mercoledì 25 gennaio 2017

La Camera approva Odg per salvaguardare la Transalpina

Il Governo si impegnerà, compatibilmente con le risorse disponibili, attraverso l’utilizzo di tutte le normative europee in materia, a favorire l’operatività del Gect al fine di promuovere la Ferrovia Transalpina come ferrovia storica e in virtù del suo carattere tranfrontaliero, adoperandosi inoltre per arrivare ad accordi con le competenti autorità Slovene e Europee con l’unico obbiettivo di valorizzare la Ferrovia Transalpina e il suo carattere transfrontaliero e di strumento di unione tra i popoli.

E' questo l'oggetto dell'Ordine del giorno approvato ieri dalla Camera su iniziativa su mia iniziativa, per ottenere dal Governo un impegno a favore della storica ferrovia. Essendo la Transalpina una linea transfrontaliera, quindi non esclusivamente italiana, non era ovviamente possibile inserire apposite risorse direttamente nella legge, ma questo ordine del giorno comunque impegna il Governo a favorirne l'operatività, così da salvaguardare un importante tassello della storia europea. Sto anche organizzando una visita della Commissione trasporti della Camera sulla ferrovia storica Gemona-Sacile, nonché sulla stessa Transalpina, in modo che i componenti della commissione possano capirne direttamente l'importanza.

La Ferrovia Transalpina, inaugurata alla presenza dell'erede al trono austroungarico l'Arciduca Francesco Ferdinando il 19 luglio 1906, è una delle più antiche d'Europa, ed è nata con l'obiettivo di fornire un secondo collegamento ferroviario diretto tra Trieste e il centro Europa in alternativa alla già esistente Trieste-Vienna. Attualmente, la Ferrovia Transalpina è una linea secondaria non elettrificata a binario unico che congiunge Trieste, Gorizia/Nova Gorica, la Valle dell’Isonzo e le Alpi Giulie a Sesana e Jesenice in Slovenia, da cui si prosegue verso l’Austria, percorrendo ampi tratti di immenso interesse paesaggistico, e riveste un importantissimo ruolo simbolico, in quanto vero mezzo di unione tra lo Stato sloveno e quello italiano. Nel 2011 l’Unine Europea ha autorizzato e riconosciuto il Gruppo Europeo di Collaborazione Territoriale (GECT) Gorizia – Nova Gorica/San Peter Vertojba (Slo) - che tra i suoi obbiettivi pone proprio quello di valorizzare dal punto di vista turistico la Ferrovia Transalpina.

mercoledì 18 gennaio 2017

Pipistrel: due interrogazioni

Ho presentato in Parlamento due interrogazioni sul caso Pipistrel, incentrate sulla vicenda che ormai da anni sta tenendo banco a Gorizia, ovvero l'apertura del nuovo stabilimento di produzione di aerei ultraleggeri, oggetto tra l'altro di vari atti vandalici. Le due interrogazioni, rivolte una al ministro dell'Interno e una a quello delle Infrastrutture e Trasporti, intendono fare luce su entrambe le vicende, ovvero i ritardi per l'apertura della fabbrica e i danneggiamenti.

Nella prima interrogazione, rivolta al ministro delle Infrastutture, ripercorro la vicenda della Pipistrel, iniziata ancora nel lontano 2005 con il primo annuncio da parte della proprietà dell'azienda di voler aprire una sede a Merna, a cui fa seguito nel 2014 l'avvio dei cantieri per la realizzazione della sede-magazzino all'aeroporto Duca d'Aosta. Al momento tutto è fermo in attesa del via libera dell'Enac. Chiedo quindi al Ministro “i motivi per i quali da settembre 2016 l'Enac non ha ancora ottemperato all'obbligo di affidare in via definitiva la gestione dell'aeroporto Duca d'Aosta ala Società Consortile, atto che consentirebbe l'immediato avvio dell'operatività alla Pipistrel dando così una vera svolta all'economia della provincia isontina messa a dura prova dalla crisi.''



