Visualizzazione post con etichetta provincia di Gorizia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta provincia di Gorizia. Mostra tutti i post

martedì 16 luglio 2013

Decreto del Fare: incontro con Cna

Nell'ambito dei confronti che sto portando avanti con i principali attori economici del territorio in vista dell'approvazione del ''Decreto del fare'', si è svolto ieri l'incontro con il gruppo dirigente della Cna di Gorizia, guidato dal presidente Maurizio Meletti e dal direttore Roberto Fabris.


Due in particolare gli aspetti su cui ci si è concentrati: primo, la necessità di risolvere definitivamente il problema dei crediti e dei debiti delle imprese verso la pubblica amministrazione, prevedendo delle compensazioni. Secondo, dare avvio a una vera semplificazione amministrativa, che riguardi anche il Durc e gli adeguamenti alla normativa della sicurezza sul lavoro. I rappresentanti dei piccoli imprenditori artigiani hanno attirato l'attenzione sulla situazione delle imprese in provincia, anch'esse alle prese con gli ostacoli burocratici e, soprattutto, con pagamenti per lavori eseguiti che giungono anche a distanza di mesi dalla chiusura delle opere. Una situazione che di mese in mese si fa più grave.

Per questo, come già fatto alla fine dell'incontro con Confartigianato, abbiamo deciso di elaborare degli emendamenti che possano rispondere alle esigenze delle imprese e, di conseguenza, di tutti coloro che vi lavorano.

lunedì 8 luglio 2013

Confartigianato: quattro emendamenti per il territorio

Quattro emendamenti al ''decreto del fare'', per venire incontro alle esigenze delle realtà produttive territoriali: questo il risultato del mio incontro con la Confartigianato isontina, svoltosi oggi a San Lorenzo Isontino. Quattro emendamenti che mi sono impegnato a portare in aula al momento della discussione sul provvedimento. Il primo prevede di facilitare la conversione del demanio militare come sede d'industria, sulla scia di quanto fatto con la caserma di Redipuglia. Il secondo la compensazione tra crediti e imposte, permettendolo non solo alle grandi realtà produttive, ma anche a quelle minori che, magari, vi operano in subappalto. Il terzo e quarto emendamento riguardano modifiche al sistema di tracciabilità dei rifiuti e agli studi di settore per le imprese con minor numero di dipendenti: in questo ultimo caso, in particolare, si chiede di tenere conto delle zone di confine, che devono operare in un settore su cui pesa la concorrenza d'oltreconfine. Assieme a Confartigianato mi sono impegnato a redigere questi quattro emendamenti da presentare in aula, con la speranza di farli approvare quanto prima.

martedì 2 luglio 2013

Occupazione in Provincia di Gorizia: rendere efficace il decreto del Fare

Ho letto con preoccupazione, sul Piccolo di oggi, i dati relativi all'occupazione e sulla situazione delle imprese in Provincia di Gorizia. Ciò che mi ha preoccupato in particolare è il costante peggioramento dei dati, sottolineato anche dalle rappresentanze di categoria. Proprio in queste ore, il Governo sta mettendo a punto il cosiddetto Decreto del Fare, che stabilisce nuove regole per facilitare l'accesso al credito e garantire la semplificazione burocratica, così da venire concretamente in aiuto al settore. Si tratterà di un importante strumento per rovesciare una situazione che minaccia la nostra provincia. Ho già preso contatti con Confartigianato per elaborare tutte le modifiche ritenute importanti dall'associazione di categoria, così da renderlo quanto più efficace per le esigenze delle piccole e medie imprese e dell'occupazione nel nostro territorio.

lunedì 18 febbraio 2013

Incontro con Confartigi​anato: necessaria una nuova legge per le aree di confine

Elaborare una seconda legge sulle aree di confine per far fronte alla penalizzazione che le nostre aziende vivono rispetto a quelle slovene; intervenire sulla burocrazia velocizzando le autorizzazioni, garantire una presenza continua sul territorio. Questi gli impegni che ho preso di fronte alla giunta provinciale di Confartigianato, riunitasi mercoledì sera a Cormons. Un impegno che è piaciuto agli artigiani. «Che qualcuno ci metta la sua faccia e si prenda responsabilità personali è un bel segnale di fiducia che serviva da tempo» hanno spiegato. 
 
