Impegnare la giunta regionale a garantire il più ampio coinvolgimento delle varie istituzioni, Comuni e Province di Udine e Gorizia rispetto a eventuali prese di posizioni e scelte della Regione sull’elettrodotto Redipuglia-Udine Ovest; chiedere alla società Terna, entro il termine di 60 giorni previsto per la presentazione di osservazioni, la progettazione dell’interramento, così da garantire un impatto minore per l’ambiente, l’economia del territorio e la salute della popolazione; chiedere alla società Terna di mantenere l’impegno alla dismissione delle linee elettriche esistenti e non più necessarie.
E’ questo il sunto della mozione che ho presentato, di concerto con alcuni miei colleghi consiglieri, al presidente della Regione Tondo per mettere una volta per tutte la parola ‘’fine’’ alla vicenda dell’elettrodotto che passa per Redipuglia. E che DEVE essere interrato, come abbiamo più volte chiesto. Lo richiede la tutela della salute e del paesaggio.
mercoledì 20 aprile 2011
mercoledì 13 aprile 2011
Codice per l'edilizia: basta lungaggini!
Il problema segnalato dal Collegio geometri di Udine in merito al regolamento del Codice regionale dell'edilizia non è il solo problema di questo settore. Un'altra questione è quella delle lungaggini delle gare di appalto, che in momenti come questi di crisi andrebbero velocizzate quanto possibile.
E questo è stato il tema affrontato in un'interrogazione presentata dal mio collega Colautti, relativa alla decisione del Governo di alzare a un milione e mezzo il limite degli appalti non più soggetti a gara europea, e quindi passabili di rito abbreviato. L'adeguamento a questo decreto, a giudizio di Colautti e anche mio, dovrebbe essere l'occasione per la Regione Fvg di riformare l'intero sistema dei bandi, supportando tecnicamente e giuridicamente l'attività delle società appaltanti. Molto spesso infatti in questo argomento c'è stata una certa ''carenza di regia amministrativa''.
La risposta di Riccardi? Che l'intenzione di rinnovare c'è, in quanto «l'impianto legislativo in questo momento è superato dal vero di nuovi strumenti sia nazionali che di direttive comunitarie». Riccardi rassicura che è sua intenzione «accompagnare il settore in un percorso che veda tutti protagonisti». Quindi si dovrebbero avviare dei tavoli di consultazione per arrivare a una norma che «metta chiarezza e consenta, alle singole stazioni appaltanti, l'applicazione dettagliata di norme» e possa «consentire alla Regione di esercitare la funzione di strumento di consulenza».
Di tempi precisi non si parla, ma le intenzioni messe finalmente nero su bianco sono già un passo avanti.
E questo è stato il tema affrontato in un'interrogazione presentata dal mio collega Colautti, relativa alla decisione del Governo di alzare a un milione e mezzo il limite degli appalti non più soggetti a gara europea, e quindi passabili di rito abbreviato. L'adeguamento a questo decreto, a giudizio di Colautti e anche mio, dovrebbe essere l'occasione per la Regione Fvg di riformare l'intero sistema dei bandi, supportando tecnicamente e giuridicamente l'attività delle società appaltanti. Molto spesso infatti in questo argomento c'è stata una certa ''carenza di regia amministrativa''.
La risposta di Riccardi? Che l'intenzione di rinnovare c'è, in quanto «l'impianto legislativo in questo momento è superato dal vero di nuovi strumenti sia nazionali che di direttive comunitarie». Riccardi rassicura che è sua intenzione «accompagnare il settore in un percorso che veda tutti protagonisti». Quindi si dovrebbero avviare dei tavoli di consultazione per arrivare a una norma che «metta chiarezza e consenta, alle singole stazioni appaltanti, l'applicazione dettagliata di norme» e possa «consentire alla Regione di esercitare la funzione di strumento di consulenza».
Di tempi precisi non si parla, ma le intenzioni messe finalmente nero su bianco sono già un passo avanti.
Etichette:
consiglio regionale,
indignazioni,
proposte di legge
lunedì 4 aprile 2011
Il Superporto a Vado Ligure e qua si nicchia...
E' passato un mese e la storia è sempre quella: nessuna risposta precisa, niente di scritto, solo vaghe rassicurazioni che sul Superporto si sta lavorando. E intanto nel Milleproroghe vengono stanziati 300 milioni di euro per un progetto simile (realizzato con la partecipazione delle banche e di Maersk) in realizzazione a Vado
Ligure. Un progetto che non sarà in concorrenza con quello da realizzare a Monfalcone, ma il fatto dimostra che, mentre là il governo si impegna, qua non c'è alcuna certezza.