La seconda interrogazione, al Ministro degli Interni, riguarda una questione se possibile ancora più spinosa, ovvero gli atti di vandalismo di cui l'azienda è stata fatta oggetto: subito dopo l'inizio dei primi lavori, la Pipistrel ha subìto il primo atto vandalico, con il danneggiamento di una cisterna e dell'impianto elettrico (notizia che l'azienda decide però di tenere riservata), nel dicembre del 2014 un altro atto vandalico con la rottura a sassate di una decina di finestre, nel marzo del 2016 è la volta di quaranta vetrate mandate in frantumi per un danno che si aggira attorno ai 50mila euro. Infine nel dicembre 2016 si verifica un nuovo danneggiamento alle vetrate, ma questa volta i responsabili dell'atto riescono a mettere fuori uso anche il quadro elettrico e, cosa ben più grave, lasciano un messaggio scritto in inchiostro rosso sul muro interno alla struttura appena realizzata: "Ivo go home", ovvero "Ivo (riferito a Boscarol, il patron dell'azienda slovena) vai a casa". Vorrei quindi sapere dal ministro se non ritenga che “il fatto, già grave in quanto atto vandalico diretto verso una nuova realtà imprenditoriale molto importante per il territorio, non sia aggravato da una componente nazionalistica e razzista vista la provenienza slovena dell'azienda e del titolare, elemento particolarmente preoccupante in una zona come quella goriziana che dovrebbe fare della collaborazione transfrontaliera il suo punto di forza”.

domenica 8 gennaio 2017

Attenzione continua sui Cie

Sto seguendo con grande preoccupazione la vicenda dei Cie e della loro riproposizione (ancora non si sa in che forma) da parte del nei ministro Minniti. Avevo già fatto presente al precedente ministro Alfano i problemi legati alla presenza del Cie a Gradisca, e da parte sua avevo ottenuto garanzie circa la chiusura definitiva del Centro, da utilizzare solo come Cara. Il discorso dell'eventuale riapertura del Cie di Gradisca è “ in forma ancora troppo nebulosa”.
I problemi della riapertura del Cie a Gradisca, secondo me, sono due. Il primo è il limite di tempo che si prevede per la permanenza. Perfetto, se non fosse per la difficoltà di rimpatrio che spesso impedisce di rispettarlo. E, se i tempi si allungano, torneremo ai problemi di sovraffollamento già sperimentati in passato. Il secondo è che è al momento al lavoro una Commissione di indagine, con poteri giudiziari, proprio sul passato funzionamento dei Cie, e dunque prima di riproporli si dovrebbe almeno attenderne le conclusioni.
In ogni caso da lunedì porterò il problema all'attenzione del ministro, nonché al Comitato per l'attuazione e il controllo degli accordi di Schengen che si riunirà mercoledì.

giovedì 10 novembre 2016

Il porto di Monfalcone va inserito nell’AdSP del Mare Adriatico Orientale

Nel mese di settembre 2016, il Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti ha trasmesso alle Regioni Friuli Venezia Giulia, Marche e Abruzzo e Puglia le proposte di nomina dei Presidenti delle AdSP del Mare Adriatico Orientale, del Mare Adriatico Centrale e del Mare Ionio. Lo scorso 16 settembre, la presidente della regione Friuli Venezia Giulia ha chiesto di inserire il Porto di Monfalcone, la cui gestione è stata a suo tempo trasferita all’Amministrazione regionale, all’interno dell’AdSP del Mare Adriatico orientale. Ora è il momento di accogliere tale richiesta che, a mio avviso, va nella direzione auspicata dal decreto legislativo 169 del 4 agosto 2016 tendente a superare le dimensioni delle Autorità ''monoscalo'' e a mettere in sinergia i diversi porti nell’ambito dei Corridoi europei e delle reti Ten-T come approvate dal Parlamento europeo.

Secondo il Minitero  delle Infrastrutture e dei Trasporti, dato che le Autorità Portuali agiscono in regime di prorogatio, si devono astenere dal procedere a nomine. Allo stesso tempo però è indispensabile procedere alla nomina dei Presidenti e degli Organi delle Autorità di Sistema Portuale almeno per le quelle dove è già iniziato l’iter.

Pertanto ho chiesto al Ministro se e quando intende concludere le procedure per le tre Autorità già in itinere, procedere per le altre dodici AdSP in modo da consentire l’efficienza e l’efficacia del sistema portuale italiano e infine accogliere la richiesta tempestivamente avanzata dalla Regione Friuli Venezia Giulia tesa ad inserire il porto di Monfalcone nell’AdSP del Mare Adriatico Orientale.

