Implementare in tempi rapidi e definiti il nuovo piano nazionale della rete aeroportuale con risorse certe ed adeguate, garantire la realizzazione di collegamenti stradali e ferroviari rapidi ed efficienti, integrare e definire nei contratti di concessione specifici standard di qualità e sicurezza dei servizi, assumere iniziative dirette ad eliminare le barriere di natura regolamentare per favorire un'offerta di servizi di trasporto aereo efficiente ed efficace, adottare ogni iniziativa utile per favorire la ripresa del confronto tra le organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori e delle imprese, e soprattutto favorire una costante collaborazione tra i Ministeri del lavoro e delle politiche sociali e delle infrastrutture e trasporti con le regioni interessate dalla crisi del settore del trasporto aeroportuale per affrontare una riforma organica di sistema.
Questo l'oggetto della mozione sul trasporto aereo firmata da me e in approvazione dall'aula della Camera.
Il settore del trasporto aereo nazionale negli ultimi anni è stato caratterizzato da una sostanziale modifica delle condizioni di produzione e fruizione del servizio. Il processo di liberalizzazione del trasporto aereo in ambito comunitario a partire dal 1997 e la progressiva e rapida diffusione di servizi low cost hanno intensificato le dinamiche competitive. I dati dell'ultimo rapporto Enac disponibile, che analizza i dati del trasporto aereo relativi all'anno 2013, rilevano il positivo andamento del trasporto aereo mondiale, con un traffico passeggeri in crescita, ma lo stesso rapporto Enac conferma anche per il 2013 la crisi del trasporto aereo in Italia, con una diminuzione del numero dei passeggeri trasportati dell'1,7% rispetto al 2012, 143,5 milioni. C'è poi la questione del low cost, che realizza il 35-36 % del traffico intra-europeo. In questi ultimi anni sui conti dei vettori hanno pesato molti importanti fattori, come il costo del carburante, e anche il sostegno ai lavoratori del comparto, che viene assicurato anche con fondi a carico delle imprese (0,375% delle retribuzioni) e dei lavoratori (0,125%), ma soprattutto dell'utenza per via dell'addizionale comunale sui diritti di imbarco – applicata a ciascun biglietto di trasporto aereo – pari a tre euro a biglietto, un prelievo particolarmente elevato se si considera che il margine di un biglietto low cost oscilla tra i 5 e i 10 euro. Attualmente, considerate le entrate previste per il 2015, il fondo ha una disponibilità di cassa di circa 47 milioni di euro al netto delle somme già impegnate a seguito di delibere assunte, e deve far fronte a vertenze difficili e gravose dal punto di vista occupazionale, tra le quali si segnala quella di Meridiana, con gli oltre 1.000 lavoratori che rischiano di essere messi fuori produzione nonostante il pronto avvio di un tavolo di confronto in sede ministeriale.
E' essenziale che il Governo continui a operare per dare soluzione strutturale ai problemi del comparto aereo-aeroportuale e del relativo indotto e, in modo particolare, alle questioni che riguardano il personale e, in generale, tutti i lavoratori del settore.
mercoledì 15 aprile 2015
giovedì 9 aprile 2015
De Franceschi: incontro con lavoratori
Martedì pomeriggio ho incontrato i lavoratori della De Franceschi (alle prese con una situazione ''difficile'' dell'azienda...) per capire che cosa sta succedendo e che cosa si può fare. Adesso la palla è nelle mani della Regione Fvg, che si è impegnata a contattare i potenziali nuovi acquirenti per verificare le possibilità di salvaguardia dei posti di lavoro. Capito questo, mi sono già messo in contatto con l'assessore Bolzonello per capire in che modo poter essere utile da Roma, e ho dato la mia massima disponibilità. Dai muli che ghe la femo.
mercoledì 8 aprile 2015
Fondo non autosufficienze: quasi 9 milioni al Fvg
Il governo Renzi ha ripristinato, dopo anni di nulla (a eccezione della parentesi del governo Letta) il Fondo per le non autosufficienze, istituito dalla legge n. 296 del 27 dicembre 2006 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” e finalizzato a garantire, su tutto il territorio nazionale, l’attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali in favore delle persone non autosufficienti. E la buona notizia riguarda anche il Fvg, che sarà destinatario di 8.970.000 euro.
Scopo del Fondo era assicurare omogeneità agli interventi finora realizzati dalle regioni in favore delle persone in condizioni di limitata autonomia, attraverso la progressiva costruzione di un sistema di assistenza che assicuri la piena integrazione delle prestazioni sociali con quelle sanitarie.
