I
lavoratori che con la riforma Fornero si trovavano penalizzati dal
computo pensionistico per aver assistito familiari con disabilità
gravi avranno un pensiero in meno: grazie all'emendamento passato
oggi alla Camera all'interno del decreto Imu, è stata ampliata la
platea dei soggetti che potranno accedere alla salvaguardia temporale
all'applicazione della riforma pensionistica. «Di fatto, se prima i
giorni per l'assistenza a familiari disabili non venivano conteggiati
ai fini pensionistici, adesso non sarà più così – spiega Giorgio
Brandolin, che assieme a Sandra Savino (Pdl) aveva firmato, alcuni
giorni fa, un'interrogazione proprio per ovviare a questo problema -
.Saranno così tutelate persone che si trovavano a essere colpite due
volte: prima negli affetti familiari, poi dalla legge. Abbiamo colto
l'opportunità di questo decreto per dare delle risposte concrete a
tutta una fascia di cittadini che meritano un'attenzione particolare
per la loro condizione». L'ampliamento riguarda anche i lavoratori
in permesso giornaliero. L'emendamento prevede anche i fondi per la
copertura degli oneri di spesa.
mercoledì 16 ottobre 2013
sabato 12 ottobre 2013
Per i diritti di chi assiste i disabili
Attivare delle disposizioni di legge per andare incontro concretamente al problema degli esodati creato dalla riforma Fornero; ampliare la salvaguardia ai lavoratori che assistono persone disabili (attualmente limitata solo all'assistenza ai figli, con l'esclusione quindi di parenti e congiunti); risolvere il problema del computo ai fini pensionistici dei giorni che il lavoratore dedica ad un'alta finalità sociale, come ad esempio la donazione del sangue. Questo il contenuto dell'interrogazione bipartisan presentata con Sandra Savino (Pdl) che chiede la disponibilità del Governo a recepire queste integrazioni nel Decreto Legge sull'Imu che comprende anche le disposizioni relative ai trattamenti pensionistici. Si tratta di cogliere l'opportunità di questo decreto, appena uscito dalla Commissione parlamentare, per dare delle risposte concrete a tutta una fascia di cittadini che meritano un'attenzione particolare per la loro condizione o per il tipo di impegno che sono chiamati a svolgere dal punto di vista sociale. In particolare abbiamo pensato a chi deve assistere un parente, che non sia un figlio, e al quale non viene riconosciuta alcuna misura di salvaguardia per il tempo sottratto al lavoro. Una visione restrittiva che va corretta. L'attenzione ai problemi sociali è e deve continuare a essere il primo obiettivo della nostra azione e anche in questo caso abbiamo ritenuto doveroso intervenire per correggere delle ''storture'' della normativa che andavano a colpire proprio chi si trova in maggiore difficoltà. Ora c'è la concreta speranza che prossima settimana il problema sia già risolto.
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mercoledì 9 ottobre 2013
Imprenditoria locale: qualche riflessione...
Ho letto con attenzione l'appello dell'imprenditore goriziano tentato dallo spostamento in Slovenia della sua azienda, e quello che dice purtroppo è tutto vero.
La questione della tassazione elevata in Italia non è però un problema solo delle aziende locali al confine, ma anche delle grandi realtà che si trovano a far fronte alla concorrenza di Cina, India e così via. E il problema non è solo la tassazione (che è comunque importante) ma anche il costo del lavoro e della burocrazia. E per questo accolgo l'appello lanciato dall'imprenditore per la detassazione degli utili reinvestiti. La attendiamo, assieme alla riduzione del cuneo fiscale, nel Documento di programmazione economico-finanziaria che sarà presentato dal Governo Letta la prossima settimana. Questo significa più soldi per le aziende e anche per i lavoratori. Inoltre, ritengo che la mossa vincente, per le piccole e medie imprese, sia quella dell'innovazione, che deve essere fatta anche mettendosi in rete tra loro. Se poi il Def non dovesse rispondere pienamente alle necessità, rimane un'altra via, che considero percorribile: una nuova legge di confine per la tutela di situazioni particolari come la nostra, che aggiorni quella precedente. È una strada che intendo percorrere coinvolgendo i miei colleghi parlamentari e chiedendo la collaborazione di tutti i soggetti interessati, imprenditori, artigiani e rappresentanti locali.