martedì 8 novembre 2016

Riflessione sulle elezioni a Monfalcone

I risultati delle elezioni comunali di Monfalcone sono preoccupanti e deludenti, inutile nasconderselo. Bisogna essere freddi e lucidi per capire che cosa sia successo e come recuperare un rapporto con le organizzazioni vicine che il partito ha perso. Sicuramente il mio grazie va ad Adriano Persi e agli altri che con generosità si sono messi al servizio del sindaco uscente e di valori e principi che stanno alla base dei valori di centro sinistra.
La riflessione deve essere valida a livello locale ma anche regionale e nazionale, a cominciare dalla presidente Serracchiani, che è anche segretaria del partito, che mi auguro non scarichi le colpe su altri, come non le scarico io, che mi assumo tutte le mie responsabilità per non aver capito le paure della nostra gente, che di sicuro non si possono risolvere con il buonismo e una scontata solidarietà.
Il mio appello è di finire di essere un partito che si differenzia su ogni cosa, e di trovare invece un'unità di intenti su concetti di lavoro e di speranza per il futuro. L'ambizione di qualcuno, invece del passo indietro che era stato richiesto, ci ha portato allo sfascio, mentre quello di cui abbiamo bisogno è l'umiltà e il rapporto con la gente, come sto cercando di fare nei vari incontri che ho in programma a Ronchi come ad Attimis, Ruda, Capriva, dove si discute senza demonizzare l'avversario, specie se è all'interno dello stesso partito.

venerdì 16 settembre 2016

Dragaggio Canale Est -Ovest: interrogazione al Ministro

La vicenda dello stop alle operazioni di dragaggio del Canale Est Ovest da parte dell'Agenzia regionale per l'Ambiente è stata portata all'attenzione del Ministro dell'Ambiente da una mia interrogazione, nella quale  ho chiesto se «si ritenga opportuno introdurre in questo e in altri casi simili la possibilità per l'ente di iniziare le opere così necessarie al tessuto produttivo locale, prevedendo piuttosto l'obbligo per l'ente titolare del progetto di procedere a un'integrazione della documentazione presentata entro un termine prefissato, sia pure successivo all'effettivo inizio dei lavori».

La vicenda del dragaggio ha infatti qualcosa di paradossale. Il comprensorio del Canale Est-Ovest è minacciato dal problema dell'insabbiamento dei fondali a causa dei fanghi che ogni anno al termine dell'inverno, a causa del maltempo e le mareggiate, intasano il il canale. Per ovviare a tale problema, che rischia di impedire l'accesso non solo alle centinaia di di imbarcazioni da diporto delle società nautiche, ma anche ai vari cantieri e Marina, che rappresentano il cuore del polo nautico del Lisert (Marina Lepanto, Cadei, i cantieri Ocean, Nautec, Crackboat, Robymar e MonteCarlo Yachts che danno lavoro a dipendenti diretti e creano un grande indotto) la Regione Friuli Venezia Giulia ha varato in data 30 marzo 2016 il decreto per la realizzazione di un progetto di dragaggio innovativo stanziando un importo di 340.000 euro.

Il Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Monfalcone, che coordina le opere di dragaggio, ha provveduto ad avviare uno studio sedimentologico e correntometrico, nonché una serie di analisi preliminari, tra i quali la mappatura del fondale e il censimento delle specie fanerogame. La Soprintendenza  Archeologica, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia ha comunicato in data 24/06/2016 le sue prescrizioni per l'opera di dragaggio del fondale, approvando il progetto in quanto ''ritenuto compatibile con la conservazione dei beni paesaggistici tutelati''. Poi però l'Agenzia Regionale per l'Ambiente del Friuli Venezia Giulia ha fornito giudizio negativo, nonostante nelle premesse la stessa Arpa sostenga che ''i potenziali effettivi negativi ambientali saranno unicamente la fase di cantiere'', mentre ''su paesaggio e habitat invece vengono riconosciute ricadute positive al termine dei lavori'', e ammetta che le verifiche chimico-analitiche sono ancora in corso nei laboratori Arpa, basando di fatto il giudizio negativo solo su alcune carenze documentali riscontrate nello studio presentato. Chiedo dunque al Ministro la soluzione di questo stallo.

giovedì 11 agosto 2016

Continua il pressing per chiusura Poste Fossalon

Su mio interessamento il sottosegretario di Stato Antonello Giacomelli si è impegnato a seguire l'iter del ricorso straordinario presentato dal Comune di Grado al presidente della Repubblica per l'annullamento del provvedimento di Poste Italiane Spa sulla chiusura definitiva dell'ufficio postale di Fossalon.
Il sottosegretario inoltre informa che il Ministero si è impegnato affinché Poste italiane, nella gestione della rete degli Uffici Postali e del processo di razionalizzazione degli stessi, non si limiti al rispetto degli obblighi minimi previsti dal quadro regolamentare ma apra un dialogo con le realtà locali.
In tal senso il Sottosegretario Giacomelli mi ha informato di essersi interessato per promuovere una modifica al Contratto di programma nel quale si prevede che Poste italiane prenda in considerazione le iniziative degli enti e delle istituzioni territoriali volte a potenziare l'offerta dei servizi specifici e  valorizzare la capillarità degli uffici postali (iniziative che devono pervenire entro il 30 settembre di ogni anno).