Gli scorsi Governi però, non finanziandolo, avevano di fatto annullato il fondo a eccezione del Governo Letta che vi aveva inserito 250 milioni di euro. Adesso, come riferito dall'onorevole Franca Biondelli della segreteria del Sottosegretario di Stato che ringrazio per l'interessamento, il Fondo per le non autosufficienze per l’anno 2015 è di 400.000.000,00 di cui 390.000.000,00 destinati alle Regioni e 10.000.000,00 destinati al Ministero del Lavoro per progetti sperimentali in materia di vita indipendente. Di questi, appunto, 9 milioni di euro sono destinati al Fvg.
Si tratta di una cifra non enorme, ma comunque importante perché va sostegno delle famiglie che si trovano, troppo spesso da sole, a far fronte alla disabilità. Ora lavoreremo per aumentare ogni anno di più le risorse.
Scopo del Fondo era assicurare omogeneità agli interventi finora realizzati dalle regioni in favore delle persone in condizioni di limitata autonomia, attraverso la progressiva costruzione di un sistema di assistenza che assicuri la piena integrazione delle prestazioni sociali con quelle sanitarie.
Gli scorsi Governi però, non finanziandolo, avevano di fatto annullato il fondo a eccezione del Governo Letta che vi aveva inserito 250 milioni di euro. Adesso, come riferito dall'onorevole Franca Biondelli della segreteria del Sottosegretario di Stato che ringrazio per l'interessamento, il Fondo per le non autosufficienze per l’anno 2015 è di 400.000.000,00 di cui 390.000.000,00 destinati alle Regioni e 10.000.000,00 destinati al Ministero del Lavoro per progetti sperimentali in materia di vita indipendente. Di questi, appunto, 9 milioni di euro sono destinati al Fvg.
Si tratta di una cifra non enorme, ma comunque importante perché va sostegno delle famiglie che si trovano, troppo spesso da sole, a far fronte alla disabilità. Ora lavoreremo per aumentare ogni anno di più le risorse.
mercoledì 1 aprile 2015
Aeroporto Fvg e collegamenti: risposta all'interrogazione
L'aeroporto di Ronchi dei Legionari se la dovrà ''cavare da solo'', in quanto lo Stato non ha nessun potere di intervento sulle strategie delle compagnie aree. Questa, in sostanza, la risposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a diverse interrogazioni, tra le quali la mia, che avevano come oggetto la riduzione dei collegamenti dal strutture aeroportuali ''minori''.
Una risposta che non è per niente soddisfacente perché nella mia interrogazione avevo specificato anche la richiesta di capire quali soluzioni alternative ci fossero per lo sviluppo dello scalo regionale, e tale argomento non è stato trattato. Anche perché l'interrogazione è stata affiancata ad altre che trattavano di argomenti simili in diverse regioni italiane, con un'unica risposta: gli interventi diretti dello stato rivolti a condizionare il mercato sono vietati dalla normativa europea e darebbero luogo a procedure sanzionatorie a carico dello Stato stesso.
Il solo elemento positivoè il riconoscimento da parte del Ministero che per le aree non adeguatamente collegate con altre modalità di trasporto è possibile prevedere oneri di servizio pubblico al fine di garantire collegamenti adeguati per la mobilità del cittadino.
Una risposta che non è per niente soddisfacente perché nella mia interrogazione avevo specificato anche la richiesta di capire quali soluzioni alternative ci fossero per lo sviluppo dello scalo regionale, e tale argomento non è stato trattato. Anche perché l'interrogazione è stata affiancata ad altre che trattavano di argomenti simili in diverse regioni italiane, con un'unica risposta: gli interventi diretti dello stato rivolti a condizionare il mercato sono vietati dalla normativa europea e darebbero luogo a procedure sanzionatorie a carico dello Stato stesso.
Il solo elemento positivoè il riconoscimento da parte del Ministero che per le aree non adeguatamente collegate con altre modalità di trasporto è possibile prevedere oneri di servizio pubblico al fine di garantire collegamenti adeguati per la mobilità del cittadino.