Nel corso dell'incontro è stata esaminata la situazione attuale, con i problemi e le difficoltà di un settore, quello degli artigiani e delle microimprese, che da solo garantisce il 60% per Pil in Italia e in provincia. I problemi delle piccole e e medie imprese li vivo nella mia attività ogni giorno, per questo so che le cose di cui c'è bisogno sono poche e concrete: un governo stabile, la revisione in chiave progressiva dell'Imu, la sburocratizzazione, e la certezza e la rapidità della giustizia. E poi c'è ovviamente il bisogno che tutti insieme lavoriamo di comune accordo, tra politici, categorie produttive ed enti per difendere un territorio che altrimenti non va da nessuna parte. 
 
In quest'ottica ricade anche la proposta di creare un gruppo di esperti che possa elaborare una nuova legge per le aree di confine, facendo anche base sul Gect, che mi sono impegnato a seguire in Parlamento.

venerdì 15 febbraio 2013

Dibattito a Confcommercio

Oggi alle 14.00 Question time con tutti i candidati nella sede goriziana di Confcommercio!

venerdì 28 settembre 2012

Aeroporto e Save.. qualche dubbio.

Nella seduta di ieri del Consiglio regionale ho interrogato l’Assessore regionale ai trasporti Riccardi per cercare di far luce sulla vicenda del bando che la Regione ha emesso per cedere parte delle quote della società di gestione “Aeroporto FVG SpA”.


In data 15/09/2012, infatti, è scaduto il termine per la presentazione della Manifestazione di interesse della “Procedura ad evidenza pubblica per la ricerca di un socio tramite permuta di quote azionarie della società Aeroporto FVG SpA”, e due giorni dopo, il 17, l’assessore Riccardi già annunciava che SAVE, unico partecipante, sarà il nuovo partner della Regione per gestire l’aeroporto.

A parte i dubbi sul dichiarare già che SAVE entrerà, visto che la manifestazione di interesse è la prima fase della procedura, perchè è nelle successive fasi 2 e 3 che si entra nei dettagli delle caratteristiche dell’offerta, tra cui il piano industriale, e nel caso in cui l’offerta non corrisponda alle aspettative può non essere aggiudicata, ma è anche un altro aspetto a destare dubbi.

Requisito essenziale già per l’ammissione alla procedura è il possesso di “azioni proprie”, il cui acquisto e costituzione di “azioni proprie in portafoglio” richiede un iter procedurale lungo e complesso. Cosa che potrebbe aver escluso di fatto da principio eventuali altri partecipanti, visto che il bando dava solo un mese di tempo per presentare l’offerta.

E poi la Regione ha scelto di procedere alla cessione con la permuta di quote del pacchetto azionario, come si capisce dalla risposta di Riccardi, rinunciando all’incasso immediato del valore delle quote cedute, per entrare in SAVE con una quota che potrebbe essere attorno al 3% ed un posto in consiglio di amministrazione.

Riccardi ha scelto di eludere la domanda, invece di rispondere puntualmente, parlando anche giustamente del tentativo di individuare un partner strategico per creare un network aeroportuale sinergico con Ronchi dei Legionari, cosa condivisibile, ma non ha spiegato come mai la procedura scelta ha di fatto escluso potenziali concorrenti visto che nessuno, tranne SAVE, ha presentato un’offerta. Probabilmente anche perché era difficile avere in breve tempo i requisiti per partecipare alla gara.

Non ci resta, ora, che aspettare in concreto cosa propone SAVE, con la fase due, sperando che lo spirito “piratesco” che ha animato le scorribande dei veneziani nei secoli scorsi sia scomparso.

lunedì 3 settembre 2012

Villa Russiz: di chi la responsabilità?

La giunta regionale condivide l'operato di chi dirige Villa Russiz e di fatto, come dichiarato dall'ex direttrice della Casa famiglia, ha allontanato le religiose che la gestivano ''mettendo a rischio le competenze educative''? É questa la domanda contenuta nell'interrogazione a risposta immediata con la quale chiedo una presa di posizione sulla vicenda. Non si tratta di difendere le suore, bensì di chiedersi se un'ente come Villa Russiz, che dovrebbe essere orientato alla formazione e sostegno dei giovani in difficoltà, non avrà delle ripercussioni da questa vicenda.

La Congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice - Don Bosco è l’ultima, in ordine di tempo, congregazione religiosa di suore ad occuparsi dell’attività educativa dei minori ospiti di Villa Russiz, e la convenzione in essere tra la Fondazione e la congregazione avrebbe termine il prossimo anno, ma abbiamo appreso che la Congregazione si appresta a lasciare già ora l’Istituto, giustificando l’anticipato abbandono con il clima di sfiducia che sarebbe venuto a crearsi con i componenti del Cda, dopo che, invece, lo scorso mese di luglio si era palesata una soluzione perlomeno temporanea per scongiurare questo evento.

L'odierno istituto "A. Cerruti" Villa Russiz è un Ente Pubblico retto da un Consiglio di Amministrazione di sette membri che viene nominato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, che tra l’altro indica il Presidente, e da altri Enti Territoriali (Comune, Provincia, Camera di Commercio, Fondazione Carigo, Bcc), sovrintendente l'attività di assistenza ai minori e la gestione del patrimonio agricolo che consta tra l'altro di 35 ettari di vigneti Doc Collio.

La storia della presenza delle religiose a Villa Russiz è ormai centenaria e l’attività delle stesse si è anche aperta alla comunità locale con l’organizzazione di progetti diversi. Chiedo quindi al Presidente della Regione Renzo Tondo se sia a conoscenza del problema ed abbia individuato eventuali responsabilità in merito all’allontanamento delle religiose da Villa Russiz all’interno del Cda della Fondazione, e come intenda eventualmente intervenire nei confronti di chi ha permesso che ciò sia avvenuto.

mercoledì 1 agosto 2012

Porto: il governo impugna la legge regionale

E così, il Consiglio dei Ministri ha impugnato la legge regionale sulla Portualità. E lo ha fatto proprio in merito all'articolo che, secondo noi, rendeva la legge inapplicabile. Lo dice lo stesso comunicato stampa del Consiglio pubblicato oggi sul sito ufficiale: «Il Consiglio dei Ministri ha esaminato ventotto leggi regionali e delle province autonome su proposta del Ministro per gli affari regionali. Nell’ambito di tali leggi, il Consiglio ha deliberato l’impugnativa dinanzi alla Corte Costituzionale della legge Regione Friuli Venezia Giulia n. 12 del 31 maggio 2012 recante “Disciplina della portualità di competenza regionale” in quanto contiene una norma che, prevedendo la possibilità per la Regione di stipulare convenzioni con i privati in deroga alla disciplina statale in materia d’uso dei beni pubblici».


Bene. È questa l'ennesima figuraccia del Fvg, causata stavolta dalla testardaggine dell'assessore Riccardi, che nonostante le riunioni, gli avvisi e le nostre avvertenze ha voluto proseguire una strada che tutti sapevamo essere errata (bastava leggere quanto scriveva Sergio Bartole sul Piccolo deloo scorso maggio). Adesso saranno contenti tutti quelli che nella Provincia di Gorizia, a cominciare dal leghista Razzini per finire con il presidente della Provincia Gherghetta, avevano applaudito questa norma. Una norma che, come si vede, non solo non porterà alcun vantaggio al porto, ma è stata solo un malriuscito spot elettorale.

Non è bello, in questi frangenti, dire ''noi l'avevamo detto''. E non perchè non sia la verità (sia come segreteria regionale che come gruppo consiliare avevamo più volte contestato proprio questo punto della legge), ma perchè questa vicenda andrà a significare altri problemi per lo scalo monfalconese, di cui certo non si sentiva il bisogno.

L'augurio che ci facciamo, a questo punto, è che la Giunta responsabile di questo pasticcio vada a casa, e che la Regione, e chi di dovere negli enti locali, si adoperino veramente per le azioni necessarie al nostro porto, ovvero l'escavo del canale di accesso e le opere retroportuali (in particolare il collegamento ferroviario). Basta con le pagliacciate, e pensiamo alle cose serie.

lunedì 28 maggio 2012

Disinteresse sul Porto? Tutto del centrodestra!

Come gruppo consiliare,abbiamo lavorato a fondo alla nuova legge sul Porto: ci siamo impegnati nellecommissioni e nelle audizioni, abbiamo incontrato i lavoratori, le imprese e gli operatori degli scali, ci siamo fatti portatori delle loro esigenze. Quando però ci siamotrovati di fronte a un netto rifiuto alla discussione, specialmente su duepunti per noi pregiudiziali, non abbiamo potuto soprassedere. Ecco il perchè del nostro ''no'' alla nuova legge.


