martedì 16 luglio 2013
Decreto del Fare: incontro con Cna
Due in particolare gli aspetti su cui ci si è concentrati: primo, la necessità di risolvere definitivamente il problema dei crediti e dei debiti delle imprese verso la pubblica amministrazione, prevedendo delle compensazioni. Secondo, dare avvio a una vera semplificazione amministrativa, che riguardi anche il Durc e gli adeguamenti alla normativa della sicurezza sul lavoro. I rappresentanti dei piccoli imprenditori artigiani hanno attirato l'attenzione sulla situazione delle imprese in provincia, anch'esse alle prese con gli ostacoli burocratici e, soprattutto, con pagamenti per lavori eseguiti che giungono anche a distanza di mesi dalla chiusura delle opere. Una situazione che di mese in mese si fa più grave.
Per questo, come già fatto alla fine dell'incontro con Confartigianato, abbiamo deciso di elaborare degli emendamenti che possano rispondere alle esigenze delle imprese e, di conseguenza, di tutti coloro che vi lavorano.
lunedì 8 luglio 2013
Confartigianato: quattro emendamenti per il territorio
martedì 2 luglio 2013
Occupazione in Provincia di Gorizia: rendere efficace il decreto del Fare
lunedì 18 febbraio 2013
Incontro con Confartigianato: necessaria una nuova legge per le aree di confine
venerdì 15 febbraio 2013
Dibattito a Confcommercio
venerdì 28 settembre 2012
Aeroporto e Save.. qualche dubbio.
In data 15/09/2012, infatti, è scaduto il termine per la presentazione della Manifestazione di interesse della “Procedura ad evidenza pubblica per la ricerca di un socio tramite permuta di quote azionarie della società Aeroporto FVG SpA”, e due giorni dopo, il 17, l’assessore Riccardi già annunciava che SAVE, unico partecipante, sarà il nuovo partner della Regione per gestire l’aeroporto.
A parte i dubbi sul dichiarare già che SAVE entrerà, visto che la manifestazione di interesse è la prima fase della procedura, perchè è nelle successive fasi 2 e 3 che si entra nei dettagli delle caratteristiche dell’offerta, tra cui il piano industriale, e nel caso in cui l’offerta non corrisponda alle aspettative può non essere aggiudicata, ma è anche un altro aspetto a destare dubbi.
Requisito essenziale già per l’ammissione alla procedura è il possesso di “azioni proprie”, il cui acquisto e costituzione di “azioni proprie in portafoglio” richiede un iter procedurale lungo e complesso. Cosa che potrebbe aver escluso di fatto da principio eventuali altri partecipanti, visto che il bando dava solo un mese di tempo per presentare l’offerta.
E poi la Regione ha scelto di procedere alla cessione con la permuta di quote del pacchetto azionario, come si capisce dalla risposta di Riccardi, rinunciando all’incasso immediato del valore delle quote cedute, per entrare in SAVE con una quota che potrebbe essere attorno al 3% ed un posto in consiglio di amministrazione.
Riccardi ha scelto di eludere la domanda, invece di rispondere puntualmente, parlando anche giustamente del tentativo di individuare un partner strategico per creare un network aeroportuale sinergico con Ronchi dei Legionari, cosa condivisibile, ma non ha spiegato come mai la procedura scelta ha di fatto escluso potenziali concorrenti visto che nessuno, tranne SAVE, ha presentato un’offerta. Probabilmente anche perché era difficile avere in breve tempo i requisiti per partecipare alla gara.
Non ci resta, ora, che aspettare in concreto cosa propone SAVE, con la fase due, sperando che lo spirito “piratesco” che ha animato le scorribande dei veneziani nei secoli scorsi sia scomparso.
lunedì 3 settembre 2012
Villa Russiz: di chi la responsabilità?
La Congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice - Don Bosco è l’ultima, in ordine di tempo, congregazione religiosa di suore ad occuparsi dell’attività educativa dei minori ospiti di Villa Russiz, e la convenzione in essere tra la Fondazione e la congregazione avrebbe termine il prossimo anno, ma abbiamo appreso che la Congregazione si appresta a lasciare già ora l’Istituto, giustificando l’anticipato abbandono con il clima di sfiducia che sarebbe venuto a crearsi con i componenti del Cda, dopo che, invece, lo scorso mese di luglio si era palesata una soluzione perlomeno temporanea per scongiurare questo evento.