La questione della tassazione elevata in Italia non è però un problema solo delle aziende locali al confine, ma anche delle grandi realtà che si trovano a far fronte alla concorrenza di Cina, India e così via. E il problema non è solo la tassazione (che è comunque importante) ma anche il costo del lavoro e della burocrazia. E per questo accolgo l'appello lanciato dall'imprenditore per la detassazione degli utili reinvestiti. La attendiamo, assieme alla riduzione del cuneo fiscale, nel Documento di programmazione economico-finanziaria che sarà presentato dal Governo Letta la prossima settimana. Questo significa più soldi per le aziende e anche per i lavoratori. Inoltre, ritengo che la mossa vincente, per le piccole e medie imprese, sia quella dell'innovazione, che deve essere fatta anche mettendosi in rete tra loro. Se poi il Def non dovesse rispondere pienamente alle necessità, rimane un'altra via, che considero percorribile: una nuova legge di confine per la tutela di situazioni particolari come la nostra, che aggiorni quella precedente. È una strada che intendo percorrere coinvolgendo i miei colleghi parlamentari e chiedendo la collaborazione di tutti i soggetti interessati, imprenditori, artigiani e rappresentanti locali.
mercoledì 2 ottobre 2013
Sistema tracciabilità rifiuti: evitate burocrazie per le economie locali
Due scaglioni temporali per l'avvio del Sistri, (1 ottobre 2013 per gli enti che trasportano rifiuti pericolosi a livello professionale e 3 marzo 2014 per i produttori iniziali), ulteriori semplificazioni per quanto riguarda la tracciabilità, e un tavolo tecnico tra le associazioni di categoria e il Ministero per vagliare attentamente le modifiche proposte: questo quanto si è impegnato a fare il Ministro per l'Ambiente e la Tutela del Territorio in risposta a un'interrogazione, a firma anche mia, sulle richieste di chiarimento in merito al nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi. Notizie che ho subito comunicato alle aziende della regione Fvg, preoccupate per l'avvio del nuovo sistema. Sistema che nessuno intende sia superfluo o da fermare, anzi: si tratta di porre l'Italia al passo con i più evoluti paesi europei, introducendo un modello moderno ed efficace ma senza vessare le imprese. Per questo motivo il Ministero ha anche sottolineato di voler destinare particolare attenzione al sistema sanzionatorio in fase di prima applicazione, distinguendo la punibilità a seconda che si tratti di illeciti colposi o dolosi (per esempio la voluta mancata iscrizione al Sistri). Al momento, è in fase di collaudo la conformità del sistema alle norme vigenti, mentre si stanno calendarizzando le riunioni del tavolo tecnico.
martedì 1 ottobre 2013
Chi lavora di meno e di più in Parlamento?
Da Giornalettismo.it :
Chi ha lavorato di meno in Parlamento? di Donato De Sena - 27/09/2013 - I dati di Openpolis rivelano: Berlusconi e Santanché tra gli scansafatiche di Senato e Camera. Tutte le classifiche di assenteisti e stakanovisti Silvio Berlusconi e i falchi del Pdl minacciano la caduta del governo Letta (per il rischio di decadenza del Cavaliere dalla carica di senatore) nello stesso momento in cui il leader del centrodestra detiene il record di assenteismo in Parlamento. E’ questo uno dei tanti paradossi della vicenda giudiziaria e politica che tiene sotto scacco il Paese nelle ultime settimane. A parlare chiaro sono i dati elaborati dalla piattaforma Openpolis e relativi alla legislatura in corso.
I SENATORI INATTIVI – Berlusconi, candidato premier e capo di partito, è primo nella classifica relativa all’inattività dei senatori e che prende in considerazione sia il tasso di presenze in aula che la mole di lavoro svolto. Il Cavaliere è risultato presente a Palazzo Madama in occasione di una sola delle 1.402 votazioni svolte al Senato fino ad oggi dal 15 marzo, data di insediamento degli eletti alle elezioni Politiche. Berlusconi è seguito in classifica dalla collega di partito Mariarosaria Rossi e dal coordinatore Pdl Denis Verdini (entrambi con un tasso di assenze del 99,93%, stessa cifra del leader azzurro). Si piazza al quarto posto il senatore Pd Marco Minniti, che fa registrare solo 29 presenze, seguito nell’ordine dall’avvocato del Cavaliere Niccolò Ghedini (una sola votazione), dall’ex Movimento 5 Stelle Fabiola Antinori (13,55% di presenze), dall’ex portavoce azzurro Paolo Bonaiuti (29,53%), da Claudio Zin (eletto nella circoscrizione estero nelle liste del Maie), Alfredo Messina (Pdl) e dal Democratico Renato Taurano. All’undicesimo posto spunta poi l’ex premier Mario Monti (13,55% di presenze). Al 14esimo, invece, compare l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, eletto nelle fila della Lega Nord ed iscritto oggi al gruppo Grandi Autonomie e Libertà.