Non è, come afferma ilconsigliere Razzini, un ''tradimento'' del territorio, anzi. Avevamo chiestodue cose a questa giunta: primo, che ci fosse un confronto con il Governo perevitare future conflittualità tra la legge regionale e nazionale (cosa fattasolo in parte). Secondo, e importantissimo (anche perchè su richiesta deisindaci di Monfalcone e San Giorgio di Nogaro) prevedere la partecipazione, enon solo la consultazione, degli enti locali nella progettazione delle opereinfrastrutturali attrraverso lo strumento dell'intesa. Qui da Riccardi è arrivato un secco no, e anche Razzini non ha voluto sostenere la richiesta: di conseguenza, ha votato contro gli interessi del Comune in cui è consigliere comunale.

Con i nostri emendamenti, votati all'unanimità, abbiamo inserito due importanti modifiche. La prima all'articolo 1, dove viene ribadita la necessità di coordinare lo sviluppo dell'intero sistema portuale regionale, Monfalcone, Porto nogaro e Trieste (ovviamente dopo la modifica della legge nazionale, ed ecco l'importanza di un confronto con lo Stato). La seconda, all'articolo 13, dove per evitare speculazioni e monopoli sulle strutture portuali, abbiamo inserito un comma (votato all'unanimità) che nel progetto di finanza salvaguardia imprese, lavoratori ed operatori degli scali. Razzini e il centrodestra non hanno proposto alcuna modifica sostanziale, a dimostrazione non solo di una mancata analisi approfondita del tema, ma anche della sudditanza all'autoritarismo dell'assessore regionale.

Adesso, che dire? Speriamo. Speriamo che la legge favorisca e non ostacoli le due opere di cui lo scalo di Monfalcone ha bisogno, ovvero il piano regolatore e l'escavo del canale (che sicuramente, però, questa legge non accelererà). Noi il nostro lavorol'abbiamo fatto, speriamo di non dover adesso fare quelli che dicono «Ve l'avevamo detto».

martedì 8 maggio 2012

Riflessioni sul post-elezioni

Come consigliere regionale, mi sento in dovere di rimarcare un voto popolare, verso il quale ribadisco come sempre un grande rispetto, che ha certificato la sconfitta del Pdl e in particolare della Lega nell'Italia del nord, dove evidentemente gli elettori si sono stancati di essere presi per il naso. Esprimo grande soddisfazione per i risultati raggiunti sul nostro territorio, in particolare a Duino e Lignano, ma anche nelle province di Udine e Pordenone dove la vittoria è stata ampia. Anche il voto regionale, con la sola eccezione di Gorizia, ha visto la debacle del centro destra e soprattutto del Terzo Polo (evidentemente la gente è stufa di chi non sta nè di qua nè di là).


Adesso, però, è venuto il momento di riflettere su alcuni punti. Il primo è quello dell'astensionismo, che è stato comunque alto. Qui dovremmo fare una riflessione sulla capacità di suscitare partecipazione ed entusiasmo. In questo non mi sottraggo, anzi: sono sempre andato dove c'era bisogno, ma adesso si deve fare sempre di più con assemblee, incontri e così via senza lasciare che le grandi decisioni passino solo tramite i ''caminetti''.

Il secondo punto riguarda i rapporti con il Terzo Polo: una discussione è sempre possibile, certo, ma a patto che si passi oltre l'ambiguità dimostrata finora, e si decida dove stare, se da una parte o dall'altra.

Il secondo punto è quello di superare le frizioni che si sono create in alcune parti della sinistra, e che sul territorio hanno pesato. Dobbiamo recuperare un percorso da fare tutti assieme per trovarci pronti ai prossimi appuntamenti.

E quando parlo di appuntamenti, non parlo solo delle prossime regionali, anzi: dobbiamo essere pronti a discutere dei grandi temi che il nostro territorio ci pone, a cominciare con quelli del lavoro e delle infrastrutture. E anche in questo mi metto a completa disposizione.

giovedì 19 aprile 2012

la Cantina Produttori Cormons messa a rischio dall'inerzia della Regione


Non bastano l'impegno, non bastano gli investimenti per milioni di euro fatti dai Produttori di Cormons: l'inerzia della regione mette a rischio una realtà importante per il nostro territorio come la Cantina produttori di Cormons. Lo denuncio in un'interrogazione a cui ho avuto risposta oggi.