L'odierno istituto "A. Cerruti" Villa Russiz è un Ente Pubblico retto da un Consiglio di Amministrazione di sette membri che viene nominato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, che tra l’altro indica il Presidente, e da altri Enti Territoriali (Comune, Provincia, Camera di Commercio, Fondazione Carigo, Bcc), sovrintendente l'attività di assistenza ai minori e la gestione del patrimonio agricolo che consta tra l'altro di 35 ettari di vigneti Doc Collio.
La storia della presenza delle religiose a Villa Russiz è ormai centenaria e l’attività delle stesse si è anche aperta alla comunità locale con l’organizzazione di progetti diversi. Chiedo quindi al Presidente della Regione Renzo Tondo se sia a conoscenza del problema ed abbia individuato eventuali responsabilità in merito all’allontanamento delle religiose da Villa Russiz all’interno del Cda della Fondazione, e come intenda eventualmente intervenire nei confronti di chi ha permesso che ciò sia avvenuto.
mercoledì 1 agosto 2012
Porto: il governo impugna la legge regionale
Bene. È questa l'ennesima figuraccia del Fvg, causata stavolta dalla testardaggine dell'assessore Riccardi, che nonostante le riunioni, gli avvisi e le nostre avvertenze ha voluto proseguire una strada che tutti sapevamo essere errata (bastava leggere quanto scriveva Sergio Bartole sul Piccolo deloo scorso maggio). Adesso saranno contenti tutti quelli che nella Provincia di Gorizia, a cominciare dal leghista Razzini per finire con il presidente della Provincia Gherghetta, avevano applaudito questa norma. Una norma che, come si vede, non solo non porterà alcun vantaggio al porto, ma è stata solo un malriuscito spot elettorale.
Non è bello, in questi frangenti, dire ''noi l'avevamo detto''. E non perchè non sia la verità (sia come segreteria regionale che come gruppo consiliare avevamo più volte contestato proprio questo punto della legge), ma perchè questa vicenda andrà a significare altri problemi per lo scalo monfalconese, di cui certo non si sentiva il bisogno.
L'augurio che ci facciamo, a questo punto, è che la Giunta responsabile di questo pasticcio vada a casa, e che la Regione, e chi di dovere negli enti locali, si adoperino veramente per le azioni necessarie al nostro porto, ovvero l'escavo del canale di accesso e le opere retroportuali (in particolare il collegamento ferroviario). Basta con le pagliacciate, e pensiamo alle cose serie.
lunedì 28 maggio 2012
Disinteresse sul Porto? Tutto del centrodestra!
Non è, come afferma ilconsigliere Razzini, un ''tradimento'' del territorio, anzi. Avevamo chiestodue cose a questa giunta: primo, che ci fosse un confronto con il Governo perevitare future conflittualità tra la legge regionale e nazionale (cosa fattasolo in parte). Secondo, e importantissimo (anche perchè su richiesta deisindaci di Monfalcone e San Giorgio di Nogaro) prevedere la partecipazione, enon solo la consultazione, degli enti locali nella progettazione delle opereinfrastrutturali attrraverso lo strumento dell'intesa. Qui da Riccardi è arrivato un secco no, e anche Razzini non ha voluto sostenere la richiesta: di conseguenza, ha votato contro gli interessi del Comune in cui è consigliere comunale.
Con i nostri emendamenti, votati all'unanimità, abbiamo inserito due importanti modifiche. La prima all'articolo 1, dove viene ribadita la necessità di coordinare lo sviluppo dell'intero sistema portuale regionale, Monfalcone, Porto nogaro e Trieste (ovviamente dopo la modifica della legge nazionale, ed ecco l'importanza di un confronto con lo Stato). La seconda, all'articolo 13, dove per evitare speculazioni e monopoli sulle strutture portuali, abbiamo inserito un comma (votato all'unanimità) che nel progetto di finanza salvaguardia imprese, lavoratori ed operatori degli scali. Razzini e il centrodestra non hanno proposto alcuna modifica sostanziale, a dimostrazione non solo di una mancata analisi approfondita del tema, ma anche della sudditanza all'autoritarismo dell'assessore regionale.
Adesso, che dire? Speriamo. Speriamo che la legge favorisca e non ostacoli le due opere di cui lo scalo di Monfalcone ha bisogno, ovvero il piano regolatore e l'escavo del canale (che sicuramente, però, questa legge non accelererà). Noi il nostro lavorol'abbiamo fatto, speriamo di non dover adesso fare quelli che dicono «Ve l'avevamo detto».
martedì 8 maggio 2012
Riflessioni sul post-elezioni
Adesso, però, è venuto il momento di riflettere su alcuni punti. Il primo è quello dell'astensionismo, che è stato comunque alto. Qui dovremmo fare una riflessione sulla capacità di suscitare partecipazione ed entusiasmo. In questo non mi sottraggo, anzi: sono sempre andato dove c'era bisogno, ma adesso si deve fare sempre di più con assemblee, incontri e così via senza lasciare che le grandi decisioni passino solo tramite i ''caminetti''.
