Ridurre del 5% gli stipendi di sindaco e assessori? Con un risparmio calcolato sui 16mila euro, è una mossa che sa di pura demagogia. Se veramente si vogliono ridurre i costi della politica, in questi momenti difficili, lo strumento c'è già: diminuire il numero di assessori, e togliere quelle cariche del tutto inutili e dispendiose come i presidenti dei consigli provinciali e comunali.
Prendo spunto dalla vicenda dell'annunciata (e poi stoppata) riduzione degli stipendi di sindaco e assessore della giunta comunale di Gorizia per dire che, invece di inventarsi delle pagliacciate che lasciano il tempo che trovano, visti anche gli scarsissimi risultati pratici, come la riduzione del 5% degli stipendi, si potrebbe agire, da subito, verso una razionalizzazione dei costi, riducendo il numero delle cariche. La legge lo permette, dal momento che prevede un numero minimo e uno massimo di assessori.
Ricordo come, nel corso della mia Presidenza alla Provincia, ho fatto bene attenzione a non cedere alle pressioni per aumentare il numero delle cariche. Anzi: ho scelto di nominare il numero minimo di assessori, sei, e se fosse stato possibile li avrei ridotti a quattro. E la macchina, mi pare, funzionava bene lo stesso.
Ecco quindi una scelta facile e immediata per risolvere il problema dei costi: meno cariche, più deleghe alla stessa persona. Non solo: non appena sarà possibile, presenterò una proposta per intervenire sulla legislazione regionale prevedendo l'eliminazione di una carica che comporta solo costi, ovvero quella di Presidente del Consiglio (provinciale e comunale). Carica che può essere tranquillamente rivestita da Sindaco e Presidente della Provincia. Infatti, nel corso della mia presidenza, ho ricoperto tale incarico fino a quando non mi giunse una diffida che mi obbligava alla nomina, essendo la legge blindata in tal senso.
Ma le cose possono sempre cambiare. E, sia nel caso della riduzione di assessori che di eliminazione del presidente dell'assemblea, si andrebbe a risparmiare almeno quattro volte tanto la cifra prevista con il taglio del 5% degli stipendi. Soldi che potrebbero essere destinati al sociale e ai servizi per il cittadino.
domenica 30 maggio 2010
martedì 18 maggio 2010
Missione a Istanbul
Settimana orientale. Missione a IStanbul con la IV commissione per verificare come si sono organizzati per il loro ruolo di Capitale Europea della Cultura 2010. Chissà che un giorno anche Trieste... (questo almeno è il nostro scopo).
Il programma di visite:
Sabato 15 maggio
Partenza da Ronchi dei Legionari alle ore 6.30
Domenica 16 maggio
Partecipazione a eventi connessi a Istanbul “Capitale europea della cultura per il 2010”
Lunedì 17 maggio
ore 10.00: incontro con il Console Generale d’Italia a Istanbul Gianluca Alberini
ore 11.30: Agenzia di Istanbul 2010 Capitale europea della cultura, incontro con la dott.ssa Esra Nilgün Mirze – Direttore dell’Ufficio Relazioni Internazionali
ore 14.30: incontro con il dott. Numan Güzey - Assessore alla Cultura della Grande Municipalità di Istanbul
Martedì 18 maggio
ore 10.00: incontro con la dott.ssa Gabriella Fortunato Direttrice dell’Istituto italiano di cultura di Istanbul
ore 14.00: incontro con Gorgun Taner, Fondazione IKSV
Mercoledì 19 maggio
Partenza da Istanbul alle ore 14.00
Il programma di visite:
Sabato 15 maggio
Partenza da Ronchi dei Legionari alle ore 6.30
Domenica 16 maggio
Partecipazione a eventi connessi a Istanbul “Capitale europea della cultura per il 2010”
Lunedì 17 maggio
ore 10.00: incontro con il Console Generale d’Italia a Istanbul Gianluca Alberini
ore 11.30: Agenzia di Istanbul 2010 Capitale europea della cultura, incontro con la dott.ssa Esra Nilgün Mirze – Direttore dell’Ufficio Relazioni Internazionali
ore 14.30: incontro con il dott. Numan Güzey - Assessore alla Cultura della Grande Municipalità di Istanbul
Martedì 18 maggio
ore 10.00: incontro con la dott.ssa Gabriella Fortunato Direttrice dell’Istituto italiano di cultura di Istanbul
ore 14.00: incontro con Gorgun Taner, Fondazione IKSV
Mercoledì 19 maggio
Partenza da Istanbul alle ore 14.00
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mercoledì 12 maggio 2010
Domani la verità sul piano sanitario
La conferenza dei sindaci che domani si dovrà esprimere sul piano sanitario e sul lavoro delle due commissioni tecnico-amministrative incaricate di effettuare una “ricognizione” della sanità isontina, è l'ultima possibilità che l'Isontono (e intendo Gorizia e Monfalcone assieme) hanno per salvaguardare un patrimonio che rischia di andare perduto.