Perchè? Perchè il ddl  Disposizioni per la cessione dei beni trasferiti alla Regione con decreto legislativo 10 dicembre 2010, n. 255 …" posto come odg all'aula a febbraio del 2012, da allora è scomparso dall'agenda di discussioni. La motivazione è il timore di una possibile procedura di infrazione europea. «Si stanno svolgendo gli opportuni approfondimenti per evitare che il testo normativo, così come licenziato dalla II commissione consiliare, possa provocare l'avvio di una procedura di infrazione» è la risposta fornita dalla giunta regionale.

Il ddl è infatti urgente per una struttura come la Cantina Produttori di Cormons, che ha visto oltre 17 milioni di euro di investimenti da parte dei produttori, a fronte di solo un milione e 200mila euro di fondi statali per la sua realizzazione. Senza l'approvazione del ddl, è di fatto impossibile l'accesso ai fondi di sostegno. E non si tratta di pochi spiccioli: la disciplina comunitaria in materia di aiuti di stato per il settore agricolo, per gli investimenti connessi alla trasformazione e alla commercializzazione dei prodotti agricoli, prevede percentuali di sostegno importanti.

Si ricorda che l'impianto è in in gestione alla Cantina Produttori di Cormons, ma l’ultima proroga è scaduta il 14 di aprile. L’affidamento è a titolo gratuito, ma la Cantina deve provvedere alla manutenzione, ordinaria e straordinaria. Migliorie e ampliamenti sarebbero invece a carico dello Stato: essendo quest'ultimo senza fondi, a provvedervi è stata la stessa Cantina, preventivamente autorizzata.

E invece di sostenere queste attività che cosa fa la Giunta? Affermando di temere una possibile procedura d'infrazione europea, invece di inviare il documento a Bruxelles per un parere che avrebbe fugato ogni dubbio in pochi mesi, ha richiesto un parere alla Direzione Finanze e adesso all'Avvocatura, con il risultato di impantanare la discussione di un provvedimento così importante per una delle principali realtà produttive della nostra regione.



giovedì 29 marzo 2012

La Lega ci dica: sugli affitti, anche Romoli è comunista?

La Lega ci dica: anche il sindaco di Gorizia è comunista? Anche lui vuole sovvertire l'ordine istituzionale non applicando (come si legge nel documento allegato) le normative regionali di residenza per i contruibuti sugli affitti? Dai Comuni di centrosinistra a quelli di centrodestra, piccoli (San Pier per esempio) e grandi (Gorizia), tutti in pratica stanno disattendendo le leggi create da questo centrodestra nazionale.

E allora, come abbiamo già detto, la Lega Nord deve vergognarsi di una legge che ha messo in difficoltà più i cittadini italiani e i Comuni che altro, ed è una conseguenza della demagogia che li porta a fare leggi antieuropee e contro la Costituzione. Mi domando: quando in giunta a Gorizia è passato il bando, dov'era l'assessore della Lega adesso pronta a correre assieme a Romoli? Dove erano gli assessori della Lega nei comuni di destra che si sono mossi allo stesso modo?

Ma c'è di più da chiedersi: dove erano Udc e Pdl regionali all'approvazione di questa legge in Consiglio regionale che poi, nei Comuni da loro stessi retti, disapprovano? Attendiamo le risposte....

martedì 6 dicembre 2011

Fascista?!?


Ma come si può definire ''fascista'' un documento firmato da Monti e da Napolitano? Sarebbero loro i ''fascisti''? I veri golpe fascisti sono stati nel ventennio, quando non c'erano giunte provinciali da mettere in discussione. Sul merito del provvedimento si potrà anche discutere, sulle stupidaggini che vengono dette senza pensare no. Mi vergogno di avere un presidente della Provincia di questo tipo, e rinnovo la mia stima a Monti e soprattutto al presidente Napolitano.

mercoledì 30 novembre 2011

lunedì 31 ottobre 2011

Il mistero della variante 56

Chi sta bloccando i lavori della variante alla SR56 sul territorio comunale di Gorizia? Chi è che frena l’attuazione di questa importante ed atteso svincolo stradale già finanziato da anni? Sono queste le domande che ho posto all’assessore regionale alle infrastrutture, mobilità, pianificazione territoriale e lavori pubblici Riccardo Riccardi con una interrogazione urgente. La risposta di Riccardi non ha chiarito nulla: pare infatti che nessuno sappia niente di questo iter, anche se dalle parole dell'assessore regionale si intuisce che a non aver adempiuto ai suo obblighi sia il Comune di Gorizia.