Il secondo punto riguarda i rapporti con il Terzo Polo: una discussione è sempre possibile, certo, ma a patto che si passi oltre l'ambiguità dimostrata finora, e si decida dove stare, se da una parte o dall'altra.
Il secondo punto è quello di superare le frizioni che si sono create in alcune parti della sinistra, e che sul territorio hanno pesato. Dobbiamo recuperare un percorso da fare tutti assieme per trovarci pronti ai prossimi appuntamenti.
E quando parlo di appuntamenti, non parlo solo delle prossime regionali, anzi: dobbiamo essere pronti a discutere dei grandi temi che il nostro territorio ci pone, a cominciare con quelli del lavoro e delle infrastrutture. E anche in questo mi metto a completa disposizione.
giovedì 19 aprile 2012
la Cantina Produttori Cormons messa a rischio dall'inerzia della Regione
giovedì 29 marzo 2012
La Lega ci dica: sugli affitti, anche Romoli è comunista?
E allora, come abbiamo già detto, la Lega Nord deve vergognarsi di una legge che ha messo in difficoltà più i cittadini italiani e i Comuni che altro, ed è una conseguenza della demagogia che li porta a fare leggi antieuropee e contro la Costituzione. Mi domando: quando in giunta a Gorizia è passato il bando, dov'era l'assessore della Lega adesso pronta a correre assieme a Romoli? Dove erano gli assessori della Lega nei comuni di destra che si sono mossi allo stesso modo?
Ma c'è di più da chiedersi: dove erano Udc e Pdl regionali all'approvazione di questa legge in Consiglio regionale che poi, nei Comuni da loro stessi retti, disapprovano? Attendiamo le risposte....
martedì 6 dicembre 2011
Fascista?!?
Ma come si può definire ''fascista'' un documento firmato da Monti e da Napolitano? Sarebbero loro i ''fascisti''? I veri golpe fascisti sono stati nel ventennio, quando non c'erano giunte provinciali da mettere in discussione. Sul merito del provvedimento si potrà anche discutere, sulle stupidaggini che vengono dette senza pensare no. Mi vergogno di avere un presidente della Provincia di questo tipo, e rinnovo la mia stima a Monti e soprattutto al presidente Napolitano.
mercoledì 30 novembre 2011
lunedì 31 ottobre 2011
Il mistero della variante 56
E’ una situazione che ormai rasenta il paradossale. E’ dal 2006 che esiste un progetto ed un accordo tra Regione, Provincia e i Comuni di Gorizia e Mossa per attuare la variante alla SR56. Un tratto importantissimo per la vivibilità della gente di Mossa e Lucinico e per una prospettiva di sviluppo della destra Isonzo.
Le ragioni per attuare questo svincolo stradale erano, e sono, almeno tre, una più importante dell’altra:
1. Alleggerire la portata del traffico che letteralmente soffoca le comunità di Lucinico e Mossa.
2. Creare una direttrice per il flusso pesante sulla Udine-Gorizia indirizzata verso la rete autostradale e la rete stradale slovena, escludendo gli abitati.
3. Porre in essere una struttura per il collegamento tra la Zona Industriale di Gorizia (ormai satura), e quella di Mossa, in una prospettiva di ampliamento operativo del Consorzio Zona Industriale e Artigianale goriziano e, nondimeno, di area adeguata ad un'auspicabile attività logistica di retro-porto.
La Giunta Regionale (con DGR 919 del 05/05/2006) ha assegnato al Comune di Mossa 1.600.000 euro e al Comune di Gorizia 1.800.000 euro, mentre la Provincia di Gorizia parallelamente si era impegnata per la costruzione di una rotonda in Comune di Mossa (opera già realizzata). Successivamente la giunta regionale ha stornato il finanziamento di 1.800.000 euro a favore del Comune di Gorizia a fronte di un riconoscimento finanziario pari a 3.250.000 euro per maggiori oneri previsti nel tratto di competenza di detto Comune.