Questo nonostante le rassicurazioni dell'assessore regionale Riccardi, che dopo la risposta data un mese fa al mio collega Alunni Barbarossa torna a rispondere la stessa cosa, a 30 giorni di distanza, a un'altra interrogazione
presentata dal consigliere Codega. Anzi, c'è una novità: nella precedente Iri aveva assicurato che il 15 marzo ci sarebbe stato un incontro sul Superporto a livello nazionale. Adesso, ammette che l'incontro non c'è mai stato. E quindi? Niente, quindi la situazione è rimasta quella che era.
Riccardi afferma che «gli atti che sono stati predisposti sono a posto», che «Unicredit non deve firmare alcun tipo di atto, deve presentare una proposta di finanza di progetto che ancora non è stata presentata», e infine che «conferma che la Regione è impegnata, e mi auguro che questo obiettivo venga raggiunto al più presto».
A parte auguri e speranze, come si vede, ancora nulla di fatto.
Ligure. Un progetto che non sarà in concorrenza con quello da realizzare a Monfalcone, ma il fatto dimostra che, mentre là il governo si impegna, qua non c'è alcuna certezza.
Questo nonostante le rassicurazioni dell'assessore regionale Riccardi, che dopo la risposta data un mese fa al mio collega Alunni Barbarossa torna a rispondere la stessa cosa, a 30 giorni di distanza, a un'altra interrogazione
presentata dal consigliere Codega. Anzi, c'è una novità: nella precedente Iri aveva assicurato che il 15 marzo ci sarebbe stato un incontro sul Superporto a livello nazionale. Adesso, ammette che l'incontro non c'è mai stato. E quindi? Niente, quindi la situazione è rimasta quella che era.
Riccardi afferma che «gli atti che sono stati predisposti sono a posto», che «Unicredit non deve firmare alcun tipo di atto, deve presentare una proposta di finanza di progetto che ancora non è stata presentata», e infine che «conferma che la Regione è impegnata, e mi auguro che questo obiettivo venga raggiunto al più presto».
A parte auguri e speranze, come si vede, ancora nulla di fatto.
Etichette:
consiglio regionale,
indignazioni,
porto
martedì 29 marzo 2011
Il raccordo di Riccardi
L'assessore ai Trasporti Riccardi chiarisce la posizione (favorevole) della Regione sul raccordo Ronchi Sud-Ronchi Nord che collega Gorizia all'aeroporto. Bene, chiarisca allora anche questo punto oscuro: che fine farà allora lo snodo di San Polo? Il progetto viene buttato via? E lo si fa dopo aver chiesto a tutti i Comuni interessati di dare il loro parere sull'opera? E la stazione davanti all'aeroporto di Ronchi, si farà o non si farà? Visto che anche grazie al nostro voto sono stati stanziati i fondi necessari, vorremmo saperlo....
Non vorrei che, dopo aver già cestinato il piano Sonego elaborato nel 2007, adesso si butti via anche il nuovo progetto sul quale i Comuni sono andati a esprimersi. Perchè chi deve fare le intese con il Governo, lo ripetiamo ancora una volta, non sono i Comuni, ma la Regione, e la Regione deve quindi avere le idee chiare.
Questa volta quindi Riccardi pare non essere riuscito a dire di ''sì'' a tutti come è sua abitudine: stavolta, per dire di sì a Romoli dovrà dire di no ai Comuni. E a questi ultimi rivolgo un pensiero: che riflettano bene sul rapporto con Riccardi, che prima sostiene una cosa e poi ne fa un'altra. A meno di non avere un'idea per il passaggio delle merci davanti all'aeroporto... che a questo punto dovrà essere illustrata, e in tempi brevi.
Non vorrei che, dopo aver già cestinato il piano Sonego elaborato nel 2007, adesso si butti via anche il nuovo progetto sul quale i Comuni sono andati a esprimersi. Perchè chi deve fare le intese con il Governo, lo ripetiamo ancora una volta, non sono i Comuni, ma la Regione, e la Regione deve quindi avere le idee chiare.
Questa volta quindi Riccardi pare non essere riuscito a dire di ''sì'' a tutti come è sua abitudine: stavolta, per dire di sì a Romoli dovrà dire di no ai Comuni. E a questi ultimi rivolgo un pensiero: che riflettano bene sul rapporto con Riccardi, che prima sostiene una cosa e poi ne fa un'altra. A meno di non avere un'idea per il passaggio delle merci davanti all'aeroporto... che a questo punto dovrà essere illustrata, e in tempi brevi.
Etichette:
alta velocità,
indignazioni,
Mandamento,
monfalcone,
provincia di Gorizia
lunedì 28 marzo 2011
La Regione investa sulla Meteor!
