altri partecipanti, visto che il bando dava solo un mese di tempo per presentare l’offerta.
E poi la Regione ha scelto di procedere alla cessione con la permuta di quote del pacchetto azionario, come si capisce dalla risposta di Riccardi, rinunciando all’incasso immediato del valore delle quote cedute, per entrare in SAVE con una quota che potrebbe essere attorno al 3% ed un posto in consiglio di amministrazione.
Riccardi ha scelto di eludere la domanda, invece di rispondere puntualmente, parlando anche giustamente del tentativo di individuare un partner strategico per creare un network aeroportuale sinergico con Ronchi dei Legionari, cosa condivisibile, ma non ha spiegato come mai la procedura scelta ha di fatto escluso potenziali concorrenti visto che nessuno, tranne SAVE, ha presentato un’offerta. Probabilmente anche perché era difficile avere in breve tempo i requisiti per partecipare alla gara.
Non ci resta, ora, che aspettare in concreto cosa propone SAVE, con la fase due, sperando che lo spirito “piratesco” che ha animato le scorribande dei veneziani nei secoli scorsi sia scomparso.

venerdì 28 settembre 2012

Aeroporto e Save.. qualche dubbio.

Nella seduta di ieri del Consiglio regionale ho interrogato l’Assessore regionale ai trasporti Riccardi per cercare di far luce sulla vicenda del bando che la Regione ha emesso per cedere parte delle quote della società di gestione “Aeroporto FVG SpA”.


In data 15/09/2012, infatti, è scaduto il termine per la presentazione della Manifestazione di interesse della “Procedura ad evidenza pubblica per la ricerca di un socio tramite permuta di quote azionarie della società Aeroporto FVG SpA”, e due giorni dopo, il 17, l’assessore Riccardi già annunciava che SAVE, unico partecipante, sarà il nuovo partner della Regione per gestire l’aeroporto.

A parte i dubbi sul dichiarare già che SAVE entrerà, visto che la manifestazione di interesse è la prima fase della procedura, perchè è nelle successive fasi 2 e 3 che si entra nei dettagli delle caratteristiche dell’offerta, tra cui il piano industriale, e nel caso in cui l’offerta non corrisponda alle aspettative può non essere aggiudicata, ma è anche un altro aspetto a destare dubbi.

Requisito essenziale già per l’ammissione alla procedura è il possesso di “azioni proprie”, il cui acquisto e costituzione di “azioni proprie in portafoglio” richiede un iter procedurale lungo e complesso. Cosa che potrebbe aver escluso di fatto da principio eventuali altri partecipanti, visto che il bando dava solo un mese di tempo per presentare l’offerta.

E poi la Regione ha scelto di procedere alla cessione con la permuta di quote del pacchetto azionario, come si capisce dalla risposta di Riccardi, rinunciando all’incasso immediato del valore delle quote cedute, per entrare in SAVE con una quota che potrebbe essere attorno al 3% ed un posto in consiglio di amministrazione.

Riccardi ha scelto di eludere la domanda, invece di rispondere puntualmente, parlando anche giustamente del tentativo di individuare un partner strategico per creare un network aeroportuale sinergico con Ronchi dei Legionari, cosa condivisibile, ma non ha spiegato come mai la procedura scelta ha di fatto escluso potenziali concorrenti visto che nessuno, tranne SAVE, ha presentato un’offerta. Probabilmente anche perché era difficile avere in breve tempo i requisiti per partecipare alla gara.

Non ci resta, ora, che aspettare in concreto cosa propone SAVE, con la fase due, sperando che lo spirito “piratesco” che ha animato le scorribande dei veneziani nei secoli scorsi sia scomparso.