«I lavori in argomento – ha spiegato Riccardi – sono stati assegnati al Comune di Gorizia con atto di delegazione amministrativa l'11.08.1999, ma il finanziamento previsto non copriva tutti gli oneri per la realizzazione delle opere, quindi con successiva delibera la Giunta ha assegnato uno stanziamento integrativo di 3.250.000 euro».
Al momento quindi la rotonda è fatta, il Comune di Mossa ha esperito la gara di appalto per i lavori di sua competenza, mentre quello di Gorizia è ancora al progetto definitivo, come si legge sul sito web ufficiale del Comune stesso. Manca ancora l’approvazione del progetto esecutivo e tutta la procedura d’appalto e assegnazione lavori. Se tutto va bene se ne riparla a fine 2012, ma saranno tempi certi? Non credo. Tanto è vero che ho invitato Riccardi a convocare, per la la prossima settimana, una riunione con il Comune per definire tempi e fondi.
È del tutto evidente che l’anello debole di questa storia infinita è il Comune di Gorizia. Probabilmente il sindaco Romoli, che è anche assessore ai lavori pubblici, non ritiene prioritaria quest’opera, al pari di altre, la quale invece ha una rilevante valenza sia per il vivere quotidiano della gente, sia per le prospettive di sviluppo economico. Questo in dispregio di quanto aveva più volte affermato al consiglio di quartiere di Lucinico. Voglio capire, inoltre, perché la Regione, che è l’ente finanziatore, non si è adoperata tempestivamente per sollecitare il Comune capoluogo a stare al passo con gli altri soggetti attuatori.
Tra l’altro, con questo andazzo c’è il notevole rischio di un ulteriore incremento dei costi di realizzo dell’opera. Spero veramente che ci sia un sussulto di responsabilità perché c’è l’assoluta necessità di questa struttura, la cui vicenda è ormai vergognosamente simile a una telenovela senza fine.
giovedì 29 settembre 2011
Commercio: novità in arrivo
La risposta della Regione ha evidenziato che «sulla desertificazione dei centri dei paesi e città, lo strumento individuato per il ''recupero'' di queste situazioni di crisi è stato individuato nei centri commerciali naturali e Centri di via, le cui norme sono state inserite nella legge di assestamento del bilancio», e «analogo discorso va fatto per i negozi di vicinato; mentre è allo studio il sostegno particolare per la vendita dei prodotti a chilometro zero, dopo quello già predisposto dagli uffici regionali dell'Agricoltura».
Concludendo: la cattiva notizia è che non si parla di moratoria, come invece noi avevamo chiesto. La buona è comunque che ci saranno novità in arrivo entro fine anno, e quindi suggeriamo ai Comuni di attendere le nuove norme prima di prendere decisioni.
Terex: la Regione fa lo gnorri!
Ma, per quanto sia stata sollecitata, nessuna risposta è stata fornita in merito alla creazione di un tavolo di lavoro specifico per la situazione, come da me richiesto ricordando che, in altre occasioni (come ad esempio per la crisi ultima nel distretto pordenonese del mobile) siano stati attivati strumenti di analisi e discussione quali il tavolo degli “attori” del sistema e istituzionali, Regione inclusa.
Questo risponde la Regione alla mia Interrogazione a risposta immediata sul futuro della Terex che rischia di mettere in crisi un centinaio di famiglie che si trovano, di punto in bianco, senza stipendio.
L'assessore al Commercio e al Lavoro infatti mi scrive: «sono in corso trattative tra le parti in vista di una possibile richiesta al Ministero del Lavoro di Cigs per cessazione di attività per 24 mesi, previa sottoscrizione di un apposito accordo governativo. Nell'ambito del piano di gestione delle eccedenze, necessario al fine della stipula di tale accordo, sono in corso contatti con alcune imprese del territorio in vista del possibile assorbimento di almeno parte del personale attualmente in forza al sito di Monfalcone della Terex».
Nella risposta si specifica che «in sede di tavolo regionale di concertazione l'Amministrazione regionale ha condiviso con le parti sociali l'estensione al 31 dicembre 2012 dell'efficacia dei Piani di gestione di tutte le situazioni di gravi difficoltà occupazionale dichiarate». Quanto all'indotto, spesso escluso dalla vigente normativa di Cigs, «l'amministrazione regionale ha appena condiviso con le parti sociali l'aumento delle ore di Cig in deroga utilizzabili nel 2011».
E per Monfalcone? La Regione parla di «piani regionali e provinciali di fronteggiamento della situazioni di crisi», «interventi a difesa del reddito dei lavoratori» come Cigs e Lsu, la riqualificazione professionale, e altri provvedimenti di cui già si sapeva e che sono comunque di valenza regionale.