Si parla di incentivare le eccellenze. Ebbene, quella della Selx-Galileo è un'eccellenza e la Regione deve fare tutto il possibile per consolidare politiche di crescita futura. In che modo? Investendo in nuove produzioni per il futuro, quali ad esempio la realizzazione di simulatori per uso civile. Questo è il concetto, condiviso dai sindacati, emerso dall'incontro con le Rsu dello Stabilimento Selex Galileo di Ronchi dei Legionari, alle cui vicende mi sono interessato fin dai tempi in cui ero alla presidenza della Provincia di Gorizia.
I velivoli senza pilota e i simulatori prodotti a Ronchi dei Legionari sono un’eccellenza primaria nel panorama industriale del Friuli Venezia Giulia. In un contesto globale che richiede sempre più specializzazione ed eccellenza, questo patrimonio sia progettuale che produttivo deve venir capitalizzato con politiche adeguate: ritengo infatti e che le attività sui target, gli UAV e quella di Simulazione rappresentino un’importante potenzialità di occupazione di alto livello per i giovani del territorio.
Si parla tanto di creare eccellenze, e ancora di più in questo caso la Regione dovrebbe attuare politiche specifiche per ancorare al Friuli Venezia Giulia una realtà nota a livello mondiale che esiste, opera da tempo e crea prospettive di crescita e ricadute industriali. Se a Ronchi dei Legionari sono decenni che i bersagli teleguidati vengono venduti con successo su diversi mercati mondiali, non è certo un caso.
E’ basilare che gli impegni, assunti da Finmeccanica ai tempi dell’assorbimento di Meteor, trovino compiuta attuazione nella realizzazione di prodotti per il futuro con più versioni per l’aerobersaglio Mirach e per il tattico Falco oltre che ovviamente per tutta la gamma dei simulatori anche nell’ottica del loro importante impiego in campo civile. Investire oggi per raccogliere domani dovrebbe essere una parola d’ordine per i vertici regionali, ai quali non può sfuggire il contenuto concreto offerto dalla missione industriale di questo Stabilimento.
I velivoli senza pilota e i simulatori prodotti a Ronchi dei Legionari sono un’eccellenza primaria nel panorama industriale del Friuli Venezia Giulia. In un contesto globale che richiede sempre più specializzazione ed eccellenza, questo patrimonio sia progettuale che produttivo deve venir capitalizzato con politiche adeguate: ritengo infatti e che le attività sui target, gli UAV e quella di Simulazione rappresentino un’importante potenzialità di occupazione di alto livello per i giovani del territorio.
Si parla tanto di creare eccellenze, e ancora di più in questo caso la Regione dovrebbe attuare politiche specifiche per ancorare al Friuli Venezia Giulia una realtà nota a livello mondiale che esiste, opera da tempo e crea prospettive di crescita e ricadute industriali. Se a Ronchi dei Legionari sono decenni che i bersagli teleguidati vengono venduti con successo su diversi mercati mondiali, non è certo un caso.
E’ basilare che gli impegni, assunti da Finmeccanica ai tempi dell’assorbimento di Meteor, trovino compiuta attuazione nella realizzazione di prodotti per il futuro con più versioni per l’aerobersaglio Mirach e per il tattico Falco oltre che ovviamente per tutta la gamma dei simulatori anche nell’ottica del loro importante impiego in campo civile. Investire oggi per raccogliere domani dovrebbe essere una parola d’ordine per i vertici regionali, ai quali non può sfuggire il contenuto concreto offerto dalla missione industriale di questo Stabilimento.
Etichette:
consiglio regionale,
enti locali,
Mandamento,
monfalcone
martedì 15 marzo 2011
Il tentennante Riccardi...
Che cosa ha fatto la Regione per difendere il Superporto di Monfalcone? La risposta si trova nella replica dell'assessore regionale alle Infrastrutture Riccardo Riccardi a un'interrogazione presentata in consiglio regionale dal mio collega Alunni Barbarossa.
Che cosa spiega Riccardi in merito ai 400 milioni conferiti a Venezia e i 30 negati a Monfalcone? Che «questi 400 milioni a Venezia io non sono riuscito a trovarli». E che cosa ha fatto la giunta regionale per assicurarsi il Superporto? Riccardi spiega che la giunta «ha predisposto dei contenuti che dovrebbero essere inseriti all'interno dell'intesa, e ha corso su questo tema, sottoponendo allo Stato tempo fa la sua totale disponibilità». E afferma ancora di aver avuto il via libera di due ministri: Matteoli («il quale formalmente ci ha detto di condividere questo progetto, per due sostanziali ragioni: la prima, perchè condivide la coerenza dell'impostazione strategica dell'Alto Adriatico come sistema; la seconda perchè c'è una significativa e rilevante disponibilità da parte del capitale provato») e Fitto («Sarò al Ministero delle Infrastrutture – spiega Riccardi - per capire quale sarà il percorso di dettaglio nella definizione dell'intesa Stato-Regione, che già il ministro Fitto si è detto pronto a far proseguire»).