Ecco perchè, essendo più volte intervenuto lanciando l'allarme sulle conseguenze che il piano sanitario regionale riveste per la nostra provincia (a cominciare dal Punto nascita per continuare con la Medicina nucleare e gli altri reparti, ovvero Pronto Soccorso, Anestesia e rianimazione, Terapia intensiva e semintensiva e Terapia del dolore) colgo questa ultima occasione per appellarmi ai sindaci perchè trovino un fronte comune, evitando le polemiche tra azienda sanitaria monfalconese e goriziana: produrre un documento di ''contrasto'' infatti metterebbe a rischio l'intero sistema, con il beneficio di altre realtà limitrofe (prima tra tutte Trieste) che sarebbe il ''terzo che gode'' tra i due litiganti.
Infine, d'accordo con quanto sostenuto dal segretario del Pd di Monfalcone Frisenna, questa è anche l'occasione per ''pesare'' le dichiarazioni di sostegno alla sanità isontina pervenute finora dagli esponenti del centro destra, gli stessi che sostengono la maggioranza che ha redatto il piano in questione.
Ecco perchè, essendo più volte intervenuto lanciando l'allarme sulle conseguenze che il piano sanitario regionale riveste per la nostra provincia (a cominciare dal Punto nascita per continuare con la Medicina nucleare e gli altri reparti, ovvero Pronto Soccorso, Anestesia e rianimazione, Terapia intensiva e semintensiva e Terapia del dolore) colgo questa ultima occasione per appellarmi ai sindaci perchè trovino un fronte comune, evitando le polemiche tra azienda sanitaria monfalconese e goriziana: produrre un documento di ''contrasto'' infatti metterebbe a rischio l'intero sistema, con il beneficio di altre realtà limitrofe (prima tra tutte Trieste) che sarebbe il ''terzo che gode'' tra i due litiganti.
Infine, d'accordo con quanto sostenuto dal segretario del Pd di Monfalcone Frisenna, questa è anche l'occasione per ''pesare'' le dichiarazioni di sostegno alla sanità isontina pervenute finora dagli esponenti del centro destra, gli stessi che sostengono la maggioranza che ha redatto il piano in questione.
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venerdì 30 aprile 2010
Gorizia perde la Pozzuolo?!?
Gorizia rischia seriamente di perdere la Caserma Pozzuolo, e di trovarsi ancora una volta con una cattedrale nel deserto, un edificio vuoto e inutilizzato, e una perdita economica enorme per le famiglie. Da gennaio, infatti, ovvero dall'annuncio di un presunto accordo tra il sindaco Romoli e il capo di Stato maggiore dell’Esercito, il Generale Valotto, niente si è più saputo sul futuro della Caserma. Anzi, si parla pure di un’ipotesi di trasferimento del corpo in una struttura non a Udine ma addirittura fuori regione.
Il 15 gennaio 2010 gli organi di stampa titolavano “La Brigata Pozzuolo non abbandonerà Gorizia” . Nell’articolo si citava il generale Valotto, capo di Stato maggiore dell’Esercito, andato a Gorizia per rassicurare il sindaco Romoli e per discutere con lui del futuro assetto logistico delle caserme in città, scongiurando un trasferimento della Pozzuolo a Udine. Come esito dell'incontro, si ipotizzava un processo di razionalizzazione delle forze armate con una revisione della distribuzione dei militari in città, raggruppando la Pozzuolo nella sola caserma Montesanto, con una spesa prevista di 7 milioni di euro. Quindi, il generale Valotto avrebbe trovato un accordo con il sindaco Romoli a fronte di necessari sinergie ed investimenti.