La mia interrogazione era invece chiara: chiedevo di attivare un tavolo tra Regione, Comune, sindacati per analizzare specificatamente la situazione monfalconese. Quindi mi sono dichiarato per niente soddisfatto della risposta, e già da ora sono pronto a continuare la battaglia accanto a lavoratori e sindacati.
venerdì 26 agosto 2011
Domani convegno sul Porto
A parte tutte le discussioni, io proporrò di:
-costituire un’”Autorità portuale allargata” con una nuova idea di governance portuale degli scali regionali che miri al superamento degli attuali modelli gestionali integrando porti, interporti e zone industriali
-fare del Friuli Venezia Giulia un “porto-Regione”
- una nuova legge regionale che integri gli scali regionali [Monfalcone, S. Giorgio di Nogaro] con un nuovo modello organizzativo e gestionale che permetta le capacità operative e assicuri competitività
mercoledì 20 luglio 2011
abolire le Province? Meglio unire i piccoli comuni...
L'abolizione delle Province proposta da Romoli? Solo una 'discussione ''estiva'', che serve a prendere un po' in giro gli elettori e lascia il tempo che trova. Come anche la proposta di Razzini di unire Trieste e Gorizia. Quello che la Regione potrebbe fare, invece, è unificare i piccoli Comuni e non per risparmiare sui costi della politica, bensì sulla burocrazia.
Romoli dovrebbe infatti ben saperlo che la Regione non può abolire le Province: serve una legge costituzionale, e l'occasione c'era la scorsa settimana in Parlamento con la proposta bocciata dal centrodestra (Pdl e Lega) e con l'astensione – discutibile - anche del Pd. Quindi si finisca di parlare a vanvera e ci si occupi di cosa concretamente si può fare per venire incontro ai cittadini.
E questo vale anche per il consigliere Razzini: sa benissimo che la soluzione per il territorio di Trieste dovrebbe essere una grande città metropolitana, e basta. Quindi parlare di unione tra provincie non ha nessun senso.
E allora non c'è niente da fare? No. Una cosa la Regione potrebbe farla: prevedere l'accorpamento tra i piccoli Comuni, magari non mettendo la soglia dei 18mila abitanti di cui ha parlato il presidente Napolitano bensì una più bassa, ma comunque facendo in modo di rendere i servizi più efficienti: per esempio nella Provincia di Gorizia basterebbero cinque Comuni(ovvero Monfalcone, Gradisca, Cormons, Grado e Gorizia) così da garantire i servizi a un costo minore. Ci sono infatti piccole amministrazioni che non riescono più neppure a pagare il personale. E alcuni Comuni questa strada la stanno già percorrendo: penso ad esempio all'unione tra le Polizie municipali, che ha permesso di creare economie di scala notevoli.
Ecco quindi la mia proposta: invece di puntare all'obiettivo impossibile di abolire le Provincie, si cominci con il creare Comuni più grandi invece di tante piccole amministrazioni, non solo per risparmiare i posti di sindaco e consigliere, ma soprattutto per evitare, ai cittadini, le lungaggini della burocrazia.
lunedì 11 luglio 2011
Gherghetta: più umiltà e coerenza, per favore...
Invece di fare programmi mirabolanti, ascolti quello che lo invito a fare.
In primo luogo, lo invito a lavorare con serietà e umiltà a far sì che Gorizia non condivida più, assieme a Enna, il triste primato di provincia in cui i giovani trovano più difficilmente lavoro.
In secondo luogo, lo invito ad andarsi a leggere la proposta depositata più di dieci mesi fa da tutti i consiglieri regionali del Pd, sulla riduzione dei costi della politica e del numero di consiglieri regionali, una proposta presentata senza attendere le sue ''illuminanti'' uscite.
In terzo luogo, lo invito a guardare un po' la pagliuzza nel suo occhio: quando, nel 2004, presentammo la revisione dello statuto, fu proprio lui, consigliere di maggioranza, a opporsi alla mia ipotesi di riduzione del numero di consiglieri regionali. Alla faccia della coerenza...
Capisco che, nell'attuale deserto di valori, essere coerenti non è più di moda, lo ha ben dimostrato il nostro presidente del consiglio in questi ultimi mesi. Ebbene, non possiamo non constatare che anche nel Pd ci sono dei ''Berlusconini'' privi di valori per i quali la coerenza è un optional. Povera provincia di Gorizia, e povero Pd.