I SENATORI ASSENTEISTI – Openpolis propone una classifica simile relativa esclusivamente al tasso di assenze dall’aula di Palazzo Madama. Nella top ten dei senatori meno presenti alle votazioni spuntano ancora Berlusconi, Ghedini, Rossi, Verdini (partecipanti solo al voto di fiducia al governo Letta). Minniti risulta poi quinto con 29 presenze su 1.402, seguito da Tremonti (156), Antinori (190) e Monti (190). Nei primi posti spuntano anche gli ex ministri dei governi Berlusconi Maurizio Sacconi (22,40% di presenze) e Altero Matteoli (23,61%). E’ undicesimo, infine, l’ex presidente del Senato Renato Schifani (27,82%). I
SENATORI STAKANOVISTI – Il record di presenze in Senato spetta a Federico Fornaro (Pd) e Andrea Mandelli (Pdl), che hanno partecipato finora al 100% delle votazioni (1.402 su 1.402). Si fermano ad un soffio Carlo Pegorer (Pd), Paola Pelino (Pdl) e Pasquale Sollo (Pd), che possono vantare una sola assenza. E’ sesto Riccardo Mazzoni (Pdl) con 1.400 presenze su 1.402, seguito dal Democratico Giuseppe Cucca (1.398) e da Lucio Barani (1.395), leader del Nuovo Psi eletto nelle liste del Pdl e iscritto al gruppo Gal. Al nono posto, infine, Openpolis segnala appaiati con 1.395 votazioni Franco Conte (Pdl), Mario Morgoni (Pd) e Pamela Orrù (Pd).
I SENATORI PIÙ ATTIVI – Nella classifica Openpolis dei senatori più attivi conquista la vetta la capogruppo di Sel Loredana De Petris, seguita dal ministro della Giustizia dell’ultimo governo Berlusconi Nitto Palma, dalla leghista Erika Stefano, e dai Democratici Stefano Esposito e Salvatore Tomaselli. E’ poi sesta Patrizia Bisinella (Lega Nord). Dopo di lei, nell’ordine, Filippo Bubbico (Pd), Salvatore Sciascia (Pdl), Domenico De Siano (Pdl) e Giovanni Mauro (Gal).
I DEPUTATI INATTIVI – Spuntano i falchi del Pdl anche ai primi posti della classifica dei deputati meno impegnati. Openpolis segnala al primo posto la presidente della Camera Laura Boldrini (che per prassi non partecipa alle votazioni dell’aula). Il tasso di inattività, dunque, premia l’editore di Libero e re delle cliniche romane Antonio Angelucci (eletto nelle liste del Pdl e partecipante a due sole votazioni su complessive 1.348). Seguono i pidiellini Piero Longo e Rocco Crimi. Poi Guido Galperti (Pd), Daniela Santanchè (Pdl), Marco Martinelli (Pdl), Alberto Bombassei (Scelta Civica), Carmelo Lo Monte (Centro Democratico) e Francantonio Genovese (Pd).
I DEPUTATI ASSENTEISTI – La Santanchè si fa notare anche nella top ten degli assenteisti. Angelucci batte tutti con 1.346 assenze su 1.348 votazioni, insieme all’onorevole di Scelta Civica Stefano Quintarelli, che ha però avuto un grave incidente il 29 aprile e da allora è stato ricoverato in vari ospedali da dove è uscito a metà settembre (aggiungiamo questo edit per segnalare questa informazione prima non presente nell’articolo e ci scusiamo con l’interessato). Sono 21 invece le presenze di Longo. Mentre Galperti si ferma a quota 59. La pitonessa del Pdl a 107, stesso dato fatto registrare dall’ex ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla. Martinelli viene segnalato a 121 votazioni. Crimi a 237. Bombassei a 268. Umberto Marroni (Pd) a 299. Ai primi posti nella classifica dei deputati meno presenti a Montecitorio compaiono, infine, anche Umberto Bossi (12esimo) e Pier Luigi Bersani (15esimo).