Il problema è che poi niente si è più saputo riguardo a tale vicenda. E invece, di tali sinergie e investimenti dovrebbe interessarsi in primis la Regione per l’importanza di questa presenza sul nostro territorio. Tra l'altro ricordo che il Comune di Gorizia ha conferito la cittadinanza onoraria alla Brigata di Cavalleria "Pozzuolo del Friuli" anche per la lunga storia che la accomuna a Gorizia.
Venuto a sapere che invece sarebbe realistica l’ipotesi di trasferimento in una struttura non ad Udine ma addirittura fuori regione, chiedo al Presidente della Regione quali siano le azioni che intende attuare per evitare che la Brigata di Cavalleria "Pozzuolo del Friuli" vada via da Gorizia facendo anche così perdere alla città la presenza di centinaia di famiglie dei militari con evidente danno economico e sociale.
Il 15 gennaio 2010 gli organi di stampa titolavano “La Brigata Pozzuolo non abbandonerà Gorizia” . Nell’articolo si citava il generale Valotto, capo di Stato maggiore dell’Esercito, andato a Gorizia per rassicurare il sindaco Romoli e per discutere con lui del futuro assetto logistico delle caserme in città, scongiurando un trasferimento della Pozzuolo a Udine. Come esito dell'incontro, si ipotizzava un processo di razionalizzazione delle forze armate con una revisione della distribuzione dei militari in città, raggruppando la Pozzuolo nella sola caserma Montesanto, con una spesa prevista di 7 milioni di euro. Quindi, il generale Valotto avrebbe trovato un accordo con il sindaco Romoli a fronte di necessari sinergie ed investimenti.
Il problema è che poi niente si è più saputo riguardo a tale vicenda. E invece, di tali sinergie e investimenti dovrebbe interessarsi in primis la Regione per l’importanza di questa presenza sul nostro territorio. Tra l'altro ricordo che il Comune di Gorizia ha conferito la cittadinanza onoraria alla Brigata di Cavalleria "Pozzuolo del Friuli" anche per la lunga storia che la accomuna a Gorizia.
Venuto a sapere che invece sarebbe realistica l’ipotesi di trasferimento in una struttura non ad Udine ma addirittura fuori regione, chiedo al Presidente della Regione quali siano le azioni che intende attuare per evitare che la Brigata di Cavalleria "Pozzuolo del Friuli" vada via da Gorizia facendo anche così perdere alla città la presenza di centinaia di famiglie dei militari con evidente danno economico e sociale.
lunedì 26 aprile 2010
Unica università regionale
Un'unica università regionale, con un unico Erdisu e una Fondazione che riunisca tutte le principali realtà economiche del territorio. Ecco a cosa dovrebbe mirare una vera riforma del sistema universitario regionale, di cui la bozza che si sta discutendo ora dopo l'esame della commissione al massimo rappresenta un primo passo.
La verità, infatti, è che una vera riforma dovrebbe essere a base regionale, superando il duopolio Udine-Triesce che di fatto esclude Gorizia e Pordenone. Anche perchè non se ne vede il motivo: Gorizia e Pordenone non sono forse capoluoghi di Provincia come Udine? I Consorzi non contribuiscono con il 50% ai fondi previsti dalla normativa? E allora perchè si ha tanta paura di ascoltare le richieste del territorio?
Se la riforma sarà portata in aula il 4 maggio, la voterò (solo se conterrà l'emendamento di inclusione dei due Consorzi) solo perchè rappresenterebbe il primo passo verso quello che dovrebbe essere la vera rivoluzione del sistema universitario. Ovvero un sistema unico regionale, con un'unica Università che eviti le spese inutili e i doppioni, e che possa fare base su una Fondazione a cui contribuiscono le principali realtà economiche del territorio, che potrebbero così contribuire attivamente all'eccellenza regionale.
Naturalmente non saranno i territori a ''mettere becco'' nelle questioni didattiche, che dovranno essere di esclusiva competenza del sistema Universitario. Ma realizzare un sistema unico sarebbe la sola vera rivoluzione di cui questa Regione sente il bisogno.
La verità, infatti, è che una vera riforma dovrebbe essere a base regionale, superando il duopolio Udine-Triesce che di fatto esclude Gorizia e Pordenone. Anche perchè non se ne vede il motivo: Gorizia e Pordenone non sono forse capoluoghi di Provincia come Udine? I Consorzi non contribuiscono con il 50% ai fondi previsti dalla normativa? E allora perchè si ha tanta paura di ascoltare le richieste del territorio?