venerdì 27 marzo 2015
Richiedenti asilo, audizione schengen: urge piano regionale accoglienza
Due sono i motivi per i quali le città di Gradisca e Gorizia si trovano a dover assorbire quasi l'intero carico dei richiedenti asilo in provincia: primo, che le commissioni territoriali di Padova e Venezia non sono ancora completamente a pieno regime; secondo, la mancanza di alternative per l'accoglienza a parte il Cara. Questo, spiega il deputato Pd Giorgio Brandolin, è quanto è emerso nel corso dell'audizione del Capo Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero dell'Interno, prefetto Mario Morcone al Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen. Il primo problema risolverà a breve, visto che già entro qualche settimana le due commissioni saranno del tutto operative, con notevoli sgravi per il nostro territorio. Il secondo invece si risolverà quando la Regione Fvg determinerà, con il Piano regionale di accoglienza, quali Comuni saranno dotati di strutture di accoglienza e per quanti rifugiati. Morcone ha ricordato che in tutta Italia si parla di 80.000 richieste, che dovrebbero essere divise proporzionalmente alla popolazione. La quota del Fvg dovrebbe aggirarsi sui 1.500-2000. Il che significa che,
se in rapporto alla popolazione meno di 10 Comuni saranno individuati in tutto il territorio
dell'Isontino, a ognuno di loro farà riferimento solo una decina di rifugiati. Infine, lo stesso capo dipartimento ha sottolineato, facendo riferimento proprio alla nostra realtà, la necessità di utilizzare i fondi messi a disposizione per i lavori socialmente utili riservati ai richiedenti asilo. Non si prevedono compensi (è prevista solo la copertura degli oneri assicurativi) ma si otterrebbero, facendone ricorso ogni volta possibile, due risultati: molti vantaggi per la comunità, e l'innescarsi di ''buone pratiche'' per l'integrazione.
se in rapporto alla popolazione meno di 10 Comuni saranno individuati in tutto il territorio
dell'Isontino, a ognuno di loro farà riferimento solo una decina di rifugiati. Infine, lo stesso capo dipartimento ha sottolineato, facendo riferimento proprio alla nostra realtà, la necessità di utilizzare i fondi messi a disposizione per i lavori socialmente utili riservati ai richiedenti asilo. Non si prevedono compensi (è prevista solo la copertura degli oneri assicurativi) ma si otterrebbero, facendone ricorso ogni volta possibile, due risultati: molti vantaggi per la comunità, e l'innescarsi di ''buone pratiche'' per l'integrazione.
lunedì 16 marzo 2015
Cara Gradisca: si dia risposta a esigenze dei lavoratori
Ho presentato al Governo un'interrogazione sulla situazione al Centro Cara Cda di Gradisca d’Isonzo, che attualmente ospita i richiedenti asilo in attesa di esame presso la commissione territoriale di Gorizia, e che in precedenza ospitava anche un Cie, ora riqualificato come Cara-2, originariamente solo per rispondere a ''situazioni di emergenza'', ma di fatto ormai utilizzato continuamente visto il continuo afflusso di richiedenti asilo sul territorio. L'interrogazione ricorda la drammatica situazione professionale e lavorativa dei 70 dipendenti del Consorzio Luoghi Comuni – Connecting People fino a ora gestore del Cara, che a oggi hanno ricevuto appena lo stipendio di ottobre 2014, e che con la ventilata ipotesi di gestione affidata a volontari della Croce Rossa rischiano il posto di lavoro, con evidente ricaduta disastrosa sulle loro famiglie e sull'economia del territorio goriziano.
Le organizzazioni sindacali hanno già tentato due volte la via della conciliazione obbligatoria senza risultato, e si sono dichiarate preoccupate sia per la situazione dei pagamenti, che per le mancate novità rispetto alla ipotetica risoluzione consensuale dell'appalto, nonché per la mancata volontà annunciata dal Ministero in merito all’inserimento della clausola di salvaguardia occupazionale per i 70 lavoratori, nonostante essi abbiano maturato nel corso delle varie gestioni una notevole esperienza
lavorativa, che tornerebbe di sicuro utile a un futuro gestore.
Chiedo quindi al governo quali misure si stiano prendendo sia per assicurare ai lavoratori del Centro Cara Cda di Gradisca d’Isonzo la dovuta corresponsione delle retribuzioni finora maturate e non ancora corrisposte, che per assicurare la loro occupazione, rivedendo ad esempio la posizione del Ministero sul mancato procedimento di applicazione della clausola sociale.
Le organizzazioni sindacali hanno già tentato due volte la via della conciliazione obbligatoria senza risultato, e si sono dichiarate preoccupate sia per la situazione dei pagamenti, che per le mancate novità rispetto alla ipotetica risoluzione consensuale dell'appalto, nonché per la mancata volontà annunciata dal Ministero in merito all’inserimento della clausola di salvaguardia occupazionale per i 70 lavoratori, nonostante essi abbiano maturato nel corso delle varie gestioni una notevole esperienza
lavorativa, che tornerebbe di sicuro utile a un futuro gestore.