I DEPUTATI STAKANOVISTI – Alla Camera dei deputati il record di presenza spetta a ben 5 onorevoli. Marco Carra (Pd), Cinzia Maria Fontana (Pd), Giuseppe Guerini (Pd), Tino Iannuzzi (Pd), Achille Totaro (Fratelli d’Italia) e Mario Tullo (Pd) hanno preso parte al 100% delle votazioni in aula. Piergiorgio Carrescia (Pd) e Luigi Lacquaniti (Sel) hanno fatto registrare una sola assenza. Sono due invece le votazioni saltate da parte di Simone Baldelli (Pdl), Giorgio Brandolin (Pd), Vittoria D’Incecco (Pd), Daniele Marantelli (Pd) e Giovanni Mottola (Pdl).
I DEPUTATI PIÙ ATTIVI – Dulcis in fundo l’indice di attività di Montecitorio. I dati di Openpolis premiano Marco Causi (Pd), seguito in ordine sparso da Francesco Sisto (Pdl), Donatella Ferranti (Pd), Massimiliano Fedriga (Lega Nord), Giulio Marcon (Sel). Tra i primi dieci spuntano 5 deputati del Movimento 5 Stelle: Danilo Toninelli, Claudia Mannino, Davide Crippa, Andrea Colletti e Laura Castelli. NOTA – Il sito Openpolis spiega che per assenza si intendono i casi di non partecipazione al voto in aula, sia quello in cui il parlamentare è fisicamente assente (e non in missione) sia quello in cui il deputato o senatore è presente ma non vota.
Aggiungo: risulto assente perchè per due volte il sistema di voto automatico non ha funzionato...
Chi ha lavorato di meno in Parlamento? di Donato De Sena - 27/09/2013 - I dati di Openpolis rivelano: Berlusconi e Santanché tra gli scansafatiche di Senato e Camera. Tutte le classifiche di assenteisti e stakanovisti Silvio Berlusconi e i falchi del Pdl minacciano la caduta del governo Letta (per il rischio di decadenza del Cavaliere dalla carica di senatore) nello stesso momento in cui il leader del centrodestra detiene il record di assenteismo in Parlamento. E’ questo uno dei tanti paradossi della vicenda giudiziaria e politica che tiene sotto scacco il Paese nelle ultime settimane. A parlare chiaro sono i dati elaborati dalla piattaforma Openpolis e relativi alla legislatura in corso.
I SENATORI INATTIVI – Berlusconi, candidato premier e capo di partito, è primo nella classifica relativa all’inattività dei senatori e che prende in considerazione sia il tasso di presenze in aula che la mole di lavoro svolto. Il Cavaliere è risultato presente a Palazzo Madama in occasione di una sola delle 1.402 votazioni svolte al Senato fino ad oggi dal 15 marzo, data di insediamento degli eletti alle elezioni Politiche. Berlusconi è seguito in classifica dalla collega di partito Mariarosaria Rossi e dal coordinatore Pdl Denis Verdini (entrambi con un tasso di assenze del 99,93%, stessa cifra del leader azzurro). Si piazza al quarto posto il senatore Pd Marco Minniti, che fa registrare solo 29 presenze, seguito nell’ordine dall’avvocato del Cavaliere Niccolò Ghedini (una sola votazione), dall’ex Movimento 5 Stelle Fabiola Antinori (13,55% di presenze), dall’ex portavoce azzurro Paolo Bonaiuti (29,53%), da Claudio Zin (eletto nella circoscrizione estero nelle liste del Maie), Alfredo Messina (Pdl) e dal Democratico Renato Taurano. All’undicesimo posto spunta poi l’ex premier Mario Monti (13,55% di presenze). Al 14esimo, invece, compare l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti, eletto nelle fila della Lega Nord ed iscritto oggi al gruppo Grandi Autonomie e Libertà.