Se la riforma sarà portata in aula il 4 maggio, la voterò (solo se conterrà l'emendamento di inclusione dei due Consorzi) solo perchè rappresenterebbe il primo passo verso quello che dovrebbe essere la vera rivoluzione del sistema universitario. Ovvero un sistema unico regionale, con un'unica Università che eviti le spese inutili e i doppioni, e che possa fare base su una Fondazione a cui contribuiscono le principali realtà economiche del territorio, che potrebbero così contribuire attivamente all'eccellenza regionale.
Naturalmente non saranno i territori a ''mettere becco'' nelle questioni didattiche, che dovranno essere di esclusiva competenza del sistema Universitario. Ma realizzare un sistema unico sarebbe la sola vera rivoluzione di cui questa Regione sente il bisogno.
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lunedì 12 aprile 2010
Un intervento sul Superporto...
Solo alcuni giorni fa le parole dell'assessore ai Trasporti della Regione Fvg, Riccardo Riccardi, erano state chiare: anche con la nuova Authority portuale Monfalcone avrà una sua autonomia. Passa qualche giorno ed ecco che le parole sembrano venire contraddette dai fatti, con l'annuncio di Riccardi di una Autorità regionale e di un'intesa Stato-Regione.
Ricordo nettamente che, solo qualche giorno fa, anche in risposta al pressing del sindaco di Monfalcone Gianfranco Pizzolitto, Riccardi era stato chiaro, sostenendo che l’Authority portuale unica del Fvg non sarebbe stata ''frutto di annessioni o assorbimenti di entità portuali, ma garantirà il necessario coordinamento, per salvaguardare le peculiarità territoriali''. Adesso ci troviamo di punto in bianco con posizioni opposte. Si parla di un'unica Autorità per il ''Superporto'', senza però dare a vedere di tenere in alcun conto le posizioni territoriali.
In pratica, prima di annunciare un'unica Autorità, e la presentazione di un'intesa Stato-Regione (che peraltro Riccardi aveva promesso di far visionare in anticipo ai soggetti interessati, cosa non ancora avvenuta), non era il caso di interpellare gli enti territoriali? Riccardi ha sentito il parere della Provincia di Gorizia? Del Comune di Monfalcone? Della Camera di Commercio? Dell'Ente Porto? Del Consorzio Industriale? E questo, solo per citarne alcuni. A noi non risulta. E questo sarebbe grave, dopo aver dichiarato in lungo e largo che tutto sarebbe stato frutto di condivisione. Per questo, ho intenzione di presentare un'interrogazione a Riccardi, che sarà discussa nelle prime sedute del Consiglio regionale, previste per lunedì prossimo.
Ricordo nettamente che, solo qualche giorno fa, anche in risposta al pressing del sindaco di Monfalcone Gianfranco Pizzolitto, Riccardi era stato chiaro, sostenendo che l’Authority portuale unica del Fvg non sarebbe stata ''frutto di annessioni o assorbimenti di entità portuali, ma garantirà il necessario coordinamento, per salvaguardare le peculiarità territoriali''. Adesso ci troviamo di punto in bianco con posizioni opposte. Si parla di un'unica Autorità per il ''Superporto'', senza però dare a vedere di tenere in alcun conto le posizioni territoriali.
In pratica, prima di annunciare un'unica Autorità, e la presentazione di un'intesa Stato-Regione (che peraltro Riccardi aveva promesso di far visionare in anticipo ai soggetti interessati, cosa non ancora avvenuta), non era il caso di interpellare gli enti territoriali? Riccardi ha sentito il parere della Provincia di Gorizia? Del Comune di Monfalcone? Della Camera di Commercio? Dell'Ente Porto? Del Consorzio Industriale? E questo, solo per citarne alcuni. A noi non risulta. E questo sarebbe grave, dopo aver dichiarato in lungo e largo che tutto sarebbe stato frutto di condivisione. Per questo, ho intenzione di presentare un'interrogazione a Riccardi, che sarà discussa nelle prime sedute del Consiglio regionale, previste per lunedì prossimo.
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domenica 4 aprile 2010
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