Che cosa dire? Che, come afferma anche il consigliere interrogante, si giunga finalmente a qualcosa di concreto, visto che finora dalla Regione si è visto poco (e anche le risposte di Riccardi non aggiungono granché). E, come ho detto in passato, quello che serve è una pronuncia non dei singoli ministri ma dell'intero governo, Tremonti soprattutto, a favore del progetto.
Che cosa spiega Riccardi in merito ai 400 milioni conferiti a Venezia e i 30 negati a Monfalcone? Che «questi 400 milioni a Venezia io non sono riuscito a trovarli». E che cosa ha fatto la giunta regionale per assicurarsi il Superporto? Riccardi spiega che la giunta «ha predisposto dei contenuti che dovrebbero essere inseriti all'interno dell'intesa, e ha corso su questo tema, sottoponendo allo Stato tempo fa la sua totale disponibilità». E afferma ancora di aver avuto il via libera di due ministri: Matteoli («il quale formalmente ci ha detto di condividere questo progetto, per due sostanziali ragioni: la prima, perchè condivide la coerenza dell'impostazione strategica dell'Alto Adriatico come sistema; la seconda perchè c'è una significativa e rilevante disponibilità da parte del capitale provato») e Fitto («Sarò al Ministero delle Infrastrutture – spiega Riccardi - per capire quale sarà il percorso di dettaglio nella definizione dell'intesa Stato-Regione, che già il ministro Fitto si è detto pronto a far proseguire»).
Che cosa dire? Che, come afferma anche il consigliere interrogante, si giunga finalmente a qualcosa di concreto, visto che finora dalla Regione si è visto poco (e anche le risposte di Riccardi non aggiungono granché). E, come ho detto in passato, quello che serve è una pronuncia non dei singoli ministri ma dell'intero governo, Tremonti soprattutto, a favore del progetto.
Etichette:
indignazioni,
monfalcone,
porto
martedì 8 marzo 2011
Il bilancio dell'attività 2010
Mi sembra giusto, a conclusione dell'anno e adesso che sono stati resi noti i dati regionali, fare un piccolo bilancio del mio lavoro come consigliere regionale. Nel 2010 ho totalizzato 65 presenze in aula e nessuna assenza.
Ho portato all'attenzione dell'assemblea due interpellanze, sei interrogazioni a risposta orale, cinque interrogazioni a risposta scritta, nove mozioni, tre ordini del giorno e sette proposte di legge, di cui in tre casi sono stato relatore di minoranza (nel 2011, peraltro, sono già due le proposte di legge di cui mi sono fatto portavoce per l'opposizione). In tutto, quindi, trentadue provvedimenti oltre alle normali attività di esame in commissione.
In particolare sottolineo le sette proposte di legge, che da sole sono un terzo dell'attività annuale del Consiglio: in tutto il 2010 infatti sono state 23 le leggi approvate.
Di questo devo ringraziare tutti voi, che da sempre mi avete fato spunti e segnalato fatti che poi ho provveduto a portare all'attenzione della giunta regionale. Adesso si comincia con il 2011, e ho intenzione di fare altrettanto se non di più.
Ho portato all'attenzione dell'assemblea due interpellanze, sei interrogazioni a risposta orale, cinque interrogazioni a risposta scritta, nove mozioni, tre ordini del giorno e sette proposte di legge, di cui in tre casi sono stato relatore di minoranza (nel 2011, peraltro, sono già due le proposte di legge di cui mi sono fatto portavoce per l'opposizione). In tutto, quindi, trentadue provvedimenti oltre alle normali attività di esame in commissione.
In particolare sottolineo le sette proposte di legge, che da sole sono un terzo dell'attività annuale del Consiglio: in tutto il 2010 infatti sono state 23 le leggi approvate.
Di questo devo ringraziare tutti voi, che da sempre mi avete fato spunti e segnalato fatti che poi ho provveduto a portare all'attenzione della giunta regionale. Adesso si comincia con il 2011, e ho intenzione di fare altrettanto se non di più.
Etichette:
consiglio regionale,
enti locali,
Partito Democratico,
ricorrenze
Iscriviti a:
Post (Atom)