E’ una situazione che ormai rasenta il paradossale. E’ dal 2006 che esiste un progetto ed un accordo tra Regione, Provincia e i Comuni di Gorizia e Mossa per attuare la variante alla SR56. Un tratto importantissimo per la vivibilità della gente di Mossa e Lucinico e per una prospettiva di sviluppo della destra Isonzo.
Le ragioni per attuare questo svincolo stradale erano, e sono, almeno tre, una più importante dell’altra:

1. Alleggerire la portata del traffico che letteralmente soffoca le comunità di Lucinico e Mossa.

2. Creare una direttrice per il flusso pesante sulla Udine-Gorizia indirizzata verso la rete autostradale e la rete stradale slovena, escludendo gli abitati.

3. Porre in essere una struttura per il collegamento tra la Zona Industriale di Gorizia (ormai satura), e quella di Mossa, in una prospettiva di ampliamento operativo del Consorzio Zona Industriale e Artigianale goriziano e, nondimeno, di area adeguata ad un'auspicabile attività logistica di retro-porto.

La Giunta Regionale (con DGR 919 del 05/05/2006) ha assegnato al Comune di Mossa 1.600.000 euro e al Comune di Gorizia 1.800.000 euro, mentre la Provincia di Gorizia parallelamente si era impegnata per la costruzione di una rotonda in Comune di Mossa (opera già realizzata). Successivamente la giunta regionale ha stornato il finanziamento di 1.800.000 euro a favore del Comune di Gorizia a fronte di un riconoscimento finanziario pari a 3.250.000 euro per maggiori oneri previsti nel tratto di competenza di detto Comune.

«I lavori in argomento – ha spiegato Riccardi – sono stati assegnati al Comune di Gorizia con atto di delegazione amministrativa l'11.08.1999, ma il finanziamento previsto non copriva tutti gli oneri per la realizzazione delle opere, quindi con successiva delibera la Giunta ha assegnato uno stanziamento integrativo di 3.250.000 euro».

Al momento quindi la rotonda è fatta, il Comune di Mossa ha esperito la gara di appalto per i lavori di sua competenza, mentre quello di Gorizia è ancora al progetto definitivo, come si legge sul sito web ufficiale del Comune stesso. Manca ancora l’approvazione del progetto esecutivo e tutta la procedura d’appalto e assegnazione lavori. Se tutto va bene se ne riparla a fine 2012, ma saranno tempi certi? Non credo. Tanto è vero che ho invitato Riccardi a convocare, per la la prossima settimana, una riunione con il Comune per definire tempi e fondi.

È del tutto evidente che l’anello debole di questa storia infinita è il Comune di Gorizia. Probabilmente il sindaco Romoli, che è anche assessore ai lavori pubblici, non ritiene prioritaria quest’opera, al pari di altre, la quale invece ha una rilevante valenza sia per il vivere quotidiano della gente, sia per le prospettive di sviluppo economico. Questo in dispregio di quanto aveva più volte affermato al consiglio di quartiere di Lucinico. Voglio capire, inoltre, perché la Regione, che è l’ente finanziatore, non si è adoperata tempestivamente per sollecitare il Comune capoluogo a stare al passo con gli altri soggetti attuatori.