I SENATORI ASSENTEISTI – Openpolis propone una classifica simile relativa esclusivamente al tasso di assenze dall’aula di Palazzo Madama. Nella top ten dei senatori meno presenti alle votazioni spuntano ancora Berlusconi, Ghedini, Rossi, Verdini (partecipanti solo al voto di fiducia al governo Letta). Minniti risulta poi quinto con 29 presenze su 1.402, seguito da Tremonti (156), Antinori (190) e Monti (190). Nei primi posti spuntano anche gli ex ministri dei governi Berlusconi Maurizio Sacconi (22,40% di presenze) e Altero Matteoli (23,61%). E’ undicesimo, infine, l’ex presidente del Senato Renato Schifani (27,82%). I
SENATORI STAKANOVISTI – Il record di presenze in Senato spetta a Federico Fornaro (Pd) e Andrea Mandelli (Pdl), che hanno partecipato finora al 100% delle votazioni (1.402 su 1.402). Si fermano ad un soffio Carlo Pegorer (Pd), Paola Pelino (Pdl) e Pasquale Sollo (Pd), che possono vantare una sola assenza. E’ sesto Riccardo Mazzoni (Pdl) con 1.400 presenze su 1.402, seguito dal Democratico Giuseppe Cucca (1.398) e da Lucio Barani (1.395), leader del Nuovo Psi eletto nelle liste del Pdl e iscritto al gruppo Gal. Al nono posto, infine, Openpolis segnala appaiati con 1.395 votazioni Franco Conte (Pdl), Mario Morgoni (Pd) e Pamela Orrù (Pd).
I SENATORI PIÙ ATTIVI – Nella classifica Openpolis dei senatori più attivi conquista la vetta la capogruppo di Sel Loredana De Petris, seguita dal ministro della Giustizia dell’ultimo governo Berlusconi Nitto Palma, dalla leghista Erika Stefano, e dai Democratici Stefano Esposito e Salvatore Tomaselli. E’ poi sesta Patrizia Bisinella (Lega Nord). Dopo di lei, nell’ordine, Filippo Bubbico (Pd), Salvatore Sciascia (Pdl), Domenico De Siano (Pdl) e Giovanni Mauro (Gal).
I DEPUTATI INATTIVI – Spuntano i falchi del Pdl anche ai primi posti della classifica dei deputati meno impegnati. Openpolis segnala al primo posto la presidente della Camera Laura Boldrini (che per prassi non partecipa alle votazioni dell’aula). Il tasso di inattività, dunque, premia l’editore di Libero e re delle cliniche romane Antonio Angelucci (eletto nelle liste del Pdl e partecipante a due sole votazioni su complessive 1.348). Seguono i pidiellini Piero Longo e Rocco Crimi. Poi Guido Galperti (Pd), Daniela Santanchè (Pdl), Marco Martinelli (Pdl), Alberto Bombassei (Scelta Civica), Carmelo Lo Monte (Centro Democratico) e Francantonio Genovese (Pd).
I DEPUTATI ASSENTEISTI – La Santanchè si fa notare anche nella top ten degli assenteisti. Angelucci batte tutti con 1.346 assenze su 1.348 votazioni, insieme all’onorevole di Scelta Civica Stefano Quintarelli, che ha però avuto un grave incidente il 29 aprile e da allora è stato ricoverato in vari ospedali da dove è uscito a metà settembre (aggiungiamo questo edit per segnalare questa informazione prima non presente nell’articolo e ci scusiamo con l’interessato). Sono 21 invece le presenze di Longo. Mentre Galperti si ferma a quota 59. La pitonessa del Pdl a 107, stesso dato fatto registrare dall’ex ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla. Martinelli viene segnalato a 121 votazioni. Crimi a 237. Bombassei a 268. Umberto Marroni (Pd) a 299. Ai primi posti nella classifica dei deputati meno presenti a Montecitorio compaiono, infine, anche Umberto Bossi (12esimo) e Pier Luigi Bersani (15esimo).
I DEPUTATI STAKANOVISTI – Alla Camera dei deputati il record di presenza spetta a ben 5 onorevoli. Marco Carra (Pd), Cinzia Maria Fontana (Pd), Giuseppe Guerini (Pd), Tino Iannuzzi (Pd), Achille Totaro (Fratelli d’Italia) e Mario Tullo (Pd) hanno preso parte al 100% delle votazioni in aula. Piergiorgio Carrescia (Pd) e Luigi Lacquaniti (Sel) hanno fatto registrare una sola assenza. Sono due invece le votazioni saltate da parte di Simone Baldelli (Pdl), Giorgio Brandolin (Pd), Vittoria D’Incecco (Pd), Daniele Marantelli (Pd) e Giovanni Mottola (Pdl).