Chiedo quindi al governo quali misure si stiano prendendo sia per assicurare ai lavoratori del Centro Cara Cda di Gradisca d’Isonzo la dovuta corresponsione delle retribuzioni finora maturate e non ancora corrisposte, che per assicurare la loro occupazione, rivedendo ad esempio la posizione del Ministero sul mancato procedimento di applicazione della clausola sociale.
lunedì 2 marzo 2015
Interrogazione su ridimensionamento uffici postali
Presenterò questa settimana un'interrogazione sul piano di ridimensionamento degli uffici postali i Fvg e in particolare sulla chiusura dell'ufficio postale di Fossalon.
Da notizie sulla stampa si evince che Poste italiane, nel piano di “rimodulazione” degli uffici a livello nazionale, ha previsto che l'ufficio postale di Fossalon (GO) cesserà l’attività dal prossimo 13 aprile 2015, unico in tutta la provincia di Gorizia a subire questa sorte», decisione che le Poste hanno giustificato citando i ridotti flussi di utenti e gli alti costi di gestione, essendo i locali in affitto. Fossalon è un Comune situato nella zona del Gradese, distante da altri centri abitati e dai loro uffici postali, tanto che gli sportelli più “vicini” sarebbero quelli di Grado centro e Grado pineta o Monfalcone, tutti ad almeno una ventina di chilometri. La chiusura dello sportello quindi causerebbe disagi non indifferenti specie agli utenti anziani, impossibilitati o fortemente in difficoltà a muoversi.
Ricordo che una precedente preoccupazione per il piano di chiusura degli uffici avviato da Poste Italiane è già stata sottoposta al Governo, il quale ha ricordato come spetti ad Agcom, e non al Ministero dello Sviluppo Economico, verificare il rispetto degli obblighi del piano annuale sulla distribuzione degli uffici postali sul territorio, fissati dal decreto 7 ottobre 2008. In un incontro per discutere di tale tema, indetto lo scorso 12 febbraio al Ministero dello Sviluppo Economico, l’amministratore delegato di Poste Italiane, Francesco Caio, e il presidente dell’Autorità per la garanzia nelle comunicazioni, Angelo Cardani, hanno dichiarato di voler coinvolgere fin da subito le Regioni e l’Associazione dei Comuni italiani nella fase attuativa del piano di razionalizzazione degli uffici postali.
Chiedo quindi al governo se il piano di dismissioni degli uffici postali in regione Fvg, che coinvolge una trentina di sportelli, sia già stato confermato o se sia ancora in discussione con Regioni e Associazioni dei Comuni italiani con la possibilità di mantenere, magari sotto forma ridotta o in altra sede più economica, lo sportello di Fossalon di Grado, importante per una località che sarebbe altrimenti molto penalizzata dalla sua distanza da altri centri abitati.
Da notizie sulla stampa si evince che Poste italiane, nel piano di “rimodulazione” degli uffici a livello nazionale, ha previsto che l'ufficio postale di Fossalon (GO) cesserà l’attività dal prossimo 13 aprile 2015, unico in tutta la provincia di Gorizia a subire questa sorte», decisione che le Poste hanno giustificato citando i ridotti flussi di utenti e gli alti costi di gestione, essendo i locali in affitto. Fossalon è un Comune situato nella zona del Gradese, distante da altri centri abitati e dai loro uffici postali, tanto che gli sportelli più “vicini” sarebbero quelli di Grado centro e Grado pineta o Monfalcone, tutti ad almeno una ventina di chilometri. La chiusura dello sportello quindi causerebbe disagi non indifferenti specie agli utenti anziani, impossibilitati o fortemente in difficoltà a muoversi.
Ricordo che una precedente preoccupazione per il piano di chiusura degli uffici avviato da Poste Italiane è già stata sottoposta al Governo, il quale ha ricordato come spetti ad Agcom, e non al Ministero dello Sviluppo Economico, verificare il rispetto degli obblighi del piano annuale sulla distribuzione degli uffici postali sul territorio, fissati dal decreto 7 ottobre 2008. In un incontro per discutere di tale tema, indetto lo scorso 12 febbraio al Ministero dello Sviluppo Economico, l’amministratore delegato di Poste Italiane, Francesco Caio, e il presidente dell’Autorità per la garanzia nelle comunicazioni, Angelo Cardani, hanno dichiarato di voler coinvolgere fin da subito le Regioni e l’Associazione dei Comuni italiani nella fase attuativa del piano di razionalizzazione degli uffici postali.
Chiedo quindi al governo se il piano di dismissioni degli uffici postali in regione Fvg, che coinvolge una trentina di sportelli, sia già stato confermato o se sia ancora in discussione con Regioni e Associazioni dei Comuni italiani con la possibilità di mantenere, magari sotto forma ridotta o in altra sede più economica, lo sportello di Fossalon di Grado, importante per una località che sarebbe altrimenti molto penalizzata dalla sua distanza da altri centri abitati.
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