Tra l’altro, con questo andazzo c’è il notevole rischio di un ulteriore incremento dei costi di realizzo dell’opera. Spero veramente che ci sia un sussulto di responsabilità perché c’è l’assoluta necessità di questa struttura, la cui vicenda è ormai vergognosamente simile a una telenovela senza fine.

giovedì 29 settembre 2011

Commercio: novità in arrivo

Interventi sulla legge di settore, predisposizione della legge regionale comunitaria 2010 (in consiglio tra ottobre e novembre), e alcuni interventi collocati nella legge di manutenzione: queste le tre azioni che la Regione ha dichiarato di voler portare a favore del commercio contro il proliferare dei grandi commerciali, in risposta all'interrogazione presentata da me e il consigliere Antonaz sulla situazione difficile del commercio di vicinato in Fvg.
La risposta della Regione ha evidenziato che «sulla desertificazione dei centri dei paesi e città, lo strumento individuato per il ''recupero'' di queste situazioni di crisi è stato individuato nei centri commerciali naturali e Centri di via, le cui norme sono state inserite nella legge di assestamento del bilancio», e «analogo discorso va fatto per i negozi di vicinato; mentre è allo studio il sostegno particolare per la vendita dei prodotti a chilometro zero, dopo quello già predisposto dagli uffici regionali dell'Agricoltura».
Concludendo: la cattiva notizia è che non si parla di moratoria, come invece noi avevamo chiesto. La buona è comunque che ci saranno novità in arrivo entro fine anno, e quindi suggeriamo ai Comuni di attendere le nuove norme prima di prendere decisioni.

Terex: la Regione fa lo gnorri!

Una richiesta al ministero per una Cigs di 24 mesi, e il riassorbimento di almeno parte del personale attualmente in forza: queste le due strade che la Regione comunica essere state prese in considerazione sul futuro della Terex, l'azienda che ha tutte le intenzioni (come comunicato alla organizzazioni sindacali) di cessare l'attività in quel di Monfalcone.

Ma, per quanto sia stata sollecitata, nessuna risposta è stata fornita in merito alla creazione di un tavolo di lavoro specifico per la situazione, come da me richiesto ricordando che, in altre occasioni (come ad esempio per la crisi ultima nel distretto pordenonese del mobile) siano stati attivati strumenti di analisi e discussione quali il tavolo degli “attori” del sistema e istituzionali, Regione inclusa.
Questo risponde la Regione alla mia Interrogazione a risposta immediata sul futuro della Terex che rischia di mettere in crisi un centinaio di famiglie che si trovano, di punto in bianco, senza stipendio.

L'assessore al Commercio e al Lavoro infatti mi scrive: «sono in corso trattative tra le parti in vista di una possibile richiesta al Ministero del Lavoro di Cigs per cessazione di attività per 24 mesi, previa sottoscrizione di un apposito accordo governativo. Nell'ambito del piano di gestione delle eccedenze, necessario al fine della stipula di tale accordo, sono in corso contatti con alcune imprese del territorio in vista del possibile assorbimento di almeno parte del personale attualmente in forza al sito di Monfalcone della Terex».

Nella risposta si specifica che «in sede di tavolo regionale di concertazione l'Amministrazione regionale ha condiviso con le parti sociali l'estensione al 31 dicembre 2012 dell'efficacia dei Piani di gestione di tutte le situazioni di gravi difficoltà occupazionale dichiarate». Quanto all'indotto, spesso escluso dalla vigente normativa di Cigs, «l'amministrazione regionale ha appena condiviso con le parti sociali l'aumento delle ore di Cig in deroga utilizzabili nel 2011».

E per Monfalcone? La Regione parla di «piani regionali e provinciali di fronteggiamento della situazioni di crisi», «interventi a difesa del reddito dei lavoratori» come Cigs e Lsu, la riqualificazione professionale, e altri provvedimenti di cui già si sapeva e che sono comunque di valenza regionale.
La mia interrogazione era invece chiara: chiedevo di attivare un tavolo tra Regione, Comune, sindacati per analizzare specificatamente la situazione monfalconese. Quindi mi sono dichiarato per niente soddisfatto della risposta, e già da ora sono pronto a continuare la battaglia accanto a lavoratori e sindacati.

venerdì 26 agosto 2011

Domani convegno sul Porto

Domani, sabato 27 agosto, a Monfalcone, si terrà un convegno sul Superporto.
A parte tutte le discussioni, io proporrò di:

-costituire un’”Autorità portuale allargata” con una nuova idea di governance portuale degli scali regionali che miri al superamento degli attuali modelli gestionali integrando porti, interporti e zone industriali

-fare del Friuli Venezia Giulia un “porto-Regione”

- una nuova legge regionale che integri gli scali regionali [Monfalcone, S. Giorgio di Nogaro] con un nuovo modello organizzativo e gestionale che permetta le capacità operative e assicuri competitività

mercoledì 20 luglio 2011

abolire le Province? Meglio unire i piccoli comuni...