I DEPUTATI PIÙ ATTIVI – Dulcis in fundo l’indice di attività di Montecitorio. I dati di Openpolis premiano Marco Causi (Pd), seguito in ordine sparso da Francesco Sisto (Pdl), Donatella Ferranti (Pd), Massimiliano Fedriga (Lega Nord), Giulio Marcon (Sel). Tra i primi dieci spuntano 5 deputati del Movimento 5 Stelle: Danilo Toninelli, Claudia Mannino, Davide Crippa, Andrea Colletti e Laura Castelli. NOTA – Il sito Openpolis spiega che per assenza si intendono i casi di non partecipazione al voto in aula, sia quello in cui il parlamentare è fisicamente assente (e non in missione) sia quello in cui il deputato o senatore è presente ma non vota.
Aggiungo: risulto assente perchè per due volte il sistema di voto automatico non ha funzionato...
mercoledì 25 settembre 2013
Incontro a DiteNave: il bilancio dei bandi Por-Fesr
Sono sette i progetti ''targati'' Ditenave approvati col bando POR-FESR nella programmazione 2007-2013, un numero analogo dovrebbe essere approvato nel 2013 a fronte del Bando PAR FSC, ma con ben 30 candidati iniziali da cui sono state selezionate 20 proposte ritenute particolarmente interessanti. Molti gli argomenti trattati nel corso dell'incontro che ho avuto con i vertici di Ditenave, la società costituita per la gestione del Distretto tecnologico navale e nautico del Friuli Venezia Giulia, con la missione di operare a favore della competitività delle imprese dei settori cantieristico e nautico promuovendo collegamenti e sinergie tra le diverse tipologie di operatori presenti sul territorio.
Ditenave, come ha spiegato il presidente Alfredo Pascolin, «è nata da un percorso condiviso tra enti di ricerca, istituzioni e aziende, e infatti accoglie tra i suoi attori il MIUR, la Regione, il Bic Incubatori Fvg, Università, Enti di Ricerca, aziende, tra cui Fincantieri e Montecarlo Yachts ed il mondo delle PMI».
Pascolin ha ricordato tra i progetti di Ditenave, l'appena concluso piano formativo da 5 milioni di euro per promuovere la formazione dei lavoratori nelle aziende. E soprattutto, come ha sottolineato Livio Marchesini, «la partecipazione ai bandi POR-FESR: nel primo sono stati inseriti 7 progetti, con l'attuale bando PAR -FSC si auspica ce ne siano altrettanti. Ma quello che fa piacere sono le 30 domande provenienti dal territorio», di queste 20 sono state ritenute interessanti e proposte per il bando. non si tratta di progetti ''teorici'', bensì di idee a cui le aziende si sono già dimostrate interessate in vista dell'inserimento nel processo produttivo. «E questa vocazione del territorio deve essere sostenuta e amalgamata con le altre potenzialità della zona, come la ricettività – ha detto il neo Ad Massimo Breda –. Perché le due cose non sono in contrasto, come ha dimostrato l'esperienza delle piccole ditte di assistenza e dei marina che sostengono la nautica da diporto ».
Da parte mia, ho confermato la mia assoluta disponibilità a sostenere in ogni modo l'attività di Ditenave a livello nazionale, ad esempio nella determinazione degli stanziamenti per la ricerca e innovazione. Monfalcone e Trieste hanno una vocazione industriale con particolare attenzione al manifatturiero, del quale si deve in ogni modo evitare la scomparsa. Tutto ciò che si potrà fare in tal senso avrà il mio appoggio. Abbiamo bisogno di imprese, e le imprese hanno bisogno di infrastrutture, meno burocrazia e innovazione. Ci siamo quindi dati appuntamento entro fine anno, quando sarà tempo di programmazione per il periodo 2014 al 2020.
Ditenave, come ha spiegato il presidente Alfredo Pascolin, «è nata da un percorso condiviso tra enti di ricerca, istituzioni e aziende, e infatti accoglie tra i suoi attori il MIUR, la Regione, il Bic Incubatori Fvg, Università, Enti di Ricerca, aziende, tra cui Fincantieri e Montecarlo Yachts ed il mondo delle PMI».
Pascolin ha ricordato tra i progetti di Ditenave, l'appena concluso piano formativo da 5 milioni di euro per promuovere la formazione dei lavoratori nelle aziende. E soprattutto, come ha sottolineato Livio Marchesini, «la partecipazione ai bandi POR-FESR: nel primo sono stati inseriti 7 progetti, con l'attuale bando PAR -FSC si auspica ce ne siano altrettanti. Ma quello che fa piacere sono le 30 domande provenienti dal territorio», di queste 20 sono state ritenute interessanti e proposte per il bando. non si tratta di progetti ''teorici'', bensì di idee a cui le aziende si sono già dimostrate interessate in vista dell'inserimento nel processo produttivo. «E questa vocazione del territorio deve essere sostenuta e amalgamata con le altre potenzialità della zona, come la ricettività – ha detto il neo Ad Massimo Breda –. Perché le due cose non sono in contrasto, come ha dimostrato l'esperienza delle piccole ditte di assistenza e dei marina che sostengono la nautica da diporto ».
Da parte mia, ho confermato la mia assoluta disponibilità a sostenere in ogni modo l'attività di Ditenave a livello nazionale, ad esempio nella determinazione degli stanziamenti per la ricerca e innovazione. Monfalcone e Trieste hanno una vocazione industriale con particolare attenzione al manifatturiero, del quale si deve in ogni modo evitare la scomparsa. Tutto ciò che si potrà fare in tal senso avrà il mio appoggio. Abbiamo bisogno di imprese, e le imprese hanno bisogno di infrastrutture, meno burocrazia e innovazione. Ci siamo quindi dati appuntamento entro fine anno, quando sarà tempo di programmazione per il periodo 2014 al 2020.
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lunedì 16 settembre 2013
Incontro con Rsu Fincantieri: quale prospettive per Monfalcone?
Appalti e carico di lavoro, con la prospettiva della messa in cassa integrazione di 460 lavoratori entro dicembre e la scomparsa delle eccellenze industriali locali: su questi temi si è svolto l'incontro che ho avuto con i rappresentanti Rsu Fiom, Uil e Fim Fincantieri Moreno Luxich, Andrea Holjar e Michele Zoff, in continuazione della discussione sul futuro del cantiere iniziata prima delle elezioni. Avevo infatti chiesto alle Rsu un incontro per essere aggiornato sull'evolversi della situazione. «A oggi sono 230 le persone interessate alla cassa integrazione – hanno illustrato le Rsu – .Secondo l'accordo di luglio, la Cig è stata prolungata ad agosto 2014 con la possibilità di un altro anno. La verità è che però, stando alle notizie ufficiali, se ne sa l'inizio ma non la fine». In realtà, il fatto che lo stabilimento monfalconese sia la sede su cui Fincantieri ha maggiormente puntato nel piano degli investimenti lascia bene sperare per un futuro: le prospettive positive ci sarebbero, ma niente è ancora stato messo nero su bianco. Quello che invece rimane è il problema degli appalti, che coinvolgono oltre 1500 persone. «Ed è un problema non solo economico, ma soprattutto politico – hanno concordato le Rsu – legato alla questione della legalità ma anche della qualifica del sistema di appalti sul territorio». È troppo tempo, hanno fatto presente, che il problema è noto. «Avere centinaia di piccole ditte esterne, ognuna con le proprie regole contributive, crea una giungla. Quello a cui la politica dovrebbe puntare è favorire gli appalti con ditte locali che seguano le regole del contratto di lavoro nazionale». Il tutto per arrivare a un appalto ''qualificato''. L'anomalia del cantiere, secondo me, è che nel giro di pochi anni ha visto scomparire tutte le sue ditte storiche. Normalmente attorno alla grande fabbrica c'è sempre un indotto, ma quello che era nato in passato è ormai del tutto scomparso. E di questo la politica deve farsi carico, creando le condizioni affinché il territorio possa esprimere il lavoro più qualificato. E, contemporaneamente, si devono creare anche le basi per una diversificazione dell'attività del cantiere, per non puntare solo sulle navi passeggeri ma anche su produzioni alternative.
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