L'abolizione delle Province proposta da Romoli? Solo una 'discussione ''estiva'', che serve a prendere un po' in giro gli elettori e lascia il tempo che trova. Come anche la proposta di Razzini di unire Trieste e Gorizia. Quello che la Regione potrebbe fare, invece, è unificare i piccoli Comuni e non per risparmiare sui costi della politica, bensì sulla burocrazia.



Romoli dovrebbe infatti ben saperlo che la Regione non può abolire le Province: serve una legge costituzionale, e l'occasione c'era la scorsa settimana in Parlamento con la proposta bocciata dal centrodestra (Pdl e Lega) e con l'astensione – discutibile - anche del Pd. Quindi si finisca di parlare a vanvera e ci si occupi di cosa concretamente si può fare per venire incontro ai cittadini.
E questo vale anche per il consigliere Razzini: sa benissimo che la soluzione per il territorio di Trieste dovrebbe essere una grande città metropolitana, e basta. Quindi parlare di unione tra provincie non ha nessun senso.



E allora non c'è niente da fare? No. Una cosa la Regione potrebbe farla: prevedere l'accorpamento tra i piccoli Comuni, magari non mettendo la soglia dei 18mila abitanti di cui ha parlato il presidente Napolitano bensì una più bassa, ma comunque facendo in modo di rendere i servizi più efficienti: per esempio nella Provincia di Gorizia basterebbero cinque Comuni(ovvero Monfalcone, Gradisca, Cormons, Grado e Gorizia) così da garantire i servizi a un costo minore. Ci sono infatti piccole amministrazioni che non riescono più neppure a pagare il personale. E alcuni Comuni questa strada la stanno già percorrendo: penso ad esempio all'unione tra le Polizie municipali, che ha permesso di creare economie di scala notevoli.
Ecco quindi la mia proposta: invece di puntare all'obiettivo impossibile di abolire le Provincie, si cominci con il creare Comuni più grandi invece di tante piccole amministrazioni, non solo per risparmiare i posti di sindaco e consigliere, ma soprattutto per evitare, ai cittadini, le lungaggini della burocrazia.

lunedì 11 luglio 2011

Gherghetta: più umiltà e coerenza, per favore...

Scopro oggi con rammarico per i cittadini dell'Isontino che il neoeletto presidente della Provincia di Gorizia, Enrico Gherghetta, ha già deciso di ''fare il salto'' autocandidandosi alla guida della Regione Fvg, ben sapendo che la sua candidatura significherebbe dimissioni anticipate e nuove elezioni. Ha comunicato questa sua incredibile decisione, prima di renderla pubblica, al segretario provinciale del Pd e al capogruppo del Pd in provincia? E, soprattutto, ha pensato che questa sua uscita è una presa in giro per i cittadini che lo hanno votato con un compito ben preciso: un mandato di cinque anni e un programma da portare a termine? Non credo...

Invece di fare programmi mirabolanti, ascolti quello che lo invito a fare.

In primo luogo, lo invito a lavorare con serietà e umiltà a far sì che Gorizia non condivida più, assieme a Enna, il triste primato di provincia in cui i giovani trovano più difficilmente lavoro.

In secondo luogo, lo invito ad andarsi a leggere la proposta depositata più di dieci mesi fa da tutti i consiglieri regionali del Pd, sulla riduzione dei costi della politica e del numero di consiglieri regionali, una proposta presentata senza attendere le sue ''illuminanti'' uscite.

In terzo luogo, lo invito a guardare un po' la pagliuzza nel suo occhio: quando, nel 2004, presentammo la revisione dello statuto, fu proprio lui, consigliere di maggioranza, a opporsi alla mia ipotesi di riduzione del numero di consiglieri regionali. Alla faccia della coerenza...

Capisco che, nell'attuale deserto di valori, essere coerenti non è più di moda, lo ha ben dimostrato il nostro presidente del consiglio in questi ultimi mesi. Ebbene, non possiamo non constatare che anche nel Pd ci sono dei ''Berlusconini'' privi di valori per i quali la coerenza è un optional. Povera provincia di Gorizia, e povero Pd.